giovedì 24 marzo 2016

Il SEME DELLA FOLLIA è il film più spaventoso degli anni 90?


di WITNEY SEIBOLD

SE uno dovesse fare un'ampia generalizzazione sulla maggior parte dei film di genere, i film horror tendono a essere sulla paura del dolore e della morte, di solito ricorrendo a mezzi violenti. In quanto membri del pubblico tutti possiamo immedesimarci, a livello viscerale, alla paura di essere pugnalati da un altro essere umano. Pertanto, non ci vuole molto - in termini di regia - per raffigurare quella paura nei dettaglio più crudi. Se uno dovesse godersi i film horror al loro livello più superficiale, c'è ancora qualcosa di universale.

Ma un grande film dell'orrore farà qualcosa un po' più in profondità. A un livello, il pubblico si immedesimerà con le vittime e con il loro destino, vivendo il loro panico e il loro dolore. Ma, simultaneamente, i registi ci offrono un amico cinematografico stranamente catartico nel killer. Un grande film horror ci farà notare che anche il killer è una figura in cui immedesimarsi, e che noi, forse, abbiamo il bisogno di provocare morte e distruzione nelle profondità delle nostre anime. E riconoscere quell'orrenda universalità è più spaventoso e disturbante dell'essere semplicemente presi e polverizzati. Non importa quale film horror stiate guardando, il killer sarà attraente.

Sto sollevando la questione per distinguere i grandi film horror da quelli meramente buoni. Un buon film horror minaccerà il vostro corpo. Un grande film horror minaccerà la vostra mente. Venire mutilati è orripilante, certo, ma in termini di più grandi, più oscure, più universali paure, nulla può battere la nozione che la vostra mente stia sfuggendo al vostro controllo. Un grande film horror farà notare che c'è ben poca distanza tra voi e i folli, e che voi - presumibilmente sani - siate a una singola convincente, pericolosa idea di distanza dall'essere dei mostri.

Questo è il motivo per cui il film del 1995 di John Carpenter IL SEME DELLA FOLLIA è il film più spaventoso degli anni 90.


Parlando personalmente, IL SEME DELLA FOLLIA fu un momento cruciale nel mio personale viaggio nel consumo di film. Il film, mentre forse maldestro e impreciso, colpì la mia mente di sedicenne come qualcosa di ineffabilmente profondo, raffigurando la nozione summenzionata - che la pazzia è la paura definitiva, e che l'essere semplicemente introdotto in filosofie pericolose può trasformarvi in una creatura - come la più impressionate, nuova, impossibile idea che avessi mai visto prima. Questo fu il film che vidi semplicemente all'età adatta, e me lo sono portato appresso da allora. Non SHINING, non L'ESORCISTA, nessun altro fantastico classico. Questo non-molto-apprezzato film della metà degli anni 90.

Ma, dopo molte rivisitazioni, posso dire che IL SEME DELLA FOLLIA non solo resiste, ma ha si è solo rivelato essere rilevante universalmente, visivamente creativo, e infinitamente spaventoso. Esploriamo.

Il SEME DELLA FOLLIA parla di un agente assicurativo chiamato John Trent (Sam Neill), un tipo burbero, con i piedi per terra, cinico. Come molti poliziotti e investigatori, Trent è stato esposto a più disonesta che onesta, e ha perso molto tempo fa la fede nell'umanità. “Se tu puoi pensarlo,” dichiara “loro l'hanno fatto.” Un compagno evidenzia che questa sua filosofia non lascia molto in cui credere. Lui concorda, ma ribatte che non lascia nemmeno molto di cui essere delusi. C'è sempre un angolo, una debolezza umana, una spiegazione razionale. Abbiamo visto questo personaggio in molti film. Le sue qualità archetipiche sono in realtà una forza drammatica, che capiremo. In modo gradevole, comunque, Trent è un uomo di classe. Non è un grigio alcolizzato o un bruto non rasato.

Trent racconta il film da dentro un manicomio, quindi sappiamo che le cose non si metteranno bene per lui.


Trent è assunto da una casa editrice(gestita da, di tutte le persone Charlton Heston) per rintracciare un autore scomparso chiamato Sutter Cane. Sutter Cane degli autori più di successo del mondo, chiaramente modellato su Stephen King per popolarità e aspetto, ma molto più simile a H.P. Lovecraft nello stile. Il prossimo romanzo di Cane, NELLE FAUCI DELLA FOLLIA non è arrivato alla data prevista all'editore, e i suoi fa iniziano a diventare irrequieti (ndt. in originale sia il film che il romanzo si intitolano IN THE MOUTH OF MADNESS). Viene inoltre detto che il lavoro di Cane sta avendo...un effetto...sui suoi lettori. Le persone non stanno semplicemente schiumando per l'eccitazione. Sembrano stare diventando letteralmente pazzi.

Trent legge i libri di Cane, scopre una mappa nascosta nelle copertine dei libri, e si dirige a una piccola cittadina del New England per trovare Cane, accompagnato da un editor di nome Linda (Julie Carmen). Linda soccomberà alla follia per prima.

La piccola cittadina del New England, iniziamo lentamente a realizzare, non è interamente reale. Le persone che la abitano assomigliano a personaggi dai libri di Cane, e le situazioni sono simili ad altre scene dai libri di Cane. Trent, un realista, si trova di fronte al fatto reale che sta fronteggiando qualcosa che è in qualche modo reale e di finzione. Cane è diventato così influente, che può alterare la realtà con la scrittura.

Quando leggi un buon libro, voi svanite in esso in un certo modo. Negli stati più alti del rapimento letterario, potete sentire come se il vostro corpo svanisca, e che la finzione ha soppiantato il mondo "reale". Per chiunque sia stato così profondamente emozionato da un lubro, è facile immaginare un lavoro letterario alterare drasticamente la vostra mente al punto di trasformare. Questo è ciò di cui i romanzi di Cane sono capaci — disfare la mente al punto della metamorfosi. Se uno guarda alla questione correttamente, non è ciò che fa tutta la grande arte? Entrare nella vostra testa e cambiare il modo in cui vedete le cose?

E se il mondo è cambiato dalla vostra prospettiva, e un autore può cambiare la vostra prospettiva, allora è una terrificante nozione reale che un lavoro letterario possa introdurre nella vera apocalisse.


IL SEME DELLA FOLLIA parla di quella sfida cognitiva. Vedere qualcosa così audace — e tuttavia così convincente — che il mondo deflagra nel caos. Nei migliori casi d'influenza letteraria, il lettore può evolvere, e lo scrittore sta provando a cambiare le menti in meglio.

Sutter Cane (interpretato da Jurgen Prochnow), comunque, non ha una tale benevolenza. Sta operando sotto l'influenza di antiche divinità malvagie che sono così antiche e così aliene che il solo posare lo sguardo su di loro causa la rottura della mente umana. Cane non vuole mettere a posto il mondo. Vuole forzarlo a tornare allo strano e indescrivibile caos antidiluviano degli antichi. Un caos così esasperante, che niente può fermarlo. Solo contemplare le motivazioni di Cane è terrificante.

IL SEME DELLA FOLLIA evidenzia che qualsiasi ordine vediamo nel mondo non è nient'altro che un illusione temporanea. Ordine e sanità sono solo finzioni. Opinioni popolari. Nozioni malleabili che possono essere disfatte da una buona storia. Il mondo non funzionerà per i realisti duri e puri come Trent, perché è confrontato con cose che non si incastrano nella sua visione del mondo. Il film è, più o meno, la storia di come un ateo duro e puro è improvvisamente messo a confronto con il Diavolo. Lui è impreparato per ciò che vede, lo combatte, e fallisce.

Il film va fuori dai binari? Certo che lo fa. In termini di struttura del film, IL SEME DELLA FOLLIA si dissolve nella sua seconda metà. Scopriamo a metà del film che la missione di Trent per rimanere sano e salvare il mondo dal romanzo apocalittico di Cane è destinata a fallire. Il romanzo verrà pubblicato, farà impazzire la popolazione, causerà la mutazione e il declino dell'umanità (oh si, e per quelli che non leggono, c'è anche un adattamento filmico presto in uscita) Queste cose stanno per succedere. Di conseguenza, i 30 minuti finali del film sono essenzialmente una serie di vignette connesse a casaccio di Trent che incontra Cane e la sua roba magica.  Questo è esasperante per i fan della struttura filmica tradizionale, ed è la critica più saliente de IL SEME DELLA FOLLIA.


Ma alla fine, si è così avvolti nell'estremismo concettuale del film, che non importa. Lo ammetto, imbattersi in queste nozioni all'età di 16 anni le fa sembrare, forse, più complesse e piene di significato di quanto sarebbero per qualcuno nei suoi trentanni. Ma le nozioni sono, penso, ancora terrificanti. Queste nozioni avrebbero potuto esser esplorate in modo più sofisticato da un un regista più abile, ma in quel modo non sarebbe stato così visceralmente eccitante. John Carpenter è un grande esperto dell'arte del cinema, e la sua disinvoltura dietro la macchina da presa dispone per un film immensamente godibile.

IL SEME DELLA FOLLIA bilancia eccellente immaginario horror, alcuni fantastici effetti speciali di creature (ottenuti da Stan Winston), un teso tono da thriller, e qualche terrificante nozione per creare uno dei più inquietanti film del decennio.

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com