giovedì 10 marzo 2016

Le storie più folli sulla realizzazione di Interceptor e Mad Max Il guerriero della Strada



di Abhimanyu Das

A una settimana da oggi (ndt da quando è stato pubblicato l'articolo originale), Mad Max ritornerà sui nostri schermi in Mad Max: Fury Road. Ma quel guerriero della strada sopravvissuto post apocalittico non sarebbe in giro oggi se non fosse stato un due incredibili film, decenni fa.  Ecco tutti i fatti più bizzarri che non avete mai saputo riguardo la realizzazione di Interceptor e Il guerriero della Strada. In più un video esclusivo!

Interceptor (1979):

Ispirazione:

Il regista George Miller è cresciuto in una piccola cittadina nel Queensland, Australia dove ha visto un sacco di incidenti automobilistici. La sottocultura attorno alle auto e alla violenza divenne presto soggetto di preoccupazione per lui, specialmente dopo che perse tre amici in incidenti mentre era teenager. In seguito, come dottore che lavorava in un pronto soccorso, avrebbe visto numerose vittime di incidenti stradali, praticamente quotidianamente. Queste preoccupazioni e queste immagini si accumularono per fornire il materiale grezzo per il film. Come l'ha messa Miller in un intervista del 1979 con Cinema Papers, “Gli Stati Uniti hanno la cultura delle pistole, noi abbiamo la nostra cultura delle auto.” 

Un altra principale ispirazione fu Arancia Meccanica di Anthony Burgess, che scoppiò nel peculiare dialetto della gang di Toecutter. Miller voleva evitare dialoghi che suonassero contemporanei e, con l'aiuto di un giornalista irlandese ossessionato dai film chiamato James McCausland che aveva incontrato a una cena, scrisse una sceneggiatura cosparsa di prosperità di altre lingue .

Il passato medico di Miller tornò utile nella raccolta dei fondi per il film. I fondi pre-produzione furono ottenuti parzialmente tramite guadagni derivanti da tre mesi di lavoro intensivo come medico d'emergenza ambulante (con il produttore Bryon Kennedy come suo autista). Nel processo, inoltre raccolsero molti aneddoti da vittime di incidenti stradali e li incorporarono nel film. 

Fonte: Cinema Papers, Issue 21 (May-June 1979)


Casting:

L'allora sconosciuto Mel Gibson fu scritturato quando accompagnò il suo amico dalla scuola di teatro/coinquilino Steve Bisley (che ottenne il ruolo di Goose) all'audizione. La sua faccia era gonfia e cosparsa di lividi, grazie a una rissa tra ubriachi in cui si era andato a cacciare una settimana prima. L'aspetto malconcio intrigò gli agenti del casting ("Stiamo cercando dei Freaks") che scattarono delle Polaroid e gli chiesero di ritornare una volta guarito. Quando ritornò settimane più tardi, i produttori non lo riconobbero fino a che non indicò la sua Polaroid sulla lavagna del casting. Ottenne la parte dopo aver conquistato le persone nell'ufficio casting con una barzelletta, e aver confermato che poteva certamente guidare. 

Stranamente, c'è un pettegolezzo che questa storia particolare sia solo un mito architettata da Gibson e che il suo look da belloccio fosse il fattore decisivo che gli fece ottenere la parte. C'è una versione della storia del casting che vede semplicemente Miller andare a uno spettacolo in cui Bisley e Gibson erano interpreti, ed essere conquistato dalla fisicità di Gibson e dalla chimica della coppia sulla scena. 

Data la sua preoccupazione per il Cattolicesimo durante la sua carriera, inoltre non è una sorpresa che Gibson sia ritornato al ruolo due volte. Terry Hayes, co-autore de Il Guerriero della Strada, disse che quando parlò per la prima volta a Gibson riguardo al suo ritorno per interpretare Mad Max Oltre la Sfera del tuono, lui descrisse il personaggio come "Gesù in cuoio nero." 

Fonte: Hero Complex


George Miller era preoccupato che non avessero i soldi per assoldare il veterano della Royal Shakespeare Company Hugh Keays- Byrne per interpretare il cattivo, Toecutter. Dopo molto su e giù, Keays-Byrne accettò di aggregarsi al cast ma solo se avesse potuto portare con se il gruppo di attori che avrebbe interpretato la gang di Toecutter. Miller non aveva i soldi per pagare il volo a tutti da Sidney  quindi pagò affinché le loro moto (tutte Kawasaki) fossero spedite da Sydney via treno.

Keays-Byrne e la sua coorte quindi fecero in moto tutta la strada da Sydney a Melbourne, dove il film era girato. Abbastanza stranamente, il viaggio divenne un involontario metodo di preparazione in quanto i giorni sulla strada li aiutarono a legare e a entrare nello stato mentale di una gang di biker. Miller inoltre aveva un accordo con la polizia locale, dando a ogni attore una lettera su carta intestata dello studio, che certificava che loro erano con la produzione. Questo gruppo inoltre visse separato dagli attori che interpretavano i poliziotti (che erano beffardamente chiamati "i bronzi")- e in alloggi di qualità inferiore. Questo era un modo inventato da Miller, per aiutare a creare tensione sia davanti alla camera che sul set. Secondo Keays-Byrne, erano perpetrate un sacco di "attività illegali" e le lettere dello studio erano praticamente dei "esci fuori gratis di prigione."

Fonte: Empire Magazine, October 2002

Produzione:

Grazie al magro budget di 350,000 dollari, molti aspetti della produzione furono messi assieme al volo. Veri bikers— inclusi membri di un biker club chiamato the Vigilantes come anche il capitolo locale degli Hell’s Angels—furono usati in molte scene d'azione. Alcuni di questi bikers—come anche alcuni autisti— vennero pagati in 'slabs' (slang per pacchi da 24) di birra.

Art director Jon Dowding rubò la segnaletica e gli oggetti che possono essere visti fuori del negozio dove Jessie prende il gelato, fuggi con essi nella mattinata e li riportò di notte dopo che la scena fu completata.

Dato quanto costoso fossero i costumi di cuoio, solo Gibson e Bisley indossarono cuoio autentico. Tutti gli altri indossarono vestiti in vinile.

La maggior parte del film fu girata usando una vecchia lente malconcia che Sam Peckinpah aveva usato una volta per The Getaway. Miller stesso è andato oltre ciò che generalmente ci si aspetterebbe da un regista. Personalmente spazzò via il vetro dalla strada dopo che le scene furono completate. Montò il film a mano nella sua cucina. Sacrificò persino il suo vecchio Mazda Bongo, Il van blu visto distrutto nell'inseguimento iniziale.


A dispetto del budget ristrettissimo, comunque, Miller e compagnia si basavano tutti sulla verosimiglianza. Molte delle scene d'azione furono girate a velocità reali. La scena del contachilometri di Goose che segna 180 km/h è reale, filmata dal coraggioso DP David Eggby mentre era aggrappato dietro una moto con una telecamera da 35mm.

Dati tutti i rischi corsi dalla troupe, è ironico che molte delle ferite più gravi sofferte durante la produzione non ebbero luogo mentre si filmava. Lo stuntman principale Grant Page (pagato in tutto 1000 dollari a settimana per il suo lavoro nel film) e Rosie Bailey, l'attrice originariamente scritturata come la moglie di Max, stavano correndo sul set su di una moto, cercando di fare una ripresa mattiniera Gli fu tagliata la strada da un autocarro e schiantarono la moto. Entrambi si ruppero le gambe, il che fece rimpiazzate Bailey da Joanne Samule e fece mettere da parte Page per un po'.

Nonostante la gamba rotta, Page comunque eseguì alcuni dei più impressionanti stunt nel film, incluso un o in cui salta l'Interceptor attraverso un caravan durante l'inseguimento iniziale. Un'altro stuntman—Gerry Gauslaa—infranse un record mondiale quando guidò la sua moto a quattro cilindri per 28 metri e saltò da essa a mezzaria.

Poi ci furono le riprese della morte di Nightrider, quattro secondi sullo schermo che presero tre giorni per essere filmati. Il processo coinvolse l'uso di un razzo vettore militare per spingere l'Holden Monaro truccato alla velocità di 120 km/h per 36 metri prima di terminare nel feroce scontro richiesto.  All'epoca in cui le riprese erano finite, quattordici veicoli erano stati distrutti e ogni schianto era stato girato in un ciak. Gli stunt erano così impressionanti che suscitarono un po' di gelosia professionale negli ambienti internazionali - c'era un gossip diffuso in seguito da stuntmen americani che un motociclista fosse stato ucciso nella ripresa durante la sequenza del ponte dove un biker viene colpito alla testa da una moto volante. Grant Page vorrebbe che tu sapessi che non è vero.

Fonte: Mad Max DVD commentary, Empire Magazine article


I Veicoli:

L'Interceptor gialla di Max era una  Ford Falcon XB sedan del 1974 con un motore da 351 pollici cubici Cleveland V8.  il “Big Bopper” di Roop e Charl era anche un Falcon del 74 ma aveva un 308 pollici cubici V8 invece di un 351. Entrambi erano macchine della polizia Vittoriana dismesse. La famosa Pursuit Special nera di Max era una Ford XB Falcon GT351 del 1973, modificata dal gruppo di meccanici di Murray Smith, Ford Australia di Peter Arcadipane, e altri. Modificazioni includevano il non-funzionante compressore (aggiunto per il suo fascino estetico) e il frontale del Concorde, un accessorio relativamente raro che in seguito diventò pubblico grazie alla sua crescente popolarità. Dopo che le riprese furono ultimate, la macchina fu portata in giro per il paese come parte della campagna promozionale del film e, in seguito messa in vendita. Non ci furono acquirenti interessati, e ritornò sotto le cure di Murray Smith. 

Molte delle mote usate nel film erano Kawasaki Kz1000s donate da un concessionario locale chiamato La Parisienne. 

Fonte: Mad Max Movies


Il Guerriero della Strada (1981):

Ispirazione:

L'ispirazione principale per il sequel derivò direttamente dalla ricezione del primo film. Miller trovò che Mad Max sembrava tardursi similmente attraverso le culture, sovrapponendosi sulla motologia di ogni paese in cui era popolare. Come ha spesso osservato, i Giapponesi lo equiparavano ai film di samurai, gli Europei lo avrebbero comparato agli spaghetti wester e via così. Miller realizzò che nel realizzare il primo film, aveva - inconsapevolmente - reiterpretato una qualche universale definizione di eroismo.

Per il secondo film, decise di esplorare ulteriormente quel concetto e, questa volta, volontariamente. Questo sforzo lo condusse all'Eroe dai Mille volti di Joseph Campbell, un libro sulla figura dell'eroe classica che ha trasceso differenze storiche e culturali. Miller credeva che il cuore del successo del primo film fosse riassunto precisamente nel libro di Campbell. “Quindi decidemmo di espanderlo,” ha detto Campbell in un intervista per Films in Review. “Decidemmo di vedere se potevamo creare un vero eroe.” 

Fonte: Films In Review, “George Miller” by Pat Broeske


Personaggi:

Parte della strategia di pre-produzione di Miller era di preparare storie di background per tutti i personaggi. La backstory di Lord Humungus era che lui era un alto ufficiale orribilmente sfigurato e un fine stratega. Wells ricorda che “Wez era un veterano del Vietnam che aveva combattuto lungo molte battaglie...Lo consideravo un innocente spazzato via in tutto questo, che difendeva ciò in cui credeva.” Bruce Spence  disse che lui e Miller immaginavano Gyro Captain come "venale, un chiacchierone assolutamente senza dignità...Sembravamo d'accordo che lui potesse essere un venditore di auto usate o un consulente di Pubbliche relazioni. Se George Bush Jr. fosse stato in giro all'epoca, probabilmente l'avrei modellato su quel bastardo!” 

Fonte: Hot Dog Magazine: “Still Crazy After All These Years” by Pavel Barter

Fantastic Films #30, “Mad Max 2: The Road Warrior” by Blake Mitchell and Jim Ferguson


Produzione:

Il film fu girato nell'inverno del 1981 in una remota cittadina mineraria chiamata Broken Hill, a 800 miglia a ovest di Sydney. La riserva di minerali della cittadina era finita, causando il trasferimento di molta della popolazione . Questo la rese una fonte non solo di alloggi a buon mercato ma diede una certa aria di desolazione post apocalittica che non poteva essere replicata in uno studio. Il risultato fu una città fantasma resa surreale da dodici settimane di occupazione da parte di una gang di gente del cinema scapigliata e desiderosa di adrenalina.

Mel Gibson sgattaiolava nella città nella sua Mini, indossando (per qualche ragione) ciabatte, un ostentazione che gli abitanti della città trovavano strana ma a cui si abituarono presto. Inoltre si abituarono a uomini mezzi nudi che gironzolavano in tenute sadomaso. Virginia Hey, l'attrice che interpretava la guerriera, ricorda l'arrivo nella città nel mezzo di una tempesta, solo per essere accolta dalla vista di Vernon Wells andandosene in giro un una nuvola di polvere con una cresta da punk e le chiappe in bella vista Comparse furono reclutate nella popolazione locale ma, apparentemente, non tutti sapevano delle riprese. Un postino una volta bruciò un segnale di stop mentre veniva filmato un inseguimento, solo per incontrare la gang di sciacalli punk e fuggire in preda al terrore.

Fonte: Hot Dog Magazine: “Still Crazy After All These Years” by Pavel Barter


Le Natiche:

Costume designer Norma Moriceau fu ispirata dall'offerta in vetrina a una boutique sadomaso che era attigua alla sua casa di Sydney. Molto del vestiario fu messo assieme lungo il corso di numerosi viaggi a rigattieri, negozi di seconda mano e vari outlet specializzati in cuoio. Moriceau originariamente voleva che il sedere di Wells fosse nudo ma un lembo si rese necessario, per via del suo bisogno di saltare su e giù dalla moto costantemente. Gibson chiamava Wells "sedere a barometro" sul set. Perché? Wells ricorda, “quando le mie natiche diventavano viola sul set, mandavano tutti nel bus così potevamo riscaldarci.” 

Il suo non era l'unico fondo schiena blu in vista. I locali di Broken Hill avevano promesso tempo caldo attraverso la metà dell'anno ma non doveva andare così. Co-autore Brian Hannant ricorda, “abbiamo avuto forse sei o otto giorni caldi. Piovve; il vento era terribile. I costumi erano tutto pensati per un clima caldo, solo tanga per alcuni di loro. Non avevo mai visto così tanti sederi blu in vita mia. Davvero blu. Il negozio locale dell'esercito della salvezza non aveva più cappotti pesanti. Tutto ciò che vedevi sul set erano queste file di cappotti pesanti.” 

fonti : Hot Dog Magazine: “Still Crazy After All These Years” by Pavel Barter

Starburst Magazine, Vol 4, No. 9, “Mad Max 2” by John Baxter


Il cane:

Il cane di Max, (chiamato in effetti “Cane”) era un Queensland Heeler salvato da un canile RSPCA il giorno prima che fosse abbattuto. Cane si distinse prendendo una pietra in bocca  e lasciandola cadere ai piedi di Miller. Sfortunatamente, data la materia del film, venne fuori che Cane  era terrorizzato dalle auto. Il problema fu aggirato imbottendo le orecchie di Cane con il cotone durante le scene più rumorose. Inoltre trascorse il suo tempo sul set mostrando affetto per Bruce Spence ("Capitan Gyro") il cui personaggio avrebbe dovuto attaccare. Spence ricorda, “l'unico modo in cui avrei potuto farmelo saltare alla gola era giocare con lui per ore, facendogli mordere la mia sciarpa. Questo è quello che stava facendo quando la girammo.” Cane era gestito dalla stuntwoman Dale Aspin, che in seguito lo adottò. 

Fonte : Hot Dog Magazine: “Still Crazy After All These Years” by Pavel Barter

Fantastic Films #30, “Mad Max 2: The Road Warrior” by Blake Mitchell and Jim Ferguson

Gli Incidenti:

Il secondo film ha avuto la sua quota di stunt pazzi e incidenti spettacolari. Uno di questi incidenti è effettivamente nel film - una scena che includeva motociclista che si schiantava in una macchina, essere sbalzato dalla sua motocicletta, sbattere la gamba nella macchina e poi sfrecciare davanti alla telecamera Lo stuntman—Guy Norris— non era previsto che sbattesse la sua gamba sulla macchina. Sfortunatamente, all'impatto, la macchina si alzò nell'aria e impattò in pieno la gamba di Norris. Il poveretto aveva appena recuperato da una precedente ferita alla gamba e questo particolare incidente piegò la placca d'acciaio nella sua gamba di 20 gradi nella direzione sbagliata.  Una riproduzione a rallentatore della scena in effetti mostra la sua gamba a un angolo innaturale. 

Il giorno seguente, lo stuntman "Mad" Max Aspin girò una scena in cui speronò un veicolo a 80 Kmh attraverso un muro di macchine allo scasso e fece testa coda fino a un fosso. Eseguì lo stunt senza un graffio la prima volta ma, insoddisfatto del risultato, provò di nuovo. Questa volta, si ruppe una vertebra e un tallone quando la macchina si capovolse. 


Incidenti capitarono anche fuori dal set. La Stuntwoman Dale Aspin (la moglie di Max) si prese qualche giorno per lavorare su di un altra produzione. Cadde da un filo sospeso tra due edifici e fini per rompersi la stessa vertebra di suo marito.

L'incidente più insolito, comunque, non fu nemmeno correlato alle riprese. Lo Stuntman Kim Noyce era annoiato nel suo giorno libero e decise di andare in motocicletta fino al set per vedere cosa stava succedendo. Max Aspin ricorda, “Fuori nella pianura...sorpassò una carovana di cammelli...rallentò per salutare il carovaniere e dimenticò che i cammelli potessero non gradire il rumoroso motore su di giri della motocicletta  Uno di loro scalciò con entrambe le gambe e lo sbalzò in aria, rompendogli una caviglia. Il tipo era così imbarazzato che disse alle persone che si era schiantato con un auto a 140 kmh.” 

Fortunatamente, lo stunt più pericoloso dell'intero film - il ribaltamento della cisterna nella scena clou- andò liscio senza incidenti. Dennis Williams, il guidatore del camion, non gli fu consentito di mangiare per 12 ore prima che la scena fosse girata, una precauzione pensata per ridurre potenziali complicazioni se avesse dovuto essere portato di urgenza nella chirurgia d'emergenza. Un elicottere e un ambulanza era in allerta e molti membri della produzione rifiutarono di guardare. Era qualcosa che Williams non aveva mai fatto e doveva essere fatto in un solo ciak. Fortunatamente per tutti quelli coinvolti, ce la fece. 

Fonte: Starburst Magazine, Vol 4, No. 9, “Mad Max 2” by John Baxter

Truckin’ Life Magazine, “Lights, Camera, Action...Roll ‘Em” by Mark Gibson


L'auto:

La stessa 1973 Ford Falcon nera che era stata usata nel prima film fu riportata nel secondo.  Kennedy e Miller riacquistarono l'auto per la nuova produzione e la fecero modificare ulteriormente, aggiungendo un grande serbatoio di gas nel retro mentre gli davano un look malconcio in genere. Grazie al più ampio budget per Il Guerriero della Strada, la produzione si poteva permettere un duplicato dell'auto. Fu usato per molte delle sequenze di guida mentre quella originale in molti degli interi e piani ravvicinati. Fu il duplicato che venne distrutto quando la sceneggiatura richiese la demolizione della macchina di Max. L'originale rimase intatta e passò di mano parecchie volte lungo gli anni. Ha passato un po' di tempo nel Cars of the Stars Motor Museum e, secondo madmaxmovies.com, è adesso parte della Dezer Collection in Florida. I fan da allora hanno costruito centinaia di repliche.

Fonte: Mad Max Movies

Fonti aggiuntive:

The Mad Max Movies by Adrian Martin

TRADUZIONE a CURA di:DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:io9.gizmodo.com