mercoledì 9 marzo 2016

Il Sogno Americano: Una prospettiva internazionale attraverso i film

di  Chiara Spagnoli Gabardi 

Con i due nuovi documentari sull'apparente perdita del Sogno Americano, forse è tempo di fare un passo indietro per una prospettiva globale.

Diciamo che l'erba del vicino è sempre più verde. Mentre le persone dagli USA sognano di trasferirsi in Europa, il Sogno americano perdura fra quelli che non vengono dalla terra a stelle e strisce. Il mito che ha spinto uomini e donne di tutte le età e nazionalità a lasciare i loro paesi di origine e andare in un posto dove il duro lavoro è ripagato ancora persiste. Comunque, stando ad alcuni, l'idea dell'America come Terra Promessa si sta sbriciolando.

Noam Chomsky, uno dei più prominenti e influenti intellettuali e attivisti del nostro tempo, affronta questo problema nel nuovo documentario Requiem for the American Dream. Mette in chiaro i principi che perpetuano la concentrazione delle ricchezze e del potere nelle mani di pochi selezionati. Dunque spiega come noi non possiamo più credere che chiunque possa essere un professionista che si fa da se che va dalle stalle alle stelle.

In questa lunga intervista documentario - filmata nell'arco di quattro anni dal premiato regista Peter Hutchinson, e Kelly Nyks e Jared P.Scott - Chomsky estrae le fonti che ci hanno portato al crocevia di una diseguaglianza storicamente senza precedenti. Inoltre espone con scottante chiarezza le forze e le politiche dietro la campagna coordinata per concentrare la ricchezza e la legislazione a vantaggio dell'un per cento della popolazione.

Requiem for the American Dream fornisce una chiara, accessibile spiegazione di come mezzo secolo di politiche abbiano fatto a pezzi il lavoratore Americano, sconfitto il salario minimo per vivere dignitosamente, collassato il sogno di possedere una casa, e abbiano mandato alle stelle il costo dell'istruzione superiore. Nel documentario, Chomsky ricorda come durante la Grande Depressione, che ha sperimentato in prima persona, molti membri della sua famiglia fossero lavoratori disoccupati. Era pessimo, molto peggio soggettivamente di oggi, ma c'era un'aspettativa che le cose stessero per andare meglio.


Oggi, il mondo ha perso la speranza, incluso fuori e dentro l'America. Coloro che non sono cittadini USA. e vogliono inseguire il Sogno Americano sono in guardia. Loro credono che la terra delle opportunità gli garantirà la possibilità di realizzare i loro sogni; per via del fatto che nei loro paesi d'origine la situazione potrebbe essere peggiore. Ma sin da quando il collasso di Lehman Brothers e . la crisi degli alloggi USA ha causato la crisi globale, l'entusiasmo degli aspiranti immigranti ed espatriati è più composto. Guardano agli stati uniti con vigile scetticismo.

Oltretutto, il disincanto non viene esclusivamente dalla generazione di Chomsky, che è stata testimone della regressione. La Generazione Y è forzata ad attenuare le sue grandi aspettative. Quasi metà dei giovani crede che il Sogno Americano sia morto, secondo un report da Generation Opportunity. Il documento mostra come quasi il 70 per cento dei laureati del 2014 ha un debito di prestito studentesco media di 30,000 dollari a persona. I guadagni medi per i laureati sono incrementati solo del sei per cento dal 2007 al 2014. Ci sono più giovani oggi che guadagnano meno di 25,000 dollari all'anno di quanti ce ne fossero negli anni 90.

Alcuni si potrebbero chiedere se sia meglio inseguire il sogno di auto realizzazione nel vecchio continente. L'ultimo documentario di Michael Moore, Where to Invade Next, è una lettera d'amore a tutte le cose che l'Europa fa meglio, dall'istruzione gratuita alla detenzione delle persone. Mentre Moore visita scuole, posti di lavoro, ospedali, e prigioni, il film cresce in un'appassionata protesta riguardo al crescente gap di disuguaglianza Americano, la scomparsa della classe media e un'economia basata sull'esercito Ma ci vogliono gli occhiali rosa per pensare che l'Europa gerontocratica sia l'ideale sostituto per le giovani generazioni per seguire il Sogno Americano. Comunque, sicuramente rimane il posto più affascinante dove viaggiare o trasferirsi dopo il pensionamento.


D'altra parte, cineasti Europei spesso glorificano il Sogno Americano da una prospettiva straniera, come l'Italiano Gabriele Muccino fece nel 2006 con La Ricerca della Felicità, interpretato da Will Smith. Il film drammatico/biografico racconta la storia dell'imprenditore americano, investitore, e autore Chris Gardner, che ha lottato per quasi un anno come senzatetto mentre cresceva il suo figlio neonato Christopher, Jr. Prima di stabilire il suo benessere.

Se guardiamo ulteriormente alla filmografia che esplora il tema del Sogno Americano attraverso la Storia, ci sono molte deliziose gemme del cinema che mostrano come lavorando duramente diventerai ricco, di successo, e felice. Ma proprio come il discorso di Noam Chomsky, persino i vecchi film criticano il nucleo capitalista del sogno. Ad esempio, l'iconico Quarto potere del 1941 di Orson Welles funge da storia ammonitrice riguardo i pericoli del raggiungere un grande successo. Il segreto al centro della storia (Il senso dietro "Rosabella") fornisce la critica centrale del film al Sogno Americano. La misera semplice infanzia di Charles Foster Kane, simbolizzata dalla sua slitta, è stato l'unico momento in cui si sia sentito felice nella sua vita. Questa è una felicità che la ricchezza non potrà mai rimpiazzare, a dispetto delle promesse del Sogno.

Nel 1969, Easy Rider è stato uno dei primi film della New Hollywood ed è diventato l'emblema della controcultura, ancora una volta criticando il Sogno Americano. Dopo aver ricavato un ingente somma di denaro da un affare di droga con i Messicani, due Hippy, Wyatt e Billy, fanno un viaggio sulla strada nella speranza di vivere beatamente in Florida. Lungo la strada, incontrano George Hanson, brillantemente interpretato da Jack Nicholson, che ci da il messaggio del film. Dichiara che mentre l'America parla costantemente della libertà, è segretamente ostile a chiunque sia davvero libero. In altre parole, chiunque vuole realizzare il Sogno Americano, ma nessuno vuole vedere chiunque altro realizzarlo.


Inoltre, il film che rappresenta la massima critica verso la società che serve l'onnipotente dollaro è Wall Street del 1987, dove la frase pronunciata da Gordon Gekko la riassume: "l'avidità è Buona." Il film è sulla scelta tra due versioni confliggenti del Sogno Americano, una che rifiuta questa frase e una che l'accoglie. In questa prospettiva, il tema è esplorato ulteriormente da Jordan Belfort, il vero Gordon Gekko, brillantemente interpretato da Leonardo diCaprio in The Wolf of Wall Street del 2013 dove il Sogno Americano è al suo stato più viscerale e basso .

Tutti questi film rimproverano gli Stati Uniti per essere orientato ai soldi, negando il lato della vita più umano. Comunque, l'America oggi sembra essere incapace di garantire persino i benefici finanziari dei "vecchi tempi."Adesso, la nuova legislazione del welfare è quasi esclusivamente orientata verso le elite. Quindi la domanda che si presenta è: quale posto presenta possibilità per le persone di guadagnare una rendita prosperosa e successo nei loro obbiettivi economici o sociali? Il tempo in cui l'occidente era il posto dove trasferirsi potrebbe essere finito. Adesso, si discute, dovresti andare a Oriente.

Molti documentari hanno illustrato l'ascesa dell'Asia, ed è palese quanto l'emisfero orientale del globo rappresenti la nuova terra delle opportunità, non solo nelle tendenze economiche e demografiche, ma inoltre nella politica e nella cultura. Nessuna meraviglia che il 21° secolo sia definito nel cinema e dai media come il secolo Asiatico, in opposizione al 20° Secolo Americano e il 19° Secolo Inglese.


Oggi l'oriente è la nuova terra delle opportunità. Una recente pellicola, adesso nei cinema, rappresenta in maniera molto efficace quanto l'Asia dell'est sia la Mecca dell'auto realizzazione del nostro secolo: Already Tomorrow in Hong Kong. Questo film di 78 minuti parla di una donna di Los Angeles, di discendenza Cinese, che visita Hong Kong per affari. In contra un Americano Wasp espatriato che lavora nel settore finanziario che è più informato riguardo alla cultura Cinese di quanto lo sia lei. I due sviluppano un'amicizia romantica mentre esplorano varie parti della città, da Lan Kwai Fong e Central a Chungking Mansions e Temple Street. Nel film, la metropoli Asiatica è una versione futuristica della Città che non dorme mai.

New York paragonata a Hong Kong ha acquisito un irresistibile fascino vintage. Inoltre, la trasformazione orientale si è diffusa nella cultura popolare, dal cibo alla moda, dall'intrattenimento all'industria . Non bisogna dimenticare che l'India è sempre stata la più grande industria cinematografica del mondo. Bollywood produce più film di Hollywood, con una crescita annua del 12.6 per cento, in opposizione al 5.6 per cento della Città degli Angeli.

America ha raggiunto vari risultati attraverso la sua Storia e ha rappresentato un esemplare faro di speranza e crescita, ma adesso sta fronteggiando un blocco. Quindi ci si potrebbe chiedere se la sua fabbrica dei sogni chiuderà per sempre un giorno. Questa non è la prima crisi che l'America abbia fronteggiato, e in passato è sempre risorta dalle sue ceneri.

Non tutti sapranno che prima che l'aquila calva fosse scelta nel 1782 per essere il. Grande sigillo degli USA, una Fenice fu inizialmente suggerita per essere inclusa nel simbolo. Siamo tutti consapevoli che la Fenice si da fuoco, muore, e poi rinasce - quindi potrebbe essere il destino degli Stati Uniti e del Sogno che incarna. Dovrà sbriciolarsi per ricomporsi, più forte che mai in un nuovo 21° Secolo.

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:denofgeek.us/