martedì 22 marzo 2016

Sapevate che il film LA BAMBOLA ASSASSINA è basato su eventi REALI?


Di BRAD STEVENS

Più spesso che no, il primo migliore amico di un bimbo è un animale di pezza o una bambola. Sfortunatamente, quando quella bambola è il vascello posseduto di un maniaco omicida, il risultato non è così dolce. Ne LA BAMBOLA ASSASSINA del 1988, il serial killer Charles Lee Ray è in fuga dalla polizia quando si imbatte in un negozio di giocattoli. Lì lui usa il voodoo per trasferire la sua anima in una bambola Tipo Bello. Per quelli di voci con un avversione alle bambole malvagie, sarete estremamente angosciati di scoprire che la storia di Chucky porta una fortissima rassomiglianza con la storia di Robert the Doll e si vocifera essere parzialmente basata sugli eventi.


Robert the doll era il migliore amico di Robert Eugene Otto, di Key West, Florida. Era una bambola imbottita di paglia di un metro in un vestito da marinaretto che era un regalo fattogli da uno dei servitori delle Bahamas della famiglia di Otto nel 1906 . Si crede che questa particolare servitrice fosse stato vittima di abusi per mano dei genitori di Gene. In un tentativo di esigere la sua vendetta, la giovane servitrice usò la sua estesa conoscenza del voodoo per gettare una maledizione sulla bambola.


Robert e Eugene diventarono rapidamente migliori amici. La bambola accompagnava Eugene dappertutto, persino ottenendo un posto alla tavola della famiglia. Ma qui è dove la dolcezza finisce. Non ci volle molto prima che i genitori di Eugene iniziassero a notare alcuni strani episodi. Anche se erano abituati a sentire Eugene che parlava a Robert, fu un po' inquietante quando iniziarono a sentire quello che pensavano essere Robert rispondere. All'inizio, credevano che fosse solo Eugene che cambiava la sua voce, comunque, presto scoprirono che questo non sembrava essere il caso.

Più a lungo Robert stava con la famiglia Otto più strane si facevano le cose. In molte occasioni, i genitori di Eugene si svegliavano nel cuore della notte al suono del mobilio che veniva spostato nella stanza di loro figlio. Quando entravano, avrebbero trovato il giovane Eugene nascosto nell'angolo spaventato. Lui avrebbe prontamente sostenuto che “Robert l'ha fatto”. Nonostante gli "sfoghi" di Robert, rimase comunque un caro amico di Eugene, che crebbe per diventare un notevole scrittore e artista.


Dopo la morte dei genitori di Eugene, ritornò alla casa di famiglia per trovare Robert chiuso nella soffitta. Nonostante le proteste di sua moglie, Eugene spostò la bambola dalla soffitta e gli diede un posto nella casa affacciato a una finestra affinché potesse vedere la strada. Liberato dalla sua prigione in soffitta, Robert ricominciò di nuovo a comportarsi in maniera strana. Passanti sostenevano di aver visto la bambola muoversi di stanza in stanza e spiare da ogni finestra. Avendone abbastanza delle sue stranezze, Eugene riportò la bambola nella soffitta.


Eugene morì nel 1974, dopo di che Robert fu rinchiuso in un baule e lasciato nella soffitta. Rimase lì fino a che una nuova famiglia non si trasferì nella casa. La bambola fu scoperta dalla figlia di dieci anni della nuova famiglia che se innamorò immediatamente. Senza perdere un copo, Robert ritornò a lanciare mobili e a terrorizzare la sua nuova famiglia. Rinchiuso nuovamente, Robert fece ritorno alla soffitta, ancora una volta evitando il bidone della spazzatura per chissà quale ragione.


Oggi Robert risiede nel Key West Museum dove è in mostra dietro uno strato di vetro di sicurezza. Lui è ancora un istituzione popolare, ricevendo frequenti visitatori. Sfortunatamente, Robert non ama molto le foto e se l'è presa con quelli che l'hanno fotografato senza permesso. Questo è il motivo per cui molti visitatori hanno lasciato lettere di scuse a Robert che decorano le pareti della sua nuova casa.

TRADUZIONE a CURA di:DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com/