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giovedì 7 novembre 2013

Citizen Toxie - The toxic avenger 4 di Lloyd Kaufman



La Trama
Melvin Junko era un adolescente sfigato come tanti ma uno scherzo particolarmente crudele e un camion di rifiuti tossici che passava per caso lo trasformarono in un mostro verde. Il giovane Junko cessò di esistere e al suo posto nacque Toxic Avenger, il vendicatore tossico, il primo super eroe di Tromaville.
Durante la giornata dell'orgoglio messicano, nella scuola per ragazzi "speciali" di Tromaville fa irruzione la Mafia del Pannolino, un branco di idioti armati fino ai denti e vestiti da bebé.
La situazione è tanto critica da richiedere l'intervento di Toxie e del suo sidekick obeso, Lardass.
Sgominata in modo sanguinoso la banda di dementi, Lardass si sacrifica per impedire che una bomba esploda. Il tentativo non riesce e l'esplosione spedisce Toxie nella realtà parallela di Amortville e il suo doppio malvagio Noxie nella sua realtà. Il vendicatore tossico, in compagnia di due ragazzi "speciali" e di un ragazzo cui è rimasta solo la testa, se la dovrà vedere con la sua controparte malvagia che ha stretto un alleanza con il capo della polizia di Tromaville, uomo dalle spiccate sampatie naziste. Nel frattempo nell'utero della moglie cieca di Toxie si sta svolgendo una lotta tra il bene e il male, tra il feto di Toxie e quello di Noxie.

Toxie e il suo doppio malvagio Noxie
Il Regista
Abbiamo già parlato dell'irriverente Lloyd Kaufman in occasione della recensione del folle Poultrygeist.


Il Cast
Quando si parla di un film della Troma più che parlare dei protagonisti è più interessante dedicarsi ai numerosi personaggi che fanno dei camei.
Si va da Lemmy Kilmisteir dei Motorhead, presenza costante nelle produzioni della Troma (basti ricordarlo come narratore in Tromeo e Juliet), al famoso attore porno Ron Jeremy (qui nelle vesti del religiosissimo sindaco di Tromaville),arrivando a Stan Lee, voce narrante del film. Altre comparse di un certo rilievo sono Hugh Hefner, il regista di Hostel Eli Roth, l'ex-Goonie Corey Feldman e non si può non citare lo stesso regista Lloyd Kaufman in un cammeo davvero fuori di testa.


Ron Jeremy e Lloyd Kaufman
Scene Cult
L'intero film.


Personaggi Cult
La squadra di supereroi messa insieme dal sindaco di Tromaville per combattere Noxie composta da: Vibrator, supereroina il cui potere è dato da un enorme vibratore, Mad Cowboy, una mucca antropomorfa vestita da cowboy, Masturbator, il cui nome non necessita di spiegazioni, l'Uomo delfino, per l'appunto un uomo delfino e il Sergente Kabukiman, supereroe avente i poteri del teatro kabuki.


Il sergente Kabukiman "rassicura" la popolazione di Tromaville
...e Quindi?
Citizen Toxie è la summa e l'apice dello stile Troma.
Irriverente fino all'eccesso e oltre, carico di un umorismo certamente non molto sottile, popolato da personaggi inverosimili e caricaturali. Qualsiasi fascia sociale, gruppo etnico e orientamento religioso risulta sbeffeggiato nei film della Troma. Non si salva nessuno. Ci troviamo davanti all'anti Politically Correct. Questo, unito alle efferatezze e alle volgarità cartoonesche sovrabbondanti, ne fa un cinema per spettatori con il pelo sullo stomaco e dal forte senso dell'umorismo. Guai a prendere sul serio quello che sta passando sullo schermo, si rischierebbe di far la figura dei cretini e lasciarsi sfuggire un abbuffata di risate. Un altra caratteristica propria del cinema della Troma e di Kaufman è l'onestà intellettuale: i film sono visti per quello che sono, goliardate eccessive e divertentissime, e non c'è alcuna velleità di autorialità o elitarismo. (Per capire quanto la Troma sia cosciente di se stessa basta vedere il monologo "epico" pronunciato dallo stesso Kaufman in Terror Firmer per incitare la sua troupe)
Citizen Toxie è un antidoto a tanto cinema americano, formalmente perfetto ma in fondo imbrigliato e privato di quella voglia di divertire e divertirsi.
Caratteristiche queste ultime che trovano proprio nella Troma e nei suoi film il loro naturale habitat.


Frase Cult

"Quindici anni fa a Tromaville, nel New Jersey, capitale mondiale dell'inquinamento tossico, Melvin Ferd, un ragazzino qualunque, magro, imbranato e dai capelli incolti veniva costantemente oltraggiato e deriso da tutti. Fino al giorno in cui finì in un bidone di rifiuti altamente contaminati che lo tramutarono in una orrenda creatura deforme dalle dimensioni e dalla forza sovrumana: Toxic Avenger, il primo supereroe del New Jersey. Da questo soggetto sono stati realizzati due sequel che facevano veramente schifo, scusateci. QUESTO è il sequel vero"


sabato 19 ottobre 2013

The Stupids di John Landis

                  Storia di una famiglia americana tipo
                                                          
                                                            
Di famiglie, normali, disfunzionali, nuclearizzate, scoppiate, impazzite è pieno il cinema (e oserei dire, il mondo). Soprattutto di famiglie americane. L' americano ha sempre avuto una certa attitudine a raccontare il nucleo familiare, sia al cinema che sul piccolo schermo. Uno degli stereotipi più usati e abusati riguardo la famiglia è quello che la vorrebbe come luogo in cui ogni conflitto viene risolto e appianato, luogo sociale in cui sarebbero custoditi tutto il bello e il buono di una società altrimenti corrotta e ostile. Landis in The Stupids scardina questo stereotipo e lo fa con un umorismo (volontariamente) al limite del demenziale.



Gli Stupids sono una famigliola americana tipica (degli anni 50): padre lavoratore e attento , madre premurosa e regina del focolare domestico, due figlioletti perennemente sorridenti praticamente identici ai rispettivi genitori, un cane e un gatto (in claymation) e una bella casetta color pastello nei sobborghi.
Qualcosa interviene a turbare la loro quiete: la loro spazzatura è stata "rubata" un altra volta! Il prode capofamiglia Stanley (Tom Arnold) decide di scoprire chi c'è dietro questi misfatti e si lancia all'inseguimento del camion dell'immondizia, equipaggiato con dei pattini. I figli, (Bug Hall e Alex McKenna) non trovandolo il mattino dopo pensano immediatamente che sia stato rapito e si recano alla polizia, non prima di lasciare un delirante biglietto per la madre. La madre Joan (Jessica Lundy) , dopo aver letto il messaggio, convinta che la polizia abbia rapito i suoi bambini accorre in loro soccorso. I membri della famiglia Stupids ritrovatisi dopo varie avventure, originatesi dal fatto che nessuno di loro è capace di capire il benché minimo concetto senza equivocare, verranno convinti dal capofamiglia che ci sia in atto un diabolico complotto facente capo a un misterioso individuo detto "Il mittente" (Vincent Price), il cui scopo sarebbe quello di privare tutti della propria posta e della propria immondizia. Mentre cercheranno di sventare questo complotto immaginario, gli Stupids incapperanno in un complotto ben più reale in cui sono coinvolti criminalità, esercito e armi, senza rendersene minimamente conto.
Il diabolico Signor Mittente
Solitamente le commedie funzionano perché lo spettatore riesce a entrare in empatia con i protagonisti, funzionano perché lo spettatore riesce a immedesimarsi nei personaggi e di conseguenza riesce ad appassionarsi alle loro vicissitudini. Ci sono delle eccezioni, certo, a esempio Zoolander ma di solito è questa la norma.
The Stupids mette a disagio lo spettatore perché egli non riesce a immedesimarsi, non riesce a entrare in empatia.
Lo spettatore per l'intera durata della pellicola non fa altro che chiedersi come sia possibile che i personaggi non capiscano mai nulla.
Landis fa agire i personaggi in modo estremamente stupido ma anche in modo estremamente familiare per lo spettatore: Le reazioni degli Stupids alle situazioni non sono quelle che le persone avrebbero nella vita reale ma sono quelle che avrebbero i personaggi di un film.
Queste azioni sono inserite in un contesto "realistico" ed è questo a renderle disorientanti.
il regista John Landis
John Landis, regista da sempre dotato di un umorismo a tratti caustico, con questo film realizza una critica all'americano medio che ignora qualsiasi cosa sia al di fuori delle sue immediate vicinanze ed è convinto di sapere tutto.

Le lacune degli Stupids sono una versione ingigantita dell'ignoranza diffusa.
A nessuno piace che gli si dica che è uno stupido e difatti il film è stato un flop al botteghino e anche sui siti specializzati ha ottenuto votazioni molto basse.
Il film è stato frainteso, si è confusa la stupidità volontaria messa in scena con la stupidità involontaria.
The Stupids è un film che a prima vista sembra l'ennesimo film demenziale ma che se guardato con il cervello acceso può rivelarsi una grossa sorpresa per lo spettatore.

Curiosità: Molti registi famosi hanno preso parte a questo film in piccoli ruoli o come comparse, a esempio Cronenberg, Mick Garris, Costa- Gavras e Gillo Pontecorvo. La cosa non è nuova per Landis, basti pensare a Dario Argento che appare come paramedico in Amore all'ultimo morso.


"Ok, lezione di mimetizzazione numero 1: per sembrare un cespuglio devi pensare come un cespuglio. ufff...eccomi qua sono un perfetto cespuglio. Vegeto e ondeggio al vento, è la vita che fa per me. Da queste parti la terra è buona, c'è il sole che splende. Da buon cespuglio io le noto queste cose. Ehi un momento che roba è? Alza le braccia. Ho due braccia!!Sono un cespuglio con le braccia! E con le gambe! Sono il primo cespuglio della Storia con le gambe!!!" 

Stanley Stupid da prova delle sue capacità di mimetizzazione 

venerdì 17 maggio 2013

Drag me to Hell di Sam Raimi


              Attenzione a rifiutare un mutuo, potreste aver a che fare con una strega


La Trama
Christine (Alison Lohman), giovane e ambiziosa impiegata di un istituto di credito, smania per ottenere una promozione. Per poter ottenere quella promozione deve dimostrare di essere migliore di un suo untuoso e arrivista collega.L'occasione per mettersi in luce agli occhi dei suoi superiori arriva quando un anziana signora le va a chiedere una terza proroga per il mutuo altrimenti perderà la casa.
Vedendosi negata la proroga la signora si butta in ginocchio mandando Christine nel panico che chiamerà la sicurezza urlando, richiamando così l'attenzione di tutti. La Donna, offesa per l'umiliazione subita scaglierà su Christine una maledizione. Christine avrà solo tre giorni per evitare di essere trascinata all'Inferno dalla Lamia.

Il Regista
Abbiamo già parlato di Sam Raimi in occasione della recensione di Darkman 

Sam Raimi con un doppio Bruce Campbell

Il Cast
Originariamente il ruolo di Christine doveva andare a Ellen Page che non poté girare il film perché era già impegnata con Whip it, quindi venne scelta Alison Lohman. Al contrario di quanto succedeva con Darkman, in cui la sostituzione di Bruce Campbell con Liam Neeson non aveva giovato al film, in Drag me to Hell la Lohman funziona perfettamente, riuscendo a rendere molto bene un personaggio all'apparenza carino e gentile ma che in realtà si rivela meschino e mosso solo dall'interesse personale. In alcuni punti riesce a farci entrare in empatia con il suo personaggio, nonostante lo spettatore sia ben consapevole che tutto ciò che le sta capitando è più che meritato. Alison Lohman è conosciuta principalmente per Il Genio della truffa e Big Fish. Impressionante è il lavoro fatto da Lorna Raver nell'interpretare la sinistra signora Ganush, l'anziana che getta la maledizione, che sembra davvero uscita da un qualche inferno e che fa di tutto per risultare disturbante.



Scene Cult
La seduta spiritica in cui Christine cerca di scacciare la Lamia, Il finale.

Personaggi Cult
La signora Ganush, l'adorabile ributtante vecchina che scatenerà la Lamia.


La signora Ganush contempla il suo...bottone?




...e Quindi?
Sam Raimi firma con Drag Me to Hell uno dei suoi film più pessimisti. Tutti i personaggi agiscono in base al profitto personale, sopratutto la protagonista che messa di fronte alla scelta fra la carriera e l'aiutare una persona, sceglie la prima senza esitazione e che quando si ritrova a dover combattere per la propria salvezza si dimostra pronta a qualsiasi cosa. Raimi oppone al marciume interiore dei protagonisti l'orrore visivo dei mostri che risultano alla fine molto più "puri" dei "buoni". Raimi con questo film raggiunge l'apice del suo stile di regia, firmando un opera personalissima e riconoscibilissima: zoomate improvvise, a un montaggio perfetto e una telecamera che sembra vivere di vita propria. Drag me to Hell è un film terrificante, pessimista, estremamente critico nei confronti dell'opportunismo e del culto del dio denaro che non solo vengono visti come necessari ma che vengono addirittura incoraggiati nella nostra società a discapito degli altri.

Sapevatelo
Sam Raimi è visibile in un particolarissimo cameo: è uno dei fantasmi evocati nella seduta spiritica.

Le ultime parole famose
Mrs. Ganush: Mi può aiutare, la prego...
Christine: C'è una signora anziana che vorrebbe una proroga per il pagamento del mutuo, l'alternativa è   cacciarla di casa...
Signor Jacks: Le abbiamo già concesso due proroghe, è una scelta difficile, decida lei...
Christine: Un'altra proroga è fuori discussione.
Mrs. Ganush: E dove andrò a vivere?
Christine: Mi creda, sono mortificata.
Mrs. Ganush<: Mai avevo implorato per qualcosa, ma adesso mi umilio davanti a lei...
Christine: Signora Ganush... mi lasci... mi lasci!... sicurezza!
Mrs. Ganush: Tu! Hai voluto umiliarmi... presto sarai tu a strisciare per implorare me...



giovedì 2 maggio 2013

Darkman di Sam Raimi


                                              Darkman, l'oscuro eroe dai mille volti 



La Trama
Il dottor Peyton Westlake (Liam Neeson) sta cercando disperatamente di mettere a punto il progetto della sua vita, una pelle sintetica indistinguibilie da quella reale, arrivando a un passo dal realizzarlo ma la pelle pur essendo perfetta ha un fatale difetto: dopo 99 minuti si dissolve nel nulla e l'unica cosa che la fa durare di più è l'oscurità. La fidanzata di Peyton, Julie (Frances McDormand) è una giornalista che sta indagando su di un imprenditore in odor di corruzione e questo mette in agitazione i criminali che lavorano con lui. Per dissuadere Julie dal continuare le sue indagini, i criminali, capeggiati dallo spietato Durant (Larry Drake), fanno irruzione nel laboratorio di Peyton, uccidendone l'assistente, riducendo in fin di vita Peyton e facendo saltare in aria il laboratorio. Lo scienziato, creduto morto da Durant, si risveglia in ospedale ma non è più lo stesso: un intervento chirurgico sui suoi nervi che gli ha donato una sovrumana resistenza al dolore e lo ha reso insensibile alle sensazioni e il volto sfigurato lo hanno reso folle di rabbia. Fuggito dall'ospedale Peyton riorganizza il suo laboratorio e si lancia in una tremenda e mefistofelica vendetta nei confronti di chi gli ha rovinato la vita, trasformandosi nell'inafferrabile giustiziere Darkman.

Sam Raimi e Liam Neeson sul set

Il Regista
Sam Raimi è uno di quei registi che non avrebbe bisogno di presentazioni ma la farò comunque per i più distratti.
Raimi esordisce al cinema nel 1981 con un film che sarebbe diventato un cult, La Casa.
Una miscela di effetti caserecci, ritmo indiavolato che Raimi porta avanti con una regia innovativa e inconfondibile.
Il film oltre a lanciare il nome di Raimi funge da trampolino di lancio anche per Bruce Campbell.
Dopo una commedia folle e surreale, i due criminali più pazzi del mondo, Raimi ritorna al film che gli ha dato notorietà firmandone il sequel, La Casa 2, il film in cui viene rivelato compiutamente tutto il suo talento. Mentre il primo capitolo era incentrato sullo splatter e sull'elemento d'orrore puro questo seguito vira decisamente su di una commistione tra horror e comicità slapstick e questo si giova di un Campbell mattatore indiscusso e irresistibile, una sorta di cartoon folle e sanguinario. Lo stile registico di Raimi si arricchisce e diviene un esperienza sconvolgente per lo spettatore, come un giro sulle montagne russe.

La Casa 2
Raimi aveva concepito questo film e il suo sequel, l'Armata delle Tenebre come un unico film e dopo la Casa 2 avrebbe voluto subito metterlo in cantiere ma il fato decise diversamente. Raimi avrebbe voluto ottenere i diritti per l'eroe pulp "The Shadow" ma non riuscendo ad acquistarli dovette crearsi il proprio supereroe da zero ed è così che nacque Darkman.
A giudicare dall'ottimo risultato forse bisogna esser grati che Raimi non sia riuscito ad acquistare i diritti. Il discreto successo di Darkman concesse la fiducia dei produttori a Raimi che così potè girare il suo capolavoro, l'Armata delle Tenebre, un film di culto.
Con l'Armata delle Tenebre Raimi realizza un film totale, una pellicola personalissima e inimitabile, in cui è riversato tutto l'amore del regista per il cinema fantastico. Anche Bruce Campbell qui raggiunge il suo apice recitativo, interpretando sia il prode e stupidissimo Ash Williams che il suo oscuro antagonista, una versione demoniaca dello stesso Ash.

L'Armata delle Tenebre
Negli anni 90 Raimi si discosta dal fantastico e dall'horror  e viene contattato da Sharon Stone per girare un atipico Western, Pronti a Morire in cui traspose il suo stile personale con omaggi a Sergio Leone scontentando i fan del western classico. Si mantiene lontano dai generi praticati per girare un noir e una commedia romantica: il buonissimo Soldi sporchi e il fiacco Gioco d'amore in cui Raimi appare irriconoscibile.
Nel 2000 Raimi realizza un buon thriller con venature horror, The Gift - Il dono che passa un po' inosservato.   
Il nome di Raimi sembrerebbe destinato a scomparire dall'immaginario collettivo ma dopo esser passato di mano in mano arriva sulla scrivania del Regista de la Casa un progetto destinato a rilanciarlo, Spiderman.
Raimi, fan del personaggio, realizza un buon film che riesce a mediare tra le necessità di un blockbuster e la sua vena autoriale. Il suo Spiderman è un film classico in cui il regista riesce a inserire alcuni tocchi d'orrore e alcune sequenze da antologia (è d'obbligo citare la carrellata finale all'indietro verso l'alto che ricorda quella analoga nel finale di Quarto Potere). Il buon risultato al botteghino permette a Raimi di realizzare Spiderman 2 e qui al regista viene data la possibilità di esprimersi al meglio. Il secondo film dedicato all'Uomo Ragno è un vero e proprio gioiellino nel suo genere: diretto con maestria, ben scritto, toccante, con personaggi ottimamente caratterizzati e un antagonista affascinante e a tutto tondo che avrebbe meritato una pellicola tutta per se, interpretato da un magnifico Alfred Molina. Se nel primo l'orrore era solo accennato, qui Raimi spinge sul pedale dell'Horror, basti ricordare la sequenza della "nascita" del dottor Octopus  che non avrebbe sfigurato in uno degli episodi de La Casa. Il film meritatamente sbanca ai botteghini ma con il capitolo successivo l'idillio viene spezzato.

Il Dottor Octopus


Spiderman 3 è uno dei film peggiori di Raimi, a causa sopratutto di scelte imposte dai produttori.
Raimi avrebbe voluto come antagonista il solo Uomo Sabbia e dedicare il successivo eventuale capitolo al personaggio di Harry Osborn ma i produttori non concordarono e imposero questi e Venom. Difatti si nota che la parte più approfondita e curata è proprio quella dell'Uomo Sabbia.
Il film è confuso e risulta discontinuo ma pur essendo lontano anni luce dal secondo non è quel disastro assoluto di cui si legge in giro.
Quello che per un altro regista sarebbe stata una condanna per Raimi diventa l'occasione per un ulteriore rinascita, che arriva nel 2009 con Drag me to Hell.
Qui Raimi è senza freni e filma una delle critiche più feroci alle derive del capitalismo, la storia di un ambiziosa impiegata di banca che incorre in una tremenda maledizione a causa di una proroga rifiutata a un anziana sinistra signora. Con Drag me to Hell, Raimi fa ulteriori passi avanti nella tecnica registica mettendo 
in scena sequenze dirette in maniera inconfondibile.
Il successo di questo film gli riapre le porte degli studios e gli viene affidato Il Grande e potente Oz.
Di cui si parlerà più in là in un altro articolo.


Il Cast
Nei panni (e nelle bende) del tormentato Darkman troviamo un semisconosciuto (per l'epoca) Liam Neeson. L'attore si trova un po' spaesato in questo ruolo ma va precisato che il personaggio era stato scritto per Bruce Campbell, attore feticcio di Raimi, dotato di un espressività e di una mimica molto superiori a quelle del pur bravo Neeson. Difatti questo salta all'occhio durante le violente crisi di Peyton/Darkman che quelle scene erano state concepite per essere interpretate da Campbell, scene che a tratti ricordano quelle che lo videro protagonista ne la Casa 2. Detto questo, Neeson, seppure imposto dal produttore, svolge comunque un buon lavoro donando a Darkman una sfumatura dolente e malinconica. Frances McDormand ricopre efficacemente il ruolo della "damigella in pericolo", ruolo che per certi versi si palesa come tale solo nel finale in quanto durante lo svolgimento il suo personaggio si dimostra il vero motore dell'azione. L'antagonista di Darkman viene scelto l'attore Larry Drake, un po' bolso a dire il vero ma con la faccia giusta per un cattivo.

Scene Cult
La "trasformazione" di Peyton in Darkman; le crisi del protagonista e lo splendido finale.

Personaggi Cult
Darkman, tenebroso antieroe capace di assumere l'aspetto di chiunque. 

...e Quindi?
Raimi realizza con Darkman uno dei migliori film di supereroi mai realizzato con un protagonista che entra di diritto nella galleria dei personaggi indimenticabili. Darkman, non è un film perfetto comunque soffre di alcune sviste (si veda la scena della fuga dall'ospedale) e di un attore protagonista a volte un po' fuori posto. Darkman ha un ritmo molto inusuale con un inizio a mille e poi man mano rallenta a voler coinvolgere lo spettatore nella discesa nella follia del protagonista fino alla parte terminale in cui sale di nuovo fino a culminare nello struggente e inaspettato finale.
Darkman è anche una riflessione sul cinema e sui suoi limiti, non a caso la pelle sintetica ha una durata di 99 minuti se esposta alla luce e può durare illimitatamente solo al buio.

Sapevatelo
Il personaggio ha continuato la sua "vita" in due sequel per il mercato dell'home video e ha chiuso il cerchio vedendosi assegnata una serie a fumetti (che ha avuto un cross-over con l'altra creatura di Raimi che ha ottenuto un suo fumetto, L'Armata delle tenebre)


Le ultime Parole famose
"Io sono tutti gli uomini e nessuno. Sono dappertutto e in nessun luogo. Io sono Darkman"
Darkman

Darkman si allontana nella folla


Trailer

giovedì 25 aprile 2013

Bomber di Paul Cotter


Un  delizioso road movie generazionale, una garbata commedia familiare  




La Trama
Ross (Shane Taylor) è un trentenne sbandato ed emotivo che ha un rapporto conflittuale con i genitori, un anziana coppia in cui al carattere taciturno e iper critico del padre (Benjamin Withrow) fa da contraltare la madre (Eileen Nicholas), una donna solare e piena di vita. I genitori di Ross hanno organizzato un viaggio in Germania cui Ross sarà costretto dalle circostanze a partecipare. La forzata vicinanza dei tre sarà l'occasione per rispolverare i loro rapporti e sanare (?) vecchie ferite mai del tutto cicatrizzate...
Alcune delle quali risalgono a molto tempo prima, addirittura alla Seconda Guerra Mondiale...

Il Regista
Bomber rappresenta per il regista Paul Cotter il debutto al cinema dopo essersi fatto le ossa su di una serie di premiatissimi cortometraggi. Bomber, piccolo film indipendente, non è da meno, difatti ha fatto man bassa di premi in molti dei più importanti festival del mondo. Nonostante ciò il film non è ancora stato distribuito in Inghilterra, patria del regista (e si che qui si dovrebbe tirare in ballo qualcosa riguardo a Patria e Profeti ma andiamo avanti...). Paul Cotter realizza con Bomber un film realmente Indipendente usando un budget di venticinquemila euro e un cast (tre attori!) e una troupe ridotti all'osso.



Il Cast
In un film in cui è la scrittura a farla da padrone, la riuscita o meno è in larga parte responsabilità dell'interpretazione del cast.
Il trio di attori che compone l'atipica (ma non così tanto) famiglia riesce a cavarsela molto bene.
All'inizio Shane Taylor stenta un po' a entrare nella parte ma poi quando il viaggio ha inizio riesce a recuperare alla grande, mostrando un personaggio sfaccettato e verosimigliante (confesso di essermici riconosciuto un po'). I due anziani coniugi, interpretati rispettivamente da Benjamin Withrow e Eileen Nicholas, sembrano realmente una coppia sposata con tutti gli attriti e tutte le idiosincrasie del caso.

Scene Cult
I genitori assediati nel minivan in attesa che il figlio sbollisca la rabbia.



Personaggi cult
il trio di protagonisti, ognuno con i suoi attimi di pazzia e con le sue particolarità.

...e Quindi?
Paul Cotter al suo primo film dimostra di aver tanto da dire e di sapere come farlo. Bomber è un opera prima sincera e sentita che mostra un autore consapevole delle proprie capacità e in possesso di una considerevole tecnica registica. La pellicola non è certo esente da difetti: al film avrebbe giovato una durata maggiore e una maggiore coesione delle scene, a volte troppo isolate.
Cotter parte da una premessa interessante: indagare il contrasto tra la generazione del padre, freddi, distaccati per i quali è naturale tenere a freno l'emotività e non mostrare sentimenti e la sua generazione al contrario portata a esternare di continuo i propri sentimenti e le proprie emozioni. Uno spunto così messo in mano ad un qualsiasi regista italiano di oggi avrebbe prodotto un filmone drammatico, supponente e di rara pesantezza.
Cotter invece sceglie di raccontare questo "conflitto" attraverso la commedia in maniera molto naturale, quasi quotidiana, mostrandoci le sensazioni dei personaggi con una risata (a volte a denti stretti) piuttosto che con le lacrime.
Cotter con Bomber si segnala come un Nome da seguire e che fa ben sperare.



Reperibilità
Il film è proiettato nel circuito di Distribuzione Indipendente dal 19 Aprile.
Qui l'elenco delle sale dove trovarlo: Distribuzioneindipendente


giovedì 14 marzo 2013

W Zappatore di Massimiliano Verdesca


                                                "Sono un grande chitarrista, mamma!"



La Trama
Se chiedeste qual'è il mestiere di Marcello Zappatore (Marcello Zappatore), dopo qualche attimo di silenzio, lui vi risponderebbe che è un grande chitarrista, satanico per la precisione.
E quale potrebbe essere la cosa peggiore che possa mai capitare a un chitarrista dedito alla musica satanica? Dio, naturalmente. Difatti Dio si manifesta a Zappatore sotto forma di una ferita al costato, una stimmate. Per Marcello questo è il marchio dell'infamia: scacciato dal suo gruppo, lasciato dalla sua fidanzata e rimasto solo, il chitarrista si ritroverà conteso tra la madre fanatica religiosa (Guia Jelo) e l'esuberante nonna rockettara (Sandra Milo) in dubbio se rivolgersi alla fede o proseguire la strada della musica. Per giungere alla sua vera identità Marcello dovrà passare attraverso una serie d'incontri uno più stravagante dell'altro: sosia di Elvis, angeli custodi perennemente in costume da bagno, pretini dalla risata inquietante e metallari inferociti.



Il Regista
W Zappatore rappresenta l'esordio cinematografico di Massimiliano Verdesca.
Il film è preceduto dal corto "In Religioso Disagio" che ne rappresenta una prima versione.
Il corto fa parte di un progetto su Marcello Zappatore, realizzato da Verdesca su commissione di Mtv che voleva dei ritratti di personaggi legati al mondo della musica.
Verdesca fece una scelta bizzarra e coraggiosa: prendere come soggetto Marcello Zappatore, personaggio ben poco fascinoso e perlopiù taciturno ma legato a doppia mandata alla sua chitarra.
Verdesca in questo esordio si presenta senza freni, realizzando un film con la voglia di esprimersi, senza preoccuparsi di ciò che possa essere commercialmente appetibile.

Il Cast
Il fulcro del film, come appare cristallino dal titolo, è il chitarrista Marcello Zappatore, un personaggio davvero antitetico rispetto all'idea di protagonista: taciturno, statico, ben poco affascinante. Un personaggio che riesce a essere il centro dell'azione pur facendo pochissimo.
Ad affiancare Zappatore ci sono Guia Jelo nei panni della religiosissima madre, Sandra Milo nello strepitoso ruolo della nonna Rockettara e la volubile fidanzata interpretata da Monica Nappo. Il resto del cast è composta da non professionisti che a detta del regista nella vita sono esattamente così come sono ritratti sullo schermo, Marcello Zappatore compreso (Stimmate a parte, of course).



Scene Cult
Il concerto del gruppo di Zappatore al concorso per stabilire la band più devota a Satana.

Personaggi Cult
In primis Marcello Zappatore, una figura inamovibile e silenziosa dalla grande carica comica.
Nonna Zappatore, con i suoi completi di pelle e i suoi modi disinvolti.

Elvis (Flavio Jordan) e Nonna Zappatore
...e Quindi?
Al suo debutto cinematografico Verdesca si dimostra fin da subito un regista senza paura e con tanta voglia di raccontare, dotato di un umorismo piuttosto inusuale per quel che riguarda la commedia nostrana, basato su di un personaggio bizzarro, statico e imperturbabile che ricorda personaggi di film come Napoleon Dynamite e Leningrad Cowboys go America.
Verdesca affronta questo esordio con coraggio, personalità e tante idee e fa sperare molto bene per il futuro di questa voce dissonante e originale.
p.s. 
un plauso va fatto a Distribuzione Indipendente che dimostra un notevole coraggio nella scelta di commedie particolari che si differenziano dall'asfittico panorama cinematografico attuale grazie a scelte intelligenti e inaspettate come questo film, il precedente Dorme di Eros Puglielli e molti altri.

Le Ultime parole famose
"è grave?"
"si...è Dio"
Marcello Zappatore sulla sua salute

Reperibilità
Il film verrà distribuito nel circuito di Distribuzione Indipendente a partire dal 15 Marzo

Link Utili
Sito del film: sito ufficiale
Sito di Distribuzione Indipendente: Distribuzione indipendente
(qui è possibile consultare l'elenco di sale in cui trovare il film)
Canale Youtube di Marcello Zappatore: marcellozappatore




A cura di Davide Schiano di Coscia


domenica 3 marzo 2013

Il Fantasma del Palcoscenico di Brian de Palma


               Il fantasma dell'Opera in una personalissima rivisitazione firmata Brian de Palma



La Trama
Winsolw Leach (William Finley), talentuoso ma ingenuo compositore ha un solo sogno: suonare la sua musica nel "Paradiso", il tempio della musica Rock del super produttore Swan (Paul Williams). Winslow ottiene di far ascoltare le sue canzoni a Swan che rimane colpito dalla sua musica ma non da lui e con un inganno gli strappa un contratto di rinuncia a qualsiasi diritto. Durante un tentativo d'incontrare Swan, Winslow conosce Phoenix (Jessica Harper) un aspirante cantante di cui s'innamora subito. Il produttore, infastidito dall'invadenza di Leach, fa in modo che il compositore venga arrestato e incarcerato. Winslow però riesce a evadere, a prezzo però di rimanere orrendamente sfigurato durante la fuga. Leach si rifugia nel "Paradiso" e rubato un costume di scena e una maschera che ne cela le fattezze si trasforma nel Fantasma, deciso a proteggere Phoenix e la sua musica. Swan, accortosi della presenza che infesta il suo "tempio del rock", gli propone un accordo: Leach smetterà di terrorizzare il "Paradiso" e in cambio potrà scrivere il suo capolavoro per Phoenix. Sembrerebbe il finale perfetto per Leach ma il mefistofelico produttore si rivelerà essere molto diverso da come appare a prima vista...

il Fantasma suona nel suo nascondiglio


Il Regista
Brian de Palma, regista famoso per pellicole come Mission Impossible, Carrie, lo sguardo di Satana, Scarface e Carlito's way, ha come suoi generi prediletti il thriller, l'horror e il film di Gangster ma non ha avuto mai il timore di spaziare tra gli altri generi: la commedia con Ciao America e Hi Mom!, due film che gettano uno sguardo dissacrante sugli Stati Uniti alle prese con il Vietnam e le sue conseguenze, la fantascienza con il fiacco Mission to Mars e il Fantasma del palcoscenico che rappresenta l'unica bizzarra incursione del regista nel musical.
Una delle caratteristiche peculiari dello stile di de Palma è la sua ammirazione per Hitchock da cui ha mutuato stilemi e tematiche.

Il Cast
Dietro la maschera del Fantasma del Paradiso troviamo William Finley, attore non molto prolifico, le cui apparizioni sono avvenute principalmente nei film di de Palma, da Murder à la mod fino ad arrivare al recente Black Dahlia. Altri ruoli di un qualche rilievo possono essere visti ne Quel motel vicino alla palude e ne il Tunnel dell'orrore entrambi di Tobe "Non aprite quella porta" Hooper. Finley riesce a caratterizzare in maniera convincente il timido Winslow Leach e conferisce una tenera e irrefrenabile ferocia al suo alter ego, il Fantasma.
A rubare la scena alla spettrale creatura che da il titolo alla pellicola ci pensa lo Swan del compositore Paul Williams, novello Faust dal grande carisma. Paul Williams, più che per le sue performance attoriali, è famoso per la sua intensa attività nel campo della musica e delle colonne sonore, difatti è stato vincitore del premio oscar per la miglior canzone nel 1976 con Evergreen con Barbra Straisand contenuta nel film É nata una stella.
Nel ruolo della bella contesa dal diabolico Swan e dall'implacabile Fantasma troviamo Jessica Harper, conosciuta per film come Suspiria, Amore e Guerra, Stardust Memories e per il seguito di Rocky Horror Picture Show, Shock Treatment.

Scene Cult
Il film è dall'inizio alla fine un insieme di scene Cult, coloratissime, pop e piene di personaggi bizzarri e di numeri musicali indimenticabili.

Personaggi Cult
Il fantasma del Paradiso, entrato nella galleria dei personaggi dell'orrore più iconici.
Il mefistofelico produttore Swan, con i suoi occhialoni anni 70 e il suo tremendo caschetto.



...e Quind?
de Palma con il Fantasma del palcoscenico realizza un piccolo cult, un film che all'epoca dell'uscita non riscosse il successo meritato ma con il tempo è riuscito a conquistarsi un largo seguito, fino a vedersi dedicato un festival, il phantompalooza.
Un musical sui generis ispirato alle atmosfere del Rocky horror show che a sua volta ha ispirato la sua trasposizione cinematografica, il Rocky horror picture show.
Il regista crea un riuscitissimo miscuglio de il Fantasma dell'opera, Faust e il Ritratto di Dorian Gray il tutto in un atmosfera assolutamente unica.
Un film coloratissimo (ma a tratti cupo) che riesce a divertire ed emozionare.

Le Ultime parole famose
"Non cantare più la mia musica, né qui né in nessun altro posto, hai capito?! La mia musica è solo per Phoenix, solo lei può cantarla, chiunque altro la canti, muore!"
Il Fantasma minaccia un cantante che aveva osato profanare la sua musica


domenica 27 gennaio 2013

L'Alba dei Morti dementi di Edgar Wright


           Shaun of the Dead ovvero aspettando l'apocalisse tra una pinta di birra e un brano dei Queen



La Trama
Shaun (Simon Pegg) ha una vita monotona e ripetitiva: il noioso lavoro come commesso, circondato da colleghi giovanissimi, gli screzi con l'ipercritico marito della madre (Bill Nighy) e le serate al pub, sempre lo stesso, il Winchester. La sua ragazza Liz (Kate Ashfield) gli rimprovera di continuo la sua mancanza di ambizione e soffre per la routine a cui si è ridotto il loro rapporto, cui non giova certo il fatto che il migliore amico e coinquilino di Shaun, Ed (Nick Frost) sia sempre tra i piedi. Dopo l'ennesima promessa mancata, Liz lascia Shaun che sconfortato e depresso verrà messo di fronte alla sua vita dal suo coinquilino, l'arrogante Pete (Peter Serafinowicz). Il giorno dopo Shaun riprende con la sua routine di sempre ma un evento inaspettato lo costringerà ad agire: un invasione di Zombie!

Il Regista
Shaun of the Dead rappresenta l'esordio cinematografico di Edgar Wright, di cui abbiamo già parlato in occasione di Scott Pilgrim Vs the World

Edgar Wright, Simon Pegg e Nick Frost

Il Cast
Shaun of the Dead in un certo senso è una rimpatriata: Wright aveva già lavorato con Simon Pegg, Nick Frost e Peter Serafinowicz nella serie Spaced cui trae ispirazione questo film (e di cui parleremo in un prossimo articolo).
Pegg è perfetto nei panni di Shaun, riuscendo a renderlo credibile sia nei momenti comici, sia nei momenti eroici conferendogli un certo spessore e riuscendo a evitare la trappola della macchietta.
Stesso discorso vale per Nick Frost, che interpreta Ed, indolente e cialtrone ma dal cuore d'oro.
Kate Ashfield dona alla sua Liz, un certo contegno ironico che le consente di rendere più interessante il classico personaggio della "donzella in pericolo".
Bill Nighy dimostra ancora una volta di essere un attore multiforme e di avere uno spiccato talento anche per i ruoli comici.
Menzione doverosa per Jessica Hynes, anche lei parte del cast di Spaced, qui nel piccolo ruolo di Yvonne.
Comparsata di Martin Freeman, il futuro Bilbo Baggins de lo Hobbit!

Colonna sonora
La colonna sonora di certo non è lasciata al caso ed è parte integrante dell'omaggio che Wright e Pegg hanno voluto tributare all'opera del regista di Zombie, George A. Romero: difatti nella scena in cui Shaun spiega il suo piano a Ed possiamo sentire in sottofondo un brano della colonna sonora di Dawn of the Dead. La musica oltre che omaggiare Romero viene usata anche per creare effetti comici, si pensi alla scena in cui i protagonisti picchiano uno zombie con delle stecche da biliardo mentre il jukebox suona "Don't stop me now" dei Queen oppure quando Ed e Shaun scambiano gli urli di uno zombie per il testo di White Lines.

Scene Cult
I protagonisti per arrivare al pub Winchester devono oltrepassare un folto gruppo di zombie e per farlo escogitano uno stratagemma davvero originale: fingersi degli zombie a loro volta!



Personaggi Cult
Shaun, commesso goffo, fidanzato distratto e annoiato ed eroe all'occorrenza.
Quasi un Ash Williams due punto zero...

...e Quindi?
Spesso questo film viene definito una parodia ma non è così: Wright e Pegg realizzano un affettuoso e divertito omaggio alla saga zombesca di Romero con un film in cui sia l'aspetto comico che quello horror funzionano alla perfezione. Un umorismo irresistibile divertente che riesce a non scadere nel triviale o nel demenziale che si fonde con sequenze tipiche del cinema horror ottimamente realizzate. L'Alba dei morti dementi (titolo italiano da denuncia a parte) è un film brillante e appassionante, la dimostrazione che è possibile raccontare una storia di morti viventi in maniera nuova e originale. Il film è stato così apprezzato da Romero che ha invitato Wright e Pegg a recitare in un cammeo ne La Terra dei morti viventi.
p.s.
Il film è il primo di una trilogia definita "The Three Flavours Cornetto Trilogy", che si compone  inoltre di Hot Fuzz e del film di prossima uscita, The World's End, tutti interpretati dalla coppia Pegg/Frost.

Le Ultime Parole famose
"You've got Red on you"
Vari personaggi rivolti a Shaun


A cura di Davide Schiano di Coscia

sabato 19 gennaio 2013

Poultrygeist – Night of the Chiken dead di Lloyd Kaufman


          
       il folle Lloyd Kaufman frulla insieme la notte dei morti viventi, Poltergeist e Super size me



La trama
Arbie (Jason Yachanin)è un adolescente decisamente nerd che decide di portare la sua ragazza Wendy (Kate Graham) nel posto più romantico di Tromaville: il cimitero indiano. I due ragazzi, intenti a pomiciare, non si accorgono che dal terreno stanno emergendo zombie ma vengono salvati involontariamente da un guardone che li mette in fuga. Un anno dopo Arbie ritorna nel luogo dove ha lasciato Wendy in partenza per il college ma si ritrova un fast food fresco d'inaugurazione circondato da manifestanti inferociti. Arbie ritrova Wendy ma scopre che lei nel frattempo è diventata lesbica e attivista politica, difatti è fidanzata con la ragazza che capeggia la protesta. Per ripicca Arbie si fa assumere nel fast food e si ritrova a lavorare con una serie di strani personaggi: una musulmana con il velo di nome Humus (ma che tutti chiamano Hamas), un immigrato messicano clandestino omosessuale e un redneck con un amore per i polli tutt'altro che platonico.
La maledizione del cimitero indiano si rovescerà sul Fast Food, infestando il cibo e rendendo chiunque lo mangi un pollo zombie inferocito. Arbie dovrà far fronte a quest'assurda minaccia e potrà contare anche sull'aiuto di un bizzarro cassiere (il regista Lloyd Kaufman)

Il regista
Dietro (e davanti) la macchina da presa troviamo il folle e vulcanico regista Lloyd Kaufman, cofondatore con il collega Michael Herz della casa di produzione indipendente Troma. Kaufman è dotato di un peculiare senso dell'umorismo teso alla dissacrazione a ogni costo: nel mondo della Troma non esistono tabù, non c'è la paura di offendere perché chiunque e qualunque cosa viene presa in giro, compreso lo stesso Kaufman. Portatore di una visione del cinema libera e goliardica, il regista satireggia sui temi più disparati senza mai diventare pesante o pedante, anche se il suo humour spesso si spinge ben oltre il buon gusto è frutto di una scelta consapevole, dettata da un rifiuto totale all'edulcorazione e alla censura. Suo primo grande successo e manifesto di quella che sarà la "poetica" della Troma è The Toxic Avenger, diretto a quattro mani con il socio Herz: il film racconta di un geek angariato dai bulli che dopo esser finito in un bidone di rifiuti tossici si ritrova trasformato in un mostro verde in tutù che combatte il crimine armato di mocho nei modi più cruenti immaginabili. Non proprio il genere di film che troverebbe spazio a Hollywood.

 Kaufman alle prese con un pollo zombie


Scene Cult
Il film è un unica scena cult dall'inizio alla fine e per lo spettatore che ha lo stomaco per sopportare oscenità assortite, è una goduria continua.

Personaggi Cult
Hummus, dipendente mussulmana del fast food che indossa il velo sotto la divisa e che tutti i personaggi chiamano Hamas, mandandola su tutte le furie.
Paco Bell, immigrato messicano clandestino omosessuale che si ritroverà trasformato in un panino zombie.
E la lista potrebbe continuare per molto tempo...



...e Quindi?
Poultrygeist è uno dei migliori film della Troma che ha in se tutti le caratteristiche della casa di produzione indipendente: satira a trecentosessanta gradi, personaggi fuori di testa, splatter oltre i livelli di guardia e un atmosfera goliardica e gioiosa. La satira si indirizza verso i bersagli più disparati: sia verso le grandi compagnie senza scrupoli, sia verso i manifestanti che spesso sono vengono facilmente plagiati da slogan vuoti. C'è davvero di TUTTO in questo film, perfino delle scene musical.
Un film non per tutti infatti se siete degli stomaci delicati oppure vi offendete facilmente questo film non fa per voi ma tutti gli altri se la godranno un mondo!

Le ultime parole famose
"Come Gesù ha detto prima di morire: la vendetta è un piatto che va servito... fritto!"
Arbie a proposito della vendetta



A cura di Davide Schiano di Coscia

sabato 5 gennaio 2013

A Scanner Darkly di Richard Linklater



                         La miglior trasposizione di Philip K. Dick dai tempi di Blade Runner



La Trama
In un futuro molto prossimo la droga più diffusa è la sostanza M, un narcotico dagli effetti devastanti per la psiche e capace di dare assuefazione istantanea. Bob Arctor (Keanu Reeves) si ritrova a vivere due vite parallele: in una è Bob, tossico all'ultimo stadio che vive in una baracca
con altri sbandati nelle sue stesse condizioni come il paranoico Barris (Robert Downey Jr.), Luckman (Woody Harrelson) e Charles Freck (Rory Chocrane), nell'altra è Fred, agente della narcotici sotto copertura, costretto a sorvegliare la vita di Bob Arctor e dei suoi amici. Il mondo di Bob diverrà via via sempre più confuso e i confini tra le due vite diverranno sempre più definiti fino a diventare incompatibili, mettendo l'agente sotto copertura in una situazione paradossale.

Bob Arctor nella tuta "disindividuante"


Il Regista
Richard Linklater, regista americano che ama corteggiare il cinema indipendente, ha al suo attivo una filmografia in cui si alternano progetti più personali a pellicole "alimentari". Il suo primo lavoro di un qualche rilievo è il multiforme Slacker, esperimento in cui attraverso vari spezzoni si seguono un centinaio di personaggi. Opera che consacra Linklater nel cuore dei cinefili è il romantico Prima dell'Alba cui fa seguito nove anni dopo Before Sunset – Prima del tramonto, in cui viene raccontato l'incontro intenso e fugace tra Jesse e Celine. Linklater realizza una pellicola che per stile e tematiche ricorda molto da vicino A Scanner Darkly, Waking Life, un viaggio onirico in cui viene trattata una mole impressionante di temi e riferimenti colti (si va da Freud a Philip K. Dick, passando per Platone e Sartre) in una metafisica della realtà e realizzato con una tecnica molto particolare, il Rotoscoping con cui poi verrà filmato anche A Scanner Darkly.

Il Cast
A dar vita al confuso e umanissimo Bob Arctor/Fred è il volto dolente di Keanu Reeves, qui capace d'un interpretazione toccante e amarissima di un uomo alle prese con una vita in cui il dubbio si fa regola. La controparte sentimentale di Bob, Donna Hayworth è interpretata da una rinata Winona Ryder, che regala una sorta di angosciata delicatezza al suo personaggio. La paranoica "Nemesi" di Bob, James Barries è affidata a un esilarante Robert Downey Jr, ancora lontano dai fasti di The Avengers e Sherlock Holmes e non ancora diventato il personaggio che oggi gigioneggia sui grandi (e piccoli) schermi. Woody Harrelson, contribuisce con il suo Ernie Luckman a creare con Downey una coppia comica capace di stemperare la tensione e i toni cupi.

James Barries visto dall'allucinato Freck
Scene Cult
La scena con cui si apre il film in cui uno schizzatissimo Freck combatte contro degli insetti immaginari. Il fallito suicidio di Freck, con tanto di lettura eterna dei peccati da parte di un compunto alieno.

Charles Freck attende la lettura dei suoi peccati


Personaggi Cult
Bob Arctor e il suo doppio (?) Fred e la loro tuta disindividuante.

..e Quindi?
Con A Scanner Darkly, Linklater effettua una fedelissima trasposizione del romanzo di Dick, sia in spirito che in atmosfere. Un film sulla realtà, sulla percezione del mondo, sulla solitudine umana che saprà divertire e commuovere e che riesce a trasmettere il sottile malessere presente nell'opera originale. A contribuire alla sensazione d'estraniamento c'è la tecnica di realizzazione, il rotoscoping che infonde una sensazione onirica e al contempo di estremo realismo, andando a dare una nuova intensità alle espressioni dei personaggi.

Le Ultime parole famose
"Mi devo comportare come se loro non ci fossero, sempre che loro esistano davvero...potrebbero essere frutto della mia immaginazione...qualunque cosa sia quella che sta osservando non è umana, non è come gli occhi scuri della piccola Donna e non batte mai le ciglia...
Che cosa vede uno scanner? vede dentro la testa? vede dentro il cuore? Vede dentro di me, dentro di noi? Vede in modo chiaro o scuro? Spero che veda in modo chiaro perché io non riesco a vedere più dentro di me...io vedo solo tenebre...Spero, per il bene di tutti che gli scanner vedano meglio perché se lo scanner vede in modo scuro come me allora sono dannato, dannato per sempre e in questo modo finiremo per morire tutti conoscendo poco o niente e su quel poco che conosceremo ci saremo anche sbagliati..."
Bob Arctor s'interroga sul senso della vita, sorvegliato da invisibili scanner  



A cura di Davide Schiano di Coscia