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giovedì 7 aprile 2016

Nick Frost: 'Non rido più così tanto'

di India Sturgis

Nick Frost sta bevendo una cola nel suo pub locale a Twickenham. È il giorno dopo il suo 44esimo compleanno quindi è lecito supporre che sia assonnato, in dopo sbronza e che abbia bisogno di questa conversazione come di un buco in testa. 

È una sorpresa, quindi, scoprire che non è questo il caso. “Sono tornato alle 10 di sera con una tazza di the, una fetta di torta e 24 ore a A&E,” dice.    

Sicuramente non? Frost è l'archetipo del tipo divertente. Lui è la cultura dei ragazzi personificata. Questo è l'uomo che ha forgiato una carriera su commedie da fannulloni semi autobiografiche basate su disavventure a base di pub e bevute.

L'elenco delle sue opere precedenti è pieno di cose di questo genere: Spaced (la sitcom di successo di Channel 4 degli anni 90 scritta da Simon Pegg e basata sullo stile di vita losco dell'epoca di Pegg e Frost); L'Alba dei morti dementi (una commedia 'romantica' zombi); Hot Fuzz (un action scoppiato con gli sbirri ambientato in Gloucestershire); e La Fine del mondo (una pellicola di fantascienza su di un epica uscita per pub). Nelle sue memorie, che coprono i suoi anni dieci e venti (“pre-Pegg”, come Frost la mette), scrive riguardo allo svegliarsi sulla spiaggia di Brighton dopo una sera particolarmente ricca di bevute. Ma la mezza età ha visto cambiare le sue priorità. 


“Quarantaquattro…è niente, giusto?” dice, trangugiando la sua bibita frizzante. “Era semplicemente bello vivere un altro anno. Questa è la cosa principale quando superi i 40, penso.”

In seguito mediterà più tristemente: “Ho raggiunto un età dove non rido più molto. Ma non penso che questo significhi che sono meno felice.”

Certamente la paternità ha aiutato a mettere la moderazione al primo posto. Suo figlio, Mac, per cui stravede, ha quattro anni, e Frost condivide l'essere genitore equamente con la sua ex moglie Christina, una produttrice esecutiva mezza svedese che vive a cinque minuti di distanza.

La maggior parte delle mattine Frost arriva a casa di Chris per insegnare a Mac kick boxing e nuove parole prima di accompagnarlo a scuola. La coppia è sorprendentemente in buoni rapporti, anche se Frost è restio dire qualcosa sia di Chris o sulla sua nuova ragazza per paura di smuovere troppo gli equilibri attentamente bilanciati. Ma persino lui è sorpreso dall'equilibrio felice che hanno raggiunto.

“Penso che il punto del divorziare riguardasse Mac e la sua felicità, così che lui non dovesse mai vedere che cosa ci ha fatto divorziare," ha detto. 


"Io non penso che mi importi della mia immagine a meno che, nel profondo, io so che significa che io probabilmente virò di meno"
Nick Frost
Frost ha trovato la fama dopo aver incontrato Simon Pegg mentre lavorava come cameriere in un ristorante messicano nella Londra Nord. Pegg trovò Frost esilarante e i due si trasferirono assieme, imbarcandosi in un'amicizia maschile alimentata dall'amore per Star Wars . Nonostante Frost non avesse nessuna esperienza di recitazione all'epoca, Pegg lo inserì nel cast di Spaced, che diede il via a una carriera che l'ha visto andare avanti ottenendo ruoli in I love radio rock, Le Avventure di Tintin, Paul, Cuban fury e la serie di Sky Atlantic Mr Sloane.

Oggi è in tenuta da giorno libero di jeans, una maglietta e scarpe da ginnastica ma adornato con braccialetti a catena e occhiali alla Shoreditch. La sua barba è immensa. Durante il nostro tempo insieme scivola tra esilaranti storie disgustose e alcuni di quei disarmanti, tenere schiettezze. Per piangere al momento giusto, era abituato a pensare a suo padre, che morì di cancro; adesso immagina che mettano dei punti a Mac. Inoltre era abituato ad essere nauseato la notte prima di un lavoro per il nervosismo.

L'auto flagellazione è il suo modo di base. A un certo punto mi mostra immagini da suo telefonino mandatogli da Pegg di uomini grassi con la barba che Pegg pensi gli assomiglino. Nessuno di loro assomiglia a Frost. Uno, nota, ha la cornice di un pallone aerostatico.


“Mi succede spesso su Twitter dove qualcuno mi manda una foto di un uomo di 220 chili con la barba e dice, ‘hey, sembri proprio come il miglior amico di mio padre.’”

L'ultimo doppio di Frost su Twitte è il nuovo Segretario di stato per il Galles Stephen Crabb. Frost è sconcertato. “Senti, il fatto che siamo entrambi maschi umani barbuti, lì è dove finisce la somiglianza. È fastidioso,” dice.

Certo, l'immagine del corpo è un soggetto delicato: pesava 115 chili all'età di 16 anni ed è arrivato a pesare al massimo 140 chili.

“La mia immediata reazione sarebbe di dire, no, Non mi importa,” dice, dopo aver pensato attentamente. “Non penso che mi importi della mia immagine a meno che, nel profondo, io so che significa che probabilmente vivrò di meno…Questo è ciò che mi importa perché ho un bambino ora. Va bene quando hai 25 anni ma non vedi persone anziane grasse. Questo è semplicemente un orribile fatto della vita.”

Quindi ha iniziato a nuotare e ha perso 12 chili in 10 settimane fino a che un operazione al ginocchio ha ostacolato i suoi progressi. L'operazione fu parzialmente il risultato del suo ultimo ruolo cinematografico in Il Cacciatore e la regina di ghiaccio, che gli richiedeva che camminasse come un nano e agitasse le articolazioni.

Diretto da Cedric Nicholas-Troyan, il film è un prequel alla storia di Biancaneve e segue Biancaneve e il cacciatore del 2012. Frost interpreta Nion, uno dei sette nani, e appare a fianco di Chris Hemsworth, Emily Blunt, Charlize Theron e Rob Brydon.

Ritornare per il secondo è stata una decisione facile. Gli è piaciuta davvero la sceneggiatura e gli piace davvero Chris Hemsworth.

“Lui è tattile,” dice Frost, con gli occhi che si ingrandiscono come dischi volanti. “Mi piace. Sono uno a cui piace abbracciare. C'erano sempre un sacco di coccole la mattina in quelle grandi braccia di Thor. Funziona se io sto seduto e lui viene da dietro. Diversamente, se io sono in piedi, sono seppellito nel suo petto...il che ha un suo perché.”

Frost è nato a Dagenham e ha avuto un passato turbolento. Entrambi i genitori, Tricia e John, erano stati sposati prima e avevano bambini da relazioni precedenti.


Lui è andato a una scuola cattolica, giocava a rugby, andava in bicicletta, rompeva bottiglie di latte e andava dietro alle ragazze. Quando l'attività di arredo dei suoi genitori collassò loro persero la casa di famiglia e il suo mondo crollò. Era sparito tutto – la Jaguar, la casa lussuosa – e Frost e i suoi genitori furono forzati a trasferirsi dai vicini.

Sua madre, un'alcolizzata, venne colpita da infarto a causa dello stress e suo padre, "spezzato dal fallimento," non ha mai più lavorato. Frost lasciò la scuola a 16 anni e ottenne un lavoro a una compagnia di spedizione. Un anno più tardi cercò di suicidarsi, poi andò in Israele e trascorse due anni in un Kibbutz. A 40 anni, aveva perso entrambi i genitori e tutti i suoi fratellastri e sorellastre tranne uno, di cui ce ne erano stati cinque. Una, Deborah, morì di attacco d'asma all'età di 18 anni quando Frost aveva 10 anni.

È davvero straordinario il fatto che si sia risollevato del tutto, lasciando stare con una carriera di successo, da un tale pantano di trauma personali.


"Già, e ti chiedi perché io non rida così tanto," dice in un momento di cupa sincerità.

Il suo modo di reagire al dolore è stato di andare dritto e fare i conti con attacchi di depressione come e quando arrivano.

“Il lavoro era la mia cosa,” dice. “Una volta scoperto questo lavoro mi ha fatto svegliare ogni mattina. Io penso, posso farlo, mi piace farlo. Le persone mi rispettano, mi ascoltano; Io ho una voce adesso. Se non lavoro sono un disastro.”

Adesso sta scrivendo un romanzo sull'ultimo uomo rimasto sulla terra, ma i demoni sono ancora lì.

“Il fatto che quando avevo 15 anni mio padre perse tutto è ciò che mi spinge più di qualsiasi altra cosa. Pensare che io potrei dover fare qualcosa di simile è un incubo. Questo è ciò che mi tiene sveglio la notte, quella paura di ciò che sarebbe se non lavorassi mai più. Ma mi piace pensare che io sarei così impegnato come padre da fare qualcosa.”

Non ho dubbi che lo sarebbe.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE: telegraph.co.uk

giovedì 31 marzo 2016

L'ALBA DEI MORTI DEMENTI Vs QUELLA CASA NEL BOSCO


di Witney Seibold

Il tempo è giunto per un altra resa dei conti. Siete in una stanza chiusa e senza finestre. L'unica cosa con voi nella stanza sono due pizze cinematografiche. Una scatola contiene L'ALBA DEI MORTI DEMENTI di Edgar Wright. L'altra contiene QUELLA CASA NEL BOSCO di Drew Goddard. Avete una scatola di fiammiferi tra le mani. Dovete bruciare una delle due pellicole. Una volta che l'avrete fatto, il film bruciato svanirà dalla storia del cinema per sempre. All'altro sarà consentito di sopravvivere. Quale scegliereste?

Siamo sempre in un momento rinfrescante quando una nuova voce entra nel canone horror. Tutti ricordiamo dove eravamo la prima volta che abbiamo visto, per citare qualche esempio recente, THE HOUSE OF THE DEVIL di Ti West, o persino IT FOLLOWS dell'anno scorso. Horror, nonostante la sua reputazione per la ripetitività e la banalità, incoraggia più creatività rispetto a ogni altro genere, e noi stiamo vivendo felicemente in un epoca di esplosiva creatività horror.

Una delle più recenti voci canonizzate nella comunità del genere horror è stato un regista britannico di nome Edgar Wright, un ipercinetico ed entusiasta regista nerd, e un sicuro accolito di Sam Raimi. Wright fu dichiarato all'epoca essere la nuova avanguardia della commedia horror, ed è andato avanti dirigendo qualche colorato pezzo d'intrattenimento davvero buono (e qualcuno appena passabile) Si stava apprestando persino a dirigere un film di supereroi di alto profilo, fino a che non ha realizzato che le voci davvero creative non sono ammesse nei grandi film prodotti dagli studio. La sua rivelazione avvenne nel 2004 con l'uscita de L'ALBA DEI MORTI DEMENTI.


Un altra voce principale che ancora sembra essere nel bel mezzo della canonizzazione è Drew Goddard, un frequente collaboratore con l'insopportabile divinità nerd Joss Whedon, e scrittore di recenti amate serie tv come BUFFY l'AMMAZZAVAMPIRI, ALIAS e LOST. Lui era uno dei produttori esecutivi della serie tv DAREDEVIL. Inoltre è l'amato sceneggiatore di film che ha lavorato su film acclamati come THE MARTIAN - SOPRAVVISSUTO. A oggi, ha diretto solo un film. QUELLA CASA NEL BOSCO del 2012, un intelligente commedia decostruzionista che riposiziona il punto di vista in film horror come LA CASA. Quando uscì (dopo aver passato qualche anno sugli scaffali), i fan impazzirono, e per qualche mese, sembrava che avessimo Il Più Importante Film Mai Fatto.


Visto che la provocazione è divertente, abbiamo deciso di prendere queste due voci nella presa in giro dell'horror, e di metterle l'una contro l'altra. Qual è il film che merita di sopravvivere nella coscienza dell'horror, e quale può essere cancellato dalla Storia? Che il dibattito cominci. Inizieremo con il film più vecchio.

L'ALBA DEI MORTI VIVENTI del 2004, è una commedia romantica assolutamente divertente su di un pigro uomo immaturo chiamato Shaun (Simon Pegg) - un uomo che, nei suoi 30 anni, è ancora incastrato a lavorare come commesso, felicemente non condizionato dall'ambizione - e dei suoi scarsi tentativi di riconquistarsi l'affetto della sua ragazza in-procinto-di-andare-avanti. Shaun è un personaggio che sembra essere visto sempre di più nei film recenti, in quanto il maschio ossessionato dai media, perpetuamente arenato, avverso alla maturità è il personaggio che definisce sia la generazione nata tra i primi anni 80 e il 2000 sia quelli nati negli anni 2000. 


Mentre ci sono innumerevoli film comici che si inseriscono in questo recente zeitgeist, L'ALBA DEI MORTI DEMENTI è particolarmente scaltro riguardo al modo in cui la maturità si è arrestata nelle recenti generazioni. Sembra essere la piaga di queste generazioni di rimanere bloccati in una mentalità infantile. Le cose dell'infanzia non vengono messe via, e una beata pigrizia è più visibile di quanto fosse mai stata. L'ALBA DEI MORTI DEMENTI sottolinea il lato oscuro del rimanere immaturi. Ci piace Shaun. è un tipo divertente. Ma apertamente riconosciamo che è bloccato in una routine. una reale donna adulta non sarebbe interessata in questo sciattone poco ambizioso, e lei glielo dice in faccia.

Shaun, nel frattempo, è a un bivio. Lui ha raggiunto l'età in cui non aver messo a posto la sua vita inizia a diventare inappropriato. Si darà da fare, si troverà un nuovo lavoro, farà degli sforzi più maturi per tenersi la sua ragazza, e finalmente muoverà i primi passi - un decennio troppo tardi- nell'età adulta? O continuerà con la la sua confortante, meravigliosa terra delle meraviglie dei vent'anni consistente nel giocare ai videogame e bere al suo pub preferito con i suoi ugualmente bloccati, ma davvero affettuosi, amici?

L'azione in L'ALBA DEI MORTI DEMENTI ha una svolta quando appaiono gli zombi. La battuta più intelligente nel film è che gli zombi appaiono, e Shaun è così isolato che non se ne accorge. Gli zombi inoltre sono una metafora per la stagnazione. Se sei bloccato in un lavoro monotono, seguendo la stessa infantile routine per il resto della tua vita, potresti anche essere uno zombi. Shaun scopre che è all'altezza del compito di combattere gli zombi, e - come tutti gli uomini che non-così-segretamente covano fantasie apocalittiche - scopre che può diventare il signore delle terre desolate degli zombi. Si mette alla testa dei suoi amici, e comunque si dirige al suo pub preferito.


Pensate a tutte le fantasie che L'ALBA DEI MORTI DEMENTI realizza per il maschio in crisi post adolescenziale. In primis, rende valido il vostro interesse per gli zombi; studiando i film di zombi per tutti quegli anni, siete improvvisamente degli esperto. La vostra vita non è stata sprecata guardando film. Era tutto in preparazione per questo momento. L'apocalisse zombi inoltre da a Shaun la possibilità di spiegarsi ai suoi genitori delusi, una fantasia che probabilmente molti giovani uomini hanno. Mamma, papà, io sono davvero a posto, e posso essere affidabile. Ho solo bisogno di qualcosa di straordinario per provarlo.

Analogamente, a Shaun è consentito di mettersi in mostra per il suo amore, provando che possiede una vera mascolinità. Questo è un altro aspetto del maschio bloccato; non sono visti come particolarmente uomini. La mancanza di machismo tradizionale, portata solo dalla pigrizia, neutralizza molti uomini, e loro hanno bisogno di esercitare le proprie fantasie mascoline in altri modi. Alla fine, comunque, Shaun inevitabilmente dovrà crescere, e il simbolismo degli zombi cambia. Loro sono l'invasione dell'età adulta. Alla fine dovete abbandonare gli atteggiamenti infantili.

Quindi L'ALBA DEI MORTI DEMENTI è una brillante polemica sulla maturità e sulla mascolinità. Che cosa offre QUELLA CASA NEL BOSCO?

In comparazione, molto meno, vien fuori. QUELLA CASA NEL BOSCO parla di un team di insoliti tecnici che manipolano la realtà che agiscono in una sala controllo in stile NASA in una località sconosciuta. I tecnici usano un equipaggiamento da spie ad alta tecnologia, un holodeck grande quanto una città, e droghe che alterano la mente per attirare ragazzi del college ne - in pratica - LA CASA. Una volta che i ragazzi sono nell'holodeck, i tecnici dispongono le circostanze per rassomigliare a un film dell'horror, fino a battute di dialogo, scene di sesso, personaggi archetipali, e mostri sotterranei (i tecnici hanno accesso a una libreria di mostri reali). Il film, quindi, è sugli sforzi che questi tecnici devono fare per far si che la realtà rassomigli a un film da quattro soldi in stile LA CASA.


Il simbolismo è facilmente interpretabile. I tecnici chiaramente rappresentano i registi che forzano personaggi archetipali attraverso situazioni stereotipate più e più volte. In un mondo dove la maggior parte dei giovani sono intimamente familiari con i cliché dei film horror, perché dovrebbero andare deliberatamente in quella che molto chiaramente è una situazione da film horror? Perché i ragazzi in questi film horror si comportano tutti allo stesso modo? Chiaramente, sono manipolati da forze invisibili.

E perché i tecnici voglio ripetutamente uccidere questi gli avatar di questi giovani sullo schermo? Nella mitologia del film, questi ragazzi sono sacrificati a una vendicativa divinità assetata di sangue, che richiede i cliché dei film slasher come suo rituale sacrificale preferito. Il dio rabbioso è il chiaro simbolo per il pubblico. Noi, QUELLA CASA NEL BOSCO argomenta, chiediamo queste morti per appagare la nostra passiva ma infinita sete di sangue e pruriginosa exploitation horror. La formula non può essere deviata a causa di ciò che noi, come membri del pubblico, ci siamo abituati ad aspettarci. L'originalità sia dannata, abbiamo bisogno dei nostri agnelli sacrificali.

Quindi la funzione definitiva di QUELLA CASA NEL BOSCO è di critica cinematografica. Guarda ai cliché dei film horror a basso budget, e cerca di aggiungerci una certa, folle logica fantascientifica. In quanto critica e simbolismo, QUELLA CASA NEL BOSCO è rinfrescante, mediamente intelligente, e quasi certamente unico.

Il problema con QUELLA CASA NEL BOSCO è che non funziona davvero come film aldilà del suo simbolismo. I personaggi sono scialbi in modo deludente (forse di proposito), e il film presume che voi simpatizziate con i personaggi dei ragazzi, quando loro sono chiaramente secondari rispetto ai tecnici; Io sono più interessato nelle motivazioni e le meccaniche dei tecnici rispetto a quanto lo sia nel fato dei ragazzi. Semplicemente come in molti film slasher, è facile sacrificare empatia per personaggi che presumete essere condannati.

Alla fine, i ragazzi irrompono nel laboratorio dei tecnici - è una svolta narrativa meta piuttosto divertente - e scatenano i mostri sui "cineasti". Alla fine i tecnici sono distrutti dalla loro crudeltà indifferente. Le scene del massacro dei mostri sono sanguinose e divertenti. Quando i ragazzi non sono tradizionalmente sacrificati, gli irosi dei evadono dal loro reame divino e alla fine causano la fine del mondo.

Questo è meno audace di quanto suoni. Un film che in precedenza stava funzionano benino in quanto simbolismo si perde nelle sue stesse regole nel film molto meno interessanti. La sua mitologia è, quando tutto è spiegato, sia scialbo che facile da seguire. Persino pensando che il film finisca con l'apocalisse, sembra che QUELLA CASA NEL BOSCO perda il suo coraggio. Proprio quando stava diventando davvero metafisico, ritorna alla sua facilmente comprensibile mitologia di finzione da fumetto. Il film si stava presentando come un commento sul raccontare storie, e alla fine si trasforma proprio nel tipo di storia che stava cercando di disfare. QUELLA CASA NEL BOSCO non aveva bisogno di un'apocalisse metaforica alla fine. Sapevamo cosa stava succedendo. Avevamo bisogno di qualcosa davvero bizzarro e audace.


In più, QUELLA CASA NEL BOSCO è soffuso dello spiacevole tono sfacciato di Joss Whedon. Whedon ha sempre scritto come un ambizioso diciassettenne, facendo l'idiota in situazioni di fantasia con una buona dose di battute sagaci, ma mai disturbandosi di creare personaggi che rimangano impressi o situazioni che trascendano. C'è uno strano, ineffabile, aggressività che si trova alla base di QUELLA CASA NEL BOSCO. Si tratta di un film che, affidandoci a un vecchio modo di dire critico,  un po' troppo compiaciuto della sua stessa furbizia. Dovrebbe sembrare capovolgente, ma sembra solo invadente.

Come trattato, QUELLA CASA NEL BOSCO è una divertente discussione metafisica su vuoti cliché dei film horror. è la conversazione che tieni al college mentre fumi erba e ti godi un dimenticabile film horror nella tua stanza nel dormitorio. E se fossimo più del pubblico di un film, amico? E se quelle vittime degli slasher fossero i nostri agnelli sacrificali? Questa è roba profonda, fratello. In quanto film, comunque, il film perde coesione. La storia se la gioca al sicuro nell'esatto momento in cui ha bisogno di fare marcia indietro e rovinare se stessa. In ultima analisi, è piuttosto buono, ma non grande.

Quindi tra il film che è un commento saliente sul modo in cui la maturità funziona nella generazione attuale, e un ambiziosa, ma non interamente riuscita discussione sui cliché dei film horror, questo autore propone di salvare il primo. Mentre i film consapevoli sono il pane quotidiano del medium, QUELLA CASA NEL BOSCO non si spinge abbastanza in là. L'ALBA DEI MORTI DEMENTI, nel frattempo, è completo. Ha dei personaggi più interessanti, un messaggio più completo, e non per tirare corto, è semplicemente più divertente

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com/

domenica 27 gennaio 2013

L'Alba dei Morti dementi di Edgar Wright


           Shaun of the Dead ovvero aspettando l'apocalisse tra una pinta di birra e un brano dei Queen



La Trama
Shaun (Simon Pegg) ha una vita monotona e ripetitiva: il noioso lavoro come commesso, circondato da colleghi giovanissimi, gli screzi con l'ipercritico marito della madre (Bill Nighy) e le serate al pub, sempre lo stesso, il Winchester. La sua ragazza Liz (Kate Ashfield) gli rimprovera di continuo la sua mancanza di ambizione e soffre per la routine a cui si è ridotto il loro rapporto, cui non giova certo il fatto che il migliore amico e coinquilino di Shaun, Ed (Nick Frost) sia sempre tra i piedi. Dopo l'ennesima promessa mancata, Liz lascia Shaun che sconfortato e depresso verrà messo di fronte alla sua vita dal suo coinquilino, l'arrogante Pete (Peter Serafinowicz). Il giorno dopo Shaun riprende con la sua routine di sempre ma un evento inaspettato lo costringerà ad agire: un invasione di Zombie!

Il Regista
Shaun of the Dead rappresenta l'esordio cinematografico di Edgar Wright, di cui abbiamo già parlato in occasione di Scott Pilgrim Vs the World

Edgar Wright, Simon Pegg e Nick Frost

Il Cast
Shaun of the Dead in un certo senso è una rimpatriata: Wright aveva già lavorato con Simon Pegg, Nick Frost e Peter Serafinowicz nella serie Spaced cui trae ispirazione questo film (e di cui parleremo in un prossimo articolo).
Pegg è perfetto nei panni di Shaun, riuscendo a renderlo credibile sia nei momenti comici, sia nei momenti eroici conferendogli un certo spessore e riuscendo a evitare la trappola della macchietta.
Stesso discorso vale per Nick Frost, che interpreta Ed, indolente e cialtrone ma dal cuore d'oro.
Kate Ashfield dona alla sua Liz, un certo contegno ironico che le consente di rendere più interessante il classico personaggio della "donzella in pericolo".
Bill Nighy dimostra ancora una volta di essere un attore multiforme e di avere uno spiccato talento anche per i ruoli comici.
Menzione doverosa per Jessica Hynes, anche lei parte del cast di Spaced, qui nel piccolo ruolo di Yvonne.
Comparsata di Martin Freeman, il futuro Bilbo Baggins de lo Hobbit!

Colonna sonora
La colonna sonora di certo non è lasciata al caso ed è parte integrante dell'omaggio che Wright e Pegg hanno voluto tributare all'opera del regista di Zombie, George A. Romero: difatti nella scena in cui Shaun spiega il suo piano a Ed possiamo sentire in sottofondo un brano della colonna sonora di Dawn of the Dead. La musica oltre che omaggiare Romero viene usata anche per creare effetti comici, si pensi alla scena in cui i protagonisti picchiano uno zombie con delle stecche da biliardo mentre il jukebox suona "Don't stop me now" dei Queen oppure quando Ed e Shaun scambiano gli urli di uno zombie per il testo di White Lines.

Scene Cult
I protagonisti per arrivare al pub Winchester devono oltrepassare un folto gruppo di zombie e per farlo escogitano uno stratagemma davvero originale: fingersi degli zombie a loro volta!



Personaggi Cult
Shaun, commesso goffo, fidanzato distratto e annoiato ed eroe all'occorrenza.
Quasi un Ash Williams due punto zero...

...e Quindi?
Spesso questo film viene definito una parodia ma non è così: Wright e Pegg realizzano un affettuoso e divertito omaggio alla saga zombesca di Romero con un film in cui sia l'aspetto comico che quello horror funzionano alla perfezione. Un umorismo irresistibile divertente che riesce a non scadere nel triviale o nel demenziale che si fonde con sequenze tipiche del cinema horror ottimamente realizzate. L'Alba dei morti dementi (titolo italiano da denuncia a parte) è un film brillante e appassionante, la dimostrazione che è possibile raccontare una storia di morti viventi in maniera nuova e originale. Il film è stato così apprezzato da Romero che ha invitato Wright e Pegg a recitare in un cammeo ne La Terra dei morti viventi.
p.s.
Il film è il primo di una trilogia definita "The Three Flavours Cornetto Trilogy", che si compone  inoltre di Hot Fuzz e del film di prossima uscita, The World's End, tutti interpretati dalla coppia Pegg/Frost.

Le Ultime Parole famose
"You've got Red on you"
Vari personaggi rivolti a Shaun


A cura di Davide Schiano di Coscia