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giovedì 7 aprile 2016

Nick Frost: 'Non rido più così tanto'

di India Sturgis

Nick Frost sta bevendo una cola nel suo pub locale a Twickenham. È il giorno dopo il suo 44esimo compleanno quindi è lecito supporre che sia assonnato, in dopo sbronza e che abbia bisogno di questa conversazione come di un buco in testa. 

È una sorpresa, quindi, scoprire che non è questo il caso. “Sono tornato alle 10 di sera con una tazza di the, una fetta di torta e 24 ore a A&E,” dice.    

Sicuramente non? Frost è l'archetipo del tipo divertente. Lui è la cultura dei ragazzi personificata. Questo è l'uomo che ha forgiato una carriera su commedie da fannulloni semi autobiografiche basate su disavventure a base di pub e bevute.

L'elenco delle sue opere precedenti è pieno di cose di questo genere: Spaced (la sitcom di successo di Channel 4 degli anni 90 scritta da Simon Pegg e basata sullo stile di vita losco dell'epoca di Pegg e Frost); L'Alba dei morti dementi (una commedia 'romantica' zombi); Hot Fuzz (un action scoppiato con gli sbirri ambientato in Gloucestershire); e La Fine del mondo (una pellicola di fantascienza su di un epica uscita per pub). Nelle sue memorie, che coprono i suoi anni dieci e venti (“pre-Pegg”, come Frost la mette), scrive riguardo allo svegliarsi sulla spiaggia di Brighton dopo una sera particolarmente ricca di bevute. Ma la mezza età ha visto cambiare le sue priorità. 


“Quarantaquattro…è niente, giusto?” dice, trangugiando la sua bibita frizzante. “Era semplicemente bello vivere un altro anno. Questa è la cosa principale quando superi i 40, penso.”

In seguito mediterà più tristemente: “Ho raggiunto un età dove non rido più molto. Ma non penso che questo significhi che sono meno felice.”

Certamente la paternità ha aiutato a mettere la moderazione al primo posto. Suo figlio, Mac, per cui stravede, ha quattro anni, e Frost condivide l'essere genitore equamente con la sua ex moglie Christina, una produttrice esecutiva mezza svedese che vive a cinque minuti di distanza.

La maggior parte delle mattine Frost arriva a casa di Chris per insegnare a Mac kick boxing e nuove parole prima di accompagnarlo a scuola. La coppia è sorprendentemente in buoni rapporti, anche se Frost è restio dire qualcosa sia di Chris o sulla sua nuova ragazza per paura di smuovere troppo gli equilibri attentamente bilanciati. Ma persino lui è sorpreso dall'equilibrio felice che hanno raggiunto.

“Penso che il punto del divorziare riguardasse Mac e la sua felicità, così che lui non dovesse mai vedere che cosa ci ha fatto divorziare," ha detto. 


"Io non penso che mi importi della mia immagine a meno che, nel profondo, io so che significa che io probabilmente virò di meno"
Nick Frost
Frost ha trovato la fama dopo aver incontrato Simon Pegg mentre lavorava come cameriere in un ristorante messicano nella Londra Nord. Pegg trovò Frost esilarante e i due si trasferirono assieme, imbarcandosi in un'amicizia maschile alimentata dall'amore per Star Wars . Nonostante Frost non avesse nessuna esperienza di recitazione all'epoca, Pegg lo inserì nel cast di Spaced, che diede il via a una carriera che l'ha visto andare avanti ottenendo ruoli in I love radio rock, Le Avventure di Tintin, Paul, Cuban fury e la serie di Sky Atlantic Mr Sloane.

Oggi è in tenuta da giorno libero di jeans, una maglietta e scarpe da ginnastica ma adornato con braccialetti a catena e occhiali alla Shoreditch. La sua barba è immensa. Durante il nostro tempo insieme scivola tra esilaranti storie disgustose e alcuni di quei disarmanti, tenere schiettezze. Per piangere al momento giusto, era abituato a pensare a suo padre, che morì di cancro; adesso immagina che mettano dei punti a Mac. Inoltre era abituato ad essere nauseato la notte prima di un lavoro per il nervosismo.

L'auto flagellazione è il suo modo di base. A un certo punto mi mostra immagini da suo telefonino mandatogli da Pegg di uomini grassi con la barba che Pegg pensi gli assomiglino. Nessuno di loro assomiglia a Frost. Uno, nota, ha la cornice di un pallone aerostatico.


“Mi succede spesso su Twitter dove qualcuno mi manda una foto di un uomo di 220 chili con la barba e dice, ‘hey, sembri proprio come il miglior amico di mio padre.’”

L'ultimo doppio di Frost su Twitte è il nuovo Segretario di stato per il Galles Stephen Crabb. Frost è sconcertato. “Senti, il fatto che siamo entrambi maschi umani barbuti, lì è dove finisce la somiglianza. È fastidioso,” dice.

Certo, l'immagine del corpo è un soggetto delicato: pesava 115 chili all'età di 16 anni ed è arrivato a pesare al massimo 140 chili.

“La mia immediata reazione sarebbe di dire, no, Non mi importa,” dice, dopo aver pensato attentamente. “Non penso che mi importi della mia immagine a meno che, nel profondo, io so che significa che probabilmente vivrò di meno…Questo è ciò che mi importa perché ho un bambino ora. Va bene quando hai 25 anni ma non vedi persone anziane grasse. Questo è semplicemente un orribile fatto della vita.”

Quindi ha iniziato a nuotare e ha perso 12 chili in 10 settimane fino a che un operazione al ginocchio ha ostacolato i suoi progressi. L'operazione fu parzialmente il risultato del suo ultimo ruolo cinematografico in Il Cacciatore e la regina di ghiaccio, che gli richiedeva che camminasse come un nano e agitasse le articolazioni.

Diretto da Cedric Nicholas-Troyan, il film è un prequel alla storia di Biancaneve e segue Biancaneve e il cacciatore del 2012. Frost interpreta Nion, uno dei sette nani, e appare a fianco di Chris Hemsworth, Emily Blunt, Charlize Theron e Rob Brydon.

Ritornare per il secondo è stata una decisione facile. Gli è piaciuta davvero la sceneggiatura e gli piace davvero Chris Hemsworth.

“Lui è tattile,” dice Frost, con gli occhi che si ingrandiscono come dischi volanti. “Mi piace. Sono uno a cui piace abbracciare. C'erano sempre un sacco di coccole la mattina in quelle grandi braccia di Thor. Funziona se io sto seduto e lui viene da dietro. Diversamente, se io sono in piedi, sono seppellito nel suo petto...il che ha un suo perché.”

Frost è nato a Dagenham e ha avuto un passato turbolento. Entrambi i genitori, Tricia e John, erano stati sposati prima e avevano bambini da relazioni precedenti.


Lui è andato a una scuola cattolica, giocava a rugby, andava in bicicletta, rompeva bottiglie di latte e andava dietro alle ragazze. Quando l'attività di arredo dei suoi genitori collassò loro persero la casa di famiglia e il suo mondo crollò. Era sparito tutto – la Jaguar, la casa lussuosa – e Frost e i suoi genitori furono forzati a trasferirsi dai vicini.

Sua madre, un'alcolizzata, venne colpita da infarto a causa dello stress e suo padre, "spezzato dal fallimento," non ha mai più lavorato. Frost lasciò la scuola a 16 anni e ottenne un lavoro a una compagnia di spedizione. Un anno più tardi cercò di suicidarsi, poi andò in Israele e trascorse due anni in un Kibbutz. A 40 anni, aveva perso entrambi i genitori e tutti i suoi fratellastri e sorellastre tranne uno, di cui ce ne erano stati cinque. Una, Deborah, morì di attacco d'asma all'età di 18 anni quando Frost aveva 10 anni.

È davvero straordinario il fatto che si sia risollevato del tutto, lasciando stare con una carriera di successo, da un tale pantano di trauma personali.


"Già, e ti chiedi perché io non rida così tanto," dice in un momento di cupa sincerità.

Il suo modo di reagire al dolore è stato di andare dritto e fare i conti con attacchi di depressione come e quando arrivano.

“Il lavoro era la mia cosa,” dice. “Una volta scoperto questo lavoro mi ha fatto svegliare ogni mattina. Io penso, posso farlo, mi piace farlo. Le persone mi rispettano, mi ascoltano; Io ho una voce adesso. Se non lavoro sono un disastro.”

Adesso sta scrivendo un romanzo sull'ultimo uomo rimasto sulla terra, ma i demoni sono ancora lì.

“Il fatto che quando avevo 15 anni mio padre perse tutto è ciò che mi spinge più di qualsiasi altra cosa. Pensare che io potrei dover fare qualcosa di simile è un incubo. Questo è ciò che mi tiene sveglio la notte, quella paura di ciò che sarebbe se non lavorassi mai più. Ma mi piace pensare che io sarei così impegnato come padre da fare qualcosa.”

Non ho dubbi che lo sarebbe.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE: telegraph.co.uk

giovedì 31 marzo 2016

L'ALBA DEI MORTI DEMENTI Vs QUELLA CASA NEL BOSCO


di Witney Seibold

Il tempo è giunto per un altra resa dei conti. Siete in una stanza chiusa e senza finestre. L'unica cosa con voi nella stanza sono due pizze cinematografiche. Una scatola contiene L'ALBA DEI MORTI DEMENTI di Edgar Wright. L'altra contiene QUELLA CASA NEL BOSCO di Drew Goddard. Avete una scatola di fiammiferi tra le mani. Dovete bruciare una delle due pellicole. Una volta che l'avrete fatto, il film bruciato svanirà dalla storia del cinema per sempre. All'altro sarà consentito di sopravvivere. Quale scegliereste?

Siamo sempre in un momento rinfrescante quando una nuova voce entra nel canone horror. Tutti ricordiamo dove eravamo la prima volta che abbiamo visto, per citare qualche esempio recente, THE HOUSE OF THE DEVIL di Ti West, o persino IT FOLLOWS dell'anno scorso. Horror, nonostante la sua reputazione per la ripetitività e la banalità, incoraggia più creatività rispetto a ogni altro genere, e noi stiamo vivendo felicemente in un epoca di esplosiva creatività horror.

Una delle più recenti voci canonizzate nella comunità del genere horror è stato un regista britannico di nome Edgar Wright, un ipercinetico ed entusiasta regista nerd, e un sicuro accolito di Sam Raimi. Wright fu dichiarato all'epoca essere la nuova avanguardia della commedia horror, ed è andato avanti dirigendo qualche colorato pezzo d'intrattenimento davvero buono (e qualcuno appena passabile) Si stava apprestando persino a dirigere un film di supereroi di alto profilo, fino a che non ha realizzato che le voci davvero creative non sono ammesse nei grandi film prodotti dagli studio. La sua rivelazione avvenne nel 2004 con l'uscita de L'ALBA DEI MORTI DEMENTI.


Un altra voce principale che ancora sembra essere nel bel mezzo della canonizzazione è Drew Goddard, un frequente collaboratore con l'insopportabile divinità nerd Joss Whedon, e scrittore di recenti amate serie tv come BUFFY l'AMMAZZAVAMPIRI, ALIAS e LOST. Lui era uno dei produttori esecutivi della serie tv DAREDEVIL. Inoltre è l'amato sceneggiatore di film che ha lavorato su film acclamati come THE MARTIAN - SOPRAVVISSUTO. A oggi, ha diretto solo un film. QUELLA CASA NEL BOSCO del 2012, un intelligente commedia decostruzionista che riposiziona il punto di vista in film horror come LA CASA. Quando uscì (dopo aver passato qualche anno sugli scaffali), i fan impazzirono, e per qualche mese, sembrava che avessimo Il Più Importante Film Mai Fatto.


Visto che la provocazione è divertente, abbiamo deciso di prendere queste due voci nella presa in giro dell'horror, e di metterle l'una contro l'altra. Qual è il film che merita di sopravvivere nella coscienza dell'horror, e quale può essere cancellato dalla Storia? Che il dibattito cominci. Inizieremo con il film più vecchio.

L'ALBA DEI MORTI VIVENTI del 2004, è una commedia romantica assolutamente divertente su di un pigro uomo immaturo chiamato Shaun (Simon Pegg) - un uomo che, nei suoi 30 anni, è ancora incastrato a lavorare come commesso, felicemente non condizionato dall'ambizione - e dei suoi scarsi tentativi di riconquistarsi l'affetto della sua ragazza in-procinto-di-andare-avanti. Shaun è un personaggio che sembra essere visto sempre di più nei film recenti, in quanto il maschio ossessionato dai media, perpetuamente arenato, avverso alla maturità è il personaggio che definisce sia la generazione nata tra i primi anni 80 e il 2000 sia quelli nati negli anni 2000. 


Mentre ci sono innumerevoli film comici che si inseriscono in questo recente zeitgeist, L'ALBA DEI MORTI DEMENTI è particolarmente scaltro riguardo al modo in cui la maturità si è arrestata nelle recenti generazioni. Sembra essere la piaga di queste generazioni di rimanere bloccati in una mentalità infantile. Le cose dell'infanzia non vengono messe via, e una beata pigrizia è più visibile di quanto fosse mai stata. L'ALBA DEI MORTI DEMENTI sottolinea il lato oscuro del rimanere immaturi. Ci piace Shaun. è un tipo divertente. Ma apertamente riconosciamo che è bloccato in una routine. una reale donna adulta non sarebbe interessata in questo sciattone poco ambizioso, e lei glielo dice in faccia.

Shaun, nel frattempo, è a un bivio. Lui ha raggiunto l'età in cui non aver messo a posto la sua vita inizia a diventare inappropriato. Si darà da fare, si troverà un nuovo lavoro, farà degli sforzi più maturi per tenersi la sua ragazza, e finalmente muoverà i primi passi - un decennio troppo tardi- nell'età adulta? O continuerà con la la sua confortante, meravigliosa terra delle meraviglie dei vent'anni consistente nel giocare ai videogame e bere al suo pub preferito con i suoi ugualmente bloccati, ma davvero affettuosi, amici?

L'azione in L'ALBA DEI MORTI DEMENTI ha una svolta quando appaiono gli zombi. La battuta più intelligente nel film è che gli zombi appaiono, e Shaun è così isolato che non se ne accorge. Gli zombi inoltre sono una metafora per la stagnazione. Se sei bloccato in un lavoro monotono, seguendo la stessa infantile routine per il resto della tua vita, potresti anche essere uno zombi. Shaun scopre che è all'altezza del compito di combattere gli zombi, e - come tutti gli uomini che non-così-segretamente covano fantasie apocalittiche - scopre che può diventare il signore delle terre desolate degli zombi. Si mette alla testa dei suoi amici, e comunque si dirige al suo pub preferito.


Pensate a tutte le fantasie che L'ALBA DEI MORTI DEMENTI realizza per il maschio in crisi post adolescenziale. In primis, rende valido il vostro interesse per gli zombi; studiando i film di zombi per tutti quegli anni, siete improvvisamente degli esperto. La vostra vita non è stata sprecata guardando film. Era tutto in preparazione per questo momento. L'apocalisse zombi inoltre da a Shaun la possibilità di spiegarsi ai suoi genitori delusi, una fantasia che probabilmente molti giovani uomini hanno. Mamma, papà, io sono davvero a posto, e posso essere affidabile. Ho solo bisogno di qualcosa di straordinario per provarlo.

Analogamente, a Shaun è consentito di mettersi in mostra per il suo amore, provando che possiede una vera mascolinità. Questo è un altro aspetto del maschio bloccato; non sono visti come particolarmente uomini. La mancanza di machismo tradizionale, portata solo dalla pigrizia, neutralizza molti uomini, e loro hanno bisogno di esercitare le proprie fantasie mascoline in altri modi. Alla fine, comunque, Shaun inevitabilmente dovrà crescere, e il simbolismo degli zombi cambia. Loro sono l'invasione dell'età adulta. Alla fine dovete abbandonare gli atteggiamenti infantili.

Quindi L'ALBA DEI MORTI DEMENTI è una brillante polemica sulla maturità e sulla mascolinità. Che cosa offre QUELLA CASA NEL BOSCO?

In comparazione, molto meno, vien fuori. QUELLA CASA NEL BOSCO parla di un team di insoliti tecnici che manipolano la realtà che agiscono in una sala controllo in stile NASA in una località sconosciuta. I tecnici usano un equipaggiamento da spie ad alta tecnologia, un holodeck grande quanto una città, e droghe che alterano la mente per attirare ragazzi del college ne - in pratica - LA CASA. Una volta che i ragazzi sono nell'holodeck, i tecnici dispongono le circostanze per rassomigliare a un film dell'horror, fino a battute di dialogo, scene di sesso, personaggi archetipali, e mostri sotterranei (i tecnici hanno accesso a una libreria di mostri reali). Il film, quindi, è sugli sforzi che questi tecnici devono fare per far si che la realtà rassomigli a un film da quattro soldi in stile LA CASA.


Il simbolismo è facilmente interpretabile. I tecnici chiaramente rappresentano i registi che forzano personaggi archetipali attraverso situazioni stereotipate più e più volte. In un mondo dove la maggior parte dei giovani sono intimamente familiari con i cliché dei film horror, perché dovrebbero andare deliberatamente in quella che molto chiaramente è una situazione da film horror? Perché i ragazzi in questi film horror si comportano tutti allo stesso modo? Chiaramente, sono manipolati da forze invisibili.

E perché i tecnici voglio ripetutamente uccidere questi gli avatar di questi giovani sullo schermo? Nella mitologia del film, questi ragazzi sono sacrificati a una vendicativa divinità assetata di sangue, che richiede i cliché dei film slasher come suo rituale sacrificale preferito. Il dio rabbioso è il chiaro simbolo per il pubblico. Noi, QUELLA CASA NEL BOSCO argomenta, chiediamo queste morti per appagare la nostra passiva ma infinita sete di sangue e pruriginosa exploitation horror. La formula non può essere deviata a causa di ciò che noi, come membri del pubblico, ci siamo abituati ad aspettarci. L'originalità sia dannata, abbiamo bisogno dei nostri agnelli sacrificali.

Quindi la funzione definitiva di QUELLA CASA NEL BOSCO è di critica cinematografica. Guarda ai cliché dei film horror a basso budget, e cerca di aggiungerci una certa, folle logica fantascientifica. In quanto critica e simbolismo, QUELLA CASA NEL BOSCO è rinfrescante, mediamente intelligente, e quasi certamente unico.

Il problema con QUELLA CASA NEL BOSCO è che non funziona davvero come film aldilà del suo simbolismo. I personaggi sono scialbi in modo deludente (forse di proposito), e il film presume che voi simpatizziate con i personaggi dei ragazzi, quando loro sono chiaramente secondari rispetto ai tecnici; Io sono più interessato nelle motivazioni e le meccaniche dei tecnici rispetto a quanto lo sia nel fato dei ragazzi. Semplicemente come in molti film slasher, è facile sacrificare empatia per personaggi che presumete essere condannati.

Alla fine, i ragazzi irrompono nel laboratorio dei tecnici - è una svolta narrativa meta piuttosto divertente - e scatenano i mostri sui "cineasti". Alla fine i tecnici sono distrutti dalla loro crudeltà indifferente. Le scene del massacro dei mostri sono sanguinose e divertenti. Quando i ragazzi non sono tradizionalmente sacrificati, gli irosi dei evadono dal loro reame divino e alla fine causano la fine del mondo.

Questo è meno audace di quanto suoni. Un film che in precedenza stava funzionano benino in quanto simbolismo si perde nelle sue stesse regole nel film molto meno interessanti. La sua mitologia è, quando tutto è spiegato, sia scialbo che facile da seguire. Persino pensando che il film finisca con l'apocalisse, sembra che QUELLA CASA NEL BOSCO perda il suo coraggio. Proprio quando stava diventando davvero metafisico, ritorna alla sua facilmente comprensibile mitologia di finzione da fumetto. Il film si stava presentando come un commento sul raccontare storie, e alla fine si trasforma proprio nel tipo di storia che stava cercando di disfare. QUELLA CASA NEL BOSCO non aveva bisogno di un'apocalisse metaforica alla fine. Sapevamo cosa stava succedendo. Avevamo bisogno di qualcosa davvero bizzarro e audace.


In più, QUELLA CASA NEL BOSCO è soffuso dello spiacevole tono sfacciato di Joss Whedon. Whedon ha sempre scritto come un ambizioso diciassettenne, facendo l'idiota in situazioni di fantasia con una buona dose di battute sagaci, ma mai disturbandosi di creare personaggi che rimangano impressi o situazioni che trascendano. C'è uno strano, ineffabile, aggressività che si trova alla base di QUELLA CASA NEL BOSCO. Si tratta di un film che, affidandoci a un vecchio modo di dire critico,  un po' troppo compiaciuto della sua stessa furbizia. Dovrebbe sembrare capovolgente, ma sembra solo invadente.

Come trattato, QUELLA CASA NEL BOSCO è una divertente discussione metafisica su vuoti cliché dei film horror. è la conversazione che tieni al college mentre fumi erba e ti godi un dimenticabile film horror nella tua stanza nel dormitorio. E se fossimo più del pubblico di un film, amico? E se quelle vittime degli slasher fossero i nostri agnelli sacrificali? Questa è roba profonda, fratello. In quanto film, comunque, il film perde coesione. La storia se la gioca al sicuro nell'esatto momento in cui ha bisogno di fare marcia indietro e rovinare se stessa. In ultima analisi, è piuttosto buono, ma non grande.

Quindi tra il film che è un commento saliente sul modo in cui la maturità funziona nella generazione attuale, e un ambiziosa, ma non interamente riuscita discussione sui cliché dei film horror, questo autore propone di salvare il primo. Mentre i film consapevoli sono il pane quotidiano del medium, QUELLA CASA NEL BOSCO non si spinge abbastanza in là. L'ALBA DEI MORTI DEMENTI, nel frattempo, è completo. Ha dei personaggi più interessanti, un messaggio più completo, e non per tirare corto, è semplicemente più divertente

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com/

lunedì 27 aprile 2015

Simon Pegg & Kriv Stenders sulle svolte narrative e i colpi di scena di ‘Kill Me Three Times’

Di Scott Huver



Per Simon Pegg, l'opportunità d'interpretare un sicario completamente immorale che inoltre sembra essere il personaggio più piacevole in “Kill Me Three Times”  era un'opportunità a cui non poteva rinunciare.

Con una piccola finestra nella suo sempre più impegnato piano di riprese , Pegg se l'è svignata a Perth, Australia, per unirsi al cast internazionale di questo thriller sbarellato , che include Alice Braga, Sullivan Stapleton, Teresa Palmer, Luke Hemsworth e Bryan Brown. Diretto da  Kriv Stenders, noto per il suo film esplosivo "Red Dog" del 2011, fonde l'intricata storia con elementi noir, fuorilegge Tarantiniani e la classica commedia degli equivoci in un eccentrica narrativa unica nel suo genere.

Pegg e Stenders hanno recentemente incontrato i giornalisti per una tavola rotonda per rivelare come il ruolo fugace dell'attore improvvisamente si è ritrovato a essere il cuore di questa storia complicata e ricca di svolte.

Fissando il ritmo, il tono, l'ambientazione, quanto era evidente sul set per voi ragazzi come il prodotto finale iniziava a sembrare? e quanto ha giocato in ciò che stavate facendo sul set?

Kriv Stenders: la sceneggiatura in realtà, quando l'ho letta per la prima volta, si è presentata piuttosto solidamente come qualcosa che avrebbe potuto essere molto divertente, aveva un ritmo particolare, una particolare vibrazione. Sembrava quasi come una canzone rock o pop. Puoi sentirne il ritmo. Quindi era davvero solo questione di divertirsi e assemblare il cast, e tutti hanno realizzato che stavamo ballando sulla stessa musica. L'inclusione di Simon ci ha dato davvero una grande base dalla quale continuare a muoverci. E tutti sono stati in sincronia, penso, da li in avanti.

Simon Pegg: Per me è stato davvero interessante perché sono entrato nella fase iniziale. Avevo un tempo limitato, quindi abbiamo dovuto girare la mia roba durante un determinato periodo, il che significa che abbiamo girato l'inizio del film e il climax nella stessa settimana. Quindi è stato molto divertente guardare il film finito e vedere tutte le parti che ho fatto integrate con tutto il resto. Ovviamente, il film ha più livelli, e ci sono diverse storie che vengono raccontate. Ho dovuto lavorare con tutti, ma è stato molto divertente guardare le loro storie. è stato carino perché avevo queste brevi entrate e uscite di scena, e loro dovevano andare avanti senza di me.



Come è stato interpretare quel personaggio duro? Di solito sei il tipo del bravo ragazzo.

Pegg: è stato più simile a me. Io sono molto più simile a un serial killer amorale piuttosto che a qualunque bravo ragazzo io interpreti. No, è stato divertente. è stato carino fare qualcosa di diverso. Una delle cose che mi hanno attratto della sceneggiatura, a parte il modo artistico in cui era scritta e strutturata, è stata l'opportunità di interpretare qualcuno davvero all'opposto rispetto ad alcuni dei ruoli che ho interpretato prima. Charlie era un divertimento già sulla pagina, dover interpretare qualcuno così cattivo senza rimorsi. E stranamente allo stesso tempo, è tipo la persona più gradevole nel film [ride], il che dice molto riguardo a tutti gli altri presenti, gli altri personaggi. Non potevo resistere. Dovevo fare i bagagli e andare a Perth immediatamente.


Quando un personaggio è in un certo modo sgradevole, e comunque lo rendi divertente da seguire. Puoi parlarci su come hai scoperto come fare?

Pegg: Penso che abbia aiutato che chiunque in Eagle’s Nest fosse un po' un idiota. è come, se tu debba scegliere a chi essere fedele. Suppongo che Alice e Luke siano probabilmente le persone più accettabili moralmente, anche se stanno complottando qualcosa . Stanno avendo una relazione, e rubano soldi e altra roba. Charlie, in quanto cattivo, è molto divertente. Il suo divertimento per tutto ciò che succede è parallelo al divertimento del pubblico stesso. Il pubblico entra nel film con Charlie e da un'occhiata con lui alla pazzia che si sta scatenando in quella piccola cittadina ed è stranito e disgustato e quasi reso folle il che è un interessante punto di vista per il pubblico essendo lui il cattivo, in realtà
Se non fosse divertente, Charlie, sarebbe mostruoso. Sarebbe come guardare “Wolf Creek.” Comunque, ammetto che il cattivo è in certo modo divertente ma in un modo che è disgustoso. In un film che ha così tanta violenza, se fosse stata solo un modo crudele per vendere, sarebbe stato davvero difficile da guardare. Dev'essere  innalzata e resa divertente per rendere il film un po' più appetibile.



Puoi parlarci dei baffi e del look alla Johnny Cash ? Come ve ne siete venuti fuori con quel look?

Pegg: beh, io e Kriv lo abbiamo ideato insieme prima d'iniziare le riprese. Abbiamo avuto un paio di conversazioni su Skype e di chiamate prima d'incontrarci ufficialmente di persona e parlare di Charlie e di che aspetto avrebbe dovuto avere. In qualche modo io ho spinto per i baffi. L'ho rimpianto immediatamente perché non potevo indossare nessuno dei miei vestiti con essi.  Era la cosa più strana. Una cosa così piccola può dire così tanto su di te.

Non ho niente contro i baffi a manubrio,è un grande look, ma bisogna accoppiarli con certi modi di vestire, e non sono molto belli con niente altro che un cappellino da baseball e una felpa. Quindi è stato difficile. O con un cappello da cowboy, O con un elmetto da muratore. Uno qualsiasi dei  Village People era giusto un idea che abbiamo avuto. Ho realizzato parlando con Kriv che volevo questa specie di figura incongrua. Lui è l'Oscuro Mietitore. Sembra incongruo in quell'ambientazione quanto un uomo in mantello con una falce. E Charlie non è interessato a essere furtivo. Lui è davvero impudente in ciò che fa. Chiaramente ha dato uno sguardo al grande libro degli assassini a pagamento e ha detto io voglio assomigliare a questi qui.

Puoi parlare della musica? La musica è grandiosa.

Stenders: Il compositore è un australiano che vive qui. Un tipo chiamato Johnny Klimek. Ero un grande fan dei film di Johnny. Ha lavorato per i fratelli Wachowski e Tom Tykwer, e ha realizzato la colonna sonora per “Run Lola Run,” una delle mie colonne sonore e uno dei miei film preferiti. Uno dei modi in cui ho proposto il film alla troupe, è stato dicendo, “guardate. Pensate a questa cosa come a un film americano che debba essere girato in Australia.”

Lo stesso con Johnny. Guarda, volevo fare un film internazionale. Volevo che fosse come un auto sportiva. Volevo che avesse un bell'aspetto, che fosse veloce e che fosse divertente farci un giro. Come ho detto prima, la sceneggiatura mi suonava come una canzone rock . Ha questo grande battito, questo grande ritmo. Ha un grande inizio, alcuni grandi cori, un grande bridge, e alcuni assolo fantastici con un fantastico finale. Abbiamo solo insistito su questa idea. Stavamo cercando di trovare un motivo. Stavamo cercando di trovare un qualche tipo di idea musicale o di appiglio per appogiarci il film. E abbiamo provato un po' di cose. Ho persino detto, “Oh, usiamo i sassofoni.” C'è un po' una vibrazione anni 80 nel film.

Pegg: è molto “Arma Letale.”

Stenders: Ma poi era interessante, siamo rimasti bloccati sull'idea di questa specie di chitarra surf. Quello era il tipo d'interruttore che stavamo cercando di accendere. una volta trovato, tutto si è mixato. e il tono, di nuovo,si è fuso. ed è davvero divertente quando lo trovi, quando finalmente trovi quell'ingrediente che mancava.



Il film ha così tanti colpi di scena, svolte narrative, giri narrativi, rivelazioni. Quanto di quello è stato pianificato specificatamente nella sceneggiatura, e quanto è stato scoperto durante le riprese – e forse persino nell'editing?

Stenders: beh, ti dirò qualcosa molto interessante. Non so nemmeno se l'ho detto a Simon. LA sceneggiatura era raccontata in tre capitoli. Quell'idea era innata nell'architettura del film, ma qualcosa di davvero interessante è successo nell'editing. Beh, sono successe due cose. Nella sceneggiatura originale, Charlie appariva solo all'inizio e alla fine del film. E ogni volta che vedevamo Simon iniziavamo, “Dio, Simon è superbo! Vorrei che fosse nell'intero film.”

Quindi quello che abbiamo fatto,durante l'editing, abbiamo realizzato perché la trama era così precisamente organizzata e così precisamente strutturato, quando giochi con il tempo in questo modo, in realtà è una costruzione molto interessante perché puoi togliere ciò pensavi fosse così fondamentale da non poter essere mosso . In realtà puoi muoverlo, e funziona ancora perché stai ancora giocando con ciò che il pubblico ha imparato e quando. Quindi era davvero compartimentalizzato. Quindi abbiamo finito per prendere la decisione di farlo, proviamo e facciamo apparire Charlie lungo l'intera storia, il che non era nella sceneggiatura. Ma abbiamo tenuto l'idea del ritorno ciclico intatta, ma abbiamo finito per avere molto più Simon.

C'è stata qualche scena che è stata più difficile da girare rispetto alle altre?

Stenders: Penso che la scena iniziale e gli inizi sono davvero duri perchè devi davvero arrivare a sapere dove il pubblico ha bisogno di essere all'inizio e dove hanno bisogno di essere alla fine , e questo è qualcosa davvero difficile da prevedere a volte. Quindi trovo le scene d'apertura e finali davvero difficili da girare o difficili da ottenere bene . In un certo senso devi seguire il tuo istinto. Anche per via della programmazione, con la programmazione di Simon, abbiamo dovuto filmare tutto nelle prime due settimane. il che ovviamente è stato... –

Pegg: una grande rottura di scatole.

Stenders: – Siamo stati più che felici di farlo perché eravamo così contenti che Simon avesse detto si. Penso che questo sia in generale, non solo per questo film, ma penso sia per ogni film. Qeste scene iniziali e finali sono davvero difficili.

Pegg: A volte senti che se film l'inizio all'inizio,il che si fa spesso, a volte alla fine senti che vuoi tornare indietro e girare la scena iniziale nuovamente una volta che hai l'intero film. In un certo modo, la scena inziale dovrebbe essere quasi l'ultima cosa da girare, in uno strano modo.

Avete dei momenti preferiti sul set?

Stenders: Per me, è stato ogni momento. Davvero. E specialmente ogni momento con Simon, è stato semplicemente una gioia. è stato così divertente. Questo lavoro è così fantastico a volte quando hai una grande sceneggiatura e hai una grande troupe. Come [Roman] Polanski disse, “è il miglior trenino del mondo.”Ma girare sempre sui posti è duro perché abbiamo avuto parecchi viaggi, il che fa perdere tempo sul programma delle riprese. Quindi c'era sempre pressione, pressione riguardo il tempo, il che può essere davvero impegnativo . Ma d'altro canto fa rimanere tutti concentrati. e quella pressione, penso, è salutare perché non ti metti a bighellonare  . Devi solo andare avanti e fare le tue cose. Ho adorato girare tutto.

Pegg: Già, mi è davvero piaciuto girare la scena di lotta con Sullivan [Stapleton] perchè era un casino. Mi sono trovato davvero bene con Sully, è un tipo grandioso. Essere pugnalato a una mano per la seconda volta nella mia carriera è stato estremamente divertente. E ogni volta che puoi sporcarti le mano con qualcosa come quella è così…fico alla faccia dell'essere così stronzo[ride]. Lui è così tanto un bastardo, ma è così grandioso. Ce ne siamo uscito con l'idea che – non sto rivelando nulla – ma c'è una parte nel film quando Charlie appicca il fuoco a qualcosa. E mentre si allontana nel classico stile dei film, realizza che non può accendersi la sigaretta. Quindi è deluso in un certo modo. Si gira intorno e dice, “ah, che cavolo.”  Ha appena ucciso qualcuno, e questo è ciò per cui è preoccupato, il fatto che non può accendersi la sigaretta.

Stenders: Per il resto del film, sta cercando di trovare dei fiammiferi.



Realizzando questo film, hai imparato qualcosa su te stesso?

Stenders: No, ma è una buona domanda perché penso, come cineasta, che stai sempre imparando, sempre imparando. Prendi Kurosawa: ha fatto qualcosa come 30 film, e i suoi ultimi film erano geniali. e c'è una ragione per questo, ed è che si diventa migliori facendone sempre più. Non c'è modo migliore d'imparare a fare i film che facendo film. Quindi questo è quello che amo riguardo il processo, e questo è il motivo perché penso di sentire di aver imparato così tanto riguardo ogni parte del processo, il mestiere, lavorare con gli attori, raccontare questo tipo di storia, costruirla, girarla, farne l'editing.

Ci sono un milione di cose che puoi cogliere e imparare lungo la strada. E io sono stato solo molto fortunato. Ho avuto un grande cast per questo film. Non che non ce l'avessi nei miei film precedenti, ma questa volta è stato semplicemente molto più divertente lavorare con un cast internazionale. E avere grandi attori che sono come orologi finemente calibrati, che erano semplicemente tutti perfettamente a tempo. Quindi si, è stato molto divertente.

Pegg: Mai avere baffi a manubrio o mai e poi mai farsi la barba in quel modo di nuovo. Cero, ho imparato qualcosa di nuovo in ogni film che faccio, e come Kriv ha detto, si migliora lavorando sempre di più. Non c'è nessun succedaneo per l'esperienza, ed è stato grandioso lavorare in un posto dove non avevo mai lavorato prima. L'Australia Occidentale è una così bella e notevole parte del Mondo. Sono stato in Australia molte volte ma mai da quelle parti. Quindi è stato davvero educativo vedere un tipo di Australia con più vegetazione e un'Australia topologicamente diversa . E lavorare con una troupe internazionale, va tutto nel tuo bagaglio di esperienze che può solo renderti un cineasta, attore, scrittore migliore.

Alcuni attori che sono delle star dei film d'azione sono tipo, “OK. Posso usare le pistole nei film o sul set, ma una volta che la scena è stata girata, eccoti, prendi la pistola.” Come sei con le pistole?

Pegg: Abbiamo avuto una giornata divertente, no? Girare quella grande sparatoria mentre eravamo in una sorta di ospedale psichiatrico in disuso. In realtà Non è il primo in cui sia mai stato, per girare. già, e abbiamo avuto una piccola sparatoria. Ma è un affare piuttosto serio quando hai armi da fuoco sul set perché può essere davvero pericoloso. E Ci sono sempre delle attente e rigorose precauzioni di sicurezza attorno alle armi, e non sono giocattoli. Come qualsiasi ragazzino cresciuto, guardando Star Wars e i film di cowboys o qualsiasi altra cosa, è divertente fare questa cosa. Ma quando lavori davvero con le armi da fuoco, devi essere molto attento.

Benché avendo quel mirino su quel fucile, la quantità di gente che ho freddato mentre ero su quella piattaforma. Avevo  Larry, il produttore, nel mio raggio d'azione. Avrei potuto semplicemente… head shot. Subito. Non che l'avrei mai fatto, Larry è un uomo adorabile, adorabile. Ma Avendo persone laggiù, Non puoi resistere ma averle nel mirino. Ma detto questo: mai, mai sottovalutare i regolamenti di sicurezza di un arma da fuoco di scena, ragazzi e ragazze.

TRADUZIONE di DAVIDE SCHIANO di COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:spinoff.comicbookresources.com

domenica 27 gennaio 2013

L'Alba dei Morti dementi di Edgar Wright


           Shaun of the Dead ovvero aspettando l'apocalisse tra una pinta di birra e un brano dei Queen



La Trama
Shaun (Simon Pegg) ha una vita monotona e ripetitiva: il noioso lavoro come commesso, circondato da colleghi giovanissimi, gli screzi con l'ipercritico marito della madre (Bill Nighy) e le serate al pub, sempre lo stesso, il Winchester. La sua ragazza Liz (Kate Ashfield) gli rimprovera di continuo la sua mancanza di ambizione e soffre per la routine a cui si è ridotto il loro rapporto, cui non giova certo il fatto che il migliore amico e coinquilino di Shaun, Ed (Nick Frost) sia sempre tra i piedi. Dopo l'ennesima promessa mancata, Liz lascia Shaun che sconfortato e depresso verrà messo di fronte alla sua vita dal suo coinquilino, l'arrogante Pete (Peter Serafinowicz). Il giorno dopo Shaun riprende con la sua routine di sempre ma un evento inaspettato lo costringerà ad agire: un invasione di Zombie!

Il Regista
Shaun of the Dead rappresenta l'esordio cinematografico di Edgar Wright, di cui abbiamo già parlato in occasione di Scott Pilgrim Vs the World

Edgar Wright, Simon Pegg e Nick Frost

Il Cast
Shaun of the Dead in un certo senso è una rimpatriata: Wright aveva già lavorato con Simon Pegg, Nick Frost e Peter Serafinowicz nella serie Spaced cui trae ispirazione questo film (e di cui parleremo in un prossimo articolo).
Pegg è perfetto nei panni di Shaun, riuscendo a renderlo credibile sia nei momenti comici, sia nei momenti eroici conferendogli un certo spessore e riuscendo a evitare la trappola della macchietta.
Stesso discorso vale per Nick Frost, che interpreta Ed, indolente e cialtrone ma dal cuore d'oro.
Kate Ashfield dona alla sua Liz, un certo contegno ironico che le consente di rendere più interessante il classico personaggio della "donzella in pericolo".
Bill Nighy dimostra ancora una volta di essere un attore multiforme e di avere uno spiccato talento anche per i ruoli comici.
Menzione doverosa per Jessica Hynes, anche lei parte del cast di Spaced, qui nel piccolo ruolo di Yvonne.
Comparsata di Martin Freeman, il futuro Bilbo Baggins de lo Hobbit!

Colonna sonora
La colonna sonora di certo non è lasciata al caso ed è parte integrante dell'omaggio che Wright e Pegg hanno voluto tributare all'opera del regista di Zombie, George A. Romero: difatti nella scena in cui Shaun spiega il suo piano a Ed possiamo sentire in sottofondo un brano della colonna sonora di Dawn of the Dead. La musica oltre che omaggiare Romero viene usata anche per creare effetti comici, si pensi alla scena in cui i protagonisti picchiano uno zombie con delle stecche da biliardo mentre il jukebox suona "Don't stop me now" dei Queen oppure quando Ed e Shaun scambiano gli urli di uno zombie per il testo di White Lines.

Scene Cult
I protagonisti per arrivare al pub Winchester devono oltrepassare un folto gruppo di zombie e per farlo escogitano uno stratagemma davvero originale: fingersi degli zombie a loro volta!



Personaggi Cult
Shaun, commesso goffo, fidanzato distratto e annoiato ed eroe all'occorrenza.
Quasi un Ash Williams due punto zero...

...e Quindi?
Spesso questo film viene definito una parodia ma non è così: Wright e Pegg realizzano un affettuoso e divertito omaggio alla saga zombesca di Romero con un film in cui sia l'aspetto comico che quello horror funzionano alla perfezione. Un umorismo irresistibile divertente che riesce a non scadere nel triviale o nel demenziale che si fonde con sequenze tipiche del cinema horror ottimamente realizzate. L'Alba dei morti dementi (titolo italiano da denuncia a parte) è un film brillante e appassionante, la dimostrazione che è possibile raccontare una storia di morti viventi in maniera nuova e originale. Il film è stato così apprezzato da Romero che ha invitato Wright e Pegg a recitare in un cammeo ne La Terra dei morti viventi.
p.s.
Il film è il primo di una trilogia definita "The Three Flavours Cornetto Trilogy", che si compone  inoltre di Hot Fuzz e del film di prossima uscita, The World's End, tutti interpretati dalla coppia Pegg/Frost.

Le Ultime Parole famose
"You've got Red on you"
Vari personaggi rivolti a Shaun


A cura di Davide Schiano di Coscia