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sabato 19 ottobre 2013

The Stupids di John Landis

                  Storia di una famiglia americana tipo
                                                          
                                                            
Di famiglie, normali, disfunzionali, nuclearizzate, scoppiate, impazzite è pieno il cinema (e oserei dire, il mondo). Soprattutto di famiglie americane. L' americano ha sempre avuto una certa attitudine a raccontare il nucleo familiare, sia al cinema che sul piccolo schermo. Uno degli stereotipi più usati e abusati riguardo la famiglia è quello che la vorrebbe come luogo in cui ogni conflitto viene risolto e appianato, luogo sociale in cui sarebbero custoditi tutto il bello e il buono di una società altrimenti corrotta e ostile. Landis in The Stupids scardina questo stereotipo e lo fa con un umorismo (volontariamente) al limite del demenziale.



Gli Stupids sono una famigliola americana tipica (degli anni 50): padre lavoratore e attento , madre premurosa e regina del focolare domestico, due figlioletti perennemente sorridenti praticamente identici ai rispettivi genitori, un cane e un gatto (in claymation) e una bella casetta color pastello nei sobborghi.
Qualcosa interviene a turbare la loro quiete: la loro spazzatura è stata "rubata" un altra volta! Il prode capofamiglia Stanley (Tom Arnold) decide di scoprire chi c'è dietro questi misfatti e si lancia all'inseguimento del camion dell'immondizia, equipaggiato con dei pattini. I figli, (Bug Hall e Alex McKenna) non trovandolo il mattino dopo pensano immediatamente che sia stato rapito e si recano alla polizia, non prima di lasciare un delirante biglietto per la madre. La madre Joan (Jessica Lundy) , dopo aver letto il messaggio, convinta che la polizia abbia rapito i suoi bambini accorre in loro soccorso. I membri della famiglia Stupids ritrovatisi dopo varie avventure, originatesi dal fatto che nessuno di loro è capace di capire il benché minimo concetto senza equivocare, verranno convinti dal capofamiglia che ci sia in atto un diabolico complotto facente capo a un misterioso individuo detto "Il mittente" (Vincent Price), il cui scopo sarebbe quello di privare tutti della propria posta e della propria immondizia. Mentre cercheranno di sventare questo complotto immaginario, gli Stupids incapperanno in un complotto ben più reale in cui sono coinvolti criminalità, esercito e armi, senza rendersene minimamente conto.
Il diabolico Signor Mittente
Solitamente le commedie funzionano perché lo spettatore riesce a entrare in empatia con i protagonisti, funzionano perché lo spettatore riesce a immedesimarsi nei personaggi e di conseguenza riesce ad appassionarsi alle loro vicissitudini. Ci sono delle eccezioni, certo, a esempio Zoolander ma di solito è questa la norma.
The Stupids mette a disagio lo spettatore perché egli non riesce a immedesimarsi, non riesce a entrare in empatia.
Lo spettatore per l'intera durata della pellicola non fa altro che chiedersi come sia possibile che i personaggi non capiscano mai nulla.
Landis fa agire i personaggi in modo estremamente stupido ma anche in modo estremamente familiare per lo spettatore: Le reazioni degli Stupids alle situazioni non sono quelle che le persone avrebbero nella vita reale ma sono quelle che avrebbero i personaggi di un film.
Queste azioni sono inserite in un contesto "realistico" ed è questo a renderle disorientanti.
il regista John Landis
John Landis, regista da sempre dotato di un umorismo a tratti caustico, con questo film realizza una critica all'americano medio che ignora qualsiasi cosa sia al di fuori delle sue immediate vicinanze ed è convinto di sapere tutto.

Le lacune degli Stupids sono una versione ingigantita dell'ignoranza diffusa.
A nessuno piace che gli si dica che è uno stupido e difatti il film è stato un flop al botteghino e anche sui siti specializzati ha ottenuto votazioni molto basse.
Il film è stato frainteso, si è confusa la stupidità volontaria messa in scena con la stupidità involontaria.
The Stupids è un film che a prima vista sembra l'ennesimo film demenziale ma che se guardato con il cervello acceso può rivelarsi una grossa sorpresa per lo spettatore.

Curiosità: Molti registi famosi hanno preso parte a questo film in piccoli ruoli o come comparse, a esempio Cronenberg, Mick Garris, Costa- Gavras e Gillo Pontecorvo. La cosa non è nuova per Landis, basti pensare a Dario Argento che appare come paramedico in Amore all'ultimo morso.


"Ok, lezione di mimetizzazione numero 1: per sembrare un cespuglio devi pensare come un cespuglio. ufff...eccomi qua sono un perfetto cespuglio. Vegeto e ondeggio al vento, è la vita che fa per me. Da queste parti la terra è buona, c'è il sole che splende. Da buon cespuglio io le noto queste cose. Ehi un momento che roba è? Alza le braccia. Ho due braccia!!Sono un cespuglio con le braccia! E con le gambe! Sono il primo cespuglio della Storia con le gambe!!!" 

Stanley Stupid da prova delle sue capacità di mimetizzazione 

mercoledì 5 dicembre 2012

I Tre Amigos di John Landis


                                    Il western alla maniera di John Landis



La Trama
Messico 1915, Dusty Bottoms (Chevy Chase), Lucky Day (Steve Martin), Ned Nederlander (Martin Short) sono tre attori protagonisti di una serie di pellicole in cui interpretano degli intrepidi eroi, i tre Amigos. Il loro ultimo film si è rivelato un fiasco e si ritrovano poveri in canna all'improvviso.
Nel mentre, gli abitanti di un piccolo paesino, Santo Poco, sono alla ricerca di qualcuno che possa difenderli dalla minaccia di El Guapo (Alfonso Arau) e dalla sua banda di fuorilegge. I tre attori verranno scambiati per dei veri pistoleri e invitati al villaggio per difenderlo. Lucky Day e i suoi amici accettano perché convinti che si tratti d'una scrittura teatrale. Quando i Tre Amigos si ritroveranno di fronte dei veri banditi saranno costretti a scegliere se darsela a gambe o diventare davvero degli eroi.

Il Regista
John Landis è uno dei registi più rappresentativi per quanto riguarda la commedia, molte sue pellicole sono dei classici del genere: basti ricordare The Blues Brothers, Animal House, una Poltrona per due e Il Principe cerca moglie. Da segnalare anche le sue puntate nell'Horror, permeate da un ironia macabra come in Un Lupo mannaro americano a Londra, dove l'elemento orrorifico convive con una robusta dose d'umorismo nero. Altro successo di Landis è il celebre videoclip Thriller di Michael Jackson, il primo video musicale ad avere una trama e delle coreografie.

Il Cast
Come si potrebbe facilmente intuire dal titolo, uno dei fattori determinanti per la buona riuscita del film è la scelta degli attori destinati a interpretare i tre Amigos: una scelta piuttosto felice a giudicare da ciò che si vede sullo schermo. La gigioneria di Steve Martin (già visto in Bowfinger), la goffaggine di Chase e l'aspetto impacciato e un po' infantile di Short danno vita a una delle triadi comiche più riuscite di sempre, affiatata ed esilarante. Impossibile resistere ai numeri proposti dagli Amigos, su tutti l'improponibile canzone cantata e ballata nel saloon davanti a un gruppo di pistoleri terrorizzati e sbigottiti. Per Martin Short, i tre Amigos rappresenta l'esordio cinematografico. Alfonso Arau crea un cattivone caricaturale ed eccessivo quanto basta, tanto da risultare simpatico tanto quanto gli Amigos. Arau è conosciuto principalmente come regista, cui le pellicole più celebri sono il Profumo del mosto selvatico e Ho solo fatto a pezzi mia moglie, in cui ha diretto Woody Allen.

Lucky Day, Dusty Bottoms, Ned Nederlander


Scene Cult
Da antologia l'esibizione nel saloon a beneficio d'un pubblico di pistoleri increduli. L'accampamento Camp / Disneyano dei tre Amigos prima di partire all'assalto de El Guapo.

Personaggi Cult
I tre Amigos che la fanno da padrone per tutta la pellicola.

...e Quindi?
John Landis dirige un Western atipico in cui lo stile Landis è presente ma ciò che a volte latita è la sua "follia", il suo estro creativo. I Tre Amigos è senz'altro un film divertente con alcuni momenti memorabili cui però manca quel qualcosa in più che ne farebbe una pellicola imperdibile. Non un passo falso da parte di Landis ma di sicuro non uno dei suoi film migliori. Il punto di forza del film è rappresentato, più che da Landis, dalle interpretazioni e dall'affiatamento dei tre protagonisti.



A cura di Davide Schiano di Coscia