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mercoledì 11 dicembre 2013

Intervista al regista di Spaghetti Story, Ciro de Caro



Spaghetti Story, di cui abbiamo già parlato qui, è la storia di un gruppo di trentenni alla ricerca della propria identità lavorativa ma non solo. Un piccolo grande film realizzato da un regista trentenne, Ciro de Caro, che getta uno sguardo sincero, sentito e critico sulla sua generazione e lo fa senza dipendere da nessuno e senza finanziamenti ma armato di una forte voglia di raccontare.
Abbiamo avuto occasione di fargli qualche domanda su quella che è la sua visione dei trentenni nell'Italia di oggi.

Spaghetti Story rappresenta il tuo esordio al cinema. I tuoi precedenti lavori erano tutti nell'ambito della pubblicità e dei cortometraggi. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a realizzarlo?

Oltre all'esigenza di voler girare un film, scontata per uno che vuole fare il regista, avevo anche l'esigenza di raccontare la mia generazione e la crisi profonda che sta affrontando. Non credo che i trentenni di oggi siano rappresentati in maniera corretta dalle varie commedie giovanili. Vedo sempre personaggi finti, dinamiche lontane dalla realtà, raccontati con toni grotteschi, battute grevi, con un fare da barzelletta che onestamente non mi piace. Siamo una generazione "sfortunata" diciamo così, e dobbiamo anche essere rappresentati male da chi non ci conosce? Così ho deciso di scrivere e girare Spaghetti Story, per fare un ritratto più onesto e veritiero della mia generazione e della crisi che sta affrontando.

Il regista Ciro de Caro
Il film è un progetto, come da te definito, "No Budget". Il fatto di non avere un budget a disposizione ha modificato in qualche modo la tua visione iniziale del film? ha comportato delle difficoltà di sorta?
La mancanza di soldi ci ha reso liberi. Certo, abbiamo dovuto rinunciare a tante cose, ma non siamo scesi a nessun compromesso, anzi, questa cosa ci ha stimolato la creatività, ci ha fatto trovare soluzioni nuove, meno banali se vogliamo, e la soddisfazione alla fine è stata maggiore.
      
Dal film emerge una visione delle cose tutto sommato positiva seppur non priva di critiche. Qual'è secondo te la situazione dei trentenni in Italia? Questo non è un paese per trentenni o si?

 Mi verrebbe da dire che in questo momento l'Italia non è un paese per nessuno, ma come ho voluto sottolineare nel film, non assolvendo totalmente i personaggi per la loro condizione, anzi... siamo tutti responsabili. Certo, c'è chi ha più responsabilità di altri, molte di più, la politica e chi ha amministrato e diretto questo paese per anni. La visione positiva è data da due cose, la prima è la "gioventù", perché se è vero che la crisi ci costringe a restare "giovani" più a lungo questo però ci da anche quella forza, quella voglia di cambiare le cose, quella speranza che solo i giovani hanno ed è per questo che dovrebbero prendere in mano le redini di questo paese, per dargli una direzione nuova. La seconda è insita nel nostro DNA di italiani, che riusciamo anche nella miseria e nella tragedia, a farci una risata e a prendere le cose con ironia, proprio come le commedie all'italiana di una volta.



Viviamo in un momento in cui le tematiche dell'occupazione giovanile e del precariato sono molto sentite. Quale credi che sarà la ricezione del tuo film? quali reazioni speri che susciti nel pubblico?

Spero che il pubblico si immedesimi nei personaggi, spero che si veda rappresentato con onestà, con sincerità e con orgoglio anche. Spero, inoltre, che comprendano quanto sia importante sostenere questo film proprio perché rappresenta un cambiamento. Noi abbiamo tentato di rompere le catene, abbiamo fatto uno sforzo enorme, abbiamo dimostrato che c'è un altra via per fare le cose e che le grandi major italiane non sono padrone anche delle nostre storie, non hanno il diritto di raccontare la nostra generazione e i loro problemi, non ci hanno comprato fino a questo punto. Quindi, sostenere Spaghetti Story, fare uno sforzo e invece di andare al multisala e beccarsi le solite cose preconfezionate e fare uno o due km in più per cercare le sale dove lo proiettano, significa un passo in più verso il cambiamento e il rinnovamento tanto agognato.

Dopo Spaghetti Story quali sono i tuoi progetti futuri?

Non so quali siano i miei progetti futuri, forse un altro film, se riuscirò a farlo, è difficile, ci proverò, ho un paio di idee, ma in questo momento, se devo essere sincero, sto pensando seriamente di emigrare. Sono molto attratto dall'Islanda, ci sono stato in occasione del Festival di Reykjavik, me ne sono innamorato e l'idea di vivere li per sempre o comunque per un periodo lungo per vedere cos'altro ci riserva il mondo mi attira molto. Non per fare il regista o non per provare per forza a fare questo lavoro in Islanda, ma semplicemente per vivere in un posto dove l'uomo è ancora a contatto con la natura, dove si respira aria pulita, dove la gente non si picchia per un parcheggio.


Spaghetti Story di Ciro de Caro con Valerio di Benedetto, Christian di Sante, Sara Tosti, Rossella d'Andrea e Deng Xueying in uscita nelle sale di Distribuzione indipendente il 19 Dicembre. 


sabato 7 dicembre 2013

Spaghetti Story di Ciro de Caro



Citando un celebre film si potrebbe dire che l'Italia non è un paese per vecchi?
In realtà la citazione dovrebbe essere un po' modificata: non è un paese per trentenni.
D'altronde come è possibile essere trentenni in un paese in cui si passa dallo status di "giovane" a quello di "vecchio rottame" senza avere nemmeno il tempo di chiedersi dove sia finita l'età adulta durante il passaggio.
Valerio (Valerio di Benedetto)è un aspirante attore poco meno che trentenne la cui vita si svolge tra provini (sempre più rari) e lavoretti da poche manciate di euro. Il suo migliore amico Scheggia (Christian di Sante), autodefinitosi imprenditore ma in realtà null'altro che un piccolo spacciatore, gli propone di fare un lavoretto per lui: ritirare un gatto di plastica pieno di droga da uno spacciatore cinese. Valerio rifiuta inorridito la proposta.
Scheggia e Valerio in "tenuta da lavoro"
Ma accetta suo malgrado, vistosi continuamente criticato da sua sorella Giovanna (Rossella d'Andrea) per le continue richieste di denaro per pagare le bollette e sentendosi in imbarazzo nei confronti della sua ragazza (Sara Tosti) dottoranda con una borsa di studio in scadenza, per la sua condizione economica precaria.
Valerio durante la consegna resterà colpito dalla timida e spaurita prostituta cinese Mei Mei (Deng Xueying).
Questo incontro si rivelerà determinante per la sua vita e per quella di coloro che gli sono intorno.
Ciro de Caro esordisce con Spaghetti Story e lo fa nel migliore dei modi: dimostrando di avere qualcosa da dire e di sapere come dirlo.
I film italiani che raccontano i trentenni, piuttosto rari, non sembrano mai raccontarli nel modo giusto: o sono preda di un idealizzazione sfrenata oppure vengono raccontati con un pessimismo cosmico talmente marcato da far impallidire lo stesso Leopardi.
Serena, Valerio, Giovanna e Scheggia
I trentenni vengono raccontati da de Caro con ironia, sincerità e una totale mancanza di edulcorazione. Il regista è cosciente di una generazione usata come carne da cannone in un mercato del lavoro folle regolato da criteri che non hanno nulla di sostenibile però dove un altro regista si sarebbe lasciato andare alla sagra del piagnisteo, de Caro non omette critiche a questa stessa generazione vista in larga parte immatura e non sempre capace di crescere, una generazione con una morale salda ma sballottata continuamente dagli eventi, una generazione che necessita e agogna di un riscatto e che è pronta a guadagnarselo, incurante delle conseguenze. 
Spaghetty Story ci restituisce il ritratto di una generazione immersa in un precariato non solo economico ma anche emotivo, comunicativo e personale ma che ha la possibilità di riscattarsi. 
Spaghetti Story sarà disponibile presso il circuito di Distribuzione Indipendente a partire dal 19 Dicembre.

mercoledì 15 maggio 2013

Beket di Davide Manuli


                                     Un etereo e particolarissimo "sequel" di Aspettando Godot 



La Trama
Due uomini, Freak (Luciano Curelli) e Jajà (Jerome Duranteau), immersi in un livido paesaggio desertico attendono il bus che dovrebbe portarli da Godot. Dopo aver perso il bus i due, stufi dell'attesa, decidono di incamminarsi alla ricerca di Godot. Durante il loro frammentato e discontinuo viaggio, Freak e Jaja s'imbatteranno in un Oracolo canterino molto buono (Roberto "Freak" Antoni), un autista dall'aria sinistra ma simpatica e dalla parlata incomprensibile (Fabrizio Gifuni) e in un Adamo e in una Eva piuttosto insoliti...

Jajà e Freak attendo il bus per andare da Godot


Il Regista
Beket è il secondo film di Davide Manuli, regista dallo stile particolarissimo. Manuli si è formato a New York come attore presso l'Actor Studios e il Lee Strasberg Institute. Recita come attore protagonista per Milos Forman in The Contenders, successivamente recita in L'incantevole Aprile di Mike Newell. Nel 1995 esordisce dietro la macchina da presa con Girotondo, giro attorno al mondo la cui sceneggiatura gli frutta la vittoria della Borsa di Studio al Premio Solinas. Nel 2008 gira Beket che a Locarno vince Il Premio della Critica Indipendente. L'ottimo risultato di critica ottenuto da Beket gli permette di girare La Leggenda di Kaspar Hauser in cui riesce a coinvolgere Vincent Gallo in un doppio ruolo da protagonista.
La leggenda di Kaspar Hauser verrà distribuito nuovamente al cinema da giugno.
Attualmente Manuli è al lavoro sul suo quarto film da regista, Haiku in cui reciterà Abel Ferrara come protagonista.

Il regista Davide Manuli
Il Cast
Per la maggior parte del tempo ci troviamo a seguire le peripezie degli spaesati Freak e Jajà, interpretati rispettivamente da Luciano Curreli e Jerome Duranteau. I due funzionano molto bene insieme, attraversano il film con naturalezza, riuscendo a trasmettere allo spettatore la loro angoscia e la loro incertezza. Nel doppio ruolo dell'oracolo canterino e del mariachi troviamo un interprete del tutto inaspettato, Roberto "Freak" Antoni, cantautore folle e anima del gruppo demenziale Skiantos. Antoni, oltre a deliziarci cantando alcuni dei suoi brani (arrangiati in modo molto particolare), rivela delle doti recitative decisamente buone e tratteggia un oracolo molto umano, molto terreno. Antoni aveva già recitato in alcune pellicole ma sempre in ruoli marginali mentre qui ha la scena tutta per se. Motivo di sorpresa è anche la scelta di Gifuni nel ruolo del criptico 06, traghettatore di anime dalla parlata incomprensibile. Un cammeo degno di nota è senz'altro quello del comico Paolo Rossi, nel ruolo "televisivo" di 08.

Roberto "Freak" Antoni è un Oracolo molto buono
Scene Cult
Le profezie/canzoni dell'Oracolo; la prima apparizione di Adamo ed Eva con relativo pubblico.

Personaggi Cult
a loro modo tutti i personaggi che fanno la loro apparizione sono personaggi Cult.

...e Quindi?
Beket, come il titolo potrebbe far intuire, è permeato dalla poetica del drammaturgo Samuel Beckett, difatti il film prende le mosse lì dove terminava Aspettando Godot. Nel film è ben rappresentata l'assurdità della vita, il suo non avere scopo e la sua ripetitività che pian piano la svuota di senso. I personaggi si aggirano in una sorta di desertico purgatorio intrappolati in loop di azioni e di pensieri, incapaci di trovare un senso alla loro esistenza. Beket è un film che arriva dritto allo spettatore, costringendolo a entrare in empatia con i personaggi e a riconoscersi in loro, condividendo i loro dubbi e le loro angosce.L'influenza del drammaturgo Beckett si nota anche nella messa in scena: Pochissimi movimenti di macchina, pochi primi piani, personaggi ripresi quasi sempre in campo medio come se si trovassero su di un palcoscenico. Nel film ritroviamo suggestioni da Bergman, Antonioni, qualche traccia di Fellini e qualche piccolo sprazzo di Monty Python mescolati con musica Techno e pezzi degli Skiantos. Un mix dal gusto davvero peculiare che se a prima vista potrebbe spaventare, premia lo spettatore più coraggioso facendogli godere un esperienza cinematografica che va oltre le porte della sala e che lo accompagnerà per molto tempo.

Freak e Jajà in un momento di tensione
Sapevatelo
In una delle sequenze in cui l'Oracolo declama le sue profezie ad un certo punto viene menzionato un "Cervello Ab-Normal", un chiaro riferimento al meraviglioso "Frankenstein Jr." di Mel Brooks (e se non l'avete visto siete delle brutte persone, sappiatelo)

Le ultime parole famose
"Ma tu parli francese"
"naturalmont, perchè io sono il Mariachi, colui che canta. Canta della vida e canta della muerte."
"ma tu hai girato il mondo"
"eh si, amico mio, il tuo mondo l'ho girato tutto in tondo e ne ho viste di tutti i colori...belli e buoni, brutti e cattivi e avanzi di galera. Puttane, mammasantissima e magnaccia. Ho visto tossicomani e burloni. Banditi e massoni, santi, navigatori e poeti. Ho visto froci, lesbiche e lavoratori. Brava gente, contadini e militari...e mi fermo qui che la lista sarebbe ancora lunga..."
"ed è di questo che tu canti?"
"di questo, di tutto questo perché si chiama Amore"
"Già, l'amore. Quello me l'ero dimenticato"

Jajà e il Mariachi  

Reperibilità
Il film sarà proiettato nel circuito di Distribuzione indipendente a partire dal 17 Maggio.
Qui l'elenco delle sale dove potrete trovarlo: Distribuzione Indipendente



giovedì 25 aprile 2013

Bomber di Paul Cotter


Un  delizioso road movie generazionale, una garbata commedia familiare  




La Trama
Ross (Shane Taylor) è un trentenne sbandato ed emotivo che ha un rapporto conflittuale con i genitori, un anziana coppia in cui al carattere taciturno e iper critico del padre (Benjamin Withrow) fa da contraltare la madre (Eileen Nicholas), una donna solare e piena di vita. I genitori di Ross hanno organizzato un viaggio in Germania cui Ross sarà costretto dalle circostanze a partecipare. La forzata vicinanza dei tre sarà l'occasione per rispolverare i loro rapporti e sanare (?) vecchie ferite mai del tutto cicatrizzate...
Alcune delle quali risalgono a molto tempo prima, addirittura alla Seconda Guerra Mondiale...

Il Regista
Bomber rappresenta per il regista Paul Cotter il debutto al cinema dopo essersi fatto le ossa su di una serie di premiatissimi cortometraggi. Bomber, piccolo film indipendente, non è da meno, difatti ha fatto man bassa di premi in molti dei più importanti festival del mondo. Nonostante ciò il film non è ancora stato distribuito in Inghilterra, patria del regista (e si che qui si dovrebbe tirare in ballo qualcosa riguardo a Patria e Profeti ma andiamo avanti...). Paul Cotter realizza con Bomber un film realmente Indipendente usando un budget di venticinquemila euro e un cast (tre attori!) e una troupe ridotti all'osso.



Il Cast
In un film in cui è la scrittura a farla da padrone, la riuscita o meno è in larga parte responsabilità dell'interpretazione del cast.
Il trio di attori che compone l'atipica (ma non così tanto) famiglia riesce a cavarsela molto bene.
All'inizio Shane Taylor stenta un po' a entrare nella parte ma poi quando il viaggio ha inizio riesce a recuperare alla grande, mostrando un personaggio sfaccettato e verosimigliante (confesso di essermici riconosciuto un po'). I due anziani coniugi, interpretati rispettivamente da Benjamin Withrow e Eileen Nicholas, sembrano realmente una coppia sposata con tutti gli attriti e tutte le idiosincrasie del caso.

Scene Cult
I genitori assediati nel minivan in attesa che il figlio sbollisca la rabbia.



Personaggi cult
il trio di protagonisti, ognuno con i suoi attimi di pazzia e con le sue particolarità.

...e Quindi?
Paul Cotter al suo primo film dimostra di aver tanto da dire e di sapere come farlo. Bomber è un opera prima sincera e sentita che mostra un autore consapevole delle proprie capacità e in possesso di una considerevole tecnica registica. La pellicola non è certo esente da difetti: al film avrebbe giovato una durata maggiore e una maggiore coesione delle scene, a volte troppo isolate.
Cotter parte da una premessa interessante: indagare il contrasto tra la generazione del padre, freddi, distaccati per i quali è naturale tenere a freno l'emotività e non mostrare sentimenti e la sua generazione al contrario portata a esternare di continuo i propri sentimenti e le proprie emozioni. Uno spunto così messo in mano ad un qualsiasi regista italiano di oggi avrebbe prodotto un filmone drammatico, supponente e di rara pesantezza.
Cotter invece sceglie di raccontare questo "conflitto" attraverso la commedia in maniera molto naturale, quasi quotidiana, mostrandoci le sensazioni dei personaggi con una risata (a volte a denti stretti) piuttosto che con le lacrime.
Cotter con Bomber si segnala come un Nome da seguire e che fa ben sperare.



Reperibilità
Il film è proiettato nel circuito di Distribuzione Indipendente dal 19 Aprile.
Qui l'elenco delle sale dove trovarlo: Distribuzioneindipendente


giovedì 14 marzo 2013

W Zappatore di Massimiliano Verdesca


                                                "Sono un grande chitarrista, mamma!"



La Trama
Se chiedeste qual'è il mestiere di Marcello Zappatore (Marcello Zappatore), dopo qualche attimo di silenzio, lui vi risponderebbe che è un grande chitarrista, satanico per la precisione.
E quale potrebbe essere la cosa peggiore che possa mai capitare a un chitarrista dedito alla musica satanica? Dio, naturalmente. Difatti Dio si manifesta a Zappatore sotto forma di una ferita al costato, una stimmate. Per Marcello questo è il marchio dell'infamia: scacciato dal suo gruppo, lasciato dalla sua fidanzata e rimasto solo, il chitarrista si ritroverà conteso tra la madre fanatica religiosa (Guia Jelo) e l'esuberante nonna rockettara (Sandra Milo) in dubbio se rivolgersi alla fede o proseguire la strada della musica. Per giungere alla sua vera identità Marcello dovrà passare attraverso una serie d'incontri uno più stravagante dell'altro: sosia di Elvis, angeli custodi perennemente in costume da bagno, pretini dalla risata inquietante e metallari inferociti.



Il Regista
W Zappatore rappresenta l'esordio cinematografico di Massimiliano Verdesca.
Il film è preceduto dal corto "In Religioso Disagio" che ne rappresenta una prima versione.
Il corto fa parte di un progetto su Marcello Zappatore, realizzato da Verdesca su commissione di Mtv che voleva dei ritratti di personaggi legati al mondo della musica.
Verdesca fece una scelta bizzarra e coraggiosa: prendere come soggetto Marcello Zappatore, personaggio ben poco fascinoso e perlopiù taciturno ma legato a doppia mandata alla sua chitarra.
Verdesca in questo esordio si presenta senza freni, realizzando un film con la voglia di esprimersi, senza preoccuparsi di ciò che possa essere commercialmente appetibile.

Il Cast
Il fulcro del film, come appare cristallino dal titolo, è il chitarrista Marcello Zappatore, un personaggio davvero antitetico rispetto all'idea di protagonista: taciturno, statico, ben poco affascinante. Un personaggio che riesce a essere il centro dell'azione pur facendo pochissimo.
Ad affiancare Zappatore ci sono Guia Jelo nei panni della religiosissima madre, Sandra Milo nello strepitoso ruolo della nonna Rockettara e la volubile fidanzata interpretata da Monica Nappo. Il resto del cast è composta da non professionisti che a detta del regista nella vita sono esattamente così come sono ritratti sullo schermo, Marcello Zappatore compreso (Stimmate a parte, of course).



Scene Cult
Il concerto del gruppo di Zappatore al concorso per stabilire la band più devota a Satana.

Personaggi Cult
In primis Marcello Zappatore, una figura inamovibile e silenziosa dalla grande carica comica.
Nonna Zappatore, con i suoi completi di pelle e i suoi modi disinvolti.

Elvis (Flavio Jordan) e Nonna Zappatore
...e Quindi?
Al suo debutto cinematografico Verdesca si dimostra fin da subito un regista senza paura e con tanta voglia di raccontare, dotato di un umorismo piuttosto inusuale per quel che riguarda la commedia nostrana, basato su di un personaggio bizzarro, statico e imperturbabile che ricorda personaggi di film come Napoleon Dynamite e Leningrad Cowboys go America.
Verdesca affronta questo esordio con coraggio, personalità e tante idee e fa sperare molto bene per il futuro di questa voce dissonante e originale.
p.s. 
un plauso va fatto a Distribuzione Indipendente che dimostra un notevole coraggio nella scelta di commedie particolari che si differenziano dall'asfittico panorama cinematografico attuale grazie a scelte intelligenti e inaspettate come questo film, il precedente Dorme di Eros Puglielli e molti altri.

Le Ultime parole famose
"è grave?"
"si...è Dio"
Marcello Zappatore sulla sua salute

Reperibilità
Il film verrà distribuito nel circuito di Distribuzione Indipendente a partire dal 15 Marzo

Link Utili
Sito del film: sito ufficiale
Sito di Distribuzione Indipendente: Distribuzione indipendente
(qui è possibile consultare l'elenco di sale in cui trovare il film)
Canale Youtube di Marcello Zappatore: marcellozappatore




A cura di Davide Schiano di Coscia


venerdì 26 ottobre 2012

Dorme di Eros Puglielli



Trama
Ruggero (un giovanissimo Cristiano Callegaro) è un ragazzo diciannovenne come tanti, tormentato da un senso d'inadeguatezza derivante dalla sua scarsa statura. Dopo due anni insieme la sua ragazza (Anna Bastoni) decide di lasciarlo proprio a causa della sua altezza. Ruggero non si da pace e la tempesta di telefonate ottenendo sempre la medesima risposta dalla madre: "Anna Dorme". Ruggero decide di avventurarsi nel quartiere dove vive la ragazza ma si troverà davanti una minaccia inaspettata, i "Fratelli" Riccio, trucido teppista psicotico convinto di essere una coppia di gemelli nonché nuovo fidanzato di Anna.
Per riuscire a riconquistare la ragazza, a Ruggero non resta che affidarsi alla misteriosa droga "Monaco2" dagli effetti imprevedibili.

Il Regista
Dorme rappresenta il fulminante esordio alla regia di Eros Puglielli, uno dei registi più interessanti del panorama italiano. Il film è stato girato con mezzi di fortuna come biglietto d'ingresso per il Centro Sperimentale di Cinematografia (oggi S.N.C. Scuola nazionale cinema). In Dorme, Puglielli si dimostra un talento metodico e anarchico, subordinando la tecnica alla sua voglia d'esprimersi. Grazie a un uso intelligente delle inquadrature non risulta difficile immedesimarsi nella visione del mondo del povero Ruggero. Dorme, sarà seguito da una serie di corti realizzati presso il centro che culmineranno ne  Il pranzo onirico, dove Puglielli riuscirà a coniugare l'anarchia espressiva del suo primo film con una più approfondita conoscenza delle meccaniche cinematografiche.

Il Cast
Gli attori era tutti amici e compagni di scuola del neo regista, quindi dilettanti ma comunque tutti capaci di prove simpatiche e naturali. Una menzione speciale merita l'interpretazione di Cristiano Callegaro che riesce a infondere in Ruggiero una simpatia e un umanità che lo fanno andare oltre la macchietta divertente.
Quello che traspare dalle interpretazioni è soprattutto il divertimento e la voglia di fare e di raccontare.

La Colonna Sonora
Inizialmente il film era stato pensato con le musiche dei Pink Floyd come accompagnamento ma poi Puglielli si è orientato verso una scelta musicale più eterogenea, di cui fanno parte Sognando la California dei Dik Dik e Teen-Agers Concerto di Mario Tessuto.

Scene Cult
Tutte!

Personaggi Cult
Anche in questa sezione la tentazione era quella di scrivere "tutti" ma dovendo fare una scelta nella galleria di tipi bizzarri che popolano il mondo di Dorme non si può che citare i "fratelli" Riccio: un grottesco teppista di periferia convinto d'essere una coppia di gemelli.

...E quindi?
Dorme è un film che consiglio di vedere. A tutti. Più volte!
Puglielli con questo fantasy metropolitano, parla all'adolescente che c'è in noi, alla nostra parte divisa tra sogni, desideri e insicurezze. Un film anarchico e divertente da vedere per recuperare la leggerezza ma anche per pensare un po'.


Le Ultime Parole Famose
"Come osi incrociare il tuo sguardo con quello dei sacri occhi della giustizia?!Sono venuto a estirpare il male dalle piaghe eterne del mondo e dagli oceani del dolore silente mi accingo a suonare l'arpa dell'equilibrio cosmico! E allora apritevi o' cieli, scorrete fiumi finché il sole della speranza non sarà in grado di scaldare le membra del fanciullo preposto alla veglia di draghi di fuoco!"
"Mortacci tua, t'ammazzoooo!!" 
Ruggero e i "fratelli" Riccio prima del combattimento...


Reperibilità
Il film, che ha goduto di una nuova distribuzione grazie a Distribuzione indipendente, è disponibile in streaming su Own Air al seguente indirizzo:Dorme

A cura di Davide Schiano di Coscia