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martedì 5 aprile 2016

Perché The Hitcher va ancora forte dopo 30 anni

di Nat Brehmer

Il 1986 è stata un'annata davvero buona per l'horror. Ci ha dato alcune delle più divertenti, spiritose, intelligentemente bilanciate commedie horror del decennio con Dimensione Terrore e Venerdì 13 parte VI: Jason Vive. Ma inoltre ci ha consegnato alcuni lavori di genere davvero seminali. Uno dei migliori - infatti, io penso che sia assolutamente uno dei migliori horror del suo decennio -The Hitcher - La lunga strada della paura.

Il film mi impressionò profondamente fin dalla mia prima visione. Sono stato fortunato abbastanza da guardarlo subito dopo l'uscita del remake, ma senza vedere prima il remake affinché non influenzasse il mio giudizio dell'originale. So che è successo a un sacco di persone. Il remake ricostruisce il primo così similmente che può essere difficile distinguere tra i due. Quindi sono davvero grato che la prima volta che l'ho visto, mi fu consentito di vederlo per i propri meriti. Ne avevo sentito per anni prima di vederlo, probabilmente incontrandolo per la prima volta attraverso lo speciale di Bravo 10 Scariest Movie Moments che veniva trasmesso ogni Halloween.


Le clip che vidi erano forti, ma rimanevo scettico. Il mio interrogativo più grande era come diavolo qualcuno potesse andare in giro con uno psicopatico nel sedile del passeggero senza realizzare che è uno psicopatico? Non riuscivo a vedere la premessa funzionare per un film. Ma poi l'ho guardato. Immediatamente, fui messo al tappeto dalla mancanza di preparativi. Jim Halsey raccoglie l'autostoppista John Ryder nella primissima scena. Probabilmente qualche secondo dopo, si domanda se sia stata una buona idea. Non più tardi di due minuti dopo, teme per la sua vita. All'istante, io mi resi conto che non avevo assolutamente alcuna idea di ciò che mi aspettava. Quella fu la mia prima esperienza con The Hitcher, che rimane uno dei film più sapientemente tesi che io abbia mai visto.

Nell'istante in cui Jim butta Ryder fuori dall'auto, c'è un grande senso di sollievo sia per il pubblico che per il personaggio, persino considerando che siamo solo a cinque minuti dall'inizio del film. Da qui in poi, le cose si metteranno sempre peggio. Quella, in uno strano modo, è una delle cose più accattivanti del film per me: l'opprimente senso di sconforto. Ogni volta che Jim inizia a vedere la luce in fondo al tunnel, l'idea che le cose possano finire bene, Ryder spunta dal nulla per spazzare via quelle speranze e lasciare Jim in una situazione persino peggiore rispetto a quella in cui si trovava in precedenza.


Ci sono stati molti studi sulla relazione tra protagonista/antagonista in questo film nei trent'anni successivi all'uscita. La motivazione del cattivo diventano più chiare mentre il film procede, ed è una motivazione inusuale ed estremamente interessante. Si tratta di qualcosa che viene avviato nella prima scena e ripaga in maniera spettacolare nell'ultima. John Ryder— malgrado questo non sia il suo vero nome—vuole che Jim lo uccida. Punto. È semplice in maniera quasi sadica. Ma non voluole che Jim lo uccida fino a che Jim non è pronto per prendere quella decisione. Essenzialmente, non lascia che Jim lo faccia fino a che Jim non ha assolutamente niente altro da perdere.

Molti si sono concentrati sul sotto testo omoerotico tra i due personaggi. Quella discussione, io penso, sia davvero giustificata. Ryder è molto fisico con Jim nel corso delle loro interazioni, a volte in modo davvero sensuale, a volte in modo smaccatamente sessuale. Jim è a disagio con queste interazioni, che ci spinge leggermente nello stesso territorio di Nightmare 2 - il ritorno, dove il cattivo rappresenta istinti che il protagonista potrebbe non voler ammettere. Ovviamente, potrebbe anche solo essere a disagio con la mano di quest'uomo sul suo inguine perché questa è la persona che taglia a metà le donne e sta distruggendo la sua vita.

C'è anche la teoria che Jim e Ryder sono in realtà la stessa persona, e che loro sono collettivamente in una missione suicida autodistruttiva. Funziona se applicate la stessa logica del narratore inaffidabile che dovete applicare a film come Alta Tensione. Potreste facilmente leggerlo come il viaggio caotico, nichilistico di un uomo per porre fine alla sua stessa vita.

Ma il fatto stesso che ci siano così tante teorie e differenti letture di questo film provano solo quanto sia buono.  Che vi sediate ad analizzarlo o semplicemente lo guardiate per il thriller incredibilmente intenso che è, The Hitcher è un'esperienza gratificante. É diretto sapientemente, la sceneggiatura di Eric Red è agghiacciante, e le performance sono fenomenali. Persino con film come I ragazzi della 56 strada a suo favore, questo potrebbe essere la migliore interpretazione che C. Thomas Howell abbia mai fatto. Anche Jennifer Jason Leigh è grande, interviene per alleviare il testosterone e aggiunge una terza voce molto sentita alla narrazione, per non dire a livello mentale. Lei è un personaggio piacevole, il che è importante. Ci importa ciò che le accade.


Ovviamente, Rutger Hauer ruba la scena, come lui quasi tende a fare. Questa volta, consegna la sua migliore performance da cattivo nella storia. Questo personaggio è quanto sociopatico quanto è apatico. Non gli interessa nulla, e allo stesso tempo è così specificamente motivato. John Ryder ha un obbiettivo in mente e tutto ciò che fa nel film è per raggiungere quell'obiettivo. Non si trova nessuna scusa e il suo passato rimane un totale e completo mistero, rendendolo solo più terrificante.

Anche la fotografia e la regia sono delle componenti importantissime del film e non le sento mai discusse troppo, il che è un peccato. Sarebbe un film molto diverso se avesse un altro aspetto. Pochi film horror sudorientali- e ce ne sono una quantità sorprendente - hanno fatto un utilizzo così efficace del panorama desertico. Quelle lunghe, ampie e vuote riprese di Jim, una piccola figura che si districa in deserti vuoti o grandi rocce; questo è ciò che trasmette il suo isolamento e disperazione più di qualsiasi altra cosa. Comprendiamo esattamente quanto solo si senta quando lo vediamo circondato dal nulla.

The Hitcher non è in genere definito come un classico tanto spesso quanto film come Non Aprite quella porta e Alien, ma ha certamente guadagnato il suo posto come tale. È un film che è di impatto e pieno di suspense come lo era quando uscì per la prima volta. Se c'è qualcosa che definisce un film un classico, è questo.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:wickedhorror.com

domenica 3 aprile 2016

Una testa davvero buona sulle spalle: Rivisitando Re-Animator


di Nat Brehmer

 Il miglior adattamento dei lavori di H.P. Lovecraft fino a oggi e semplicemente una delle migliori commedie horror mai fatte, Re-Animator è classico cinema splatter. è puro eccentrico, magnifico slapstick splatter. Il film è sopra le righe e impacciato e non ha nessun diritto di non esserlo. Tutto in Re-Animator funziona, tutto ottiene l'effetto desiderato. Accoglie la sua stessa follia in un modo che pochi film horror hanno mai fatto.

Jeffrey Combs interpreta Herbert West, che lascia un college in Svizzera per continuare i suoi non ortodossi studi sulla rianimazione dei morti e sulla sconfitta della morte cerebrale alla Miskatonic University. Si trsaferisce da Dan Cain, che sta uscendo con la figlia del rettore, Meghan, e rapidamente inizia a coinvolgere Dan nei suoi esperimenti. Cain è molto meno a suo agio con ciò che stanno facendo rispetto a quanto lo sia West, tuttavia, e non condivide l'ossessione di West - almeno non allo stesso livello. Interessato alle ricerche di West è anche il Dr. Carl Hill, che pianifica di rubarle e di pubblicarle come proprie. Quando Hill dichiara il suo piano, West lo uccide ma (essendo West) lo riporta in vita. La testa mozzata di Hill diventa l'antagonista principale, controllando i rianimati recentemente fino a che il film arriva all'ebollizione nella sua esplosiva ed estremamente disordinata conclusione.

Bruce Abbot come Dan Cain ci fornisce il nostro centro emotivo. Lui è sensibile, intelligente, e completamente cotto di Meg. La sua presentazione è Dan, in chirurgia, che non riesce a salvare la vita di un paziente. Questa è la migliore introduzione al personaggio che avremmo potuto avere. Questo momento mostra che quando West rivela le sue scoperte a Dan, il quale non le asseconda per diventare famoso o semplicemente per vedere se è possibile, ma invece accetta di aiutare West perché vuole salvare vite. Ovviamente, il rovesciamento Faustiano qui è che nonostante si avventuri in questi esperimenti con buone intenzioni, gli costano la vita della donna che ama.

Meg, interpretata dalla musa di Stuart Gordon, Barbara Crampton, è l'unica vera innocente nell'intero film. Lei soffre per questo, ovviamente, ma è così che queste cose funzionano. Meg è un personaggio davvero intuitivo, lei capisce subito che qualcosa non va con West e lo capisce persino immediatamente quando il gatto di Dan sparisce. Non vuole trasferirsi da Dan, nonostante il suo amore per lui, per via di quanto questo infastidirebbe il padre e di conseguenza West si fa vivo per prendere il suo posto. E quella è davvero la radice dei problemi tra i due personaggi. Lei è meno spaventata da West quanto piuttosto da quanto tempo Dan stia trascorrendo con lui. Il sentimento è reciproco, in quanto West è ugualmente geloso di lei. Dan trascorre buona parte del film costretto a scegliere tra i due e alla fine è Herbert che esce vincitore.


Il fu David Gal fornisce un grande cattivo con Carl Hill. Herbert West non sarà un grande essere umano, ma è uno dei nostri protagonisti principali e ci troviamo decisamente a tifare per lui. West rappresenta una fame per la ricerca della conoscenza. Non gli importa molto delle ramificazioni di ciò che sta facendo o di cosa ci farà con la scoperta una volta che tutti gli esperimenti saranno compiuti, vuole semplicemente provare che può farlo. Hill è l'altra faccia della medaglia, rappresentando la fame di potere. Vuole rubare il lavoro di West, pubblicarlo a suo nome e fare una fortuna - fino a che West non lo decapita con una pala, ovviamente. Ancora, Dr. Hill è un grande nemico per il Re-animator, persino dopo che è rianimato. La testa mozzata zombi di Hill fornisce al film alcuni dei suoi più divertenti e più memorabili momenti. La testa è portata in giro dal corpo su di un piatto e sviluppa un collegamento telepatico con i morti per tenerli sotto il suo controllo. Questo doveva essere spiegato un po' meglio in origine in quanto Hill era un talentuoso ipnotizzatore nella sceneggiatura originale. Inizialmente, lui doveva persino usare l'ipnosi per manipolare Dan e Meg prima di diventare uno zombi. In una scena nella prima bozza, prima che l'intera sotto-trama venisse tagliata, la testa mozzata di Hill ritornava a insegnare alla sua classe apparendo su di un monitor.

Il successo definitivo di Re-animator è il suo tono. Raggiunge una perfetta mescolanza di spaventi genuini e humour nerissimo. I tempi comici del film sono perfetti. Mentre il film sembra all'inizio prendersi molto seriamente (sebbene visioni successive rivelino quanto ammiccanti siano persino queste scene) il tono del film è reso cristallino durante la scena in cui Dan e West cercano nel seminterrato il gatto morto di Dan, Rufus. La scena è fotografata nello stile horror più classico possibile Ci sono lunghe ombre oscure che rimbalzano sui muri, lampadine nude ondeggianti...tuttavia la scena in se è esilarante. Sembra ancora come un film horror vecchio stile, ma si sta divertendo quanto più è possibile. Dopo una lotta con il gatto non morto, West prova a Dan che la sua formula reagente funziona ed è questo momento completamente non convenzionale che mette in moto la storia.

L'altra, scena persino più famigerata viene alla fine. Il regista Stuart Gordon ha detto che la sequenza " testa che da testa" (ndt. dove la testa mozzata del dr Hill minaccia di avere un rapporto orale con Meg) era ispirata dai vecchi film di mostri, in cui vedi sempre il mostro che porta la ragazza nella sua tana, ma non si vede mai cosa ci fa con lei una volta che arriva lì. In Re-Animator, decisero semplicemente di mostrarlo. Molto poco viene mostrato in realtà, è il concetto stesso che ha scolpito la scena nella mente delle persone per trent'anni.


Re-Animator è follemente splatter, ma si delizia in modo assoluto nel suo uso libero del massacro che rende la pellicola impossibile da non godere non importa quanto disordinata sia. Sarà anche stato un film a basso budget fatto da un mucchio di cineasti alle prime armi, ma Re-Animator funzionò. Tutto in esso funziona. è incredibilmente divertente, con umorismo pungente e umorismo disgustoso tutto nella stessa scena. Il film è inoltre davvero incentrato sui personaggi e qualche volta persino quasi tragico. L'intero pacchetto è semplicemente stupefacente, uno dei più riveriti cult classici di tutti i tempi. Nonostante il finale circolare e la morte di quasi tutti i personaggi, il film ha dato origine a due seguiti, entrambi diretti dal produttore Brian Yuzna. Jeffrey Combs ritornò per entrambi e anche solo quello li rende meritevoli di essere guardati, ma è impossibile replicare al formula del successo del primo. 

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:wickedhorror.com

sabato 2 aprile 2016

Perché The Descent ci spaventa ancora dopo più di dieci anni

Di Nat Brehmer

Nel 2001, il regista scozzese Neil Marshall fece uscire Dog Soldiers, un film di cui si sentiva l'esigenza che portò nuova vita nel sotto genere dei Lupi mannari. .S. Quando ci fu la sua premiere su Sci-Fi (adesso SyFy) Channel, fu—molto diversamente da qualsiasi altra cosa che abbia avuto la sua premiere su quel canale —un successo di critica. Il film aveva molti aspetti positivi, dal tono al design dei lupi mannari, la suspense, e l'unicità di essere un film dell'orrore con un cast virtualmente tutto al maschile. A quel riguardo, era simile a Predator, ma ci sono molte meno discussioni riguardo a se Dog Soldiers sia un film horror o meno.

Nei pochi anni che seguirono la sua uscita, Dog  Soldiers diventò una sorta di successo di culto. Non rese affatto Marshall un nome famoso, ma gli consentì di continuare a lavorare nell'industria e guadagnare un po' di credito nei circoli horror indie. Cosa più importante, gli diede l'opportunità di realizzare un altro film horror, possibilmente uno ancora più rischioso. Il film, ovviamente, era The Descent. E siamo qui, a parlarne ancora dopo più di dieci anni, perché è un capolavoro.

The Descent prese il concetto di casting di Dog Soldiers e lo rivoltò per renderlo persino più unico. Considerando che aveva fatto funzionare un cast quasi completamente maschile, Marshall selezionò un cast virtualmente quasi tutto femminile per The Descent. Questo è un evento ancora più raro nel campo dell'horror. Anche se i film horror hanno quasi sempre protagoniste femminili, raramente hanno un cast in cui le donne siano predominanti.


Ma The Descent è molto di più che le sue scelte di casting. Non avrebbe funzionato se non avesse avuto nient altro da offrire se non il cast come punto forte. Stiamo ancora parlando di The Descent perché è un film dannatamente spaventoso. Funziona sia a livello emotivo che a quello viscerale. Siamo spaventati dall'idea, ma siamo doppiamente spaventati perché ci importa dei personaggi. Il film fa davvero un buon lavoro nel tratteggiare l'amicizia tra queste donne prima che tutto vada in malora.

Ma una delle cose più brillanti riguardo al film è che ce le presenta queste donne dopo che tutto è già andato in malora. Questa è la prima volta che si ritrovano tra amiche da quando la protagonista Sarah  ha perso suo marito e suo figlio in un orribile incidente. Lei è lì per essere tra amiche e riprendersi. La confortano come meglio possono. L'idea di base è, come gli viene detto in seguito, che la cosa peggiore che potrebbe mai succederle è già successa. O così pensa lei.


The Descent è su di una situazione che inizia male e peggiora progressivamente, tuttavia riesce a farlo senza sembrare tetro. Non ha un tono pesante, esistenzialista o nichilista. In qualche modo, Marshall raggiunge il perfetto equilibrio dandoci dei personaggi in un tale stato di fragilità e comunque riesce rendere il film divertente nel complesso.   Si tratta di un giro sulle montagne russe, ma è un giro gestito perfettamente senza mai compromettere i suoi personaggi o la storia.

Questo film è spaventoso persino prima che i mostri si mostrino, il che è un risultato impressionante. Non sto parlando solo del crescente senso di timore e di suspense. è terrificante. Ci sono degli spaventi genuini ancor prima di vedere di sfuggita gli umanoidi. Questo è già un film horror a tutti gli effetti persino prima che queste creature inizino a far fuori le ragazze; la loro apparizione è davvero solo la ciliegina sulla torta. è pieno di suspense e pauroso e potrebbe riguardare delle persone che rimangono intrappolate in una caverna e che si rivoltano le une contro le altre. Caverne, spazi angusti, buio assoluto, queste sono tutte cose spaventose. I piccoli mostri sono illuminati perfettamente in quanto vediamo solo abbastanza per sapere cosa sta succedendo e il resto è buio pesto. I tunnel delle caverne non sono mai completamente illuminati. L'aggiunta dei mostri non sottrae nemmeno un po' della credibilità di The Descent, aggiunge solo al terrore e fa passare da un film di personaggi pieno di suspense a uno dei migliori film di mostri degli ultimi vent'anni

Questo non vuol dire che le persone non si mettano l'una contro le altre. Uno dei tanti elementi spaventosi che si affastellano in questa girandola dell'orrore è l'elemento umano. Quando l'orrore comincia e le ragazze stanno combattendo per uscire, un personaggio—Juno— uccide accidentalmente una delle sue migliori amiche, che aveva scambiato per un umanoide che cercava di coglierla di sorpresa. Non c'è molto che viene detto in questa scena, viene fuori tutto dall'interpretazione, ma potete dire che l'unica cosa da cui è terrorizzata Juno in quel momento è il fatto che non è così disturbata da ciò che ha appena fatto.


The Descent porta il terrore a un finale che è assolutamente cupo, ma per niente forzato o fuori luogo. è dove era diretta la pellicola dall'inizio, il che rende ancora più frustrante il fatto che il montaggio USA abbia rimosso quel finale. . Sono sicuro che molte persone l'abbiano visto, ma SPOILER per quelli che non l'hanno fatto: Sarah ha sognato di scappare dalla caverna solo per svegliarsi per ritrovarsi di nuovo nelle tenebre con gli umanoidi che le si stanno avvicinando. . L'unica cosa più frustrante del montaggio USA con la fuga di Sarah è che il superfluo sequel abbia scelto di partire da questa versione, persino anche se all'epoca in cui uscì, il finale originale era quello che la maggior parte delle persone aveva visto grazie all'uscita della versione unrated del DVD.

Niente di tutto ciò sottrae qualcosa da questo film o diminuisce quanto bene funzioni. Sono passati più di dieci anni e The Descent non sembra datato affatto. Questo film è uno dei migliori in assoluto del suo decennio e penso a questo punto, è pronto per prendere il suo posto tra i più grandi di tutti i tempi.

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:wickedhorror.com

venerdì 1 aprile 2016

Tutti i segreti più bizzarri che non avete mai saputo su Hellraiser di Clive Barker


di Abhimanyu Das e Charlie Jane Anders

Hellraiser fu realizzato per meno di 1 milione di dollari, ma fini per diventare uno dei più significativi film horror di tutti i tempi. E ciò nonostante, più si apprende riguardo alla produzione di questo film, più sembra un miracolo. Ecco tutti i fatti più strani che avete bisogno di sapere sulla realizzazione di Hellraiser.

Clive Barker cercò di prendere in prestito dalla biblioteca un libro su come dirigere un film.

Barker aveva scritto sceneggiature e libri prima di questa, ma scrisse la sceneggiatura per Hellraiser, basata sulla sua storia "Schiavi dell'Inferno," con uno sguardo alla regia. Voleva diventare un regista per proteggere le sue storie da "adattamenti davvero pessimi," come il film del 1985 basato sul suo racconto "Testacruda Rex."

Barker propose il film alla New World Picture di Roger Corman con lo script, una mezza dozzina di disegni e un paio di righe di sinossi, e loro dissero di si quasi immediatamente. Barker lo pianifico come uno "show reel," con appena poche persone in una casa, per provare che poteva realizzare un film, quindi avrebbe potuto filmare un paio di altre storie che richiedevano budget più grandi per essere realizzate, secondo un articolo di Fangoria del 1987. 


Ma poi ebbe un intoppo, come riferì a Bravo per il loro speciale "100 Scariest Movie Moments" nel 2004: " Mi recai alla mia biblioteca locale per trovare un libro sulla regia e loro ne avevano due, ma erano entrambi dati in prestito. E io pensai, 'Oh, Sono fottuto, non ho nemmeno un libro!'"

Barker voleva dei mostri che potessero parlare riguardo la loro condizione.

Come Barker disse a Crimson Celluloid nel 1988:

In generale [nei film di mostri] i mostri non parlano della loro condizione - di essere dei mostri. Quello che io volevo che Frank fosse capace di fare era avere una scena di dialogo, persino scene romantiche che funzionassero tra lui e Julia. Volevo che Frank fosse in grado di stare lì e parlare delle sue ambizioni e dei suoi desideri perché penso che cosa i mostri abbiano da dire per se stessi è interessante tanto quanto ciò che gli esseri umani hanno da dire. Questo è il  motivo per cui nei film slasher penso che metà della storia vada perduta. Queste creature diventano semplicemente, in un modo molto noioso, astrazioni del male. Il Male non è mai astratto. è sempre concreto, sempre particolare e sempre incarnato negli individui. Negare alle creature in quanto individui il diritto di parlare, di discutere davvero le loro ragioni, è perverso - perché io voglio ascoltare il Diavolo parlare. Io penso che sia un atteggiamento Inglese. Mi piace l'idea che un punto di vista possa essere reso dal lato oscuro.


Doug Bradley cercò di evitare di interpretare Pinhead, ma pescò la pagliuzza corta.

Doug Bradley (che aveva già interpretato una versione di Pinhead chiamata the Dutchman (l'olandese) in una piece studentesca di Barker nel 1973) era uno dei due attori in lizza per il ruolo, allora chiamato il Capo Cenobita. Anche Oliver Parker era in lizza per Pinhead, ma l'altro ruolo che era aperto era quello del traslocatore che guarda con occhi vogliosi Kirsty.

Entrambi volevano interpretare il traslocatore invece di Pinhead, perché entrambi i ruoli prevedevano relativamente poco tempo sullo schermo, e il Capo Cenobita avrebbe richiesto molto più trucco. Ma Bradley "pescò la pagliuzza corta," come Barker la mette — forse letteralmente.


Come Bradley dice in un contenuto speciale del DVD:

Dato che sarei apparso per la prima volta sullo schermo, sarebbe stata una buona idea se le persone avessero potuto vedermi e...essere in grado di riconoscermi. Queste sono concrete, buone decisioni attoriali da prendere…Se mi fosse stato offerto uno dei personaggi principali, avrei accettato senza un momento di esitazione. E avrei avuto torto marcio.

Jennifer Tilly fece l'audizione per il ruolo di Kirsty

Lei era una del mucchio di attrici che fecero il provino per il ruolo a New York, Chicago e L.A., in quanto Barker era in cerca della protagonista perfetta. Barker e Ashley Laurence si trovarono a vicenda per puro caso. Laurence era una giovane studentessa di recitazione, iscritta a un workshop di recitazione per adolescenti perché aveva una cotta per un altro dei partecipanti. Uno delle sue colleghe studentesse era inoltre una stagista alla New World e fu lei quella che raccomandò che Barker provinasse Laurence.

Lo studio voleva un "nome" per il ruolo, ma Barker si batte per la Laurence, e alla fine vinse. Ma l'aspettava un brusco risveglio, come ha detto in un'apparizione al Egyptian Theatre nel 2000: "Incontro Clive, e lui mi disse, "OK, tuo zio sta indossando la pelle di tuo padre, e vuole ucciderti e vuole fare sesso con te, probabilmente in quest ordine." E quella fu la mia iniziazione."


La battuta più famosa nel film è un'improvvisazione.

Andrew Robinson (che in seguito ha interpretato Garak in Deep Space Nine) interpreta Larry, e probabilmente è l'attore più famoso nel film. Ha contribuito inoltre con un sacco di improvvisazioni nei dialoghi. Per esempio, Robinson fornì la battuta, "Ne ho abbastanza di questa stronzata del gatto e del topo."

Barker inoltre menziona nel commento che fu un'idea di Robinson di rimpiazzare il generico "vaffanculo" della sceneggiatura come sua ultima battuta con l'ora quotatissima frase (e, incidentalmente, il verso più corto nella Bibbia di Re Giacomo) "Gesù pianse!"


Quindi è una delle scene più famose del film.

Oliver Smith, che interpretò la versione scorticata di Frank, era un incallito fumatore che si sedeva in giro a fumare nel suo costume di pelle mentre aspettava che venissero preparate le scene. L'immagine di un uomo scorticato che fumava una sigaretta solleticò il gusto di Barker e lo ispirò a includere una scena di Frank scorticato che fuma una sigaretta nel film.

Come Barker disse nel suo discorso all'Egyptian Theatre , "C'è un senso di sopra le righe e kitch nei semplici eccessi di Frank, seduto nel completo e con la sigaretta, sembrando Bette Davis. Una cosa grandiosa. E questi erano sempre pensati per essere divertenti, perché è un uomo senza pelle, per l'amor di Dio."

Avevano scelto Smith perché era l'uomo più magro che potessero trovare, quindi sarebbe sembrato ancora scheletrico persino con strati di trucco (che richiedeva sei ore per essere applicato) su di lui.


I costumi del film furono ispirati dai "S&M clubs"

Alla Costume designer Jane Wildgoose furono date istruzioni molto vaghe per i Cenobiti, incluse frasi come "fascino repulsivo." I Cenobiti dovrebbero essere" magnifici super macellai." Secondo le informazioni contenute nel DVD, Barker disse che il look dei Cenobiti era ispirato dal "punk, Cattolicesimo, e dalle visite che avevo fatto ai S&M club a New York e Amsterdam."

Tutti gli attori che interpretano i Cenobiti hanno dovuto sopportare ore di trucco ogni giorno e alcuni non potevano parlare, vedere o sentire bene con i loro costumi indosso. Sam Bamford (che interpretava il massiccio Cenobita Butterball ma in realtà era un 'piccolo uomo') doveva essere portato in giro per la mano e non poteva respirare per bene durante il minuto intero che ci voleva per 2 o 3 assistenti del trucco per strappare la sua enorme maschera aderente dalla sua testa.


Anche Nicholas Vince (Il Cenobita Chatterer) non poteva vedere molto bene e questo lo portò a graffiare il palato di Ashley Laurence durante la scena in cui le ficca le dita in gola. Secondo Vince (nei contributi del DVD), il suo trucco, comunque, prendeva meno tempo degli altri per essere applicato e, essendo un uomo loquace, spuntava sul set e augurava a tutti un sonoro buon giorno, una tendenza che non gli fece acquistare consensi in quelle prime ore dell'alba in cui qualcuno suonava persino musica classica per tenere le cose rilassate.

Gli attori che interpretavano i Cenobiti dovevano presentarsi sul set nei loro giorni di riprese alle 4:30 del mattino affinché potessero essere truccati. Il personale di trucco doveva recarsi lì persino prima per prepararsi.

Il film aveva un "addestratore di larve" e un "addestratore di scarafaggi"

Essere graffiata al palato non fu l'unico disagio di cui Laurence fece esperienza. Indossò la stessa maglietta durante le riprese per motivi di continuità. Era fatta per sembrare sporca e sudata tutto il tempo ma a lei non importava.


Parla del suo look durante la chiacchierata all'Egyptian Theatre:

Non voglio avere un aspetto come se fossi in una stupida pubblicità, dicendo, 'Oh guarda c'è un mostro, scorrazziamo via.'" Clive era tutto, "Voglio che tu sembri davvero disgustosa," e io ero tipo,"SI!" Perché quello era molto più credibile in quanto quando combatti  dei demoni dall'inferno non puoi sembrare al meglio.

Mentre filmava la scena delle larve, Barker gettò delle larve nella sua scollatura,e, siccome era stata spruzzata per sembrare sudata, si bloccarono nel suo reggiseno e scivolarono persino nei suoi jeans. 
C'era un vero e proprio addestratore di larve sul set. Laurence spiegò durante il loro evento all'Egyptian Theatre:

[Furono] portate sul set il giorno in cui c'erano sei o sette investitori lì per vedere dove stessero finendo i soldi, e c'era questo piccolo placido uomo che era l'addestratore di larve, e camminò verso di me e disse, "Ho bisogno di parlarti di una cosa," e Clive disse, "Guardami," e mise la sua mano in questo scatolone di larve che davvero facevano il suono che fanno nel film, come carta vetrata, e devi mettere segatura con loro perché si appiccicano. Il grande incoraggiamento per me di Clive fu che non mi avrebbero fatto del male perché ero viva!


Barker aggiunse:

Un'altra cosa. Questo fu girato in Inghilterra. Avevamo un addestratore di larve e avevamo inoltre un addestratore di scarafaggi. E gli scarafaggi in Inghilterra sono davvero piccoli e insignificanti. Lui disse "Questi sono scarafaggi americani. Voi avete degli scarafaggi molto più interessanti!" L'accordo è che la legge Inglese non ci consentiva di importare scarafaggi di entrambi i sessi, in caso si accoppiassero e poi avremmo avuto un infestazione del Palazzo di Westminister  Quindi l'addestratore, questa è la completa verità, dovette sessare gli scarafaggi. Erano tutti maschi. Erano una sorta di scarafaggi gay. Andava bene, potevano uscire e andare in tutti i bar gay assieme, ma non potevano moltiplicarsi. E avevamo un frigorifero. Si muovono davvero rapidamente, quindi l'unico modo di rallentarli era raffreddarli. Raffreddammo le larve e gli scarafaggi. Li aprivamo ed era tutto rassicurante. Era divertente.

Sia Laurence che Barker fanno una smorfia oggigiorno guardando la scena in cui Frank spella un ratto. Entrambi hanno dei cuccioli di topo. Il BBFC chiese di vedere il ratto meccanico tremante così che potessero confermare che nessun animale fosse stato ferito durante la realizzazione del film.


Ashley Laurence non era sul set con i Cenobiti la maggior parte del tempo.

Ashley Laurence girò la maggior parte delle scene in cui Kirsty combatte con o scappa dai Cenobiti senza averli in realtà di fronte. Disse a Cinefantastique, "Non ero mai davvero sul set con nessuno dei Cenobiti perché era un budget così basso…Se ci fai caso nel film, non siamo mai dallo stesso lato della camera. Siamo sempre al lato opposto dell'altro. Quindi, molto del mio lavoro (con i Cenobiti) fu fatto con un pezzo di nastro adesivo."

Con un budget così basso, erano sempre sotto enorme pressione per finire una ripresa in uno o due ciak. Un po' di soldi furono risparmiati usando una casa vera (187 Dollis Hill Lane, Dollis Hill, Londra) come una delle location principali, possibilmente una con una storia che rispecchiasse il contenuto del film. Laurence menziona nel commento che sentì che era in vendita perché qualcuno si era suicidato nel garage con avvelenamento da diossido di carbonio.



Finirono i soldi e dovettero fare qualche VFX all'ultimo minuto.

Il demone pterodattilesco finale che vola via con il cubo fu fatto dall'uomo degli effetti speciali Bob Keen per circa 700 sterline in quanto loro avevano finito i soldi a quel punto. Da qui il suo aspetto rozzo.

Nella scena dove Kirsty scappa per il corridoio inseguita dall'Ingegnere, avevano un set così piccolo per lavorare che il corridoio era in realtà lungo 4 metri e mezzo, di cui il mostro ne prendeva 2. E dietro la creatura – 'una gang non di ragazzi non degli effetti speciali che non potevano essere rimpiccioliti.' L'Ingegnere era un tipo montato su di un podio con le ruote, e dovevano filmare lui e Kirsty spostandosi nel corridoio molte volte per creare l'illusione per la lunghezza. Laurence non poteva correre velocemente dato che avrebbe coperto la distanza in pochissimo tempo, e come risultato, Barker le disse di correre davvero lentamente, saltando un pochino, cosi che i suoi capelli sarebbero rimbalzati e sarebbe sembrato come se lei stesse correndo.


Secondo il commento del DVD, Barker e un greco sconosciuto fecero un sacco delle animazioni del terzo atto (la splendente sparizione di Pinhead, le scintille/fulmini blu emessi dalla scatola) a mano lungo un weekend di bevute. Avrebbe dovuto esserci una scena della casa in fiamme ma non potevano incendiare la casa vere e non avevano i soldi per un modellino convincente quindi la metafora visiva che scelsero al posto dell'incendio fu una fotografia che bruciava di Frank.

Ma poi ottennero dei soldi extra per un paio di scene famose...a una condizione.

"I finanziatori non avevano molta fede nel film fino a metà della lavorazione quando realizzarono che avevano davvero un buon film tra le loro mani," Barker disse a Melody Maker. Questo voleva dire più soldi all'ultimo minuto, ma conduceva inoltre alcuni grandi compromessi, incluso Barker che fu costretto ad ambientare il film in America per attingere meglio al più lucrativo mercato Statunitense. Questo voleva dire che doveva doppiare molte delle voci (quella più degna di nota era quella di Sean Chapman, che interpretava Frank) con attori Americani.

Barker ottene qualche soldo extra per mettere in scena l'iconica scena di trasformazione in cui il risorto Frank emerge dalle assi dell'attico. Nella stesura originale della sceneggiatura, succedeva fuori schermo in quanto aveva anticipato di non avere i soldi per una scena così elaborata. In seguito, dopo che i finanziatori acquisirono più fiducia nel progetto, stanziarono 25,000 dollari extra per la trasformazione. Bob Keen gli diede un buon accordo in quanto era qualcosa che avrebbe sempre voluto fare. Questo fu un sollievo per Barker perché la versione originale vedeva Larry portato all'ospedale con la mano sanguinante e avrebbero tagliato alla festa della cena . Questo non sarebbe stato nemmeno lontanamente efficace.

La scena della trasformazione fu girata in una replica dell'attico in Cricklewood. Prevedeva l'approntare di molti meccanismi sotto le assi del pavimento, uno per farle muovere e vibrare, un altro per pompare melma viscosa attraverso i buchi nel legno. Frank che assorbe il sangue attraverso il pavimento fu girato pompando su il sangue attraverso il figlio e filmando al contrario. Alla fine, c'era la borsa modificata di plastica che era il cuore di Frank nella famosa scena che scende sotto le assi del pavimento. Il suo meccanismo di gonfiaggio/sgonfiaggio era alimentato da Bob Keen che ci soffiava dentro.

Anche L'Ingegnere mancava dalla sceneggiatura originale e fu aggiunto in risposta alla richiesta della New World di render e il film un po' più commerciale. Sentivano che non c'erano abbastanza spaventi, la mancanza di cui Barker non sentiva davvero in quanto ce ne sono giusto un paio verso la fine. Una è una gag visiva oscuramente divertente in cui un Gesù di legno spunta fuori da un armadio mentre Kirtsy sta cercando un posto per nascondersi dai Cenobiti.

La scena della "levitazione" fu fatta usando una gloriosa altalena.

La scena in cui Pinhead si innalza (levita?) sopra Kirsty fu ottenuta facendo stare Doug Bradley su di un capo di una trave oscillante e facendo stare il primo AD Selwyn Roberts ("un uomo massiccio") sull'altro capo per controbilanciare e alzare Bradley.


La prima scena di tortura che vede la versione di Frank di Sean Chapman (Quello con la pelle) fu girata in realtà prima che la produzione iniziasse sul serio. Barker e alcuni membri della troupe è stata condotta come test per la camera. Ha detto nel commento: " Decidemmo di vedere se potevamo produrre qualcosa che avremmo potuto usare nel film. Lo appendemmo al contrario, gli versammo sangue su tutto il corpo e il poveraccio vomitò come un cane!" Ma la scena funzionò, il dolore era autentico e la scena fu usata nel montaggio finale.

Non fu l'unico a rimettere sul set. Clive Barker fu inoltre nauseato per un po', specialmente mentre stavano girando la scena in ospedale in cui i Cenobiti affrontano Kirsty. La sua nausea non fu aiutata dalla sua reazione negativa al trucco dei Cenobiti. "Ero davvero consapevole del fatto che tutti loro sembravano grotteschi." Quella era la prima scena in cui i Cenobiti sono visti in piena luce, la sequenza in cui dovevano far accettare i mostri efficacemente oppure no. "Quando Doug entrò in scena, mi piacerebbe poter dire che io dissi 'Oh mio dio, questa è una rivelazione.' Non lo feci. Pensai 'Questa cosa è fottuta. Le persone si metteranno a ridere!'" (Barker, dal commento)


Robin Vidgeon (il direttore della fotografia) e Barker erano in disaccordo su come girare quella scena. Vidgeon era della vecchia tradizione 'meno è di più'. Si mostra di meno. Barker sentiva che avevano speso tutti questi soldi sulle creature e queste dovevano essere viste. Barker risultò+ avere ragione in quanto il bagliore brillante del neon usato nella scene gli da una qualità da incubo, ultraterrena.

La scena dove Frank-che indossa-la pelle-di Larry (interpretato da Andrew Robinson a questo punto) è fatto a pezzi dagli uncini prese ore per essere girata e Robinson dové rimanere attaccato agli uncini tutto il tempo, facendo riposare la schiena su di una tavola. 

No, quello non è Alan Moore

Un persistente mito riguardo la produzione era che il barbone pazzo che spunta regolarmente sia o Barker stesso o il famoso sceneggiatore di fumetti Alan Moore. Barker conferma nel commento che nessuna delle teorie è vera.

E secondo Barker nel commento del DVD, le fotografie di Frank con una prostituta furono scattate con Sean Chapman e una vera prostituta, che posavano in una piccola stanza in cui vari membri della troupe stavano cercando di sbirciare. 

Questo film aveva un paio di ottimi titoli alternativi.

New World scartò The Hellbound Heart (il titolo originale del racconto Schiavi dell'Inferno) perché pensavano suonasse troppo come un film romantico. Non gli piaceva nemmeno il tiolo Hellraiser, e Barker disse che l'avrebbe cambiato solo se qualcuno avesse inventato un titolo migliore. Secondo lui, "Uno dei veri Inglesi, una vera signora che lavorava sul set disse che avrebbero dovuto chiamarlo 'quello che una donna farebbe per una buona scopata.'" Il suo titolo di lavorazione per il film era Sadomasochists from Beyond the Grave (ndt. Sadomasochisti dall'oltretomba).

La MPAA gli fece abbassare i toni.

Ovviamente, la MPAA ebbe un sacco di problemi con il film, andando a colpire molto del lavoro di montaggio finale. Due inquadrature e mezza furono rimosse dal primo omicidio con il martello, incluso un dettaglio del martello incastrato nella testa della vittima. Barker dice nel commento: "A a un certo punto, avevo la scelta di rimetterlo dentro e, sai, era meglio e più violento nell'altro modo."


In una scena seguente in cui Julia uccide un altro uomo, l'attore che interpretava la vittima sentiva che aveva senso per lui fare questa scena nudo. La scena di omicidio nudo fu filmata ma, alla fine, rimpiazzata con una versione semi vestita.

Un'altra scena che fu accorciata includeva un prolungato dettaglio di Kirsty che infilava la sua mano nella pancia di Frank, mettendo a nudo le sue viscere, come anche la scena finale di Frank che viene fatto a pezzi dagli uncini dei Cenobiti. In origine, la telecamera teneva queste scene di più ma sono state incluse solo come sguardi fugaci nel montaggio finale.


Barker ha detto a  Samhain nel Luglio 1987:

Beh, abbiamo avuto un leggero problema con l'erotismo. Girai un flashback molto più caldo di quanto ci avrebbero consentito di montare.... Il mio era più esplicito e meno violento. Volevano sostituire un tipo di risucchio con un altro. Avevo un rapporto sessuale molto più esplicita tra Frank e Julia, ma loro dissero no, togliamo la sodomia e mettiamo la roba con il coltello.

La scena della seduzione tra Julia e Frank era, inizialmente, molto più esplicita. Barker dice nel commento: "Facemmo una versione di questa scena che aveva un po' di spanking e la MPAA non la gradì molto. Dio sa dove sia finita la scena di spanking. Qualcuno ne è in possesso da qualche parte…Il MPAA mi disse che mi erano consentite due spinte di natiche consecutive da Frank ma tre erano definite oscene!"

Barker è ancora imbarazzato da qualche parte del film.

Il film fu girato in sequenza, e Barker crede che i primi tratti siano i più deboli in quanto stava ancora cercando di trovare la sua strada. Si concentra sulla prima scene in cui Larry e Julia stanno conversando nella casa, parlandone nel commento del DVD:

Non mi è mai piaciuta questa scena. Questa era pura spiegazione. Non mi è mai piaciuta mentre la stavo girando. Era una di quelle scene dove stavo pensando - e questo fu davvero all'inizio della scena - e io mi ricordo che pensavo che stessi mandando tutto a puttane. Che pensavo che non dovessi fare questa cosa.

Alla chiacchierata all'Egyptian Theater talk, Barker aggiunge:

Penso che ci siano alcune cose di cui sono estremamente fiero di averla messa in quel modo. E il resto di esse, sai, di cui mi vergogno! Penso che le performace siano davvero buone nel film. Guardandolo stanotte, io penso, ' Sai, questo è un film davvero ben recitato.? E io ne sono davvero fiero. Penso che la colonna sonora di Chris Young sia superba. Penso che sia ben illuminato. Io penso che sia importante per un film da 900.000 dollari; non sembra un film televisivo. Penso che in alcuni punti - solo in alcuni punti - la sceneggiatura sia buona. In altri punti, si appoggia a triti cliché. Potrei inasprirmi molto su di esso adesso. Ma sai, fai i tuoi sbagli. Puoi solo imparare facendolo, penso.

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:io9.gizmodo.com/

martedì 22 marzo 2016

Sapevate che il film LA BAMBOLA ASSASSINA è basato su eventi REALI?


Di BRAD STEVENS

Più spesso che no, il primo migliore amico di un bimbo è un animale di pezza o una bambola. Sfortunatamente, quando quella bambola è il vascello posseduto di un maniaco omicida, il risultato non è così dolce. Ne LA BAMBOLA ASSASSINA del 1988, il serial killer Charles Lee Ray è in fuga dalla polizia quando si imbatte in un negozio di giocattoli. Lì lui usa il voodoo per trasferire la sua anima in una bambola Tipo Bello. Per quelli di voci con un avversione alle bambole malvagie, sarete estremamente angosciati di scoprire che la storia di Chucky porta una fortissima rassomiglianza con la storia di Robert the Doll e si vocifera essere parzialmente basata sugli eventi.


Robert the doll era il migliore amico di Robert Eugene Otto, di Key West, Florida. Era una bambola imbottita di paglia di un metro in un vestito da marinaretto che era un regalo fattogli da uno dei servitori delle Bahamas della famiglia di Otto nel 1906 . Si crede che questa particolare servitrice fosse stato vittima di abusi per mano dei genitori di Gene. In un tentativo di esigere la sua vendetta, la giovane servitrice usò la sua estesa conoscenza del voodoo per gettare una maledizione sulla bambola.


Robert e Eugene diventarono rapidamente migliori amici. La bambola accompagnava Eugene dappertutto, persino ottenendo un posto alla tavola della famiglia. Ma qui è dove la dolcezza finisce. Non ci volle molto prima che i genitori di Eugene iniziassero a notare alcuni strani episodi. Anche se erano abituati a sentire Eugene che parlava a Robert, fu un po' inquietante quando iniziarono a sentire quello che pensavano essere Robert rispondere. All'inizio, credevano che fosse solo Eugene che cambiava la sua voce, comunque, presto scoprirono che questo non sembrava essere il caso.

Più a lungo Robert stava con la famiglia Otto più strane si facevano le cose. In molte occasioni, i genitori di Eugene si svegliavano nel cuore della notte al suono del mobilio che veniva spostato nella stanza di loro figlio. Quando entravano, avrebbero trovato il giovane Eugene nascosto nell'angolo spaventato. Lui avrebbe prontamente sostenuto che “Robert l'ha fatto”. Nonostante gli "sfoghi" di Robert, rimase comunque un caro amico di Eugene, che crebbe per diventare un notevole scrittore e artista.


Dopo la morte dei genitori di Eugene, ritornò alla casa di famiglia per trovare Robert chiuso nella soffitta. Nonostante le proteste di sua moglie, Eugene spostò la bambola dalla soffitta e gli diede un posto nella casa affacciato a una finestra affinché potesse vedere la strada. Liberato dalla sua prigione in soffitta, Robert ricominciò di nuovo a comportarsi in maniera strana. Passanti sostenevano di aver visto la bambola muoversi di stanza in stanza e spiare da ogni finestra. Avendone abbastanza delle sue stranezze, Eugene riportò la bambola nella soffitta.


Eugene morì nel 1974, dopo di che Robert fu rinchiuso in un baule e lasciato nella soffitta. Rimase lì fino a che una nuova famiglia non si trasferì nella casa. La bambola fu scoperta dalla figlia di dieci anni della nuova famiglia che se innamorò immediatamente. Senza perdere un copo, Robert ritornò a lanciare mobili e a terrorizzare la sua nuova famiglia. Rinchiuso nuovamente, Robert fece ritorno alla soffitta, ancora una volta evitando il bidone della spazzatura per chissà quale ragione.


Oggi Robert risiede nel Key West Museum dove è in mostra dietro uno strato di vetro di sicurezza. Lui è ancora un istituzione popolare, ricevendo frequenti visitatori. Sfortunatamente, Robert non ama molto le foto e se l'è presa con quelli che l'hanno fotografato senza permesso. Questo è il motivo per cui molti visitatori hanno lasciato lettere di scuse a Robert che decorano le pareti della sua nuova casa.

TRADUZIONE a CURA di:DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com/

martedì 16 febbraio 2016

La casa che Freddy costruì: Come un mostro metafisico creò la New Line Cinema



di NATASHA MICHAEL

Nei primi anni 80, la vita di Wes Craven era un vero e proprio incubo. E non intendo in un modo fantastico, completamente finzionale. Il compianto regista stava vivendo un incubo alla "Oh mio dio, sono senza un soldo e senza una casa" da cui non poteva risvegliarsi. Sebbene avesse goduto di un moderato successo e notorietà durante la decade precedente con L'ULTIMA CASA A SINISTRA e LE COLLINE HANNO GLI OCCHI, i telefoni avevano effettivamente smesso di suonare dopo che i suoi ultimi film - BENEDIZIONE MORTALE e IL MOSTRO DELLA PALUDE- avevano fatto flop .

Wes non riusciva ad ottenere alcun lavoro. Non aveva visto una busta paga in tre anni. Aveva perso la sua casa e aveva iniziato a drogarsi pesantemente. Il suo primo matrimonio andò a rotoli. E come ciliegina sulla torta, aveva dovuto prendere soldi in prestito da un amico solo per pagare le sue tasse. Quello è quanto la vita possa diventare orribile.
Era un periodo in cui Wes non aveva letteralmente nulla...eccezion fatta per un idea per una sceneggiatura che gli era venuta in mente durante la lavorazione de IL MOSTRO DELLA PALUDE Si rimise in carreggiata e si mise a scrivere la storia che sostanzialmente avrebbe cambiato la sua vita. Ma convincere i grandi studios che questa sceneggiatura fosse un film rivoluzionario si sarebbe rivelata la continuazione del lungo incubo di Wes. Ogni singolo grande studio lo respinse.


Ironicamente, la Disney era l'unica compagnia moderatamente interessata alla sceneggiatura. Se Wes avesse abbassato i toni e l'avrebbe reso più adatto ai bambini, loro erano a bordo. Persino essendo sull'orlo della disperazione, Wes rifiutò di Bambificare la sua creazione. Era in bolletta, ma non era disposto ad alleggerire la sceneggiatura per nessuno.

Dall'altra parte del paese, la vita di Bob Shaye non era molto meglio. New Line Cinema, la compagnia di distribuzione indipendente che aveva creato 14 anni prima, stava annaspando. Come Wes, aveva goduto davvero di poco successo nell'ultima decade . Il suo giro d'affari era basato principalmente sul distribuire i film di John Waters ai suoi tre clienti di punta: College, basi militari, e prigioni.  Il successo più grande della compagnia era stato vendere il dimenticato film di propaganda anti marijuana, REEFER MADNESS; a studenti sballati. Bob aveva bisogno di fare soldi alla svelta. Durante un fortuito incontro a LA, Bob avrebbe incontrato qualcuno che era a terra e fuori gioco quanto lo era lui: Wes Craven.


Bob vide il potenziale in NIGHTMARE-DAL PROFONDO DELLA NOTTE di Wes. Era decisamente interessato a distribuire il film, ma prima doveva essere fatto. Senza alcun supporto dagli studio, Bob non vide perché la sua piccola compagnia non potesse espandersi e aggiungere "produzione" alla sua limitata lista di servizi. Wes e Bob fecero la scommessa di una vita con NIGHTMARE. Entramni sapevano fin dall'inizio che questo film avrebbe fatto rivivere la loro carriera oppure l'avrebbe distrutta definitivamente.

Niente durante il processo produttivo fece pensare ai due che il film sarebbe stato un successo. Il frugale budget di 700,000 era ridicolo. Arrivarono a più di un milione quasi immediatamente. Tutti gli investitori si tirarono indietro in momenti differenti Non furono in grado di pagare il cast e la troupe per due settimane durante le riprese. E Wes e Bob avevano considerevoli divergenze creative che si trasformarono in brutali sfuriate.


Per esempio, il finale originale di NIGHTMARE di Wes pensava per Nancy di rimanere la vincitrice nella sua guerra contro Freddy Krueger. Una volta voltata la schiena a lui, Nancy camminava tranquillamente nella luce del sole e andava a scuola lasciando Freddy nella sua polvere. Wes era vemente che non voleva che il film diventasse un franchise. Ma Bob si battè affinche Freddy fosse trionfante. Voleva un aggancio che potesse dare al film il potenziale per un sequel. Si accordarono per un mix con Nancy che ritorna alla normalità con i suoi amici che la vanno a prentere in una convertibile dipinta con le strisce verdi e rosse di Freddy- lasciando il film aperto a ulteriori linee narrative.


Come tutti sappiamo, la scommessa di Bob e Wes fu estremamente remunerativa. Non solo recuperarono il budget durante la prima settimana di proiezione nel novembre del 1984, crearono una delle icone horror più spaventosa e amata di tutti i tempi. Anche l'insistenza di Bob Shaye su di un franchise di NIGHTMARE pagò piuttosto profumatamente. Nove film di Freddy e quasi 500 milioni di dollari più tardi, era nel giusto nel pensare che il pubblico voleva che Freddy avesse il coltello dalla parte del manico, ehm, il guanto artigliato dalla parte della mano. NIGHTMARE rese la New Line Cinema di Bob Shaye famosa e rimise Wes Craven sul suo trono come maestro dell'Horror


Se non fosse stato per il successo di  NIGHTMARE, la New Line Cinema potrebbe non aver mai avuto l'opportunità di prosperare e di darci l'estremo successo della trilogia de IL SIGNORE DEGLI ANELLI, i film di AUSTIN POWERS, 2 SINGLE A NOZZE, COME AMMAZZARE IL CAPO...E VIVERE FELICI, L'EVOCAZIONE - THE CONJURING, e persino THE GALLOWS dello stesso Blumhouse.

Quando Wes Craven morì l'anno scorso, la New Line Cinema ripetette quanto fondamentale fosse la perversa creazione di Wes: "nel 1984, Wes Craven portò "Nightmare - Dal profondo della notte" alla New Line, e così facendo, alterò il corso della storia dello studio. Siamo eternamente grati al nostro amico e collaboratore, e siamo orgogliosi di essere"La Casa che Freddy costruì"


TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com

martedì 7 aprile 2015

Disastro/Artista: L'incredibile Carriera di Tobe Hooper

Di Nat Brehmer

Di tutti i maestri dell'orrore, Tobe Hooper è quello che ha la carriera più disorientante.
Ha fatto abbastanza per guadagnarsi il titolo, ma non abbastanza per stare confortevolmente a fianco di contemporanei come John Carpenter e Wes Craven. Questi cineasti nella loro carriera hanno avuto più successi che insuccessi. Tobe Hooper decisamente non può affermarlo. La sua percentuale di successo è molto più difficile da misurare e comprendere. In un certo senso è il Nicholas Cage del genere horror. è bravo? è scarso? è il giusto tipo di scarsità o il tipo sbagliato di bravura? è molto difficile da giudicare.

Tobe Hooper comincia la sua carriera con Non Aprite Quella Porta. Non è un film piccolo con il quale iniziare una carriera. Uno dei più influenti, più noti film horror mai realizzati. La potenza che ha tuttora è incredibile. Le persone pensano ancora che il film sia accaduto davvero, continuano ad affermare di avere parenti che conoscevano il vero Faccia di Cuoio. Preso a se stante, è un grande film. Si tratta del tipo di film che ti lascia credere facilmente che qualcosa di questo tipo possa essere successa davvero. Infatti, sembra quasi che stia succedendo davvero mentre lo stai guardando. Il film riesce a evocare la brutalità senza mostrarne troppa in realtà, il che è un talento del tutto perduto oggigiorno.


Qui è dove la carriera di Hooper  diventa immediatamente interessante La maggior parte delle persone nota un declino nella qualità del lavoro di differenti registi che ammirano. Ma il film immediatamente seguente di Hooper dopo Non Aprite Quella Porta non è molto riuscito. Quel Motel in fondo alla Palude è essenzialmente un rifacimento di Non Aprite Quella Porta, con la Louisiana come nuova ambientazione e un coccodrillo come nuova arma d'elezione. Parla di un uomo che gestisce un motel vicino alla strada giù nelle paludi e da la sua clientela in pasto al suo cucciolo rettile. Il film ha ottenuto recensioni generalmente negative ed è stato largamente dimenticato. Mostra, comunque, Robert Engluand in uno dei suoi primi ruoli horror.

Ciò nonostante, immediatamente dopo, Hooper cambia in positivo e realizza una delle migliori miniseire televisive Horror di sempre. Le Notti di Salem è il secondo adattamento da Stephen King, venendo dopo Carrie - lo sguardo di satana di Brian De Palma. Segue piuttosto fedelmente tutta la storia del romanzo, con un unico cambiamento significativo. Il capo dei vampiri Kurt Barlow viene reimmaginato qui come una figura silenziosa simile a Nosferatu. Un grande cambiamento rispetto al materiale di partenza, ma le persone l'hanno capito e accolto molto bene. L'intera serie ha una grande atmosfera, un incredibile caratterizzazione e alcuni dei vampiri più spaventosi che abbiano mai graziato lo schermo.



Dopo di ciò, Tobe Hooper si ritrova nella slasher mania dell'1981 e dirige Il Tunnel dell'Orrore. Certamente il film ha i suoi ammiratori, ma è molto lontano dall'esser un gran film. Ci sono scene che sono interessanti, sanguinose e piene di suspence ma questi sono anche gli unici momenti dove  succede davvero qualcosa nel film. Sembra quasi una versione lenta de L'assassino ti siede accanto (NdT il secondo film della saga di Venerdì 13) , con quaranta minuti filati di dialoghi e tutte le scene di morte affastellate nei momenti finali . E non è come se Il Tunnel dell'Orrore voglia tentare di essere un film drammatico. è solo che Hooper è così interessato a prolungare gli spaventi in questo film da dimenticare effettivamente di inserirli. Gli effetti speciali di trucco sono magnifici, ma quasi non valgono la pena per il tempo che ci si mette ad arrivarci. Il ritmo non funziona è questo il problema. Anche Il tono non funziona. In particolare come film slasher , semplicemente non funziona.

Tuttavia a seguire immediatamente questo film arriva Poltergeist - demoniache presenze. Sembra che i film migliori di Hooper abbiano la storia produttiva più travagliata. Laddove Non Aprite quella porta ha quasi ucciso il suo intero cast e la troupe, Poltergeist è uno dei più famigerati film "maledetti" di tutti i tempi. Molte persone che erano associate al film sono morte o hanno avuto vite incredibilmente travagliate dopo il rilascio della pellicola . Si è dibattuto molto se Hooper abbia davvero diretto Poltergeist oppure no. A questo punto, molte persone credono che sia stato Steven Spielberg a dirigere la maggior parte del film e ad attribuirne la regia a Hooper perché da contratto era obbligato a non dirigere altri film mentre lavorava su E.T.. Ma è Hooper che è accreditato come regista, in ogni caso, quindi tendo ad attribuirgli la regia non importa ciò si rumoreggia sia successo.


Il successo di Poltergeist porta molte più opportunità. Hooper rifiuta molti film subito dopo aver realizzato Poltergeist e mentre i suoi due film seguenti godono di budget più consistenti non sono dei successi al botteghino. Space Vampires è piuttosto sottovalutato, bisogna ammettere che è molto divertente, ma ciò nonostante gestito goffamente. é un po' un film da quattro soldi, per esser franchi, e il ritmo è terribile. Ma gli effetti speciali sono ben fatti e l'eccentrico senso dell'umorismo aiuta. A questo film fa seguito il remake di Invaders from Mars di Hooper. Questo film ha un grande lavoro di effetti speciali e design delle creatore ma di fatto non ha nient'altro a suo favore. Tutto nel film sembra estremamente incompiuto, come se fossero andati avanti e avessero filmato la primissima versione della sceneggiatura.

Fortunatamente questi film sono seguiti dal enormemente sottovalutato Non Aprite quella Porta- parte 2, che è una totale decostruzione del capostipite e una sorta di film brillante se preso a se stante. è Sanguinoso, divertente, pieno di umorismo, tutte cose che la prima pellicola non era. Rinvigorisce il franchise, permettendo ulteriori sequel, ma non è un grosso successo di critica o di pubblico.

Quello è l'ultimo successo della carriera di Tobe Hooper. Dopo di quello arrivano film come Le Notti proibite del marchese De Sade e The Mangler - la macchina infernale, e meno si parla di loro meglio è. La cosa migliore che ha fatto dopo Non Aprite Quella Porta - Parte 2 è stato l'episodio pilota della serie Freddy’s Nightmares, e questa non è una buona cosa. Hooper è un cineasta che ha mostrato di avere visione e stile e che può chiaramente realizzare un buon film. Ma non ne ha realizzato uno in quasi trentanni. [Nota dell'Editor: Il remake di Hooper del 2004 di The Toolbox Murders, la Casa dei massacri è un godibilissimo slasher che è passato largamente sotto i radar. Non è al livello dell' Hooper al suo apice ma è un uscita estremamente godibile e gode di una grande performance da parte della veterana dei film di genere Angela Bettis.]

Tobe Hooper ha troppi successi nella sua carriera per essere chiamato regista scadente ciò nonostante ha diretto molti brutti film. Ci sono sempre fattori estranei al lavoro in queste cose. Problemi produttivi possono tormentare un film  e possono liquidarlo essendo qualcosa molto lontano da ciò che il regista ha programmato di fare . Ma è successo così tante volte nella carriera di Hooper che alcuni devono essere dovuti anche a lui. è difficile stabilire con certezza quanto talentuoso sia Tobe Hooper come cineasta e quanti dei suoi fallimenti siano davvero colpa sua. In fin dei conti, alle persone piaceranno i suoi film oppure no. Ce ne sono parecchi scarsi nel mucchio e l'idea che Hooper diriga un altro grande film sembra improbabile Ma quelli che fanno faville continuano a sfavillare e vengono ricordati con sempre maggiore affetto man mano che il tempo passa. Non importa cos'altro accadrà nella sua carriera, questo è un segno di successo .



TRADUZIONE di DAVIDE SCHIANO Di COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE: wickedhorror.com

domenica 2 febbraio 2014

Rec di Jaume Balaguerò e Paco Plaza


Una reporter e un cameraman si recano in una caserma dei pompieri per riprendere come si svolge una nottata di servizio per il programma "Quando tu dormi". La serata trascorre tranquillamente finché non arriva una chiamata d'emergenza e la giornalista e il cameraman si recano a seguito dei pompieri al palazzo da dove è arrivata la chiamata. Qui trovano tutti gli inquilini radunati nell'atrio del palazzo e due poliziotti già sul posto. Il motivo della chiamata si rivelano essere delle urla strazianti provenienti da uno degli appartamenti. Quando i pompieri e i poliziotti riescono a entrare nell'appartamento si ritrovano davanti all'origine delle urla: una signora anziana completamente ricoperta di sangue. Approfittando di un attimo di distrazione, l'anziana si avventa a uno dei due poliziotti, squarciandogli la gola. È solo l'inizio di un incubo che vedrà il palazzo trasformato in una trappola mortale.
La reporter Angela  (Manuela Velasco) prima della mattanza

Rec, diretto da Jaume Balaguerò e Paco Plaza, è il film che ha ridato vita al fenomeno del Found Footage, film realizzati con la premessa di mostrare avvenimenti "reali" ripresi da telecamere imbracciate da personaggi nell'ambito della realtà filmica mostrata.
Questa tecnica, se realizzata con cognizione di causa, riesce a creare una sensazione d'immersione e d'immedesimazione nello spettatore che esalta il terrore provato dallo spettatore.
Blalaguerò e Plaza utilizzano questo metodo alla perfezione incorporando lo spettatore nella figura del cameraman, nel cui sguardo s'identifica quello del pubblico.
Una delle caratteristiche principali per far funzionare un horror è il mettere in dubbio o sovvertire le certezze dello spettatore e Rec in questo fa un ottimo lavoro.
Le forze dell'ordine, di solito viste come protezione e sicurezza, perdono ogni autorevolezza: i poliziotti e i pompieri non sanno cosa fare e si mostrano ben più deboli di quanto il loro ruolo richiederebbe. L'Autorità che si presume debba tenere al sicuro i cittadini, qui non fa altro che isolare il palazzo e aspettare che l'emergenza finisca. La Famiglia vista come ultimo nucleo di resistenza in una società marcia si rivela essere il luogo da cui si sviluppa l'infezione.Un ulteriore punto fermo che viene messo in discussione è la Chiesa come fonte di salvezza, qui vista come origine di tutto il male.
Tutti questi fattori fanno di Rec un film all'apparenza molto semplice ma i cui effetti nello spettatore non si esauriscono subito dopo la visione.
Il film ha goduto di due seguiti: Rec 2 e Rec 3, Genesis. Rec 2, realizzato con la medesima tecnica e ambientato nella medesima palazzina poco dopo la fine del predecessore, frammenta il punto di vista con l'introduzione di numerosi punti di vista frastornando ancor di più lo spettatore sostituendo al terrore e all'ansia che erano le sensazioni predominanti del predecessore, uno stato di confusione dato dalla perdita di una precisa collocazione spaziale. Sicuramente questo seguito gioca la carta del soprannaturale che però viene tenuta comunque imbrigliata entro certe regole stabilite.
La sfortunata sposina protagonista di Rec 3(Leticia Dolera)
In Rec 3 troviamo alla regia il solo Paco Plaza e il risultato è un film molto diverso rispetto ai suoi predecessori. Il film è parzialmente ascrivibile al sottogenere del Found Footage in quanto le riprese che mimano il punto di vista di uno dei personaggi lasciano, dopo la prima mezzora. il posto a una narrazione più tradizionale, con lo spettatore esterno al racconto. Il film è un ibrido non solo per quanto riguarda la tecnica utilizzata ma anche per via del tono costantemente in bilico tra comico e serioso. Un film che vorrebbe essere grottesco, a la Alex de La Iglesia ma senza avere lo stile, ne i tempi del regista di Balada Triste de Trompeta. Rec 3 non riesce ne a spaventare lo spettatore, ne a renderlo partecipe del racconto. L'unico plauso che si possa fare a questo film, oltre all'avere qualche attore pregevole, è che si è cercato di distanziarsi da una formula collaudata ma che ormai è oggetto di uno sfruttamento massiccio e mostra la corda. Purtroppo questo tentativo non è andato a buon fine. Ora non resta che aspettare il quarto capitolo della saga, Rec 4 Apocalipsis, che segna il ritorno di Balaguerò.  

Curiosità: il film è stato oggetto di un remake americano, Quarantena. Statene alla larga.


venerdì 17 maggio 2013

Drag me to Hell di Sam Raimi


              Attenzione a rifiutare un mutuo, potreste aver a che fare con una strega


La Trama
Christine (Alison Lohman), giovane e ambiziosa impiegata di un istituto di credito, smania per ottenere una promozione. Per poter ottenere quella promozione deve dimostrare di essere migliore di un suo untuoso e arrivista collega.L'occasione per mettersi in luce agli occhi dei suoi superiori arriva quando un anziana signora le va a chiedere una terza proroga per il mutuo altrimenti perderà la casa.
Vedendosi negata la proroga la signora si butta in ginocchio mandando Christine nel panico che chiamerà la sicurezza urlando, richiamando così l'attenzione di tutti. La Donna, offesa per l'umiliazione subita scaglierà su Christine una maledizione. Christine avrà solo tre giorni per evitare di essere trascinata all'Inferno dalla Lamia.

Il Regista
Abbiamo già parlato di Sam Raimi in occasione della recensione di Darkman 

Sam Raimi con un doppio Bruce Campbell

Il Cast
Originariamente il ruolo di Christine doveva andare a Ellen Page che non poté girare il film perché era già impegnata con Whip it, quindi venne scelta Alison Lohman. Al contrario di quanto succedeva con Darkman, in cui la sostituzione di Bruce Campbell con Liam Neeson non aveva giovato al film, in Drag me to Hell la Lohman funziona perfettamente, riuscendo a rendere molto bene un personaggio all'apparenza carino e gentile ma che in realtà si rivela meschino e mosso solo dall'interesse personale. In alcuni punti riesce a farci entrare in empatia con il suo personaggio, nonostante lo spettatore sia ben consapevole che tutto ciò che le sta capitando è più che meritato. Alison Lohman è conosciuta principalmente per Il Genio della truffa e Big Fish. Impressionante è il lavoro fatto da Lorna Raver nell'interpretare la sinistra signora Ganush, l'anziana che getta la maledizione, che sembra davvero uscita da un qualche inferno e che fa di tutto per risultare disturbante.



Scene Cult
La seduta spiritica in cui Christine cerca di scacciare la Lamia, Il finale.

Personaggi Cult
La signora Ganush, l'adorabile ributtante vecchina che scatenerà la Lamia.


La signora Ganush contempla il suo...bottone?




...e Quindi?
Sam Raimi firma con Drag Me to Hell uno dei suoi film più pessimisti. Tutti i personaggi agiscono in base al profitto personale, sopratutto la protagonista che messa di fronte alla scelta fra la carriera e l'aiutare una persona, sceglie la prima senza esitazione e che quando si ritrova a dover combattere per la propria salvezza si dimostra pronta a qualsiasi cosa. Raimi oppone al marciume interiore dei protagonisti l'orrore visivo dei mostri che risultano alla fine molto più "puri" dei "buoni". Raimi con questo film raggiunge l'apice del suo stile di regia, firmando un opera personalissima e riconoscibilissima: zoomate improvvise, a un montaggio perfetto e una telecamera che sembra vivere di vita propria. Drag me to Hell è un film terrificante, pessimista, estremamente critico nei confronti dell'opportunismo e del culto del dio denaro che non solo vengono visti come necessari ma che vengono addirittura incoraggiati nella nostra società a discapito degli altri.

Sapevatelo
Sam Raimi è visibile in un particolarissimo cameo: è uno dei fantasmi evocati nella seduta spiritica.

Le ultime parole famose
Mrs. Ganush: Mi può aiutare, la prego...
Christine: C'è una signora anziana che vorrebbe una proroga per il pagamento del mutuo, l'alternativa è   cacciarla di casa...
Signor Jacks: Le abbiamo già concesso due proroghe, è una scelta difficile, decida lei...
Christine: Un'altra proroga è fuori discussione.
Mrs. Ganush: E dove andrò a vivere?
Christine: Mi creda, sono mortificata.
Mrs. Ganush<: Mai avevo implorato per qualcosa, ma adesso mi umilio davanti a lei...
Christine: Signora Ganush... mi lasci... mi lasci!... sicurezza!
Mrs. Ganush: Tu! Hai voluto umiliarmi... presto sarai tu a strisciare per implorare me...