martedì 5 aprile 2016

Perché The Hitcher va ancora forte dopo 30 anni

di Nat Brehmer

Il 1986 è stata un'annata davvero buona per l'horror. Ci ha dato alcune delle più divertenti, spiritose, intelligentemente bilanciate commedie horror del decennio con Dimensione Terrore e Venerdì 13 parte VI: Jason Vive. Ma inoltre ci ha consegnato alcuni lavori di genere davvero seminali. Uno dei migliori - infatti, io penso che sia assolutamente uno dei migliori horror del suo decennio -The Hitcher - La lunga strada della paura.

Il film mi impressionò profondamente fin dalla mia prima visione. Sono stato fortunato abbastanza da guardarlo subito dopo l'uscita del remake, ma senza vedere prima il remake affinché non influenzasse il mio giudizio dell'originale. So che è successo a un sacco di persone. Il remake ricostruisce il primo così similmente che può essere difficile distinguere tra i due. Quindi sono davvero grato che la prima volta che l'ho visto, mi fu consentito di vederlo per i propri meriti. Ne avevo sentito per anni prima di vederlo, probabilmente incontrandolo per la prima volta attraverso lo speciale di Bravo 10 Scariest Movie Moments che veniva trasmesso ogni Halloween.


Le clip che vidi erano forti, ma rimanevo scettico. Il mio interrogativo più grande era come diavolo qualcuno potesse andare in giro con uno psicopatico nel sedile del passeggero senza realizzare che è uno psicopatico? Non riuscivo a vedere la premessa funzionare per un film. Ma poi l'ho guardato. Immediatamente, fui messo al tappeto dalla mancanza di preparativi. Jim Halsey raccoglie l'autostoppista John Ryder nella primissima scena. Probabilmente qualche secondo dopo, si domanda se sia stata una buona idea. Non più tardi di due minuti dopo, teme per la sua vita. All'istante, io mi resi conto che non avevo assolutamente alcuna idea di ciò che mi aspettava. Quella fu la mia prima esperienza con The Hitcher, che rimane uno dei film più sapientemente tesi che io abbia mai visto.

Nell'istante in cui Jim butta Ryder fuori dall'auto, c'è un grande senso di sollievo sia per il pubblico che per il personaggio, persino considerando che siamo solo a cinque minuti dall'inizio del film. Da qui in poi, le cose si metteranno sempre peggio. Quella, in uno strano modo, è una delle cose più accattivanti del film per me: l'opprimente senso di sconforto. Ogni volta che Jim inizia a vedere la luce in fondo al tunnel, l'idea che le cose possano finire bene, Ryder spunta dal nulla per spazzare via quelle speranze e lasciare Jim in una situazione persino peggiore rispetto a quella in cui si trovava in precedenza.


Ci sono stati molti studi sulla relazione tra protagonista/antagonista in questo film nei trent'anni successivi all'uscita. La motivazione del cattivo diventano più chiare mentre il film procede, ed è una motivazione inusuale ed estremamente interessante. Si tratta di qualcosa che viene avviato nella prima scena e ripaga in maniera spettacolare nell'ultima. John Ryder— malgrado questo non sia il suo vero nome—vuole che Jim lo uccida. Punto. È semplice in maniera quasi sadica. Ma non voluole che Jim lo uccida fino a che Jim non è pronto per prendere quella decisione. Essenzialmente, non lascia che Jim lo faccia fino a che Jim non ha assolutamente niente altro da perdere.

Molti si sono concentrati sul sotto testo omoerotico tra i due personaggi. Quella discussione, io penso, sia davvero giustificata. Ryder è molto fisico con Jim nel corso delle loro interazioni, a volte in modo davvero sensuale, a volte in modo smaccatamente sessuale. Jim è a disagio con queste interazioni, che ci spinge leggermente nello stesso territorio di Nightmare 2 - il ritorno, dove il cattivo rappresenta istinti che il protagonista potrebbe non voler ammettere. Ovviamente, potrebbe anche solo essere a disagio con la mano di quest'uomo sul suo inguine perché questa è la persona che taglia a metà le donne e sta distruggendo la sua vita.

C'è anche la teoria che Jim e Ryder sono in realtà la stessa persona, e che loro sono collettivamente in una missione suicida autodistruttiva. Funziona se applicate la stessa logica del narratore inaffidabile che dovete applicare a film come Alta Tensione. Potreste facilmente leggerlo come il viaggio caotico, nichilistico di un uomo per porre fine alla sua stessa vita.

Ma il fatto stesso che ci siano così tante teorie e differenti letture di questo film provano solo quanto sia buono.  Che vi sediate ad analizzarlo o semplicemente lo guardiate per il thriller incredibilmente intenso che è, The Hitcher è un'esperienza gratificante. É diretto sapientemente, la sceneggiatura di Eric Red è agghiacciante, e le performance sono fenomenali. Persino con film come I ragazzi della 56 strada a suo favore, questo potrebbe essere la migliore interpretazione che C. Thomas Howell abbia mai fatto. Anche Jennifer Jason Leigh è grande, interviene per alleviare il testosterone e aggiunge una terza voce molto sentita alla narrazione, per non dire a livello mentale. Lei è un personaggio piacevole, il che è importante. Ci importa ciò che le accade.


Ovviamente, Rutger Hauer ruba la scena, come lui quasi tende a fare. Questa volta, consegna la sua migliore performance da cattivo nella storia. Questo personaggio è quanto sociopatico quanto è apatico. Non gli interessa nulla, e allo stesso tempo è così specificamente motivato. John Ryder ha un obbiettivo in mente e tutto ciò che fa nel film è per raggiungere quell'obiettivo. Non si trova nessuna scusa e il suo passato rimane un totale e completo mistero, rendendolo solo più terrificante.

Anche la fotografia e la regia sono delle componenti importantissime del film e non le sento mai discusse troppo, il che è un peccato. Sarebbe un film molto diverso se avesse un altro aspetto. Pochi film horror sudorientali- e ce ne sono una quantità sorprendente - hanno fatto un utilizzo così efficace del panorama desertico. Quelle lunghe, ampie e vuote riprese di Jim, una piccola figura che si districa in deserti vuoti o grandi rocce; questo è ciò che trasmette il suo isolamento e disperazione più di qualsiasi altra cosa. Comprendiamo esattamente quanto solo si senta quando lo vediamo circondato dal nulla.

The Hitcher non è in genere definito come un classico tanto spesso quanto film come Non Aprite quella porta e Alien, ma ha certamente guadagnato il suo posto come tale. È un film che è di impatto e pieno di suspense come lo era quando uscì per la prima volta. Se c'è qualcosa che definisce un film un classico, è questo.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:wickedhorror.com