giovedì 12 maggio 2016

'Money Monster': Recensioni da Cannes


di Todd McCarthy

Un film ordinario su di una situazione straordinaria. George Clooney e Julia Roberts sono i protagonisti del thriller di Jodie Foster su di un esperto di finanza preso in ostaggio mentre è in onda. 

I soldoni di Wall Street vengono colpiti dai soldoni di Hollywood in Money Monster, un rapido, moderatamente coinvolgente thriller in tempo reale su di un dramma con ostaggi in diretta Tv che sfortunatamente manca assolutamente di un qualche tipo di suspense. George Clooney si scatena allegramente come un commentatore finanziario televisivo in stile Jim Cramer fino a che un ostile giovane intruso gli fa indossare un giubbotto esplosivo, forzando Julia Roberts, in quanto produttrice dello show, a provare di risolvere la situazione mentre l'intero paese sta a guardare.. In apertura Venerdì a seguito della sua non competitiva premiere al Festival del film di Cannes, l'uscita della Sony sembra fare moderati affari con un pubblico più anziano in un campo di uscite di Maggio rivolte ai giovani.
Una delle più spaventose impressioni create dal film onesto e pieno di energia di Jodie Foster è che più persone potrebbero prendere i loro consigli finanziari da un tipo come il cinico, claunesco Lee Gates di Clooney - che esprime pronunciamenti superficiali sul mercato mentre mette in atto degli scherzi e mostra clip tratte da film di mostri e film horror - piuttosto che da più sobri analisti.  Troppo ricco per importargliene ancora, Gates ha trasformato la finanza semplicemente in un ulteriore ramo dell'industria dell'intrattenimento, dove ogni predizione errata può essere semplicemente messa da parte e dimenticata come la battuta di cattivo gusto del giorno prima. 
Sfortunatamente per lui questa volta, un fan che ha preso i suoi consigli un po' tropo a cuore decide di esigere vendetta. Proletario rigido Kyle Budwell (Jack O'Connell) ha perso tutti i suoi soldi — $60,000 — basandosi sull'entusiasmo di Gats per una organizzazione chiamata Ibis Clear Capital, le cui azioni sono semplicemente crollate dall'oggi al domani. Dopo circa dieci minuti di film, Kyle riesce a intrufolarsi nello studio e improvvisamente rende Gates simile a un prigioniero dell'ISIS, pronto a essere fatto saltare in aria di fronte a un pubblico globale se a Kyle non piacerà cosa uscirà dalla bocca dell'anziano. Molto meglio essere vittimizzati dall'Ibis che dall'ISIS, il l'esperto televisivo avrebbe potuto scherzare.
L'instabile Gates ha un vantaggio nell'essere equipaggiato con un virtualmente invisibile auricolare, che consente alla produttrice Patty Fenn (Roberts) di fornirgli istruzioni e suggerimenti su cosa dire e come comportarsi. All'inizio, ovviamente, devono assecondare Kyle, per capire cosa voglia davvero e come reagisca. Come ha sismicamente trasmesso nel dramma carcerario britannico Starred Up tre anni prima, O'Connel è grande nel trasmettere tanto la rabbia repressa quanto il suo scioccante rilascio. Parte del problema nella sceneggiatura di Jamie Linden, Alan DiFiore e Jim Kouf è che Kyle esplode all'inizio e, avendo sparato i fuochi, presto lascia che la sua rabbia si plachi. Nella parte finale, ha davvero poco da dire, lasciando che sia il ricco e famose a risolvere le cose.
Nonostante il formato virtualmente in tempo reale sia mantenuto (potrebbe sembrare che ci sia un po' di imbroglio qui e lì, data la varietà di location e di fusi orari introdotti), la storia si sparpaglia quando Patty mette sotto torchio al telefono la direttrice della comunicazione dell'Ibis Diane Lester (Caitriona Balfe), il cui lavoro è di proteggere la reputazione del suo amministratore delegato dell'alta società Wal Camby (Dominic West) ma la cui storia ufficiale riguardo al capo presto si sbriciola quando il suo mentire cronico diventa irrefutabile.
L'artificio del tempo reali è prefissato per servire la causa della suspense, e dovrebbe essere ricordato che Clooney ha dimostrato una rara predilezione tra gli artisti contemporanei per il formato, avendo fatto trasmissioni live sia per che E.R. che per A prova di errore per la televisione. Sfortunatamente, come regista, la Foster non mostra alcun talento o istinto per costruire la tensione; il suo stile è strettamente espositivo, veloce ed efficiente, ma senza astuti trucchi, desiderio di sorprendere o di forgiare tecniche che suggeriscano un approccio fantasioso allo storytelling. Non c'è niente di sovversivo o inquietante nell'immagine o nel montaggio, il che vale ha dire che ha imparato poco sul creare suspense lavorando con gente del calibro di Scorsese, Demme e Fincher.
Money Monster dunque emerge come un film piuttosto ordinario riguardo una straordinaria situazione, uno in cui gli scrittori hanno escogitato un modo per portare tutti i massimi esponenti insieme giù per Wall Street.  La conclusione, e il modo in cui troppo facilmente impiega sia punizione meritata che tragedia, è piuttosto troppo pulito per la vita reale, è che un aspetto del sentirsi meglio in esso così come nel modo in cui lo spregevole colpevole svincolato dalla morale è chiamato a rispondere in maniera forzata nel modo più pubblico e imbarazzante possibile. È una fantasia, in altre parole.
Mentre è affilata in alcuni momenti, la sceneggiatura avrebbe dovuto essere di qualche tacca più arguta e più caustica di quanto sia, e anche pochi vividi caratteristi attorno alle grandi stelle sarebbero stati benvenuti - il tipo di cosa che la vecchia Hollywood forniva come una cosa scontata.
Clooney non interpreta un idiota qui come ha fatto ripetutamente per i fratelli Coen, ma il suo Lee Gates potrebbe  essere un più intelligente, più di successo ma corrotto cugino di secondo grado di quei bricconi. Attaccata a un telefono o a un microfono per la maggior parte del tempo, Roberts ha poco da interpretare rispetto alla rapida efficienza lungo la maggior parte della breve durata, e la sua scena migliore la vede discutere con l'amica dirigente intrigantemente interpretata da Balge (intrigante in quanto l'attrice rende consapevoli che c'è molto di più nel suo personaggio di quanto non appaia o che sia trattato dallo script). West non ha problemi a lasciare che il pubblico provi tutto il disprezzo che può chiamare a raccolta per l'incurantemente amorale, e criminale, riccone,e nel frattempo il povero proletario Kyle è stato relegato in maniera frustrante in secondo piano in favore dei ricconi.
Production: TriStar Pictures, Smokehouse, Allegiance Theater
Cast: George Clooney, Julia Roberts, Jack O'Connell, Dominic West, Caitriana Balfe, Giancarlo Esposito, Christopher Denham, Lenny Venito, Chris Bauer, Dennis Boutsikaris, Emily Meade, Condola Rashad, Aaron Yoo
Director: Jodie Foster
Screenwriters: Jamie Linden, Alan DiFiore, Jim Kouf, story by Alan DiFiore, Jim Kouf
Producers: Daniel Dubiecki, Lara Alameddine, George Clooney, Grant Heslov
Executive producers: Kerry Orent, Tim Crane, Regina Sculley, Ben Waisbren
Director of photography: Matthew Libatique
Production designer: Kevin Thompson
Costume designer: Susan Lyall
Editor: Matt Chesse
Music: Dominic Lewis
Casting: Avy Kaufman
R rating, 98 minutes

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:hollywoodreporter.com