martedì 10 maggio 2016

Jodie Foster Ritorna a Cannes con 'Money Monster': "Non ho mai fatto un film come questo"


di Rebecca Ford

La se stessa di 13 anni, che venne al festival per supportare 'Taxi Driver,' sarebbe "davvero scioccata" di essere ancora nell'industria cinematografica, dice la timoniera mentre il suo più grande, più frizzante sforzo debutta al Palais. 

Jodie Foster aveva solo 13 anni quando per la prima volta mise piede sulla Croisette come la giovane stella di Taxi Driver di Martin Scorsese. Quaranta anni più tardi, ritorna alla più glamour tappa cinematografica con il suo quarto lavoro da regista, Money Monster, mettendo in gioco la competizione.  Il Thriller Sony vede George Clooney come il presentatore di uno show televisivo sulla finanza (con Julia Roberts come sua produttrice) che è preso in ostaggio da un investitore frustrato (Jack O'Connell). Foster, 53, che in precedenza fu a Cannes con il suo The Beaver del 2011 interpretato da Mel Gibson, ha condiviso ricordi del festival lungo quattro decenni con THR.

Money Monster è il tuo progetto più ambizioso finora?

È decisamente diverso per me: ci sono grandi star; è uno studio mainstream; è un film di genere. E ha più risorse. Ovviamente se stai realizzando un film dove ci sono migliaia di comparse per la strada o in qualche posto tipo Federal Hall o la Borsa Valori di New York, è un film che ha bisogno di un certo ammontare di risorse. Allo stesso tempo, persino se è un thriller, persino se è un film d'azione, io guardo sempre al personaggio. Quella è la priorità numero 1: capire chi siano i personaggi e come si incrocino e quale sia la loro dinamica e perché le cose hanno senso.


Foster fu scelta per la giuria del 2001 di Cannes ma dovette rinunciare per girare Panic Room. Invece, presentò il premio per il miglior regista del festival: "Partì nel bel mezzo delle riprese di Panic Room, ed ero incinta di circa cinque mesi."

Pensi che qualche candidato presidenziale userà il film come oggetto di discussione per via dell'argomento trattato?

Non ne ho idea — Non ho mai fatto un film come questo. La buona notizia è che il mondo finanziario e il mondo della tecnologia sono sulla bocca di chiunque: destra, sinistra, moderati, centro. È un argomento molto rilevante ora come ora. Penso che saresti in difficoltà a trovare qualcuno, candidato o chiunque altro, che non crede che il nostro sistema finanziario abbia bisogno di riforme.

Come sei cambiata nel tuo lavoro come regista da Il Piccolo genio del 1991?

Penso che al mio primo film io fossi davvero desiderosa di controllare assolutamente qualsiasi cosa. Pensavo che ciò che il regista facesse fosse controllare tutto e inventare tutte le cose nella sua stanza di hotel e poi semplicemente farle eseguire alle persone. Penso che quello funzionò per la maggior parte delle cose eccettuati gli attori - ero troppo dispotica con gli attori. Ogni volta che mi imbatto in Dianne Wiest, e io mi scuso sempre perché ero così giovane e semplicemente non sapevo altrimenti.

               A Cannes per Taxi Driver nel 1976.

Che cosa ti ricordi nell'andare a Cannes nel 1976 con Taxi Driver?

Fu un po' imbarazzante. Avevo un sacco di brufoli e uno strano, pessimo colore dei capelli perché avevo fatto Piccoli Gangsters, e mi avevano tinto i capelli biondo platino. Ricordo che ero un po' intimidita dal fatto di dover avere un vestito diverso per ogni cosa - pensai che fosse strano. E inoltre c'erano persone sulla spiaggia che non indossavano alcun pezzo di sopra - pensai che fosse piuttosto audace. Lo ricordo perché mia madre andò in piscina, e si tolse il pezzo di sopra. E io ero tipo, "Mamma!" Non potevo crederci! Ero così imbarazzata.

Che cosa penserebbe la Jodie tredicenne della Jodie attuale come regista?

Sarei davvero scioccata di essere stata nella stessa professione per gli ultimi 40 anni circa - non potrei proprio crederci. Quando ero giovane volevo essere un regista, e non sapevo che sarei stata in grado di farlo. Non conoscevo nessun regista donna; sapevo [riguardo] a quelle europee.  Sapevo di Lina Wertmuller e Margarethe von Trotta — un po' di registe Europee, ma questo era. Quindi presumetti che non sarei stata in grado di dirigere. Pensavo che probabilmente avrei solo scritto.


Come è stato andare a Cannes come regista per la prima volta con The Beaver?

Mi ricordo che Mel era così nervoso. Io dissi, "Hai paura che verremo fischiati?" Lui disse: "Si, sono terrorizzato! Sono terrorizzato dal fatto che sto per essere fischiato." Quindi io ero un po' spaventata. Ma fu una tale accoglienza incredibilmente calorosa. Alla fine del film quando le luci si accesero, [l'applauso] continuò molto a lungo. E dopo tutta quell'ansia fu un grande, grande sollievo.

Sei eccitata di usare il tuo Francese a Cannes?

Non so se sono eccitata. Divento un po arrugginita quando non mi esercito da lungo tempo, quindi sarò davvero arrugginita e imbarazzata.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:hollywoodreporter.com/