lunedì 9 maggio 2016

Come una vittoria presidenziale di Donald Trump potrebbe raffreddare l'industria cinematografica globale

Illustrazione di Jason Raish

di Scott Roxborough e John Hecht

Le proposte commerciali e la retorica America prima del candidato Repubblicano hanno messo gli affaristi internazionali in stato di grande allerta. Dice l'ente nazionale per il cinema Messicano, Canacine: "Speriamo per il bene del Messico e per il bene degli Stati Uniti che Trump non diventi presidente."

La perplessità riguardo all'ascesa del candidato Repubblicano Donald Trump si è trasformata in inquietudine in quanto l'industria cinematografica internazionale inizia a meditare su ciò che una presidenza Trump in realtà potrebbe voler dire. Durante la sua campagna, Trump ha insultato, Messicani, Mussulmani, Europei e sia Giappone che Cina per essere, rispettivamente, stupratori, terroristi, codardi e delinquenti che, attraverso ingiusti accordi commerciali, stanno rubando i lavori americani.  Ha promesso di rompere patti come il Trans-Pacific Partnership, di rinegoziare il NAFTA e di punire Cina ed Europa per presunta manipolazione dei tassi.

In Asia, la preoccupazione è concentrata sull'opposizione al TPP, un accordo di libero scambio tra 12 nazioni dell'Asia e delle Americhe, che Trump ha etichettato come "follia." Un aspetto chiave dell'accordo per l'industria cinematografica è l'estensione di dure, protezioni del copyright in stile US attraverso i paesi firmatari, che includono Giappone, Vietnam, Australia e Singapore, sebbene non la Cina. "Non voglio fare commenti su Donald Trump, ma dal punto di vista dell'industria cinematografica, gli accordi commerciali, sulla carta, sono stati buoni per noi," dice Jean Prewitt, amministratore delegato di the Indipendent Film & Television. "Il TPP è un accordo piuttosto forte sulla proprietà intellettuale e il mercato digitale, e abbiamo paesi come il Canada aprire le loro politiche più restrittive e consentire l'ingresso di più prodotti USA. "

Una preoccupazione più ampia è che le politiche di Trump potrebbero innescare una guerra commerciale. Se Trump deciderà di applicare aumenti dei dazi o altre misure punitive, paesi potrebbero rispondere con tariffe o restrizioni incrementate per i beni USA, inclusi film e show televisivi.  . La Cina, destinata presto a superare gli Stati Uniti per diventare il più ampio mercato cinematografico modniale, ha allentato le sue tariffe per i film importati, e la cooperazione tra compagnie di produzione statunitensi   e Cinesi sta diventando più comune. Il colpo di Trump alla Cina potrebbe raffreddare quella distensione. "Trump si oppone alla Cina a suo stesso danno," dice un rappresentante di un distributore di Hong Kong a THR.

“Spero che non diventi presidente perché avrà effetti sulle relazioni con i paesi dell'Asia,” dice Sunny Sun, che lavora nel dipartimento vendite internazionale presso una grande corporazione Cinese dell'intrattenimento. “E la politica influenza gli affari: Io sono incaricata del Vietnam [in quanto territorio di vendita], e quando ci furono tensioni con la Cina nel 2014, non potevo vendergli nulla.”

Persino in Europa, dove l'industria fino a ora si è accontentata di prendere in giro il Donald, le preoccupazioni stanno aumentando: una guerra di valuta, prefigurata dall'attacco di Trump alla Banca Centrale Europea e il suo tentativo di svalutare l'euro, avrebbero un grande impatto. "Comprando film dagli USA, paghi in dollari. Più è stabile il tasso di cambio [con l'euro], meglio è," dice un distributore Europeo. "Una guerra di valuta siginifica tassi instabili, che vuol dire più rischio, il che di solito significa meno accordi commerciali."

Poi c'è il Messico, dove la sua retorica anti-immigrati ha reso Trump il nemico pubblico Numero 1.

Il regista Messicano Jonas Cuaron, figlio di Alfonso Cuaron e co-sceneggiatore della sceneggiatura per il film premio Oscar di suo padre Gravity, usò il famigerato discorso di Trump "criminali e stupratori" come voce fuoricampo per il suo nuovo thriller, Desierto. In esso, Jeffrey Dean Morgan interpreta un vigilante razzista che da la caccia agli immigrati Messicani (tra di loro la star Gael Garcia Bernal) mentre lottano per attraversare il confine negli USA. Chiamatelo il primo film Messicano di propaganda anti-Trump.

"Trump sta legittimando i discorsi inneggianti all'odio," disse Cuaron, "non è una retorica gringo, e non è semplicemente riguardo gli USA, riguarda l'intero mondo." Il regista Messicano (e vincitore di molteplici Oscar) Alejandro G. Inarritu concorda con quel sentimento. In una recente conferenza stampa ha condannato il discorso altisonante razzista di Trump, sottolineando che "le parole hanno un potere reale, e simili parole in passato hanno innescato enormi sofferenze per milioni di essere umani."

Sofferenze reali è ciò che l'ente nazionale per il cinema Messicano, il Canacine, sta predicendo se Trump va avanti con la sua proposta di "eliminare" o "rinegoziare" l'accordo NAFTA di libero scambio. In una dichiarazione, il Canacine dice che una tale mossa significherebbe gravi problemi economici per l'industria cinematografica e la cooperazione oltre frontiera per progetti cinematografici e televisivi: "È uno scenario in cui tutti perdono. Speriamo per il bene del Messico e per il bene degli Stati Uniti che Trump non diventi presidente."

Gavin Blair in Hong Kong ha contribuito a questo report.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:hollywoodreporter.com

domenica 8 maggio 2016

Scoperti da Spielberg: Come un incontro fortunato con il regista lanciò queste 6 star


di Lewis e Maya Anderman

Alden Ehrenreich ha appena ottenuto il ruolo del giovane Han Solo perché il regista lo ha visto in un video di un bat mitzvah, ma non è l'unico a ottenere una grande opportunità attraverso un incontro fortuito con la leggenda. La stessa cosa è successa a Gwyneth Paltrow, J.J. Abrams, Christian Bale e altri.

Nell'età d'oro di Hollywood il modo di essere scoperti era di saltare in sella al bar da Schwab's Pharmacy su Sunset Boulevard. Tristemente, Schwab chiuse nel 1983, quindi l'equivalente moderno potrebbe essere semplicemente avere il giusto tipo di incontro casuale con Steven Spielberg.

Alden Ehrenreich, l'attore che è stato appena scritturato come giovane Han Solo per lo spinoff senza titolo di Star Wars, fu scoperto da Spielberg al bat mitzvah di un amico di sua figlia Sasha. Spielberg partecipava con Sasha e fu impressionato dalla "performance" di Ehrenreich in un video casalingo proiettato all'evento.

"È una fesseria," ha raccontato. "È un video che questa ragazza ci ha chiesto di fare. Voglio dire, non c'era una sceneggiatura: Saremmo andati e avremmo semplicemente filmato qualsiasi cosa ci facesse ridere. Io sono questo ragazzino magro di 14 anni con i capelli lunghi. Irrompo in casa sua, mi provo i suoi vestiti e improvviso una canzone. E tutto questo eravamo semplicemente noi che abbiamo letteralmente preso una videocamera ed eravamo, 'Ok, ha ha, facciamo questo.' Lo mostrammo ai nostri genitori - 'Lo proietteremo al suo bat mitzvah! - e loro erano com, 'Sembrate degli idioti in questa cosa. Non penso che dovreste davvero farlo.' Non ci importava."

Nonostante il consiglio dei genitori, Spielberg fu impressionato abbastanza da invitare Ehrenreich a incontrarlo ai suoi uffici dell'Amblin e lo presentò a Francis Ford Coppola, che lo scritturò nel suo primo ruolo importante, Tetro del 2009. E boom, era nata una carriera.

Ehrenreich è tutt'altro che la prima persona a essere scoperta da Spielberg o a ottenere una grossa spinta per la carriera da un incontro con il famoso regista.  Ecco altri sei i cui incontri casuali o l'amicizia con Spielberg ha aiutato a lanciare le loro carriere.

Kathleen Kennedy

Il presidente della Lucasfilm ottenne la sua grande occasione perché Spielberg pensò che lei fosse bene organizzata, ma d'altronde Kennedy era a Hollywod solo perché amava Incontri ravvicinati del terzo tipo. Kennedy era una cameraman per una stazione tv di San Diego che era stata così rimasta scioccata dal successo di Spielberg del 1977 che si trasferì a Hollywood, determinata a farcela nell'industria del cinema. Ottenne un lavoro come segretaria per lo scrittore di Apocalypse Now John Milius (uno dei suoi lavori fu organizzare la sua vasta collezione di pistole) Spielberg venne nell'ufficio di Milius un giorno. "Notai che John aveva un ufficio davvero organizzato. Stavo guardando come Kathy gestisse tutte le sue richieste in arrivo," Spielberg raccontò a Fortune, quindi la assunse per essere la sua segretaria.

J.J. Abrams e Matt Reeves

Kennedy in realtà aiutò Spielberg a scoprire i due registi mentre erano appena adolescenti. Nei primi anni 80 (probabilmente 81 o 82), Kennedy ricevette una chiamata da un tipo che viveva nella casa d'infanzia di Spielberg a Lookout Mountain fuori Phoenix e aveva scoperto i film 8mm che Spielberg aveva realizzato da ragazzo. Kennedy aveva appena letto un articolo sul LA Times su come due adolescenti (Abrams e Reeves) avevano vinto un premio per giovani cineasti. "Dissi a Steven," Kennedy raccontò a Vanity Fair. "Sai cosa sarebbe davvero grande? Perché non ingaggi questi due ragazzi che hanno appena vinto questo premio cinematografico, che probabilmente darebbero qualsiasi cosa per incontrati, potrebbero ripulire i tuoi film e trasferirli su cassetta così non correremo mai il rischio che questi film scompaiano di nuovo?" Spielberg fu impressionato dal lavoro che fece la coppia ed è stato un amico e un mentore sin da allora.

Gwyneth Paltrow

La figlia degli amici di Spielberg Bruce Paltrow e Blythe Danner ottenne la sua grande occasione  da Spielberg mentre era di ritorno da una proiezione de Il Silenzio degli innocenti. L'allora 18enne aveva appena visto il film con suo padre, Spielberg e sua moglie Kate Capshaw e stava interrogando Spielberg (che era anche il suo padrino) al riguardo mentre tornavano a casa in auto. "Stavo guardando nello specchietto retrovisore e lei stava parlando del film e aveva quest aria davvero spaventata sul volto," ricorda Spielberg. "E improvvisamente scattò la scintilla, e io dissi, 'Hey, potresti essere la giovane Wendy! Potresti essere la giovane Maggie Smith." Quindi la scritturò come la giovane Wendy nel suo adattamento di Peter Pan Hook — era solo il secondo ruolo della Paltrowe lasua prima grande occasione.

Christian Bale

Prima di apparire nel film del 1987 di Steve Spielberg L'Impero del Solo, Christian Bale era uno sconosciuto attore bambino che aveva pochi lavori alle spalle - ma uno era davvero importante. Dopo essere stato ispirato da sua sorella (una ballerina/attrice essa stessa), Bale decise all'età di 10 anni che voleva diventare un attore e ottenne un piccolo ruolo in Anastasia: The Mystery of Anna. La moglie di allora di Spielberg Amy Irving, che interpretava anche lei la serie, personalmente raccomandò Bale per il nuovo film del regista. La raccomandazione aiutò Bale a battere 4,000 ragazzini per il ruolo da protagonista in l'Impero. un 13 enne Bale ricorda l'incontro con Spielberg per la prima volta in un intervista del 1987 con Gene Shalit. "Aveva questa enorme stanza dei giochi nel suo ufficio, quindi io stavo semplicemente seduto lì a giocare con tutti i giochi quando lui entrò. … Mi parlò semplicemente di ciò di cui parlava il film, mi portò in giro per i suoi uffici, mi lasciò toccare la testa di E.t."


Drew Barrymore

All'età di 7 anni, Drew Barrymore ebbe il suo ruolo importante nell'iconico film di Spielberg E.T.  L'Extraterrestre. Anche la Barrymore capitò che fosse la sua figlioccia attraverso l'amicizia di lui con i suoi genitori, John e Jade Barrymore.  In un'intervista del 1983 con the Today show, Spielberg discussed come lei fosse originariamente prevista per un ruolo in Poltergeist. Il produttore Kennedy, comunque, pensava che lei fosse meglio tagliata per il ruolo di Gertie in E.T.

Spielberg cercò di stare attento per Barrymore, dandole il consiglio successivamente di non accettare appoggi. "Mi ricordo che mi diceva, 'Per favore non farlo' Mia madre e io venivamo da una casa con un singolo genitore. Non ce la stavamo cavando molto bene. Fu estremamente allettante prendere queste opportunità. Lui disse, 'nella visione ampia della vita, ti annegherà. E se scegli le tue battaglie attentamente, sarà molto più opportunità,'" lei ricordò. In seguito le consigliò di non fare altre foto nuda dopo che lei posò per Playboy mandandole una trapunta per il suo 20 esimo compleanno con il biglietto: "Copriti bene."

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:hollywoodreporter.com/

venerdì 6 maggio 2016

Siamo noi i tipi strani, Mister: L'importanza di Giovani Streghe 20 anni dopo


Avevo 8 anni quando Giovani Streghe uscì, il che voleva dire che non c'era speranza che mi fosse consentito di nollegiarlo dal videonoleggio. Ma la copertina mi ha sempre intrigato, queste ragazze Goth incredibilmente cool che avanzavano impettite verso la camera con i lampi (che denotavano i loro poteri soprannaturali) che vorticavano tutto intorno a loro.

Sapevo che era speciale, che mi avrebbe parlato in modi fino ad allora sconosciuti. E, circa otto anni dopo, i miei sospetti furono confermati (diversamente da Giovani Diavoli, che aveva una copertina similmente cool).

Ho molto per cui ringraziare questo film; c'è una ragione per cui continuo a ritornarci di continuo, come ancora sia importante per me più vecchia divento. È senza tempo, e il suo messaggio femminista è uno che arriverà a segno con giovani ragazze e donne fintanto che guarderemo il film.

Ma, persino più importante, Giovani Streghe è un grido di guerra per i freak, per l'essere diversi. Il provocatorio "Siamo noi i tipi strani, mister" di Nancy è una battuta così classica, è stata scritta sui capi dalla linea di vestiti goth di culto Killstar, assieme alla sua immagine in quanto l'indiscussa regina dei ragazzi goth di tutto il mondo. Beh, a parte Siouxsie, è così.

Giovani Streghe è enormemente progressista in molti modi, follemente in anticipo rispetto al suo tempo in altri.  Dalla storia concentrata sulle donne, al casting di un attrice afro americani in uno dei ruoli principali, tutto ciò che manca davvero alla pellicola è una sceneggiatrice o una regista. Fortunatamente, il suo messaggio di potere femminile traspare a dispetto della quantità di testosterone dietro la macchina da presa.


Le ragazze prendono il soprannome di The Bitches of Eastwick (ndt gioco di parole con il titolo del film the witches of Eastwick) e lo usano a proprio vantaggio, nello stesso modo 'bitch' (ndt stronza) è stato ripreso da donne competenti. E, piuttosto che presentare queste donne come perfette, il film fa bisboccia nell'esplorare i loro difetti, dal perbenismo alla vanità.

Vediamo mentre Nancy prova a ingannare la cotta di Sarah per farlo dormire con lei invece, quanto Bonnie inizi a diventare vanitosa ed eocentrica una volta che le sue cicatrici sono guarite, e la gelosia che portale ragazze a vendicarsi di Sarah una volta che diventa chiaro che lei è la più potente di tutte.

Il messaggio principale è: è ciò che c'è all'interno che conta, persino se ciò che è all'interno è davvero orribile. Il nucleo principale sono sia sorelle per la vita che mortali nemiche. E, per quanto il bullismo sia coinvolto, Giovani Streghe non ci va giù leggero. LO scontro finale usa  allucinazioni pre suicidio di Sarah, mentre Nancy le dice in termini inequivocabili di "andare avanti" uccidendosi, echeggiando i sentimenti futuri di milioni di commentatori su internet.

La cultura dello stupro è rappresentata attraverso il personaggio di Chris e la sua diffusione di un pettegolezzo riguardo Sarah, apparentemente, che è andata letto con lui, essere terribile a letto e poi lo perseguita dopo il fatto. L'ide di qualcosa sotratto dal controllo di una donna e usato contro di lei è esplorato qui in un modo onesto raramente visto altrove. È doloroso, è aspro ed è interamente scorretto.

La sequenza di autolesionismo, che vede Sarah esplicitamente tagliarsi i polsi, non passerebbe mai nel mondo Parental Control odierno (vedere: l'ingiustamente censurato Soulmate di Axelle Carolyn). Ma  è così intrinseco alla sua storia, e al suo emergere alla fine come la più potente di tutte le quattro ragazze, che deve essere grafico e nauseante quanto è. 


L'equivalente moderno che più si avvicina a Giovani Streghe è senza dubbio Mean Girls, che esplora la natura tossica del gossip, bullismo, e l'amicizia femminile quando la lealtà al gruppo è vista come assoluta e una donna inaspettatamente eccelle sulle altre. In entrambi i film, la difficoltà di essere una ragazza adolescenze è rappresentata in modi differenti, sebbene similmente surreali.

E, in entrambi i casi, è la ragazza nuova che cambia e sviluppa lungo il corso della storia, comettendo crimini sociali minori per scoprire chi davvero sia, prima di emergere vincitrice dopo aver ripulito la sua coscienza. In Giovani Streghe, Sarah è l'unica che ha ancora i suoi poteri alla fine, perché è pura di cuore. In Mean Girls, Cady realizza chi siano i suoi veri amici e si sistema una vita felice con essi.

Sarah è in un certo senso l'originale Bella Swan; cupa, emo, un po' blanda e una tabula rasa fino a che non incontra il resto della congrega. Lei è un decente veicolo per il pubblico perché è facile vedere questo nuovo occhio attraverso i suoi occhi, anche se Sarah non è la persona più facile da comprendere di tanto in tanto.

Più memorabile è Nancy, interpretata come solo potrebbe essere da una vera Wiccan (e folle - la sua apparizione nel documentario di Richard Stanley Lost Soul: The Doomed Journey of Richard Stanley’s Island of Dr. Moreau è indicativo del suo particolare tipo di eccentricità) Fairuza Balk Nancy è il cattivo perfetto; la odiamo ma è ancora disperatamente cool.

Lei inoltre ha la più aspra, e più realistica, situazione familiare con una madre sfaticata che sceglie gli uomini a lei e nessun sistema reale di supporto a casa. Ha senso che Nancy si sfoga nel modo in cui fa, la sua rabbia adolescenziale che viene fuori in scoppi violenti di energia non trattenuta. Ovviamente Nancy non capisce, solo come nessuno di noi non poteva quando avevamo la sua età e tutto sembrava andare in modo impossibilmente sbagliato. Piuttosto che colpirci con una grandiosa, non meritata redenzione, la pellicola termina con la peggiore stronza della scuola che marcisce in un manicomio - un pesante atto d'accusa di ciò che accade a coloro che scelgono il sentiero sbagliato.


Giovani Streghe ha una grande, continua importanza culturale, la sua rappresentazione di cultura alternativa maneggiata con zero patinatura hollywoodiana. Citato in tutto da Sex Crimes - Giochi pericolosi al video musicale Black Magic di Little Mix, il film è ancora il biglietto da visita per ogni ragazza adolescente che voglia rendere la sua uniforme scolastica un po' più cool. 

Anche il suo posto nell'horror è interessante, definito più come se fosse un film di adolescenti fantastico che un pieno film di genere. Le radici sono qui, interpreti Neve Campbell e Skeet Ulrich avendo interpretato una coppia nel seminale Scream di Wes Craven lo stesso anno.

Giovani Streghe inoltre vanta il più terrificante (e vero) uso di serpenti sullo schermo da Indiana Jones a questa parte (l'interprete Robin Tunney secondo quanto riferito pensava che sarebbero state usate creature finte). Senza ombra di dubbio l'elemento più spaventoso. comunque, è quanto realistico sia il ritratto dell'orrore della vita adolescente, ma almeno ne usciamo sapendo di non essere soli. 

Vent'anni dopo, se c'è una cosa che Giovani Streghe ci ha insegnato - a parte il fatto che il vinile è meglio decorato con più vinile - è che siamo tutti i tipi strani, mister.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:wickedhorror.com/

mercoledì 4 maggio 2016

Probabilmente state guardando i film di SCREAM nel modo sbagliato


di William Bibbiani

C'è qualcosa di cui non parliamo quando parliamo riguardo a SCREAM, e di sicuro sembra che ne parliamo un sacco di SCREAM, no? (E siate avvertiti: stiamo per parlare di SPOILER.)

Originariamente rilasciato nel 1996, lo slasher classico dallo scomparso maestro dell'horror Wes Craven ha da allora sviluppato una duratura reputazione basata sul suo intelligente finale a sorpresa, il suo perverso senso dell'umorismo e la sua allora rivoluzionaria rappresentazione della cultura degli adolescenti contemporanea che era era formata più dai film che guardavano che dalle vite che vivevano concretamente. È famoso. È brillante. È un classico.

SCREAM certamente ha inaugurato un era di film consapevoli di sé lungo molteplici generi, e a oggi riceve molto del suo credito per essere "meta" come non mai. Ma questo non è quello di cui gli SCREAM parlano in realtà, no? Questi costanti riferimenti ad altri film sono solo il linguaggio che Wes Craven e lo sceneggiatore Kevin Williamson (e in seguito lo sceneggiatore Ehren Krueger) usano per raccontare una storia riguardo a un tema molto diverso tutto sommato, e benché quel tema venga discusso in grande dettaglio attraverso la trilogia originale è stato da allora ignorato in favore di questa continua discussione sulla consapevolezza di sé del franchise. 


Se vi state grattando la testa adesso, fatevi una domanda: di che cosa parlano in realtà i film di SCREAM? Perché non parlano di film, questo è sicuro. Questi film semplicemente capita che includano personaggi a cui è semplicemente capitato di guardare altri film. Dopo tutto, quando Billy Loomis rivela la sua motivazione per commettere omicidio di massa alla fine del film originale, lui notoriamente dichiara " I film non creano gli psicopatici, li rendono solo più creativi."

Quindi rimane solo da pensare, allora, che la vera domanda che tutti dovremmo porci è, nel mondo di SCREAM, cosa CREA gli psicopatici? Ma non rompetevi la testa al riguardo perché la risposta è semplice. In SCREAM, il vero nemico è il perbenismo.

Non dimenticate che ogni singolo omicidio nella trilogia originale di SCREAM, per progettazione o per delega, nasce da una palese reazione spropositata alla promiscuità - o l'originale violazione sessuale - della madre di Sidney Prescott, Maureen Prescott. Nel film originale, Billy Loomis incolpa l'infedeltà di Maureen Prescott per la rottura del matrimonio dei suoi genitori, e la uccide per questo, e poi va avanti manipolando la figlia di Maureen Sidney per farle fare sesso con lui.

E perché lo fa? Perché Billy impone lo stesso giudizio sulle donne che i banali registi horror imponevano negli anni 80. Rifiuta di uccidere Sidney fino a che prova di essere una “troia” (l'esatte parole di Billy) tanto quanto lo era la madre. Una donna rompe un codice conservatore di valori familiari, e per questo - per i cattivi della serie SCREAM - merita di morire. E quel che c'è di più, il suo peccato relativamente innocuo fu usato come una scusa per assassinare più di una dozzina di altre persone.



In seguito, in SCREAM 2, quando la mente criminale si rivela essere la madre di Billy, Miss Loomis, anche lei incolpa Maureen Prescott. Mrs. Loomis sostiene che Maureen Prescott fu responsabile per la dissoluzione del suo matrimonio e inoltre incolpa Sidney dell'uccisione di suo figlo alla fine di SCREAM. Non importa, ovviamente, che Maureen fosse soltanto un'adultera, e Billy fosse un assassino. “Vuoi incolpare qualcuno?” Miss. Loomis chiede Sidney puntandole la pistola. “Perché non incolpare tua madre! Lei è stata quella che ha rubato mio marito e distrutto la mia famiglia. E poi tu ti sei presa mio figlio!”

E poi ovviamente c'è il cattivo di SCREAM 3, Roman Bridger, il figlio avuto da Maureen Prescott dopo il suo stupro da parte del produttore John Milton. Maureen Prescott commise "l'errore" di inseguire il suo sogno a Hollywood, e poi fu stuprata in gruppo da una stanza piena di cineasti. Quindi lei scelse di portare a termine la gravidanza e dare il bambino in adozione, ma in qualche modo, solo perché Maureen non l'accolse a braccia aperte quando Roman è comparso all'improvviso quasi due decenni più tardi, Roman si considera la vera vittima. Mostrò a Billy Loomis semplicemente quanto Maureen Prescott fosse una donna in disgrazia, e spronò il ragazzo a commettere omicidi.

D'accordo, ci sono Mickey e Stu, i complici in SCREAM e SCREAM 2. Le motivazioni non hanno niente a che fare direttamente con Maureen Prescott, ma sono spronati alla violenza da coloro che usano la sua promiscuità come una scusa. E anche se Mickey espresse il desiderio di usare i film come una scusa per i suoi omicidi, è tempestivamente ucciso da Miss Loomis, che butta nella cacca l'intera nozione che gli eventi della serie di SCREAM siano mai stati riguardo ai film: "Mickey era un bravo ragazzo, ma, mio dio, quel vecchio movente 'incolpa i film'". L'hai bevuta per un secondo? Povero ragazzo era completamente fuori di testa.”


Forse anche il pubblico lo è. Il punto del originale film SCREAM ha davvero poco a che fare con la sua forma metatestuale e molto più a che fare con i personaggi in esso. I cattivi stanno preservando violentemente l'obsoleto codice morale di una generazione precedente, e l'eroe per una nuova generazione non solo salva la sua vita, ripetutamente, ma inoltre ripetutamente sconfigge coloro che giudicavano sua madre per non aver vissuto conformandosi ai loro irrealistici standard di docile femminilità.  Maureen Prescott non era la moglie o la madre perfetta. Chi lo è? Era una persona vera (vera tanto quanto chiunque possa esserlo nella fiction, comunque) la cui costante disumanizzazione e l'essere vittima del perbenismo suscitò molti maniaci a punire una nuova generazione di donne, personificata da Sidney Prescott.

In SCREAM 4, Sidney Prescott ha scritto un libro motivazionale riguardo a come lei rifiutò di essere vista come una vittima, e come si è tirata fuori da quella mentalità. Uno spera che lei inoltre abbia dedicato molteplici capitoli a sua madre, la quale l'originale trilogia di SCREAM trasformò in una martire per il femminismo moderno, ma il cui significato difficilmente sembra essere discusso da qualcuno. I film SCREAM non parlano della consapevolezza di sé, e non riguardano il genere horror. Riguardano una donna la cui difficile condizione è stata largamente ignorata troppo a lungo.


TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com

martedì 3 maggio 2016

Horror Splatstick Showdown: La CASA 2 vs. SPLATTER - Gli SCHIZZACERVELLI!



Il vostro dilemma: siete in una piccola stanza chiusa con le due sole stampe di due film — uno è LA CASA 2 di Sam Raimi; l'altro è SPLATTER - gli SCHIZZACERVELLI di Peter Jackson (conosciuto come BRAINDEAD fuori dagli USA (ndt. e come DEAD ALIVE entro i loro confini)). Avete fra le mani una scatola di fiammiferi e una piccola tanica di kerosene. Dovete bruciare una delle due pellicole. Quando lo farete, sarà dimenticata per sempre. L'altra sarà preservata. Quale film distruggete, e quale scegliete di tenere?

Questa è, ovviamente, una "Scelta di Sophie"di enorme portata. Non riesco a immaginare un mondo in cui sia scomparso uno di questi film, in quanto sono entrambi due dei miei - e probabilmente due dei vostri - film horror preferiti. Ma se doveste canonizzarne uno, e rifiutare l'altro, come lo capireste? Tirereste una moneta, o ne discutereste? C'è un evidente vincitore nella vostra mente? Perché, riflettendoci, non sembra esserci un film nettamente superiore tra i due. Il momento è giunto, cari lettori, di riflettere seriamente sulle due più grandi commedie horror splatstick di tutti i tempi.  

La CASA 2, diretto dal venerabile e giocoso Sam Raimi, uscì nel 1987. SPLATTER fu rilasciato nel 1992, e fu diretto dall'allora esilarante Peter Jackson, che era devoto, all'epoca, a scioccare e a cult movie meravigliosamente stomachevoli. Entrambi furono realizzati da registi che iniziarono nel reame dei film di genere a basso budget, e sono diventati meno interessanti come autori man mano che i loro budget crescevano. Entrambi i registi sono reduci da per-niente-buoni miniere d'oro in CGI. Entrambi includono alcuni eccellenti effetti gore, e mostrano alcuni dei più grandi esempi di cinema slapstick (Li comparerei, senza esitazione, entrambi a cartoon classici della Warner Bros degli anni 40.) c. Se vedete entrambi i film da adolescenti, ne diventerete decisamente ossessoinati. Il giocoso, irriverente, sfrenato atteggiamento di entrambi soddisfa direttamente uno sciocco, menefreghista rifiuto della morte che segna gli anni adolescenziali della maggior parte delle persone.

Ma possiamo tenerne solo uno. Quale sarà?


Iniziamo con LA CASA 2, forse uno dei film nella top 10 dei film cult di tutti i tempi. LA CASA 2 - famigerato più come un semi-remake de LA CASA piuttosto che un sequel - è su di una coppia di amanti ventenni che scappano in un remoto capanno nei boschi per un weekend per legare sentimentalmente. I boschi attorno il capanno sono popolati da invisibili creature in agguato. Il giovane uomo, Ash (Bruce Campbell), trova un registratore nella cantina contenente un vecchio scienziato che legge un antico libro maledetto chiamato Necronomicon.   Quando lui ascolta il nastro, le creature all'esterno si risvegliano e assediano il capanno, possedendo la ragazza di Ash Linda (Denise Bixler). Ash decapita Linda, la seppellisce, e quindi deve respingere comicamente le bizzarre macchinazioni dei demoni (chiamati Deqditi), inclusa una creatura nella cantina interpretata da Ted Raimi, e altre forze invisibili. Alla fine altre persone si aggiungono al cast per aiutare Ash nella sua lotta.

Descrivere la storia de LA CASA 2 è in realtà una esperienza bizzarra in un certo modo, in quanto la storia non è per nulla il fulcro del film.  LA CASA 2 è sorprendentemente parco quando si parla della storia, e la maggior parte del film è dedicato semplicemente a comicità elaborata e impeccabilmente messa in scena e a elaborate sequenze Horror. Ovviamente, direi che un buon terzo del film non è nient'altro che scene mute di Campbell, da solo in una stanza, che combatte effetti speciali. In una scena, affronta il suo riflesso in uno specchio. In un altra, viene buttato dal capanno in una pozza di fango, dopodiché gli spunta una faccia mostruosa, solo per perderla di nuovo quando spunta il sole. In una terza scena, ride a crepapelle assieme a una lampada sghignazzante e una testa di alce mutata. In ancora un'altra - in quella che forse è la sequenza del film più divertente - combatte con la sua stessa mano posseduta, tagliandola alla fine con una motosega.



Da una prospettiva strutturale, LA CASA 2 è un casino. Incorre in tutte le trappole di un classico B-movie a basso costo, fino in fondo allo script spartano e classici esempi di riempimento del plot.  Anche se, a esser corretti, sembra come un classico B-movie, perché è un classico B-movie. Certo, per molti, LA CASA 2 fu la prima esposizione del pubblico all'energico cinema a basso budget; so di parecchi registi amatoriali che hanno scelto di esplorare la regia dopo che hanno visto LA CASA 2. Sam Raimi fu in grado di spremere così tanto dal suo basso budget che LA CASA 2 è diventato un oggetto di ispirazione.

Esattamente cosa spremette Raimi da questo basso budget? Riuscì a sfoggiare — con brio, energia, e non poco ammontare di giocoso atteggiamento punk fai da te — uno stile unico. Raimi non stava semplicemente rendendo omaggio agli scadenti, film horror grindhouse della sua gioventù, ma si stava annunciando come un regista di cui tener conto. Con LA CASA 2, Raimi mostrò la sua abilità come regista, e dichiarò di avere una voce. Alcuni registi impiegano molti anni per trovare uno stile particolare (viene in mente Wes Craven), ma Raimi aveva il suo stile azzeccato dagli inizi, persino lavorando entro un piccolo budget. I suoi film più recenti come DRAG ME TO HELL e SPIDER-MAN 3 ancora portano questo stampo.



Qual è lo stile di Raimi, quindi? Sebbene lavori nell'ambiente dell'horror, lui chiaramente prende le sue immagini e il ritmo dal reame della commedia. LA CASA 2 potrà anche indossare la pelle dell'horror, ma è, al suo cuore, un cartone animato. Il talento di Raimi è mettere assieme una scena dal vivo, ma girandola e montandola in un tale stile ipercinetico che si riesce a malapena a credere che stia filmando persone vere su di un vero set. È interessato negli estremi. Non solo nel contenuto - ovviamente, il contenuto può sembrare un po' addomesticato a un coriaceo veterano dell'horror - ma nella realizzazione dei film. Raimi non è solo interessato ai mostri; è interessato al mestiere — e i suoi progenitori sono persone come Chuck Jones e Bob Clampett.

La giustapposizione di stile e sostanza è dove il genio inizia. Horror mira a suscitare paura; la commedia suscita risate. I due sono così distanti nello spettro emotivo, che ficcandoli così meravigliosamente insieme, Raimi sta realizzando un brillante commento sull'horror.  È divertente, sostiene, essere spaventati. Ma non ti spaventerò. Userò cose di cui solitamente hai paura per farti ridere. Gore estremo, viene sostenuto alla fine, può essere anche divertente.


Ma è solo questo attorno cui ruota LA CASA 2? È solo un commento sul genere? Che cosa dire riguardo qualcosa che è davvero nel film? Bene, quando si tratta di temi ed emozioni e ogni altra convenzionale punto di forza drammaturgico, LA CASA 2 è in svantaggio. Sto cercando di pensare a quale sia il messaggio centrale de LA CASA 2, e sono un po' perplesso. È una storia d'amore? Non proprio. Riguarda i pericoli della solitudine? Direi di no. Qual è l'arco narrativo di Ash? Nessuno in realtà. Inizia come uno stramboide angariato, e finisce con una motosega attaccata al suo moncherino. È un dramma soddisfacente? Vedere un tizio anonimo trasformarsi in un "duro?” Per alcuni, si, ma difficilmente è una cosa profonda. È fico, ma è trascurabile. LA CASA 2 è, allora, tutto riguardo all'essere cool. Ma “cool” è, emotivamente parlando, una debole nozione adolescenziale.

In breve, LA CASA 2 è un film con un sacco di stile fantastico, e poca sostanza.


A paragone, SPLATTER di Peter Jackson è in realtà piuttosto robusto, e possiede una più tradizionale - e in molti modi, più soddisfacente - struttura drammatica. SPLATTER para di un giovanotto intimidito di nome Lionel (Timothy Balme), che vive ancora con la sua tirannica madre (Elizabeth Moody), che lo insulta e lo tratta come uno schiavo. Lionel diventa l'interesse romantico di un'amante dell'astrologia di nome Paquita (Diana Peñalver) che gli offre la sua prima possibilità di scappare. Allo stesso tempo, comunque, sua madre viene morsa da un'esotica scimmia ratto di Sumatra, e diventa uno zombi marcescente. Non solo Lionel deve badare alla sua madre zombi, ma deve iniziare a nascondere tutte le persone che morde (che includono un'infermiera, un teppista, un prete, e , cosa più spassosa, un bambino).

Ma c'è di più: Lionel inoltre scopre dei segreti riguardo al suo defunto padre, venendo a sapere di una vecchia storia d'amore, tiene lontano l'appropriazione indebita del suo zio libidinoso, e viene a conoscenza di una scorta segreta di pornografia di famiglia.   Lionel è un tristone, e possiamo capire il suo dramma. Sembra essere buono e possedere un buon senso dell'umorismo, ma, come tutti noi, non sembra lasciare andare le meschine responsabilità della vita.


Di già, abbiamo un film che ha qualcosa simile a un tema. SPLATTER parla della relazione di un giovanotto con sua madre, e come i giovanotti debbano alla fine diventare più grandi dei loro genitori e andarsene di casa.  Riguarda come una madre possa usare la scusa della connessione familiare per abusare emotivamente dei suoi figli, quando sta solo vendicandosi del padre. Ci sono vere relazioni in questo film, e possiamo comprenderle e identificarci.

Ma non fraintendetemi… SPLATTER non è un ponderoso dramma assolutamente. Questo è un film che incluede un colon vivente che scoreggia e strangola il nostro eroe con un appiccicoso filamento di budella. Questo è un film che include una scena in cui il nostro eroe capovolge una falciatrice e la spinge attraverso un mare di zombi, strappando i loro arti, e coprendosi di spessi, appiccicosi, vischiosi strati di schifezza rosé. SPLATTER è notevole meno per il suo dramma che per il suo gore estremo. Certo, definirei questo uno dei più sanguinosi, se non il film più sanguinoso di tutti i tempi. È semplicemente che SPLATTER si prende la briga di avere uno scheletro dal cui pende la sua carne.  LA CASA 2, in confronto, ha solo scheletri sullo schermo.



SPLATTER inoltre ha lo stesso senso dell'umorismo malato de LA CASA 2. La giustapposizione di horror e slapstick è pronunciata allo stesso modo qui, solo con un montaggio più veloce e più sangue. SPLATTER offre di più nel gioco iniziato da LA CASA 2. C'è una scena in un cimitero in cui gli zombi iniziano ad assediare il nostro eroe. Il prete locale vede gli zombi e sa esattamente cosa fare: pestarli con il kung-fu a morte. La sua battuta immortale “Qui ci vuole il Ninja di Dio!” è uno dei picchi della pellicola.

Certo, inoltre i dialoghi sono migliori in SPLATTER, e include alcune delle battute migliori che sono divertenti da ripetere.  Io amo "Tua madre si è mangiata il mio cane!" con la risposta, "Non tutto..."

Ma, alla fine, dobbiamo fare i conti con quello che i critici letterari chiamano come L'Angoscia dell'Influenza. SPLATTER è indubbiamente il più forte dei due film in termine di dramma, struttura, effetti, e estremismo. LA CASA 2 può essere il film superiore per la commedia, ma viene superato dal suo figlioccio. Ma ci congratuliamo con il figlio o con il padre? SPLATTER, vedete, non esisterebbe senza LA CASA 2. Peter Jackson ha una voce unica, di sicuro - non sta certamente imitando Raimi - ma parlando culturalmente, prende posto in una stanza la cui porta è stata aperta da LA CASA 2. Jackson probabilmente ha visto LA CASA 2 prima di realizzare SPLATTER.


Ma forse questo era semplicemente l'epoca della cultura horror per tali film splatstick per sorgere. Jackson e Raimi sono contemporanei (uno è nato nel 1961, l'altro nel 1959), e stavano semplicemente lavorando in un ambiente generale… il che significa che Jackson realizzò il film migliore.

Quindi, per quanto mi addolori dire ciò, penso che terrei in vita SPLATTER, e getterei LA CASA 2 nelle fiamme. Piangerei, soffrirei, odierei doverlo fare. Ma se devo conservare il film migliore, il film più divertente, e il film più splatter... dannazione, sarebbe SPLATTER. Questa è la mia scelta definitiva sull'argomento, e so che sarà una scelta impopolare. Adoro ancora LA CASA 2 — l'adoro oltre ragione — e terrò eternamente accesa una candela per il suo trapasso. Ma conserverei SPLATTER.

Quale dei due conservereste...e perché lo conservereste?

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com/

domenica 1 maggio 2016

Da Zero ad AntiEroe: Come Harley Quinn è passata da fidanzata a star di 'Suicide Squad'


di Graeme McMillan

La lunga strana storia dell'ex-fidanzata del Joker e ex scagnozzo.

Oltre il rock classico e il fascino contorto dei due trailer rilasciati fino a oggi, una cosa è ovvia riguardo Suicide Squad della Warner Bros: innalzerà il profilo di Harley Quinn della DC entertaimnet persino più in alto, con l'interpretazione destabilizzante di Margot Robbie del personaggio che ha iniziato come tirapiedi temporanea del Joker sicura di spingere il personaggio persino più in là sotto i riflettori. 

Insolitamente per un personaggio così radicato nel DC univers, la prima apparizione di Harley non fu in un fumetto - invece, debutto nel 22esimo episodio del 1993 di Batman: The Animated Series degli anni 90, "Un piccolo favore."La creazione di Quinn fu un aggiunta da parte dello scrittore Paul Dini; una gag che vedeva il Joker spuntare da una torta fu ritenuta non confacente al criminale, e Harley fu inventata per coprire il ruolo al suo posto.

Grazie in larga parte alla performance vocale di Arleen Sorkin - un amica di Dini e, secondo le interviste, un modello per come immaginava il personaggio - Harley diventò rapidamente una preferita sia dagli spettatori e da coloro che lavoravano sulla serie, ritornando molte volte sia in compagnia del Joker che in solitaria. In fatti, il personaggio diventò così popolare che fu il soggetto di Mad Love, una graphic novel spin off del 1994 ambientata nella continuità della serie animata da Dini e dal direttore artistico dello show Bruce Timm che rivelava la sua origine.


Mad Love non introduceva soltanto la backstory di Harley - un ex-psichiatra chiamata Harleen Quinzel, s'innamora del Joker mentre sta facendo uno stage all'Arkham Asylum e lo libera nel tentativo di vincere il suo cuore - mostra inoltre quanto facilmente il personaggio possa reggereil peso di una storia da solo quando gliene viene data la possibilità. È inverosimile che sia una coincidenza che lei sia stata protagonista del suo primo episodio animato senza il Joker ( "Libertà Provvisoria" della stagione 2) subito dopo l'uscita del fumetto.

Come risultato della sua crescente popolarità nel mondo animato, Harley passò nel "regolare" universo a fumetti della DC in una graphic novel del 1999 intitolata, appropriatamente, Batman: Harley Quinn, prima di ricevere la sua prima serie mensile in solitaria nel 2001, che vedeva il personaggio lasciare Gotham City per Metropolis e una nuova vita.  Dopo 38 numeri - e trame che includevano la morte di Quinn e conseguente rinascita, perché sono fumetti - il titolo fu cancellato nel 2003, con Quinn ridotta a fare ospitate occasionali in Batman e serie a fumetti relativa per i seguenti anni, con l'eccezione di un team up con la collega cattiva Poison Ivy nella miniserie del 2004 Batman: Harley e Ivy.

L'amicizia tra le due cattive sarebbe stata inoltre al centro del successivo ruolo principale di Harley, con il creatore Dini ritornato al personaggio per scrivere la serie Gotham CIty Sirens che andò avanti dal 2009 fino al 2011 e comprendeva Harley, Ivy e Catwoman come personaggi principali. Seguendo la linea ampia di reboot della DC "New 52" nel Settembre 2011, Harely fu piazzata nel revival della serie di Suicide Squad, dove ancora rimane a oggi, ispirando l'imminente incarnazione filmica del personaggio.


Questo, comunque, non è la fine della storia di Harley. Ovviamente, senza dubbio manca la parte più interessante della storia fumettistica del personaggio. Nel 2013, DC lanciò una seconda serie a fumetti di Harley Quinn, scritta da Amanda Conner e Jimmy Palmiotti, con i disegni di Chad Hardin e John Timms. Apparentemente ha luogo nello stesso mondo della Suicide Squad, questa Harley offre un interpretazione molto diversa del personaggio, una che è più divertente e irriverente non solo verso la stessa Harley, ma inoltre l'universo super eroistico che abita.

Significativamente, è inoltre una serie che ha trovato un significativo successo di vendite - superando le vendite di Superman, Justice League e Green Lantern, come anche la maggior parte del resto della linea DC - mentre consentendo Harley di evolversi come individuo; questa versione del personaggio ha riconosciuto il carattere abusivo della sua relazione del Joker e cercando di andare avanti, con Conner e Palmiotti che hanno ammesso pubblicamente che  il sotto testo che legge la sua amicizia con Poison Ivy in realtà come una relazione romantica sia, di fatto, la loro intenzione scrivendo le due insieme.


Stia il pubblico rispondendo alla crescita del personaggio, o semplicemente alla stupidità e al divertimento che la serie offre - tra gli altri problemi Harley ha dovuto vedersela con il Captain Horatio Strong, una parodie di Braccio di Ferro che ha ricevuto una forza sovrumana da una pianta aliena che da dipendenza che credeva essere spinaci - il successo della serie ha spinto Harley in cima ai piani di pubblicazione DC. In aggiunta alla serie mensile Harley Quinn, Conner e Palmiotti hanno scritto numerosi numeri speciali, mini serie spin off e un titolo in corso di team up (Harley's Little Black Book) che include il personaggio, con pochi segni che la sua popolarità che la sua popolarità è appena raggiunto un picco.

Questo è lo spazio in cui Margot Robbie entra nel quadro, interpretando un'autentica rarità nella moderna mitologia dei supereroi: un personaggio creato negli ultimi due decenni che è diventato un'accettata icona dei fumetti, un antieroe amato dai fan che è guardato come rappresentativo per una fascia di persone sotto rappresentate, e qualcuno che accetta di proposito il proprio status di outsider e rigetta lo status quo.

In verità, c'è davvero solo un altro personaggio che può reclamare una posizione simile: Deadpool della Marvel. E tutti sappiamo cosa è successo quando ha finalmente raggiunto il grande schermo, no...?

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:hollywoodreporter.com

Jared Leto, Heath Ledger, e la perversa storia del Joker


di Helen O'Hara

“Non siamo legati alla razionalità per contratto! Nessuna clausola di sanità mentali!” Così dice il Joker in The Killing Joke, la graphic novel di Alan Moore che scava in profondità nella psiche del più antico e più folle nemico di Batman.

È uno stravolgimento sinistra della battuta dei Fratelli Marx, ma gratta appena la superfice del perverso mix di humor e sadismo del Joker.  Per più di 75 anni è stato l'ombra più oscura dietro il Cavaliere Oscuro, il perverso yin del suo implacabile yang.


Quest anno faremo la conoscenza del terzo Joker dal vivo, sul grande schermo, in quanto il premio Oscar Jared Lato affronta il ruolo in Suicide Squad di David Ayer. Mentre le prime dichiarazioni sul film, che vede una banda di criminali raggruppata per affrontare una minaccia più grave, sono estremamente positive, la maggior parte della copertura della stampa è stata dominata dai tentativi di Leto di entrare nel personaggio come il pazzo cattivo.

Lui apparentemente ha rifiutato di uscire dal personaggio e dichiara di aver mandato ai suoi colleghi del cast ratti vivi, proiettili, preservativi usati e palline anali nel tentativo di inquietare chiunque attorno a lui. L'attrice Rose McGowan è stata così disgustata da tutto questo che si è rivolta ai social media, esortando i suoi colleghi a far causa: "In quale altra industria questo sarebbe punito?" ha scritto. "Non è qualcosa che debba essere celebrato, è qualcosa per cui fare causa."


Prima di Leto ci fu Heath Ledger, che interpretò il Joker in Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan nel 2008, secondo quanto riportato si rinchiuse per settimane prima delle riprese e rischiò la sua salute mentale. C'è qualcosa riguardo il Joker che porta i giovani attori vicino alla follia. Ma con il trucco da clown e senza nessun vero superpotere, cos'è che lo rende così pericoloso?

Chi è il Joker?

Cosa insolita tra le nemesi dei supereroi, il Joker apparve nel primissimo numero del fumetto del suo eroe nel 1940. Avrebbe dovuto morire in quello stesso numero, alla fine della sua seconda apparizione in una storia breve. Il redattore, Whitney Ellsworth, chiese una vignetta che rendesse chiaro che era sopravvissuto.

Il Joker non ha mai avuto un nome ufficiale oltre il suo pseudonimo criminale. Uno dei suoi creatori, Bill Finger, in seguito scrisse una storia di origine che lo vedeva inizare come signore del crimine conosciuto come Cappuccio Rosso, prima di cadere in un bagno di sostanze chimiche ed emergerne come il comico psicotico Joker. Ma lo pseudonimo di Cappuccio Rosso è stato rivendicato da altri personaggi da allora, ed è più spesso una falsa pista piuttosto che un reale collegamento con il Joker.


The Killing Joke offrì una opzione popolare - un operaio di un impianto chimico diventato comico, che perde la ragione durante una rapina andata a male successiva alla morte della sua moglie incinta - ma persino quella ha smesso di essere rivendicata come l'origine definitiva o di dargli un nome di battesimo.

“Con il trucco da clown e senza nessun vero super potere, cos'è che lo rende così pericoloso?”
In quel fumetto Joker disse che preferiva "molte opzioni" riguardo al suo passato, e i fan sembrano d'accordo. La maggior parte delle versioni del suo passato condividono elementi comuni: un uomo cade in un bagno di prodotti chimici ed emerge con i capelli verdi, la pelle bianca e un ghigno contratto.

Ma non alcun "vero" nome, e persino la stereotipata serie tv prequel di Batman Gotham ha evitato di offrire una qualsiasi storia vera del Joker - al punto che i fan, nei primi momenti della stagione uno, ipotizzarono che il nuovo personaggio femminile Fish Mooney (Jada Pinkett Smith) avrebbe potuto diventare Joker.  

Batman scopre la vera identità di Joker.
Recentemente, la DC Comics ha annunciato che un numero in uscita "rivelerà" la sua identità alla fine. Batman ha appreso la verità nei mesi recenti quando si è seduto nella ‘Mobius Chair,’ che ha tutta la conoscenza. La reazione di Batman è stata, “NO. Questo non è possibile,” suggerendo che la sua reale identità è già stabilita - ma il Capo dell'ufficio creativo della DC Geoff Johns sostiene che "probabilmente non sarà una risposta che la gente riuscirà a prevedere." Salvo miracoli, aspettativi che anche la risposta sara oggetto di retcon e di riscrittura in futuro dopo la ricezione ostile da parte dei fan.

L'uomo dietro la pazzia.

La stessa creazione del Joker è similmente misteriosa. Il merito del personaggio è stato conteso per una vita dagli uomini responsabili, con il disegnatore di fumetti e creatore di Batman Bob Kane che sostiene di aver sviluppato il Joker con lo scrittore Bill Finger, mentre il collega disegnatore Jerry Robinson sostiene il suo stesso coinvolgimento.

Conrad Veidt ne L'Uomo che ride, il film che ha ispirato il Joker
Tutti concordano che Finger presentò una foto di Conrad Veidt ne L'Uomo che ride, un film espressionista del 1928 del regista tedesco Paul Leni, come modello per l'aspetto del Joker. Veidt interpretava Gwynplaine, una tragica figura la cui faccia era stata sfigurata in un ghigno permanente in vendetta - ma questa apparizione mostruosa sarebbe calzata a pennello per la nemesi di Batman.

Per conto di Kane, quella foto era la chiave. “Bill Finger e io creammo il Joker. Bill era lo scrittore. Jerry Robinson venne da me con una carta da gioco del Joker. Questo è il modo in cui io la riassumo. Jerry Robinson non ebbe assolutamente niente a che fare con esso, ma dirà sempre che lo ha creato finché non morirà."

Ma Robinson disse che fu il suo schizzo di un Joker in stile carta da gioco che ispirò Finger a fornire quella foto. Robinson aveva solo 18 anni all'epoca, uno studente alla Columbia, ma stava già lavorando con Kane da un anno. Il lancio di Batman #1 mise pressione alla squadra, che stava producendo storie di Batman nell'esistente Detective Comics e alle prese con la creazione di una storia per World' Finest per entrambi. La versione di Robinson è che si offrì di aiutare il meticoloso, oberato Finger aggiungendo una storia sua come incarico di scrittura creativa.


      Una delle prime copertine del Joker.
Finger, celebrato come uno dei migliori scrittori al lavoro sui fumetti all'epoca ma conosciuto per il suo processo macchinoso, accettò l'aiuto, e Robinson si mise il suo cappello pensatore. “C'era una dicotomia all'epoca, che se creavi il cattivo troppo forte avresti sopraffatto l'eroe, ma io ho sempre pensato il contrario," disse nel 2009.

“Più forte rendi il cattivo, più forte dovrà essere l'eroe perché alla fine l'eroe deve vincere. D'altra parte, io volevo un cattivo davvero forte perché penso che porterà avanti la storia.  Gli eroi sono noiosi, perché devono vincere. I cattivi sono più eccitanti. Questo è stato il mio primo pensiero verso ciò che adesso chiamiamo un super-cattivo.”

“Gli eroi sono noiosi, perché devono vincere. I cattivi sono più eccitanti.”
  Jerry Robinson
Ispirato dalla relazione di Sherlock con Moriarty, risalendo agli apocrifi Biblici di angeli austeri e demoni ridacchianti, Robinson iniziò a trovare il giusto tono per questo cattivo. “Un sacco delle storie brevi che avevo scritto per la Columbia erano umoristiche, o avevano un tocco umoristico in esse. Quindi ciò mi portò a pensare che il mio cattivo avrebbe avuto un senso dell'umorismo.

"Una volta sentito che volevo un cattivo con il senso dell'umorismo, il nome di Joker mi venne alla mente. Uno dei miei fratelli era un campione di Bridge, e c'erano sempre delle carte in giro in famiglia. Più vicino di quanto potessi immaginare, questo è perché immediatamente pensai all'immagine del Joker.”

Che l'uccisione cominci.

Il merito è adesso generalmente condiviso tra i tre uomini, per una figura che ebbe un inizio collerico. Batman #1 vide il “Clown Principe del crimine” uccidere 13 persone, e lui calpestò psicoticamente lungi i pochi anni successivi. In 76 anni il conto dei morti di Joker ha raggiunto le miglialia - ammesso che non si conti 'Emperor Joker' del 2000 storia di una realtà alternativa in cui ha ottenuto poteri divini, mangiato l'intera popolazione della cina e distrutto il mondo.

Il Joker ha avvelenato bambini con zucchero filato contaminato, fatto piovere vetri in frantumi intinti nel veleno sulle strade della città, violentato, azzoppato e torturato persone. Ha passato tre settimane torturando l'ex Robin Tim Drake e ha cercato di trasformarlo in un accolito, e ha pestato Jason Todd, un altro Robin, a morte con un piede di porco.


Ma il Comics Code Authority del 1954, istituito in risposta al panico morale riguardo al contenuto di questi libri divertenti, crollato sui i suoi peggiori eccessi per più di due decenni.  Il Joker era tra quelli peggio colpiti dalle limitazioni, spogliato della sua abilità di terrorizzare chiunque eccetto i coulrofobici. Durante quest epoca, l'incarnazione di Cesar Romero nella serie tv del 1966, in opposizione a Adam West, era ancora buffo e ancora un megalomane, ma non così inclinato all'omicidio psicopatico.

Al suo punto più basso, il Joker scomparve persino dai fumetti per quattro anni, dal 1969 al 1973. Quando ritornò era un criminale dichiaratamente folle ritornato al Arkham Asylum di Gotham, piuttosto che prigione, dove Batman l'aveva sconfitto.

E ancora doveva perdere ogni volta sotto le condizioni del Comics Code - persino dopo aver ottenuto brevemente una testata dedicata nel 1975, un idea sbagliata che lo vedeva affrontare minacce criminali persino peggiori quando lui avrebbe dovuto essere davvero il peggio del peggio, più caotico e imprevedibile di ogni altro cattivo.

“Il Joker ha avvelenato bambini con zucchero filato contaminato, fatto piovere vetri in frantumi intinti nel veleno sulle strade della città, violentato, azzoppato e torturato persone..."
Il disturbo reale del Joker - se ce n'è uno - è difficile da definire. Lo psicanalista H. Eric Bender lo descrisse come uno psicopatico - il che significherebbe che soffre di un disordine della personalità piuttosto che una vera malattia mentale.

Ma c'è stato inoltre congetture che il disordine antisociale di personalità, o disordine intermittente esplosivo, potrebbe spiegare il suo comportamento. La graphic novel di Grant Morrison Arkham Asylum, comunque, potrebbe contenere la teoria migliore.


 La condizione del Joker è descritta come una sorta di "super sanità," la sua personalità si reinventa ogni giorno in qualsiasi modo da innocuo burlone a puro assassino. Non ha super forza, volo o resistenza; soo una grande capacità di pianificare la sua via per i guai, e per la libertà, e la volontà di andare oltre qualsiasi altro cattivo.

Per gli anni ottanta, il Comics Code perse tutta la sua forza rimanente e il Joker iniziò davvero a ritornare se stesso, occasionalmente combattendo Superman (Il Joker una volta lo provocò così tanto che il boyscout azzurrone prese a pugni il suo cuore attraverso il suo petto) e Wonder Woman. Pochi numeri chiave l'hanno costruito come l'ombra oscura che pende su Batman.

Oltre a Killing Joke  di Moore c'è l'enormemente influente Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, ambientato in un futuro dove Batman si è ritirato dalla lotta al crimine. La trama vede Joker suicidarsi nel tentativo di incastrare Batman e far sembrare come se il suo nemico abbia finalmente rotto la sua "unica regola" contro l'omicidio.


Quest epoca inoltre vide il Joker colpire Batman dove fa male, uccidendo il secondo Robin, Jason Todd, in Una Morte in Famiglia del 1988, e nella storia di Moore torturando e deliberatamente storpiando l'allora Batwoman, Barbara Gordon, in un tentativo di far diventare suo padre, il Commissario Gordon, pazzo.

Il Joker usa il Metodo.

La serie animata di Batman, e i film da essa generati – Under The Red Hood, e in particolar modo La Maschera del Fantasma – ci hanno dato quello che, per lungo tempo, fu considerato il Joker sullo schermo definitivo, di solito con la voce di Mark Hamill. Ritornerà a questo ruolo presto: Hamill - dalla voce acuta, imprevedibile e quasi inarrestabile - e l'attore che da la voce a Batman Kevin Conroy riprenderanno i loro ruoli in una versione animata R-rated di The Killing Joke, in arrivo in seguito quest anno.


Poi ci sono le performance dal vivo, che hanno visto gli attori spingersi estremamente, forse pazzescamente lontano per dare vita al Joker.  Il film Batman del 1989, dal regista Tim Burton, si concentò quasi puù sul Joker di Jack Nicholson piuttosto di quanto fece sul Batman di Michael Keaton, e pagò la star più anziana molto di più. Burton controversamente diede al Joker una back story, rendendolo un malvivente chiamato Jack Napier che assassinò i genitori di Batman (piuttosto che il canonico patetico teppista, Joe Chill).

Nicholson, un fan di Batman sin dall'infanzia, credeva di essere nato per interpretare il Joker, e trascorse ore ogni giorno contorcendo la sua faccia per mantenere quel ghigno maniacale, al punto di procurarsi dei crampi.  Mentre i fan moderni a volte lo liquidano come cartoonesco, a nulla vale che il Joker di Nicholson probabilmente ha un body count più alto di Ledger - e non c'è niente ne Il Cavaliere Oscuro grottesco quanto il suo sfregio di Alicia Hunt di Jerry Hall.


Joel Schumacher pianificava di includere il Joker in un sequel di Batman & Robin che doveva essere chiamato Batman: DarKnight, e sarebbe apparso nel mai realizzato Batman & Superman di Wolfgang Petersen nei primi anni 2000. Ma è stato fino al Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan del 2008 prima di vedere il Joker di nuovo, in una enormemente diversa incarnazione che in qualche modo, comunque, sembrava esattamente corretta per il personaggio.

Mentre non gli piace ammetterlo, la scrittura di Heath Ledger inizialmente provocò la furia dei fan certi che era troppo giovane e troppo carino per minacciare il Batman di Christian Bale. Ma questa perversa, imprevedibile svolta conquisto virtualmente chiunque. Ledger definì il suo Joker “uno schizofrenico senza alcuna empatia”, qualcuno con un senso dell'umorismo malato che si delizia della sua stessa furbizia e a spese di altri.

Il processo di interpretare il Joker, comunque, fu devastante. Ledger si isolò da amici e famiglia, trascorrendo un mese chiuso in una stanza di hotel cercando di trovare l'attegiamento del Joker e, sopratutto, una voce senza alcuna eco della performance di Nicholson.


Scrisse diari come Joker, pieni di cose crudeli che il personaggio avrebbe trovato divertenti, e perfezionava la sua visione del mondo e prospettiva, prendendo elementi da Sid Vicious e Arancia Meccanica tanto quanto dai fumetti.  L'aspetto di questo Joker è il risultato del trucco - che si deteriora progressivamente lungo il film con la sua mente - piuttosto che danni chimici, ma pochi persino tra i puristi l'hanno criticato.

“Heath Ledger definì il suo Joker “uno schizofrenico senza alcuna empatia'”
Ma il peso del personaggio peggiorò la preesistente tendenza dell'attore all'insonnia, e rese le riprese un tormento. Ledger completò le riprese e si spostò su di un altro lavoro, ma morì prima che il film fosse finito per un overdose accidentale di medicinali prescritti. Gli fu assegnato un Oscar postum per il miglior Attore non protagonista per il suo lavoro.

Il prossimo a tentare il ruolo sarà Leto, che inoltre è andato estremamente lontano per entrare nella mente del Joker - quindi quegli improbabili "regali" ai suoi colleghi attori. "Ho fatto molte coseper creare una dinamica per creare un elemento di sorpresa, una spontaneità e per abbattere davvero qualsiasi tipo di muro che ci possa essere," disse Leto al CinemaCon di Las Vegas. "il Joker è qualcuno che davvero non rispetta cose come lo spazio personale o limiti."


I suoi collegi non hanno risposto pubblicamente a tali spiacevoli buffonate. “Non ho mai inctrato Jared Leto in realtà,” ha detto Will Smith, dopo che la coppia ha lavorato insieme sul film per sei mesi. Leto ha descritto il Joker come un “bellissimo disastro” e, per quello che abbiamo visto finora, è un interpretazione più sadica rispetto a quella di Ledger, gloriandosi nella tortura fine a se stessa(come parte della sua preparazione, Leto ha intervistato dottori e ”persone che hanno commesso crimini orrendi").

Una teoria inoltre suggerisce un origine differente: cicatrici sulle spalle di Leto sembrano combaciare con i danni sulla tuta di Robin intravisti dietro Batman di Ben Affleck nel trailer di Batman C Superman: Dawn of Justice, parte dell'universo cinematografico condiviso con Suicide Squad. Potrebbe questo Joker essere un ex-Robin, diventato folle? Lo studio ha negato, ma sarebbe un modo per separarlo dalla performance di Ledger.

Da qualsiasi posto venga, ciò che rimane terrificante riguardo al Joker è che vuole che noi tutti condividiamo la sua follia - e questo a volte suona come una prospettiva allettante. Come il Joker disse a Jim Gordon: "Perciò, quando ti ritrovi avviato lungo binari difficili, diretto verso luoghi del tuo passato in cui le urla si fanno insopportabili, ricorda che c'è sempre la follia." La follia è l'uscita di sicurezza...”

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:telegraph.co.uk/