giovedì 14 marzo 2013

W Zappatore di Massimiliano Verdesca


                                                "Sono un grande chitarrista, mamma!"



La Trama
Se chiedeste qual'è il mestiere di Marcello Zappatore (Marcello Zappatore), dopo qualche attimo di silenzio, lui vi risponderebbe che è un grande chitarrista, satanico per la precisione.
E quale potrebbe essere la cosa peggiore che possa mai capitare a un chitarrista dedito alla musica satanica? Dio, naturalmente. Difatti Dio si manifesta a Zappatore sotto forma di una ferita al costato, una stimmate. Per Marcello questo è il marchio dell'infamia: scacciato dal suo gruppo, lasciato dalla sua fidanzata e rimasto solo, il chitarrista si ritroverà conteso tra la madre fanatica religiosa (Guia Jelo) e l'esuberante nonna rockettara (Sandra Milo) in dubbio se rivolgersi alla fede o proseguire la strada della musica. Per giungere alla sua vera identità Marcello dovrà passare attraverso una serie d'incontri uno più stravagante dell'altro: sosia di Elvis, angeli custodi perennemente in costume da bagno, pretini dalla risata inquietante e metallari inferociti.



Il Regista
W Zappatore rappresenta l'esordio cinematografico di Massimiliano Verdesca.
Il film è preceduto dal corto "In Religioso Disagio" che ne rappresenta una prima versione.
Il corto fa parte di un progetto su Marcello Zappatore, realizzato da Verdesca su commissione di Mtv che voleva dei ritratti di personaggi legati al mondo della musica.
Verdesca fece una scelta bizzarra e coraggiosa: prendere come soggetto Marcello Zappatore, personaggio ben poco fascinoso e perlopiù taciturno ma legato a doppia mandata alla sua chitarra.
Verdesca in questo esordio si presenta senza freni, realizzando un film con la voglia di esprimersi, senza preoccuparsi di ciò che possa essere commercialmente appetibile.

Il Cast
Il fulcro del film, come appare cristallino dal titolo, è il chitarrista Marcello Zappatore, un personaggio davvero antitetico rispetto all'idea di protagonista: taciturno, statico, ben poco affascinante. Un personaggio che riesce a essere il centro dell'azione pur facendo pochissimo.
Ad affiancare Zappatore ci sono Guia Jelo nei panni della religiosissima madre, Sandra Milo nello strepitoso ruolo della nonna Rockettara e la volubile fidanzata interpretata da Monica Nappo. Il resto del cast è composta da non professionisti che a detta del regista nella vita sono esattamente così come sono ritratti sullo schermo, Marcello Zappatore compreso (Stimmate a parte, of course).



Scene Cult
Il concerto del gruppo di Zappatore al concorso per stabilire la band più devota a Satana.

Personaggi Cult
In primis Marcello Zappatore, una figura inamovibile e silenziosa dalla grande carica comica.
Nonna Zappatore, con i suoi completi di pelle e i suoi modi disinvolti.

Elvis (Flavio Jordan) e Nonna Zappatore
...e Quindi?
Al suo debutto cinematografico Verdesca si dimostra fin da subito un regista senza paura e con tanta voglia di raccontare, dotato di un umorismo piuttosto inusuale per quel che riguarda la commedia nostrana, basato su di un personaggio bizzarro, statico e imperturbabile che ricorda personaggi di film come Napoleon Dynamite e Leningrad Cowboys go America.
Verdesca affronta questo esordio con coraggio, personalità e tante idee e fa sperare molto bene per il futuro di questa voce dissonante e originale.
p.s. 
un plauso va fatto a Distribuzione Indipendente che dimostra un notevole coraggio nella scelta di commedie particolari che si differenziano dall'asfittico panorama cinematografico attuale grazie a scelte intelligenti e inaspettate come questo film, il precedente Dorme di Eros Puglielli e molti altri.

Le Ultime parole famose
"è grave?"
"si...è Dio"
Marcello Zappatore sulla sua salute

Reperibilità
Il film verrà distribuito nel circuito di Distribuzione Indipendente a partire dal 15 Marzo

Link Utili
Sito del film: sito ufficiale
Sito di Distribuzione Indipendente: Distribuzione indipendente
(qui è possibile consultare l'elenco di sale in cui trovare il film)
Canale Youtube di Marcello Zappatore: marcellozappatore




A cura di Davide Schiano di Coscia


domenica 3 marzo 2013

Il Fantasma del Palcoscenico di Brian de Palma


               Il fantasma dell'Opera in una personalissima rivisitazione firmata Brian de Palma



La Trama
Winsolw Leach (William Finley), talentuoso ma ingenuo compositore ha un solo sogno: suonare la sua musica nel "Paradiso", il tempio della musica Rock del super produttore Swan (Paul Williams). Winslow ottiene di far ascoltare le sue canzoni a Swan che rimane colpito dalla sua musica ma non da lui e con un inganno gli strappa un contratto di rinuncia a qualsiasi diritto. Durante un tentativo d'incontrare Swan, Winslow conosce Phoenix (Jessica Harper) un aspirante cantante di cui s'innamora subito. Il produttore, infastidito dall'invadenza di Leach, fa in modo che il compositore venga arrestato e incarcerato. Winslow però riesce a evadere, a prezzo però di rimanere orrendamente sfigurato durante la fuga. Leach si rifugia nel "Paradiso" e rubato un costume di scena e una maschera che ne cela le fattezze si trasforma nel Fantasma, deciso a proteggere Phoenix e la sua musica. Swan, accortosi della presenza che infesta il suo "tempio del rock", gli propone un accordo: Leach smetterà di terrorizzare il "Paradiso" e in cambio potrà scrivere il suo capolavoro per Phoenix. Sembrerebbe il finale perfetto per Leach ma il mefistofelico produttore si rivelerà essere molto diverso da come appare a prima vista...

il Fantasma suona nel suo nascondiglio


Il Regista
Brian de Palma, regista famoso per pellicole come Mission Impossible, Carrie, lo sguardo di Satana, Scarface e Carlito's way, ha come suoi generi prediletti il thriller, l'horror e il film di Gangster ma non ha avuto mai il timore di spaziare tra gli altri generi: la commedia con Ciao America e Hi Mom!, due film che gettano uno sguardo dissacrante sugli Stati Uniti alle prese con il Vietnam e le sue conseguenze, la fantascienza con il fiacco Mission to Mars e il Fantasma del palcoscenico che rappresenta l'unica bizzarra incursione del regista nel musical.
Una delle caratteristiche peculiari dello stile di de Palma è la sua ammirazione per Hitchock da cui ha mutuato stilemi e tematiche.

Il Cast
Dietro la maschera del Fantasma del Paradiso troviamo William Finley, attore non molto prolifico, le cui apparizioni sono avvenute principalmente nei film di de Palma, da Murder à la mod fino ad arrivare al recente Black Dahlia. Altri ruoli di un qualche rilievo possono essere visti ne Quel motel vicino alla palude e ne il Tunnel dell'orrore entrambi di Tobe "Non aprite quella porta" Hooper. Finley riesce a caratterizzare in maniera convincente il timido Winslow Leach e conferisce una tenera e irrefrenabile ferocia al suo alter ego, il Fantasma.
A rubare la scena alla spettrale creatura che da il titolo alla pellicola ci pensa lo Swan del compositore Paul Williams, novello Faust dal grande carisma. Paul Williams, più che per le sue performance attoriali, è famoso per la sua intensa attività nel campo della musica e delle colonne sonore, difatti è stato vincitore del premio oscar per la miglior canzone nel 1976 con Evergreen con Barbra Straisand contenuta nel film É nata una stella.
Nel ruolo della bella contesa dal diabolico Swan e dall'implacabile Fantasma troviamo Jessica Harper, conosciuta per film come Suspiria, Amore e Guerra, Stardust Memories e per il seguito di Rocky Horror Picture Show, Shock Treatment.

Scene Cult
Il film è dall'inizio alla fine un insieme di scene Cult, coloratissime, pop e piene di personaggi bizzarri e di numeri musicali indimenticabili.

Personaggi Cult
Il fantasma del Paradiso, entrato nella galleria dei personaggi dell'orrore più iconici.
Il mefistofelico produttore Swan, con i suoi occhialoni anni 70 e il suo tremendo caschetto.



...e Quind?
de Palma con il Fantasma del palcoscenico realizza un piccolo cult, un film che all'epoca dell'uscita non riscosse il successo meritato ma con il tempo è riuscito a conquistarsi un largo seguito, fino a vedersi dedicato un festival, il phantompalooza.
Un musical sui generis ispirato alle atmosfere del Rocky horror show che a sua volta ha ispirato la sua trasposizione cinematografica, il Rocky horror picture show.
Il regista crea un riuscitissimo miscuglio de il Fantasma dell'opera, Faust e il Ritratto di Dorian Gray il tutto in un atmosfera assolutamente unica.
Un film coloratissimo (ma a tratti cupo) che riesce a divertire ed emozionare.

Le Ultime parole famose
"Non cantare più la mia musica, né qui né in nessun altro posto, hai capito?! La mia musica è solo per Phoenix, solo lei può cantarla, chiunque altro la canti, muore!"
Il Fantasma minaccia un cantante che aveva osato profanare la sua musica


martedì 26 febbraio 2013

El Dia de la Bestia di Alex de la Iglesia


     L'apocalisse secondo Alex de la Iglesia: LSD, pretini maldestri e presentatori tv truffaldini


La Trama
Durante la vigilia di Natale, in una Madrid livida e attraversata da presagi apocalittici, un pretino di campagna (Álex Angulo) si aggira spaesato cercando in tutti i modi di fare del male. Il suo scopo è quello di venire in contatto con il diavolo per cercare di scongiurare la nascita dell'anticristo. Nella sua missione il sacerdote verrà aiutato da un tassista tossico e metallaro (Santiago Segura) e da un sedicente investigatore dell'occulto da talk show (Armando De Razza).
In un susseguirsi di maldestri tentativi di peccare, sacrifici umani malriusciti e allucinanti visioni, i tre novelli "Re Magi" si troveranno invischiati in un avventura dalle tinte sulfuree...

Il Regista
La caratteristica che contraddistingue il regista spagnolo Alex de la Iglesia è senz'altro il suo peculiare humour nero: spesso le sue pellicole assumono tinte grottesche, i suoi personaggi difficilmente si andranno a incasellare negli stereotipo predefiniti dal cinema. Il lungometraggio d'esordio di De la Iglesia, Accion Mutante è una sorta di manifesto di quello che sarà il suo cinema: irriverente, eccessivo, carico di una violenza così feroce da essere parodistica, dotato di un cinismo così marcato da risultare quasi comico a tratti. Non per niente a produrre Accion Mutante sarà Pedro Almodovar, un regista che di eccessi se ne intende.
Con El dia de la Bestia, de la Iglesia inserisce i suoi stilemi nel genere horror riuscendo nella non facile impresa di mediare efficacemente l'elemento comico e quello orrorifico. La carriera di de la Iglesia prosegue poi con una serie di film efficacissimi, sempre fedeli al suo stile corrosivo.
Unico "incidente di percorso" è Oxford Murders, compunto thriller d'ambientazione americana in cui si stenta a riconoscere la mano del regista. De la Iglesia si rifà alla grande con il suo lavoro successivo, La Ballata dell'amore e dell'odio, racconto grottesco di due clown che si contendono una ragazza nella Spagna franchista.

Alex de la Iglesia


Il Cast
Ad interpretare il timido prete che ha il compito di scongiurare l'apocalisse troviamo Álex Angulo, attore spagnolo con una lunga carriera che può vantare collaborazioni con registi come Pedro Almodovar e Guillermo del Toro, oltre ad aver partecipato al primo lungometraggio di de la Iglesia, Accion Mutante. Angulo ci regala un personaggio impacciato, comico nel suo estremo candore. Il regista e attore Santiago Segura interpreta il metallaro che aiuterà il pretino nella sua missione, un personaggio che evita di porsi domande e si butta a capofitto capendo ben poco e pasticciando molto.
Il terzo dei "re magi" è interpretato da Armando de Razza, attore italiano dalla carriera molto curiosa. De Razza, attore teatrale, intraprende la carriera televisiva con Renzo Arbore interpretando caricature di cantanti spagnoli e francesi. Dopo alcuni album umoristici e la partecipazione al festival di San Remo, De Razza si dedica al cinema partecipando a film come Il Siero della vanità, Olè e Il Senso della farfalla.
In un piccolo ruolo troviamo una Maria Grazia Cucinotta alle prime armi.

Il "professor" Cavan, il timido prete e il metallaro sballato
Scene Cult
La rivelazione di come avverrà l'apocalisse ad uno sbigottito addetto alla sicurezza di un grande magazzino; Il rito di evocazione demoniaca a base di LSD fatto dai tre aspiranti Re Magi.

Personaggi Cult
I tre protagonisti: il pretino che cerca la dannazione, il metallaro trucido e disponibilissimo e il presentatore tv truffaldino.

...e Quindi?
El dia de la Bestia è un film di de la Iglesia al cento per cento: dotato di un umorismo cinico e estremo, grottesco, in costante bilico fra la parodia e il film dell'orrore vero e proprio.
Il suo essere a tratti comico e a tratti angoscioso (soprattutto nell'incalzante seconda parte) fa di El dia de la Bestia un film con un atmosfera unica gravida di minaccia ma al tempo stesso molto divertente.

Le ultime parole famose 
"Marcisci all'inferno!"
Il sacerdote confessando un moribondo


venerdì 1 febbraio 2013

Dopo Mezzanotte di Davide Ferrario


                                             Il cinema muto come stile di vita



La Trama
Il taciturno Martino (Giorgio Pasotti) lavora come custode notturno del Museo Nazionale del Cinema e nella sua vita ci sono due grandi passioni. Una è il cinema di cui lui ha una visione del tutto peculiare molto legata alle origini. Amanda è l'altra passione di Martino. Amanda (Francesca Inaudi), delusa dalla sua vita e insoddisfatta del suo rapporto mordi e fuggi con il suo ragazzo, lavora in un fast food dove Martino passa ogni sera. Il fidanzato di Amanda, l'Angelo (Fabio Troiano) di mestiere fa il ladro d'auto e la sua idea di relazione, fugace e occasionale, non coincide con quella della sua fidanzata. Amanda esasperata dalle continue vessazioni del suo capo gli scaraventa per errore dell'olio bollente addosso e fugge via finendo per rifugiarsi all'interno del museo del cinema. La vita solitaria di Martino verrà sconvolta dall'arrivo di Amanda che a sua volta si troverà a dover scegliere tra lui e l'Angelo.

Il Regista
Dietro la macchina da presa troviamo Davide Ferrario, regista, sceneggiatore e scrittore che prima di approdare al cinema scriveva sulla rivista Cineforum.
Ferrario si alterna tra film e documentari e anche le sue pellicole di "finzione" trovano spesso ispirazione in fatti reali o in contesti sociali esistenti.
Con Dopo Mezzanotte, Ferrario mette in luce il suo amore per il Cinema dei Lumiere e per le comiche di Buster Keaton.

Il Cast
Giorgio Pasotti interpreta Martino, un personaggio quasi da comica del muto: taciturno, timidissimo, impacciato che comunica principalmente con gli occhi e con il corpo. Martino è un anacronismo vivente legato a un mondo che non esiste più o che molto probabilmente non è mai esistito. Pasotti offre una delle sue interpretazioni migliori dimostrando di saper essere espressivo anche a prescindere dalla voce. Nei panni di Amanda troviamo Francesca Inaudi che ritrae una ragazza disillusa ma non incattivita che lotta per sopravvivere e per trovare una briciola di felicità, come ce ne sono tante. Il terzo componente dell'insolito triangolo amoroso è L'Angelo un personaggio sornione e sopra le righe, interpretato da Fabio Troiano. Nell'inedito ruolo di voce narrante troviamo Silvio Orlando, efficace e ironico.

L'incontro fra Martino e Amanda


Colonna Sonora
Dopo Mezzanotte si distingue per una particolarissima colonna sonora in cui troviamo brani de la Banda Ionica, un gruppo che utilizza le marce e le composizioni che accompagnano le processioni religiose. La colonna sonora è arricchita anche dalla partecipazione di Fabio Bravovero, membro fondatore dei Mau Mau. A completare l'aspetto musicale c'è Daniele Sepe, musicista partenopeo con un particolarissimo stile che fonde diversi generi in un atteggiamento che ricorda molto da vicino l'ironia e l'istrionismo di Frank Zappa.
Inaspettato un Ricominciamo di Adriano Pappalardo, utilizzato in modo spiritoso.

Scene Cult
Il film che Martino mostra ad Amanda. Il finale "Chapliniano"



Personaggi Cult
Martino, custode notturno del museo del cinema e novello Buster Keaton.

...e Quindi?
Dopo Mezzanotte è un film che vive di una dimensione tutta sua, a metà strada tra il cinema moderno e quello muto delle origini e i personaggi, seppure ben concepiti e recitati faticano a trovare una loro dimensione. Dopo Mezzanotte soffre di un eccessiva disomogeneità della narrazione in quanto non ci viene offerto un racconto fluido e continuo ma una serie di "cornici", una serie di quadretti in cui si cerca di delineare suggestioni e sensazioni, a volte non riuscendoci.
Davide Ferrario realizza un film sul cinema, dipingendo dei personaggi interessanti cui avrebbe giovato un po' d'approfondimento in più. In conclusione, non un brutto film ma un film piacevole ma mancante di quel qualcosa che ne avrebbe fatto una pellicola di culto.

Le Ultime parole famose
"La Mole Antonelliana è l'edificio più famoso di Torino, lo hanno anche messo sulle nuove monete ma sugli spiccioli da due centesimi per cui non si capisce se i torinesi debbano essere contenti o incazzati"
il Narratore Silvio Orlando introducendo il luogo dove si svolgerà la storia



domenica 27 gennaio 2013

L'Alba dei Morti dementi di Edgar Wright


           Shaun of the Dead ovvero aspettando l'apocalisse tra una pinta di birra e un brano dei Queen



La Trama
Shaun (Simon Pegg) ha una vita monotona e ripetitiva: il noioso lavoro come commesso, circondato da colleghi giovanissimi, gli screzi con l'ipercritico marito della madre (Bill Nighy) e le serate al pub, sempre lo stesso, il Winchester. La sua ragazza Liz (Kate Ashfield) gli rimprovera di continuo la sua mancanza di ambizione e soffre per la routine a cui si è ridotto il loro rapporto, cui non giova certo il fatto che il migliore amico e coinquilino di Shaun, Ed (Nick Frost) sia sempre tra i piedi. Dopo l'ennesima promessa mancata, Liz lascia Shaun che sconfortato e depresso verrà messo di fronte alla sua vita dal suo coinquilino, l'arrogante Pete (Peter Serafinowicz). Il giorno dopo Shaun riprende con la sua routine di sempre ma un evento inaspettato lo costringerà ad agire: un invasione di Zombie!

Il Regista
Shaun of the Dead rappresenta l'esordio cinematografico di Edgar Wright, di cui abbiamo già parlato in occasione di Scott Pilgrim Vs the World

Edgar Wright, Simon Pegg e Nick Frost

Il Cast
Shaun of the Dead in un certo senso è una rimpatriata: Wright aveva già lavorato con Simon Pegg, Nick Frost e Peter Serafinowicz nella serie Spaced cui trae ispirazione questo film (e di cui parleremo in un prossimo articolo).
Pegg è perfetto nei panni di Shaun, riuscendo a renderlo credibile sia nei momenti comici, sia nei momenti eroici conferendogli un certo spessore e riuscendo a evitare la trappola della macchietta.
Stesso discorso vale per Nick Frost, che interpreta Ed, indolente e cialtrone ma dal cuore d'oro.
Kate Ashfield dona alla sua Liz, un certo contegno ironico che le consente di rendere più interessante il classico personaggio della "donzella in pericolo".
Bill Nighy dimostra ancora una volta di essere un attore multiforme e di avere uno spiccato talento anche per i ruoli comici.
Menzione doverosa per Jessica Hynes, anche lei parte del cast di Spaced, qui nel piccolo ruolo di Yvonne.
Comparsata di Martin Freeman, il futuro Bilbo Baggins de lo Hobbit!

Colonna sonora
La colonna sonora di certo non è lasciata al caso ed è parte integrante dell'omaggio che Wright e Pegg hanno voluto tributare all'opera del regista di Zombie, George A. Romero: difatti nella scena in cui Shaun spiega il suo piano a Ed possiamo sentire in sottofondo un brano della colonna sonora di Dawn of the Dead. La musica oltre che omaggiare Romero viene usata anche per creare effetti comici, si pensi alla scena in cui i protagonisti picchiano uno zombie con delle stecche da biliardo mentre il jukebox suona "Don't stop me now" dei Queen oppure quando Ed e Shaun scambiano gli urli di uno zombie per il testo di White Lines.

Scene Cult
I protagonisti per arrivare al pub Winchester devono oltrepassare un folto gruppo di zombie e per farlo escogitano uno stratagemma davvero originale: fingersi degli zombie a loro volta!



Personaggi Cult
Shaun, commesso goffo, fidanzato distratto e annoiato ed eroe all'occorrenza.
Quasi un Ash Williams due punto zero...

...e Quindi?
Spesso questo film viene definito una parodia ma non è così: Wright e Pegg realizzano un affettuoso e divertito omaggio alla saga zombesca di Romero con un film in cui sia l'aspetto comico che quello horror funzionano alla perfezione. Un umorismo irresistibile divertente che riesce a non scadere nel triviale o nel demenziale che si fonde con sequenze tipiche del cinema horror ottimamente realizzate. L'Alba dei morti dementi (titolo italiano da denuncia a parte) è un film brillante e appassionante, la dimostrazione che è possibile raccontare una storia di morti viventi in maniera nuova e originale. Il film è stato così apprezzato da Romero che ha invitato Wright e Pegg a recitare in un cammeo ne La Terra dei morti viventi.
p.s.
Il film è il primo di una trilogia definita "The Three Flavours Cornetto Trilogy", che si compone  inoltre di Hot Fuzz e del film di prossima uscita, The World's End, tutti interpretati dalla coppia Pegg/Frost.

Le Ultime Parole famose
"You've got Red on you"
Vari personaggi rivolti a Shaun


A cura di Davide Schiano di Coscia

sabato 19 gennaio 2013

Poultrygeist – Night of the Chiken dead di Lloyd Kaufman


          
       il folle Lloyd Kaufman frulla insieme la notte dei morti viventi, Poltergeist e Super size me



La trama
Arbie (Jason Yachanin)è un adolescente decisamente nerd che decide di portare la sua ragazza Wendy (Kate Graham) nel posto più romantico di Tromaville: il cimitero indiano. I due ragazzi, intenti a pomiciare, non si accorgono che dal terreno stanno emergendo zombie ma vengono salvati involontariamente da un guardone che li mette in fuga. Un anno dopo Arbie ritorna nel luogo dove ha lasciato Wendy in partenza per il college ma si ritrova un fast food fresco d'inaugurazione circondato da manifestanti inferociti. Arbie ritrova Wendy ma scopre che lei nel frattempo è diventata lesbica e attivista politica, difatti è fidanzata con la ragazza che capeggia la protesta. Per ripicca Arbie si fa assumere nel fast food e si ritrova a lavorare con una serie di strani personaggi: una musulmana con il velo di nome Humus (ma che tutti chiamano Hamas), un immigrato messicano clandestino omosessuale e un redneck con un amore per i polli tutt'altro che platonico.
La maledizione del cimitero indiano si rovescerà sul Fast Food, infestando il cibo e rendendo chiunque lo mangi un pollo zombie inferocito. Arbie dovrà far fronte a quest'assurda minaccia e potrà contare anche sull'aiuto di un bizzarro cassiere (il regista Lloyd Kaufman)

Il regista
Dietro (e davanti) la macchina da presa troviamo il folle e vulcanico regista Lloyd Kaufman, cofondatore con il collega Michael Herz della casa di produzione indipendente Troma. Kaufman è dotato di un peculiare senso dell'umorismo teso alla dissacrazione a ogni costo: nel mondo della Troma non esistono tabù, non c'è la paura di offendere perché chiunque e qualunque cosa viene presa in giro, compreso lo stesso Kaufman. Portatore di una visione del cinema libera e goliardica, il regista satireggia sui temi più disparati senza mai diventare pesante o pedante, anche se il suo humour spesso si spinge ben oltre il buon gusto è frutto di una scelta consapevole, dettata da un rifiuto totale all'edulcorazione e alla censura. Suo primo grande successo e manifesto di quella che sarà la "poetica" della Troma è The Toxic Avenger, diretto a quattro mani con il socio Herz: il film racconta di un geek angariato dai bulli che dopo esser finito in un bidone di rifiuti tossici si ritrova trasformato in un mostro verde in tutù che combatte il crimine armato di mocho nei modi più cruenti immaginabili. Non proprio il genere di film che troverebbe spazio a Hollywood.

 Kaufman alle prese con un pollo zombie


Scene Cult
Il film è un unica scena cult dall'inizio alla fine e per lo spettatore che ha lo stomaco per sopportare oscenità assortite, è una goduria continua.

Personaggi Cult
Hummus, dipendente mussulmana del fast food che indossa il velo sotto la divisa e che tutti i personaggi chiamano Hamas, mandandola su tutte le furie.
Paco Bell, immigrato messicano clandestino omosessuale che si ritroverà trasformato in un panino zombie.
E la lista potrebbe continuare per molto tempo...



...e Quindi?
Poultrygeist è uno dei migliori film della Troma che ha in se tutti le caratteristiche della casa di produzione indipendente: satira a trecentosessanta gradi, personaggi fuori di testa, splatter oltre i livelli di guardia e un atmosfera goliardica e gioiosa. La satira si indirizza verso i bersagli più disparati: sia verso le grandi compagnie senza scrupoli, sia verso i manifestanti che spesso sono vengono facilmente plagiati da slogan vuoti. C'è davvero di TUTTO in questo film, perfino delle scene musical.
Un film non per tutti infatti se siete degli stomaci delicati oppure vi offendete facilmente questo film non fa per voi ma tutti gli altri se la godranno un mondo!

Le ultime parole famose
"Come Gesù ha detto prima di morire: la vendetta è un piatto che va servito... fritto!"
Arbie a proposito della vendetta



A cura di Davide Schiano di Coscia

sabato 5 gennaio 2013

A Scanner Darkly di Richard Linklater



                         La miglior trasposizione di Philip K. Dick dai tempi di Blade Runner



La Trama
In un futuro molto prossimo la droga più diffusa è la sostanza M, un narcotico dagli effetti devastanti per la psiche e capace di dare assuefazione istantanea. Bob Arctor (Keanu Reeves) si ritrova a vivere due vite parallele: in una è Bob, tossico all'ultimo stadio che vive in una baracca
con altri sbandati nelle sue stesse condizioni come il paranoico Barris (Robert Downey Jr.), Luckman (Woody Harrelson) e Charles Freck (Rory Chocrane), nell'altra è Fred, agente della narcotici sotto copertura, costretto a sorvegliare la vita di Bob Arctor e dei suoi amici. Il mondo di Bob diverrà via via sempre più confuso e i confini tra le due vite diverranno sempre più definiti fino a diventare incompatibili, mettendo l'agente sotto copertura in una situazione paradossale.

Bob Arctor nella tuta "disindividuante"


Il Regista
Richard Linklater, regista americano che ama corteggiare il cinema indipendente, ha al suo attivo una filmografia in cui si alternano progetti più personali a pellicole "alimentari". Il suo primo lavoro di un qualche rilievo è il multiforme Slacker, esperimento in cui attraverso vari spezzoni si seguono un centinaio di personaggi. Opera che consacra Linklater nel cuore dei cinefili è il romantico Prima dell'Alba cui fa seguito nove anni dopo Before Sunset – Prima del tramonto, in cui viene raccontato l'incontro intenso e fugace tra Jesse e Celine. Linklater realizza una pellicola che per stile e tematiche ricorda molto da vicino A Scanner Darkly, Waking Life, un viaggio onirico in cui viene trattata una mole impressionante di temi e riferimenti colti (si va da Freud a Philip K. Dick, passando per Platone e Sartre) in una metafisica della realtà e realizzato con una tecnica molto particolare, il Rotoscoping con cui poi verrà filmato anche A Scanner Darkly.

Il Cast
A dar vita al confuso e umanissimo Bob Arctor/Fred è il volto dolente di Keanu Reeves, qui capace d'un interpretazione toccante e amarissima di un uomo alle prese con una vita in cui il dubbio si fa regola. La controparte sentimentale di Bob, Donna Hayworth è interpretata da una rinata Winona Ryder, che regala una sorta di angosciata delicatezza al suo personaggio. La paranoica "Nemesi" di Bob, James Barries è affidata a un esilarante Robert Downey Jr, ancora lontano dai fasti di The Avengers e Sherlock Holmes e non ancora diventato il personaggio che oggi gigioneggia sui grandi (e piccoli) schermi. Woody Harrelson, contribuisce con il suo Ernie Luckman a creare con Downey una coppia comica capace di stemperare la tensione e i toni cupi.

James Barries visto dall'allucinato Freck
Scene Cult
La scena con cui si apre il film in cui uno schizzatissimo Freck combatte contro degli insetti immaginari. Il fallito suicidio di Freck, con tanto di lettura eterna dei peccati da parte di un compunto alieno.

Charles Freck attende la lettura dei suoi peccati


Personaggi Cult
Bob Arctor e il suo doppio (?) Fred e la loro tuta disindividuante.

..e Quindi?
Con A Scanner Darkly, Linklater effettua una fedelissima trasposizione del romanzo di Dick, sia in spirito che in atmosfere. Un film sulla realtà, sulla percezione del mondo, sulla solitudine umana che saprà divertire e commuovere e che riesce a trasmettere il sottile malessere presente nell'opera originale. A contribuire alla sensazione d'estraniamento c'è la tecnica di realizzazione, il rotoscoping che infonde una sensazione onirica e al contempo di estremo realismo, andando a dare una nuova intensità alle espressioni dei personaggi.

Le Ultime parole famose
"Mi devo comportare come se loro non ci fossero, sempre che loro esistano davvero...potrebbero essere frutto della mia immaginazione...qualunque cosa sia quella che sta osservando non è umana, non è come gli occhi scuri della piccola Donna e non batte mai le ciglia...
Che cosa vede uno scanner? vede dentro la testa? vede dentro il cuore? Vede dentro di me, dentro di noi? Vede in modo chiaro o scuro? Spero che veda in modo chiaro perché io non riesco a vedere più dentro di me...io vedo solo tenebre...Spero, per il bene di tutti che gli scanner vedano meglio perché se lo scanner vede in modo scuro come me allora sono dannato, dannato per sempre e in questo modo finiremo per morire tutti conoscendo poco o niente e su quel poco che conosceremo ci saremo anche sbagliati..."
Bob Arctor s'interroga sul senso della vita, sorvegliato da invisibili scanner  



A cura di Davide Schiano di Coscia