venerdì 3 aprile 2015

QeA: Jeremy Gillespie e Steve Kostanski su “THE VOID”


Quando si parla dell'horror, sembra sempre che ci sia una forte rinascita internazionale del genere consistente abbastanza da influenzare l'intero spirito dell'epoca. In Giappone, il “J-Horror” ha regnato supremo, seguito dal movimento French Extremity e poi dalla rivoluzione dell'horror Sudamericano. Ma adesso, sembra che il Grande Nord Bianco abbia il suo turno di avere un posto al sole, con cineasti Canadesi come Le Soska Sisters, Jason Eisner, Denis Villeneuve e Lowell Dean che stanno portando l'estetica degli horror vecchia scuola degli anni 70 e 80 insieme alle tecniche dello storytelling contemporaneo  Ma forse nessun cineasta Canadese ha tradotto quell'estetica in puro caos filmico quanto la Astron-6, scatenando sia MANBORG che FATHER'S DAY su di un pubblico ignaro, e adesso, due membri della Astron-6 si stanno avventurando in qualcosa di molto più viscerale: THE VOID…

è proprio così: Jeremy Gillespie e Steve Kostanski, i geni responsabili degli effetti visivi e degli effetti speciali della Astron-6 che erano anche dietro “W is for Wish” segmento in THE ABCs OF DEATH 2 sono tornati e si stanno misurando con il loro progetto più spaventoso finora, THE VOID, rivolgendosi a Indiegogo per essere sicuri che il film arrivi con il loro inimitabile marchio di effetti speciali splatter di livello superiore  . Ma fate attenzione , il loro progetto di prova (che potete vedere sopra su Indiegogo) ipotizza qualcosa di molto più serio e terrificante da ciò a cui possiamo essere stati abituati dal collettivo horror. FANGORIA ha contattato Gillespie e Kostanski riguardo all'entrata in THE VOID, concedendoci di esordire con un esclusivo sguardo dietro le quinte per scoprire come hanno realizzato il loro teaser di prova, che potete trovare continuando a leggere il botta e risposta qui di seguito!

FANGORIA: Come vi è venuta l'idea per THE VOID?

JEREMY GILLESPIE: Stavo leggendo un intervista con Guillermo Del Toro, di quando stava lavorando su  AT THE MOUNTAINS OF MADNESS, e lui disse qualcosa tipo di “Stiamo realizzando i mostri di Lovecraft in un modo che nessuno ha mai visto prima". Istantaneamente ebbi una visione di ciò che significava per me, ed è un immagine davvero chiave per THE VOID, da cui tutto è partito. Inoltre stavo guardando film horror anni 70 ossessivamente, e in un certo modo ho fuso le due idee assieme. L'ho proposta a Steve e si è evoluta da lì.

STEVE KOSTANSKI: Jer mi disse che gli piaceva l'idea di ambientare un film dell'orrore in un ospedale, e visto l'amore di entrambi per l'ESORCISTA 3, HALLOWEEN 2, HELLRAISER 2 e SILENT HILL,  lentamente noi iniziammo a dare consistenza a un'idea che è si è evoluta in THE VOID. 3 anni dopo, stiamo facendo un film!

FANGORIA: Il teaser di prova sembra molto più serio rispetto i precedenti film Astron-6. Come si posizionerà THE VOID  tra le precedenti produzioni della Astron-6?

GILLESPIE: a questo punto i film della Astron-6 sono quasi un genere a se state, quindi non posso davvero fare un paragone. C'è decisamente una differenza di tono, e stiamo davvero provando a spingere i valori di produzione e la materia trattata al prossimo livello. Il bersaglio della nostra ambizione è davvero vasto su questo progetto.

KOSTANSKI: L'analogia che continuo a ripetere alle persone è che THE VOID starebbe nella stessa cineteca con MANBORG e FATHER’S DAY, solo su di un diverso scaffale. Mentre potrebbe non essere auto referenziale quanto gli altri nostri lavori, ha lo stesso spirito creativo.



FANGORIA: Sembra che in Canada, ci sia quasi questo rinascimento dell'horror nostalgico, emulando gli stili, la musica e il tono dei film horror anni 70 e 80 ma con la consapevolezza contemporanea. Che cosa vi affascina di più di quell'epoca dell'horror?

GILLESPIE: In retrospettiva,  sembra che ci fosse molta più libertà e varietà nelle tipologie di film fatti allora. Non avevano sviluppato le "regole" dell'horror moderno, quindi i concetti più folli riuscivano a farcela. Ma potrei parlare in questo modo perché sono completamente logorato . Ora molte cose mi sembrano compiacenti o studiate a tavolino.

KOSTANSKI: C'era un'innocenza divertente allora, persino nei più oscuri,cupi  film horror. le persone inventavano le tecniche cinematografiche man mano che andavano avanti. C'è un grezzo, istintivo senso di creativitò in film come NON APRITE QUELLA PORTA o La CASA che è contagioso. Non puoi guardare uno di questi film e non avere immediatamente voglia di correre fuori, afferrare un po' di sange finto e realizzare un film folle. Almeno è così che mi sento io quando li guardo!

FANGORIA: Nel vostro video, sottolineate molto l'importanza degli effetti speciali fatti a mano. Con quello alla ribalta in THE VOID, riuscireste a immaginarvi  approcciare un progetto horror senza effetti speciali fatti a mano (sia narrativamente che tecnicamente) o a questo punto sono indissolubilmente connessi alla vostra mentalità?

GILLESPIE: non ho alcun preconcetto su come fare un film, ma da spettatore , mi è sempre piaciuto vedere cose che sapevo essere fisicamente presenti quando la scena è stata girata Inoltre, la computer grafica fatta bene, costa enormemente. Ma se qualcuno volesse darci tutti quei soldi, penso che potrei fare un tentativo.

KOSTANSKI: Gli effetti speciali fatti a mano sono solo un altro strumento che aiuta a raccontare una storia, e la computer grafica non è diversa. Entrambi possono essere risorse preziose, ma nessuno è assolutamente necessario per realizzare un film horror efficace.

FANGORIA: Anche se il progetto è ammantato di mistero, c'è qualcosa riguardo THE VOID che potreste dirci che potrebbe ispirare i lettori di FANGORIA a tenere d'occhio il progetto?

GILLESPIE: Nessuno sta facendo qualcosa di simile. lo garantisco.

KOSTANSKI:  I Mostri non fanno più paura. 
è ora di rimediare!


Potete aiutare KOSTANSKI e GILLESPIE a raggiungere l'obbiettivo per realizzare i loro effetti speciali fatti a mano al loro indiegogo QUI. Tenete d'occhio FANGORIA per maggiori informazioni su THE VOID.

ARTICOLO ORIGINALE: Fangoria
TRADUZIONE di DAVIDE SCHIANO di COSCIA