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domenica 10 aprile 2016

Alieni per famiglie e squali psicopatici: Come Spielberg ha lanciato il suo incantesimo

Dal regista di Midnight Special  Jeff Nichols a JJ Abrams, i cineasti di oggi non possono fare a meno di Steven Spielberg


di Ian Freer

I vecchi film di Steven Spielberg stanno vivendo un bel momento. Il British Film Institute recentemente ha annunciato una retrospettiva estiva di due mesi sul lavoro del cineasta, a partire dal 27 Maggio con una nuova uscita cinematografica de Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977, il suo terzo film come regista. (ndt in realtà si tratta del quarto film) Ma lo spirito di Incontri ravvicinati incombe anche nei cinema queste settimane, con l'uscita di Midnight Special.

Diretto da Jeff Nichols, racconta la storia di Roy (Michael Shannon) in fuga con suo figlio (Jaeden Lieberher), un bambino con poteri soprannaturali. Mentre ha quel sentire indie dei precedenti film di Nichols Take Shelter e Mud, è anche fortemente debitore di Spielberg. Un inseguimento in salsa fantascientifica, una famiglia disgregata in fuga, un bambino circondato dal soprannaturale, misteriosi agenti governativi ottusi e luce come fonte del mistero e meraviglia tutti vengono dritti da Incontri ravvicinati e ET. l'extraterrestre . 

“Quei film fanno parte del DNA di chi sono come spettatore,” ha detto Nichols. “Penso che moltissime persone siano così. Quando penso ai film, io penso a quei film. E quindi è definitivamente penetrato.”


Il film a cui Nichols si riferisce rappresentano una serie di film che Spielberg ha realizzato durante i tardi anni 70 e gli 80. Attraverso i film che ha sia diretto (Lo squalo, Incontri ravvicinati, la serie di Indiana Jones , E.T. l'extraterrestre )che prodotto (Gremlins, ritorno al futuro, i Goonies) Spielberg è riuscito a entrare consistentemente nelle speranze, nelle gioie e nelle paure dell'infanzia attraverso un impressionante abilità nel raccontare le storie, immediatezza emotiva, una baldoria tecnologica e un innato senso di ciò che entra in risonanza con enormi pubblici.  

Spielberg ha realizzato anche drammi 'adulti' (Sugarland Express, Il Colore viola) in questo periodo ma sono i suoi cosiddetti 'Popcorn' film che hanno esercitato l'influenza più grande. Hanno efficacemente codificato gli anni 80 per un'intera generazione. Quando migliaia di visitatori hanno affollato l' Olympic Park nel 2014 per passeggiare nelle ricostruzione di Secret Cinema della Hill Valley di Ritorno al Futuro, non è stato per guardare un film, è stato per vivere un sogno.  Chi, crescendo negli anni ottanta, non voleva vivere in un film di Steven Spielberg? 


Una volta è stato stimato che nell'apice del successo di ET nell'estate del 1982, Steven Spielberg stava guadagnando 1 milione di dollari al giorno. L'effetto del film sulla vita e sul lavoro dell'allora 35enne fu incalcolabile, dandogli autonomia creativa, forza nell'industria e uno status di celebrità raramente conferito a un regista.  Inoltre gli diede una nuova sede per la produzione dei film:  come ringraziamento per i ricavi di 793 milioni di ET al box office, il presidente dell'Universal Sid Sheinberg costruì a Spielberg una sede di produzione nell'appezzamento dell'Universal, un ufficio addobato in sitle Santa Fe zeppo di locandine cinematografiche di classici, opere di Norman Rockwell, una stanza per i videogame e un pozzo dei desideri che ospitava un certo squalo killer. Lo scrittore Richard C Matheson una volta ricordò di aver passeggiato nel giardino discutendo progetti con Spielberg quando "da una roccia o un albero, si sentì 'Steven, il suo appuntamento delle 2.30 è qui'". Spielberg ancora fa funzionare tutto nel complesso ancora oggi - meno i microfoni e gli speaker nascosti. 


Ma ET inoltre rappresenta l'inizio di Spielberg come marchio. Non è una coincidenza che dia alla compagnia di produzione  di Spielberg, Amblin Entertainment, il suo logo: un ragazzo e un alieno su di una bici che volano con la luna sullo sfondo della luna. Negli anni 80, Spielberg diventò un sinonimo per l'intrattenimento di largo consumo per le famiglie che riesce ad essere anche intelligente, divertente e astutamente sovversivo, proponendo persone con cui rispecchiarsi (spesso giovani) contro forze incredibili che avrebbero portato alla luce la loro ingegnosità inespressa. In quanto produttore, la dicitura ‘Steven Spielberg presenta…’ ha aperto una serie di film per famiglie: fantasie suburbane (Gremlins, Ritorno al futuro), stravaganze fantascientifiche (*batterie non incluse), scatenate commedie d'azione (I Goonies, Salto nel buio) e lettere d'amore ai film della sua giovinezza (Chi ha incastrato Roger Rabbit). 


La ragione ovvia per cui l'effetto Spielberg è così profondamente sentito oggi è che i ragazzini che guardavano i suoi film e tornavano a casa pedalando in cappuccio su bici BMX hanno adesso l'età in cui stanno scrivendo, dirigendo e dando il via ai film essi stessi. Primo fra tutti è il regista JJ Abrams la cui decisione di evitare i trucchi al computer in favore di effetti analogici per Star Wars: il risveglio della forza è stata presa tanto sul suo stupore nel guardare modelli di DeLorean o un ET animatronic dagli x-wing e R2-D2. Nel 2011, Abrams diresse Super 8, la storia di ragazzini ossessionati dal cinema che scoprono un alieno nella loro piccola cittadina, che era tappezzato con memorie della sua stessa vita. Coprodotto dalla Amblin, emerse come un tributo designato intricatamente alla visione del mondo di Spielberg, fino ai lens flare in stile Incontri ravvicinati. 

“Steven ha aiutato in ogni step ,” ricorda Abrams riguardo al lavorare con il suo mentore. “Mi aveva sempre fatto ridere dentro di me, perché non potevo dirti quante volte lavorai su qualcosa e mi chiedevo, ‘Che diavolo avrebbe fatto Spielberg qui?’”

Ma c'è qualcosa nel film stesso oltre la nostalgia che lo fa risuonare ancora oggi. Diversamente da molti film moderni mirati a un pubblico di famiglie, Amblin – chiamata così per via del corto del 1963 di Spielberg che fece come biglietto da visita – creò dei film di genere che non si tiravano indietro. Gremlins aveva un gioiosa vena maliziosa - in una scena un gremlin è messo in un frullatore e esploso in un microonde - che condusse alla creazione del nuovo punteggio USA, il PG-13, e sembrava all'avanguardia comparato al sentire più banale dei film per famiglie contemporanei. Ma essi inoltre non si intimidivano da esperienze scombinate. Rifiutando trattare dall'alto in basso i pubblici, Spielberg creò un intero sotto genere di fantascienza come autobiografia, usando la fantasia come un mezzo per far entrare in contrabbando verità emotive consegnate con finezza e raccontate in dettaglio.    

"ET comprendeva molta realtà in cui davvero identificarsi,” ha detto il regista inglese Joe Cornish, il cui film Attack the Block è un film di alieni Spielbergiano dislocato nella Londra del sud. “La combinazione di grande fantasia e il tipo di evocazione di Mike Leigh/Ken Loach/Robert Altman della vita infantile a livello domestico è davvero potente.  La recitazione è brillante. La conversazione attorno al tavolo della cena quando loro parlano del padre assente è un grande esempio di regia naturalistica.

Una delle cose principali che ha tenuto il quoziente di qualità della Amblin alto è stata l'uso di Spielberg estremamente sensibile della sua influenza creativa, spesso isolando i suoi registi dalle interferenze dello studio.  Equivocando il genio del titolo Ritorno al futuro, Sid Sheinberg mandando al regista un memo in cui obbiettava che il titolo avrebbe dovuto essere cambiato in Spaceman From Pluto, un riferimento uso e getta a un fumetto visto un attimo nel film. “Steven dettò un memo in risposta per Sid,” ricorda la scrittore-produttore Bob Gale. “‘Caro Sid, grazie a te per il tuo divertentissimo memo. Ne abbiamo riso tantissimo tutti. Continua a mandarne!’ Sid non ne fece più parola.” 

Ma non tutti i film degli anni 80 della Amblin funzionavano. Per ogni E.T. e Ritorno al futuro, Bigfoot e i suoi amici (una famiglia da sitcom incontra Bigfoot). I teorici del cinema hanno obbiettato che l'influenza è stata maligna, sia rendendo il cinema infantile o perpetuando aspirante ideologia Reaganiana.  Ma in quanto campionario di lavori, forma un ritratto significativo degli USA degli ultimi anni del 20° secolo: i riti, rituali, le mode, gli arredi e lo stile di vita dei sobborghi sono documentati con precisione chirurgica.  Gli storici del 2085 cercando di immaginare come fosse la classe media Americana un centinaio di anni fa potrebbero fare molto peggio che spolverare il catalogo della Amblin.

Spielberg compirà 70 anni questo Dicembre ma, dopo aver affrontato soggetti reali e adulti in Lincoln e il Ponte delle spie, il suo prossimo film segna il ritorno ai film giovane centrici che l'hanno reso grande. Il suo prossimo film come regista è THE BFG basato sul classico per bambini di Roald Dahl. Scritto dall'autrice di E.T. Melissa Matheson ( che è morta tristemente nel novembre del 2015), premette un'amicizia tra un gigante gentile (Mark Rylance) e una ragazzina orfana (Ruby Barnhill) che è improbabile quanto la relazione tra un ragazzo solitario e un alieno perso. 


Il da tanto tempo promesso Indiana Jones V di Spielberg è atteso per il 2019, ma prima realizzerà Ready Player One, adattato dal best sellers di Ernie Cline sui pericoli della realtà virtuale. Il libro è pieno zeppo di riferimenti alla cultura pop degli anni ottanta, inclusi i Goonies, lo Squalo e Indiana Jones, uno dei personaggi guida persino una DeLorean. Mentre entra nel suo ottavo decennio, persino Spielberg adesso sta ritornando al futuro.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:telegraph.co.uk

domenica 27 marzo 2016

Conti in sospeso: come Disney e Marvel hanno ucciso il vissero felici e contenti

La Principessa Leila pensava che i ribelli avessero vinto. Iron Man aveva appeso la sua armatura al chiodo. Bruce Wayne aveva sostituito Gotham con Firenze. Ma i fan e gli studios volevano di più. Che cosa è successo all'uscire di scena con il botto?
‘Proprio quando pensavo di esserne uscito, loro mi hanno ritirato dentro’… da sinistra: Han Solo in Star Wars; Rocky Balboa; Batman in Il Cavaliere Oscuro: il ritorno; Mulder e Scully di X-Files 
 di Nicholas Barber

Star Wars: Il risveglio della forza sarà anche uno dei film con il più grande incasso mai usciti, ma è anche uno dei più deprimenti. Per quanto deliziati i nostri eroi siano di distruggere La Morte nera - scusate, la base Starkiller - il messaggio principale è che tali trionfi sono privi di significato; in particolare, il trionfo che aveva concluso il precedente episodio di Star Wars, Il Ritorno dello Jedi. Quando lo vedemmo nel 1983, non avremmo potuto prevedere una vittoria più dolce o più totale. C'erano festeggiamenti in ogni pianeta della galassia, Leila stava flirtando con Han vicino a un falò, e Darth Vader si era redento gettando qualcuno giù per uno di quei condotti di manutenzione di 100 piani di cui gli architetti dell'Impero che sfidano salute e sicurezza sono così appassionati. Tutto era favoloso.

 Ma il Risveglio della Forza rende tutto ciò nullo e privo di valore. La galassia che presente è una dove il conflitto che distrugge i pianeti sta ancora andando avanti e dove i cattivi sono potenti come sempre. In altre parole, Luke Skywalker e i suoi amici hanno ottenuto precisamente un bel nulla. Grazie a JJ Abrams,  il finale felice de Il Ritorno dello Jedi adesso non è ne un finale ne tanto meno felice.

E non vi aspettate che l'attuale trilogia offrirà alcuna conclusione. La settimana scorsa, Bob Iger, l'amministratore delegato della Walt Disney Company, ha confermato che Star Wars: Episode IX, in arrivo a maggio 2019, non sarà l'ultimo film di Star Wars. “Ce ne sarà ancora dopo di quello,” ha detto. “Non so quanti, non so quanto spesso.” Quindi persino se Episodio IX si concluderà con Finn che sposa Poe Dameron, il grande cattivo ologramma che viene spento, e tu-sai-chi rivelarsi non essere morto, dopo tutto, non ci sarà nessuna ragione per celebrare. Qualsiasi cessazione delle ostilità nell'universo di Star Wars sarà temporanea quanto una tregua del giorno di Natale.

Grazie a JJ Abrams, il finale felice de Il Ritorno dello Jedi (nella foto) adesso non è ne un finale ne tanto meno felice. 
Non sono solo Han e Leila a cui non è consentito di vivere felici e contenti, nemmeno. Un numero sempre crescente di serie di film stanno rovinando la pensione dei loro eroi, in questo modo sottraendo il semplice piacere che una volta ottenevamo dall'immaginare la loro felicità in pipa e ciabatte. Prendete Creed, per esempio. Sylvester Stallone aveva chiuso la storia del suo alter ego stordito dai pugni numerose volte lungo i decenni, ma Rocky Balboa del 2006 sembrava essere la volta buona. Rocky era finalmente in pace. O così pensavamo. Ma il dramma di passaggio del testimone di Ryan Coogler strappa il campione dal suo confortevole ristorante di quartiere, gli infligge un cancro, e lo forza a guardare mentre il suo protetto si imbarca in una serie di combattimenti sanguinosi e punitivi quanto i suoi. Ma Rocky e Han Solo devono essere stati tentati di citare Michael Corleone in Il Padrino: Part III: “Adesso che credevo di esserne uscito, mi ritirano di nuovo dentro.”

Abbiamo raggiunto la fine dei finali? Ne Il cavaliere Oscuro il ritorno, Bruce Wayne a girato le spalle sia a Batman che a Gotham City per poter nuotare nei dintorni di Firenze con Selina Kyle. Ma in Batman c Superman di quest anno, il poveraccio deve infilarsi nella sua tuta di gomma ancora una volta. In maniera simile, Iron Man 3 era la terza parte di una trilogia, ed era di commiato tanto quanto Il Cavaliere Oscuro il ritorno. Terminava con Tony Stark che faceva esplodere le sue armature robotiche e lanciava il suo peacemaker High tech giù da una scogliera, per potersi sistemare con il suo Venerdì donna, Pepper Potts. Ma le cose non erano destinate a rimanere così. In Avengers: Age of Ultron, aveva di nuovo indosso la sua copertura di metallo, e non ci sono possibilità che se la tolga di nuovo tanto presto. Come i personaggi in Star Wars, Iron Man e i suoi amici sono posseduti da Disney, il che vuol dire che Iger deciderà i loro destini. “[Con la] Marvel, hai a che fare con migliaia e migliaia di personaggi,” ha detto la scorsa settimana. “Andrà avanti per sempre.”
Ne Il Cavaliere Oscuro il ritorno del 2012, Bruce Wayne ha voltato le spalle a Batman per stare con Selina Kyle – ma quest anno il Pipistrello è tornato.
Ci sono alcuni appassionati di supereroi, lo so, che saranno sopraffatti dalla gioia da questa premessa, ma direi che il vero fan preferirebbe che i suoi idoli avessero un po' di ben meritato riposo. Per esempio, l'ultimo film di X-files vedeva Mulder e Scully vivere assieme in un cottage ritirato, il che è ciò che i fan della coppia ha sempre voluto per loro. Ma adesso una nuova serie televisiva di X-Files è iniziata (e finita), e in essa scopriamo che – sorpresa sorpresa – Mulder e Scully si sono separati da lungo tempo. E quindi un altro finale felice gettato alle ortiche. In Independence Day del 1996, Steven Hiller di Will Smith salvò la terra dagli alieni. Sicuramente, dopo quello, meritava una vita facile di gite e cerimonie di consegna di medaglie. Ma adesso è stato annunciato che Hiller non ci sarà in Independence Day: Resurgence di questa estate. Apparentemente, è stato ucciso mentre testava un jet sviluppando la tecnologia di quegli alieni - quindi sembra proprio che i mostri dagli occhi di insetto abbiano avuto l'ultima risata.

 I Sequel non sono niente di nuovo, ovviamente. E non è insolito per Hollywood mungere le loro mucche da soldi fino a che non muggiscono chiedendo pietà. Quello che è cambiato è che agli spettatori non viene più dato – per citare Frank Kermode o Julian Barnes – il senso di una fine. Quello che eravamo abituati a ottenere da i nostri film blockbuster era la confortante illusione che persino i più mostruosi ostacoli nella vita potessero essere sormontati in un paio d'ore - e che quegli ostacoli sarebbero rimasti sormontati. Alcuni personaggi sarebbero andati avanti a fronteggiare altre sfide nei sequel, è vero. Ma abbiamo sempre saputo che dopo due o tre film, i nostri eroi sarebbero passati oltre il periodo più stressante delle loro vite. Marty McFly poteva sposare Jennifer, i Ghostbusters avrebbero potuto appendere al chiodo i loro zaini protonici, Indiana Jones avrebbe potuto cavalcare nel tramonto. E per molti di noi, quella fantasia da fiaba era una degli aspetti più attraenti del cinema. Non era come guardare il football, in cui la vittoria di un sabato avrebbe potuto essere seguita dalla perdita di un altro sabato, o una soap opera, in cui i guai familiari continuerebbero all'infinito. I film hanno quella che i media analyst adesso stanno chiamando"finibilità”. James Bond a parte, i loro personaggi avevano una o due crisi principali nelle loro vite, dopodiché avrebbero potuto guardare a riposo e recupero indefinito.

 è ancora là fuori … la nuova serie tv di X-Files ribalta la conclusione del film del 2008.
Non più. Oggi, la cultura popolare è stata nerdificata al punto in cui i fan possono prendere in internet a migliaia per chiedere maggiori contenuti sul loro personaggio preferito, e dove le corporazioni sono fin troppo felici di monetizzare queste richieste. Dite ciò che volete sulla mala gestione di George Lucas dei film di Star Wars films, ma almeno lui non ne avrebbe fatto uno nuovo a meno che non l'avesse proprio voluto. Sotto la sua gestione, ulteriori avventure della gang rimanevano roba relegata a fan fiction o a romanzi spin off. Questo era ciò che rendeva i film stessi così speciali. (Behl, la trilogia originale, comunque.) Adesso che il franchise è proprietà della Disney, non è più un opzione per la saga arrivare a una conclusione soddisfacente. Gli azionisti della compagnia si rivolterebbero se Iger non dichiarasse Star Wars essere una storia senza fine.


 ‘Ron ha probabilmente già divorziato da Hermione,’ ha detto Rupert Grint del suo personaggio e di quello Emma Watson in Harry Potter.
Questa tendenza nessun-finale-in-vista sta insorgendo anche in altre forme d'arte. In prosa, PD James ha usato Morte a Pemberley per interrompere l'idillio domestico di Lizzie e Darcy. In televisione, abbiamo i revival originati dai fan di Arrested Development - ti presento i miei, Futurama e il già menzionato X-Files. E sul palco, c'è la prospettiva snervante di Harry Potter and the Cursed Child di JK Rowling. Dopo tutto ciò che ha passato Harry, dice il sito della Rowling, adesso è “un oberato impiegato del Ministro della Magia [che] affronta un passato che rifiuta di rimanere dove dovrebbe stare”. Ma il suo migliore amico potrebbe cavarsela persino peggio. “Mi aspetterei che Ron abbia probabilmente già divorziato da Hermione,” ha detto lo stesso Ron Weasley, Rupert Grint, in un intervista la scorsa settimana. “Sta vivendo per conto suo, in un piccolo appartamento da una camera da letto. Non ha un lavoro.” Grazie per questo, Rupert. Grazie mille. Non esattamente “tutto è bene ciò che finisce bene”, non è così?

Comunque, per quanto demoralizzanti possano essere X Files e Harry Potter, è sempre stata nella natura dei romanzi e dei programmi televisivi di espandersi in lunghi serial, dove, sin dal declino dei cliffhanger dell'era del muto, il cinema si è specializzato in storie discrete che lasciavano la vita successiva dei personaggi all'immaginazione dello spettatore. Se i blockbuster stanno per rimpiazzare ogni "Fine" con un "Continua", perderanno questa parte essenziale della loro attrattiva. Perché guardare un episodio di Star Wars quando puoi semplicemente saltarlo e vedere il prossimo, o quello dopo, o quello dopo ancora?

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:theguardian.com/

domenica 20 marzo 2016

Basta reboot: Cosa 'Star Wars' e Marvel potrebbero imparare da un fumetto di culto


di Alyssa Rosenberg   

Non vado certo fiera con nessuno del mio amore per "Star Wars", e sono piuttosto appassionata di (parecchi) dei film e delle serie televisive Marvel che sono stati prodotti sotto la sorveglianza della Disney. Ma in quanto appassionata e in quanto critica, ho guardato allo spettacolare successo di questi franchise sia con eccitazione che con ansia. Adoro l'idea di avere un film di “Star Wars” ogni Dicembre durante la mia vecchiaia in teoria. In pratica, mi sono chiesta per quanto a lungo la Disney possa raccontare storie di "Star Wars" e di supereroi senza diventare stagnante o realizzare alcuni veri rottami. E mentre ci sono lezioni utili in altre parti nell'universo della cultura pop, l'ispirazione più intelligente potrebbe venire da un fumetto britannico di culto dalla lunga durata che è stato adattato per il cinema Americano in maniera intermittente: Judge Dredd della 2000 AD.

“Beni immateriali primariamente consistenti di proprietà intellettuali basate sul franchise 'Star Wars' con una vita stimata di utilizzo di approssimativamente 40 anni," ha dichiarato la Disney nel suo Report finanziario annuale dell'anno fiscale 2014 e nella lettera agli Azionisti. “La bontà riflette il valore per la Disney dallo sfruttamento delle proprietà intellettuali Lucasfilm attraverso i nostri canali di distribuzione, sfruttando l'affermata portata globale della Disney.”

In parole povere, ciò significa che Disney sta guardando a quattro decenni di film, serie televisive, fumetti, libri su "Star Wars"e qualsiasi altra forma di intrattenimento venga inventata tra ora e il 2055 o giù di lì. E mentre non c'è un linguaggio che ispiri una simile lungimiranza nella lettera agli Azionisti sulla Marvel, è facile vedere uno scenario in cui la Disney continua a raccontare storie di supereroi nei decenni a venire, considerando quanti personaggi Marvel non siano stati ancora trasposti sullo schermo.

Ora, non è come se i franchise dalla lunga durata siano una cosa interamente nuova. Clint Eastwood ha interpretato Harry Callaghan per la prima volta nel 1971, e altri quattro film di "Harry la carogna" sono seguiti, l'ultimo nel 1988. Bruce Willis ha indossato l'iconica canottiera di John McClane per cinque volte nei film di “Die Hard”, più recentemente nel 2013. Sylvester Stallone è stato in due di questi progetti: Il franchise di “Rambo”, che è andato dal 1982 al 2008, e i film di “Rocky”, che sono ritornati per la loro settima puntata nel 2015 con “Creed,” che vedeva Michael B. Jordan interpretare Adonis Johnson, il figlio della nemesi di lungo corso e in seguito amico di Rocky Balboa, Apollo Creed (Carl Weathers).

Come “Creed,”  i film di “Mad Max” hanno avuto un'iniezione di vitalità l'anno scorso grazie alla sostituzione dei personaggi principali. In “Mad Max: Fury Road,” Max stesso è interpretato da Tom Hardy piuttosto che da Mel Gibson, che diede origine al personaggio, e il comprimario di Max — sia in termini di recitazione che di azione — Imperator Furiosa (Charlize Theron) quando decide di provare a liberare le mogli del malvagio dittatore che la comanda.

Non ci sono dubbi che i film di "Star Wars" e della Marvel potrebbero apprendere delle lezioni da questi importanti franchise filmici, sia in termini di come portare avanti lo stesso personaggio mentre si batte sugli stessi punti che piacciono al pubblico e sia riguardo all'introduzione di nuovi personaggi principali per mantenere le cose fresche. Ma raccontare di continuo storie per un periodo di 40 anni è comunque una sfida immane. Ed è qui che i fumetti di Judge Dredd potrebbero aiutare la Disney a capire il sentiero da seguire.



2000 AD introdusse Judge Dredd nel 1977 come una satira sulla fascinazione americana per

personaggi come "Harry la carogna" e sono state pubblicate storie su di lui sin da allora. E diversamente da Marvel (e DC Comics), che periodicamente hanno premuto il tasto reset per i loto personaggi più popolari e per i gruppi di supereroi, le storie di Judge Dredd hanno proseguito senza sosta da allora. Peter Parker potrà ridiventare un teenager una volta ogni dieci anni, ma Dredd - un super poliziotto in una società distopica dove i poliziotti svolgono il ruolo combinato di giudice, giuria e boia - diventa vecchio, ha problemi di salute, acquisisce nuove informazioni e cambia pensiero.

“Un sacco dell'evoluzione di Dredd è avvenuta in modo alla cieca (ci sono molte delle decisioni creative che sono state prese nei primi anni della strip con cui tutti hanno dovuto convivere da allora), " Douglas Wolk, un critico di fumetti che ha scritto anche storie di Judge Dredd, mi ha scritto un una mail dopo che gli avevo chiesto riguardo a possibili punti di comparazione. Ma ha suggerito che “Star Wars” potrebbe imparare alcune lezioni dalla costruzione di mondi di 2000 AD.

“L'ambiente dei personaggi cambia quanto cambiano loro; le cose cambiano radicalmente, e non tornano come prima,” ha sottolineato Wolk. “Sappiamo che Dredd morirà un giorno, e che Mega-City One è già collassata quasi del tutto. Vista da lontano, la storia è sul declino e il fallimento strutturale di uno stato nazione che continua a rispondere ai suoi problemi immediati con soluzioni palliative che rendono le cose peggiori nel lungo termine. Ciò è qualcosa che mi colpisce come una mancata opportunità nel nuovo film di 'Star Wars', non c'è nessun senso di come la sua cultura sia cambiata nel corso di 38 anni, o cosa la vittoria dell'Alleanza Ribelle ne Il ritorno dello Jedi abbia voluto dire nel lungo termine. Sono solo gli stessi interpreti (e i loro eredi) che combattono le stesse battaglie.”

2000 2000 AD ha inoltre sviluppato un variegato cast di personaggi per contornare Judge Dredd, una scelta che Wolk riconosce "potrebbe essere una conseguenza del loro personaggio principale che non ha quasi nessuna interiorità." Potrebbe la Marvel, in particolare, fare lo stesso? Gli appassionati desiderano un film a solo de la Vedova Nera (Scarlett Johansson) da anni e si sono lamentati di come la Marvel  sia stata generalmente lenta a sviluppare nuovi programmi e film basati su amati personaggi femminili e personaggi di colore, anche se il 2015 ci ha portato sia la serie "Jessica Jones" su Netflix e più dettagli riguardo all'imminente film "Black Panther". Wolk riconosce quel desiderio ma suggerisce che non sarà sempre facile per Marvel e “Star Wars” emulare l'approccio che Judge Dredd ha adottato con personaggi come Judge Anderson, uno dei colleghi di Dredd.

“La realizzazione di fumetti inoltre è molto più flessibile rispetto alla realizzazione dei film; se le persone rispondono bene a, diciamo, la Vedova nera filmica o al Capitano Phasma, non è nemmeno lontanamente facile avere un film che si concentri su di loro nei cinema quattro mesi dopo," ha scritto.

E mentre la Marvel si muove in nuovi territori con i suoi piani per un film del Dottor Strange, introducendo la magia in un mondo che è stato largamente dominato dalla tecnologia - sia umana o aliena - Judge Dredd potrebbe fornire un po' di ispirazione anche per quello. Alcuni dei grandi nemici di Judge Dredd è un gruppo di figure sovrannaturali chiamate Dark Judges, che hanno portato il grande potere dei Giudici alla sua logica e pericolosa conclusione e dichiarato che perché tutti i crimini sono commessi dai viventi, la vita stessa debba essere un crimine.

“Amo che gli elementi paranormali nelle storie di Dredd siano generalmente 'cose che sfidano una normale spiegazione' piuttosto che essere una soluzione istantanea alla trama': sono inesatti e inaffidabili, e i personaggi che possono utilizzarli tendono a esserne conciati piuttosto male,” Wolk wrote. “La costruzione di mondi: è enormemente importante se stai realizzando una grande storia che coinvolga cosa che sono così differenti dal nostro mondo che lo cambierebbero radicalmente. La Marvel in realtà è stata piuttosto grande nel farlo nel corso degli anni: eventi di una storia che avevano ramificazioni nella storia di un altro personaggio era una delle grandi innovazioni di Stan Lee cinquant'anni fa, e l'universo cinematografico Marvel ha preso spunto da ciò. Più in generale: immaginare le conseguenze di una storia è sempre più interessante che immaginare come premere il tasto di reset.”

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:washingtonpost.com

mercoledì 23 dicembre 2015

Matt Damon su ‘Star Wars,’ la Positività di ‘Sopravvissuto - The Martian’ e sul lasciare che il tempo faccia prendere forma a ‘Bourne’






In una pausa dal quinto episodio della serie di  'Bourne' l'attore torna a discutere della saga spaziale di Ridley Scott.


Kristopher Tapley
Co-Awards Editor@kristapley


In una pausa, finalmente, dalle riprese dell'ultimo capitolo della serie di Bourne, l'attore Matt Damon è arrivato a Los Angeles nei primi del mese per discutere il suo lavoro in  “Sopravvissuto- The Martian.” di Ridley Scott Con un incasso mondiale vicino a 600 milioni e pieno di rumor sulle sue nomination all'oscar per il 2016, potrebbe guadagnargli una nomination per una performance in larga parte in solitaria. Ha parlato con Variety riguardo l'importanza di mantenere un tono leggero e positivo nel film, tornando indietro prima di ritornare al personaggio di Jason Bourne e come ognuno in ogni momento sia sull'Orlo di sfondare in questo ambiente. Oh, e anche riguardo "Star Wars”.
Perché è  “Star Wars.”

***

Quindi tu e Tom Hanks non vi dispiacete mai per aver recitato di fronte a, beh sai, niente per lunghi periodi ?

[Ride.] Sai cosa, ci ho pensato, ovviamente, perché mi è stata fatta questa domanda.

Ma la differenza principale è, quando ho incontrato per la prima volta Ridley [Scott] per questo, mi ha detto che aveva sempre voluto fare "Robinson Crusoe", e sentiva che questa era la sua occasione .
E mentre vi ci addentravamo abbiamo realizzato che la principale distinzione è che in "Robinson Crusoe" - o in "Cast Away", per quel che importa - il viaggio del personaggio è in progressione, è se qualcuno scoprirà mai che lui è sopravvissuto...
Ha questa opportunità di registrare per i suoi colleghi l'esperienza che sta avendo.
Quindi quella sensazione di essere utile è in un certo modo l'esatto opposto della crisi esistenziale a cui qualcuno che è stato abbandonato su di un isola deserta va incontro, che è, "Oh mio Dio, qualcuno verrà mai a conoscenza di ciò che è successo?"

E con una storia come questa, spesso puoi avere una sorta di contesto "ritorno a casa", o famiglia o amici che contestualizzano il personaggio, a cui il personaggio è impaziente di ritornare. Tu non avevi tutto ciò nel testo del copione quo, quindi che tipo di lavoro ha svolto per arrivare davvero dove da dove stava venendo?

Quando ho ho guardato il copione ho sentito come se Andy [Weir], l'autore, avesse fatto quello, perché era davvero interessato in nel tipo di esperimento ipotetico se qualcuno potesse sopravvivere oppure no. Nelle interviste che ho letto, ed in seguito quando gli ho parlato, ha detto"Io mi sono semplicemente inventato la premessa e  quindi ho lasciato che la scienza guidasse la storia." Quindi non era preoccupato nello scrivere un romanzo riguardo a un tipo. Era più preoccupato riguardo, “D'accordo, che tipo di persona potrebbe sopravvivere a questa situazione incredibilmente ardua ?
Ok, sarebbe un botanico. Sarebbe un astronauta.” E lavorò a ritroso da ciò.
Quindi penso che una famiglia o una moglie a casa o dei figli o qualsiasi cosa sarebbe sembrata, in un certo modo, come uno strato ulteriore di artificialità al film o un concetto o qualunque cosa.è una storia molto snella e concentrata.Ne abbiamo parlato ma semplicemente non sembrava appropriato.
E dava una buona impressione che tu non sapessi a cosa stesse cercando di ritornare.Potrebbe essere chiunque.La sua potrebbe essere la storia di chiunque.

Che cosa ha fatto per te come attore il provare a portare quel tipo di vita interiore all'esterno avendo a che fare con qualcosa così basato sulla trama, in particolar modo dato che non è che tu abbia esattamente degli sparring partner ad aiutarti con quell'illuminazione?

Penso che ogni attore porti il suo bagaglio emotivo. Non è che tu vai lì e c'è un vuoto. Vai lì pieno e più o meno, a seconda del ruolo, butti fuori cose differenti .Ma non era un completo enigma. Sapevo che aveva affrontato questo addestramento. Nel libro vanno molto nel dettaglio riguardo all'addestramento e a come sia particolarmente tagliato per questo tipo di lavoro. Tipo, questi ragazzi che mandiamo lì fuori, devono essere degli incredibili cooperatore e devono avere questo incredibile prospettiva positiva. Come mi ha detto un'astronauta, lui fa "Siamo questo tipo di strana cosa dove dobbiamo essere davvero intelligenti e ci sono tutti questi dottori e tutte queste menti davvero brillanti, ma dobbiamo essere stupidi abbastanza da sedere su X migliaia di tonnellate di propellente per razzi e venire lanciati nello spazio.”

Devi essere un po' pazzo, credo.

Già.Già. Stavano facendo questa cosa con i sei astronauti che stanno letteralmente facendo finta di vivere su Marte e sono sigillati insieme in questo ambiente per quasi un anno e non possono andarsene a meno che non ci sia un emergenza medica .Perché stiamo studiando gli effetti di questo tipo di lavoro sulla psiche umana. Si tratta di così tanto da sopportare per un essere umano.
Quindi [il personaggio è] particolarmente tagliato per quello e ben addestrato per questo tipo di cose.
Quando se ne esce con questa idea di queste GoPro sparse per tutto l'ambiente, queste semplicemente diventano di fatto le sue Wilson, in pratica. Sebbene stia registrando queste cose e l'aspettativa sia che in giorno qualcuno venga e le ritrovi e le guardi. Quindi benché lui stia spedendo queste missive nel nulla, vengono registrate per il bene dei posteri e lui sta operando sotto l'aspettativa di essere osservato, come se fosse, in un laboratorio. Penso che sia qualcosa che lo tenga a galla, che lo faccia andare avanti.

Quello parla di un interessante elemento tematico, di positività e risoluzione dei problemi.
Ho parlato con Drew Goddard al riguardo, come a questo genere sia dato spesso a un materiale tetro, molto più cinico. Parlami dell'importanza di quella positività per la narrazione, e forse persino per la scienza. Tipo, adoro il modo di metterla di Drew, che questa era intesa come una lettera d'amore alla scienza.

Già, il che mi è stato detto da Drew letteralmente la prima volta che ci siamo incontrati. è stata una delle prime cose che è uscita dalla sua bocca, che voleva che fosse una lettera d'amore per la scienza
E sono d'accordo su ciò che hai detto riguardo al fatto che questi film tendono ad essere piuttosto tetri. Penso che questa sia una delle ragioni per cui mi ha davvero interessato. Era così diverso
E penso perché il viaggio spaziale sia così desolato e così pericoloso, penso che non si dia a storie luminose e allegre, perché vivi sotto una costante minaccia di morte. Ma quello davvero è qualcosa proveniente dal libro. Questo personaggio era così chiaramente tratteggiato nel libro e io penso che Drew abbia fatto un ottimo lavoro nell'adattarlo. Lui è davvero divertente, mi piace quel senso dell'umorismo.

Materiale come quello potrebbe abbandonarsi al cinismo, credo, perché essenzialmente diventa ciò che è tematicamente potente al riguardo. Viene spesso servita come racconto ammonitore.Quindi presentare questo tipo di prospettiva è in un certo modo vitale.

Abbiamo decisamente parlato di volerlo far uscire nel mondo adesso. Sembrava giusto fare un film che fosse edificante, e certamente Ridley e io non eravamo necessariamente conosciuti per quello
E Pietro [Scalia], il nostro montatore — ha montato “Will Hunting - genio ribello,”inoltre, ho lavorato molto con lui lungo gli anni — l'ho visto nelle prime fasi del processo ed era tipo, "Voi due S-onzi non perdete l'umorismo!" Perché sapeva che il nostro istinto avrebbe potuto condurci verso quel film spaziale più scuro e freddo, e questa è leggera e d'intrattenimento e difficile, a livello di tono.E dico questo davvero perché era tutto sulle spalle di Ridley. Voglio dire è davvero difficile tenere alta la posta in gioco mentre si stanno dicendo queste battute argute. Come tono è davvero complicato da ottenere e penso che Ridley l'abbia fatto perfettamente.Era così sicuro di ogni singola scena e di come dovesse farla esattamente.

La migliore descrizione della regia che io abbia mai sentita è stata quella che mi disse Steven Soderbergh, "è come fare un gigantesco mosaico da una distanza di pochi centimetri". I registi devono tenere questo quadro generale in mente mentre stanno lavorano su questi piccolissimi pezzi
Questa è la ragione perché così spesso puoi provare a fare un film e semplicemente i pezzi non combaciano, o è tutto sparpagliato.Ed era così sicuro di sé.In pre produzione ci siamo seduti e abbiamo analizzato il copione riga per riga e parlandomi mi ha portato al tipo esatto di film che voleva fare, scarabocchiando, a volte passandomi storyboard o qualche volte disegnando vignette sul mio copione dicendo, "Questo riguarda la taglia del fotogramma in cui saremo qui, e poi andremo a collegarci a questa scena."  Semplicemente sapeva esattamente ciò che stava facendo.

Avevi già lavorato con lui in precedenza, voglio dire in capacità di produzione o in qualsiasi altro modo?

No. Non l'avevo mai nemmeno incontrato!

Com'è stato il primo incontro?

Praticamente ciò che è successo è stato che Drew doveva dirigerlo e quindi io lo lessi e mi piacque la sceneggiatura e avevo guardato i film di Drew, e poi andai e lo incontrai e mi piacque sul serio.
E poi Drew ebbe una possibilità di dirigere "Sinister Six" che voleva davvero dirigere ed era il progetto dei suoi sogni e un progetto per un cinecomic. Quindi uscì di scena e pensai semplicemente che la cosa non si facesse più. E poi circa una settimana dopo il mio agente mi chiamò e disse,"Ridley Scott ha letto la sceneggiatura e l'adora." Quindi saltai in macchina e guidai fino a RSA [Films] e lo incontrai.Voglio dire ci sono voluti circa 30 secondi, tipo "vuoi davvero farlo, Ridley?""Certo. Sono dentro.” é stata una decisione davvero davvero davvero molto facile. Ovviamente io volevo lavorare con lui da tantissimo tempo.

Parlando dei cinecomic, saresti interessato a buttarti in quel mondo?
Non riesco ad immaginare che non ti sia stato chiesto molte vole ma ovviamente il tuo vecchio amico Ben Affleck se la sta godendo e ci si è tuffato a testa bassa.

E ho sentito che [“Batman v Superman: Dawn of Justice”] è buono.

Non l'ho ancora visto ma lui ha visto un montaggio preliminare e penso sia davvero compiaciuto.Ma no, non credo che siano altri personaggi dei fumetti rimasti.

Già, se li stanno prendendo tutti. E riguardo  “Star Wars?” Sei eccitato al riguardo?

Non vedo l'ora.

Crescendo eri un fan?

Un grande fan. Un grande fan. Voglio dire il primo, penso che mio fratello l'abbia visto 26 volte e io l'ho visto 18 volte. E questo era al tempo in cui dovevi andare in un cinema per vederlo - a volte rimanevamo a vederlo due volte di seguito. Avevo 7 anni ed era letteralmente solo qualcosa che facevamo. Mi ricordo solo che era al cinema per mesi e mesi e se passava una settimana e non l'avevamo visto, potevamo scendere e rivederlo. Quando uscì il terzo, probabilmente l'avrò visto 5 o 6 volte. E poi ovviamente quando uscì la seconda trilogia ero tipo un adulto e non ero molto entusiasta per quei tre. Ma questo qui, sembra fantastico. I trailer che hanno realizzato sono spettacolari e J.J [Abrams] è così talentuoso che penso che sarà grandioso.

Già. Qualcuno da qualche parte ha pensato che sarebbe stata una buona idea mettermi nella lista degli invitati alla premiere, quindi quello è stato speciale.

Mio Dio! Già, ho parlato con Kathy [Kennedy] perché Frank Marshall ovviamente sta producendo i film di "Bourne" e Frank ha persino detto che stava ricevendo mail da avvocati che sono nello studio che lo rappresenta, tipo"Non ci siamo mai incontrati, ma se c'è qualche possibilità...”

Sembra interessante, il ri-rilascio della vecchia trilogia, ricordi, avvenne nel 1997,lo stesso anno di "Will Hunting - Genio ribelle". Fatto random a parte, ma ho letto che hai scritto quella sceneggiatura a poche strade da me in Eagle Rock, il che è una sorta di ispirazione!

Davvero? Già. Lo chiamavamo Il Castello. Era questo posto, mer-a,se venivi giù dal Colorado e salivi sulla collina…

Era in Hill Street.

Già! Eravamo lì perché Ben stava all'Occi[dental College], e quindi vivevamo in un gruppo di mer-osi appartamenti ad Eagle Rock, ma Il Castello era il posto più carino in cui abitammo perché io avevo fatto "Geronimo" e Ben, penso havesse appena fatto "La Vita è un sogno."Quindi avevamo abbastanza soldi per prendere un posto carino e Casey [Affleck] si era appena diplomato e venne a vivere con noi.

Già, chiunque può scrivere qualsiasi cosa. Ricordo Tom Hanks che me lo diceva in "Salvate il soldato Ryan" -  lo disse a tutti noi. Eravamo seduti in una buca aspettando per girare, o stavano sistemando le luci o qualche altra cosa, e stava parlando riguardo a questo business e disse, "Sei sempre a un film dall'essere la più grande star del mondo" Poi fa, "il tuo postino è a un film dall'essere la più grande..." E se ci pensi, è stato lì appeso per talmente tanto tempo e poi improvvisamente è semplicemente esploso. Ma è come quel film, sei a un film di distanza.

Certo. E parlando presto di "Bourne", come stanno andando le riprese?

Siamo, tipo, probabilmente a metà della lavorazione. Abbiamo iniziato a settembre ma stanno oscurando per la maggior parte di Dicembre e tagliando semplicemente i primi due atti.
E poi abbiamo il terzo atto e poi qualsiasi cosa ci rimane dai primi due atti

Pensavi di avere finito con Bourne?

Non ne ero sicuro. Speravo di non aver finito perché mi era davvero piaciuta la serie e il personaggio ma non vedevo una via per procedere. Ma non avevo mollato l'idea di farlo. Paul e io ne abbiamo parlato anni fa forse il modo per farlo era solo lasciare che il tempo passasse e consentire che il mondo cambiasse un po'.

Solo un po' di ricchezza incorporata.

Già. Perché troverai il personaggio - come in “The Bourne Ultimatum,”  dove il terzo atto attualmente nel film s'incastra con il terzo atto di “The Bourne Supremacy.” Quindi tecnicamente quando il personaggio di Bourne scompare, è ancora il 2004. Quindi quando il prossimo uscirà nel 2016, saranno 12 anni - in anni filmici - che il personaggio è stato irrintracciabile. Quindi ciò che è accaduto in quegli anni passati ti da una storia.

Sono certamente accadute molte cose nel mondo su cui si può lavorare.Dove state filmando?

Stiamo a  Tenerife, che si suppone dovrebbe essere Atene.Dovrebbe essere una scena notturna di rivolta per iniziare il film. E poi in Inghilterra, Berlino per un po' circa una settimana, e un po' a Washington D.C. Poi andremo a Las Vegas per il terzo atto.

Oh wow. Sarà divertente.

Un grande inseguimento automobilistico sullo Strip.

Beh buona fortuna con quello.

Grazie. Cercherò di non mandarlo a putt---!

TRADUZIONE di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
Articolo Originale: Variety