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domenica 27 marzo 2016

Conti in sospeso: come Disney e Marvel hanno ucciso il vissero felici e contenti

La Principessa Leila pensava che i ribelli avessero vinto. Iron Man aveva appeso la sua armatura al chiodo. Bruce Wayne aveva sostituito Gotham con Firenze. Ma i fan e gli studios volevano di più. Che cosa è successo all'uscire di scena con il botto?
‘Proprio quando pensavo di esserne uscito, loro mi hanno ritirato dentro’… da sinistra: Han Solo in Star Wars; Rocky Balboa; Batman in Il Cavaliere Oscuro: il ritorno; Mulder e Scully di X-Files 
 di Nicholas Barber

Star Wars: Il risveglio della forza sarà anche uno dei film con il più grande incasso mai usciti, ma è anche uno dei più deprimenti. Per quanto deliziati i nostri eroi siano di distruggere La Morte nera - scusate, la base Starkiller - il messaggio principale è che tali trionfi sono privi di significato; in particolare, il trionfo che aveva concluso il precedente episodio di Star Wars, Il Ritorno dello Jedi. Quando lo vedemmo nel 1983, non avremmo potuto prevedere una vittoria più dolce o più totale. C'erano festeggiamenti in ogni pianeta della galassia, Leila stava flirtando con Han vicino a un falò, e Darth Vader si era redento gettando qualcuno giù per uno di quei condotti di manutenzione di 100 piani di cui gli architetti dell'Impero che sfidano salute e sicurezza sono così appassionati. Tutto era favoloso.

 Ma il Risveglio della Forza rende tutto ciò nullo e privo di valore. La galassia che presente è una dove il conflitto che distrugge i pianeti sta ancora andando avanti e dove i cattivi sono potenti come sempre. In altre parole, Luke Skywalker e i suoi amici hanno ottenuto precisamente un bel nulla. Grazie a JJ Abrams,  il finale felice de Il Ritorno dello Jedi adesso non è ne un finale ne tanto meno felice.

E non vi aspettate che l'attuale trilogia offrirà alcuna conclusione. La settimana scorsa, Bob Iger, l'amministratore delegato della Walt Disney Company, ha confermato che Star Wars: Episode IX, in arrivo a maggio 2019, non sarà l'ultimo film di Star Wars. “Ce ne sarà ancora dopo di quello,” ha detto. “Non so quanti, non so quanto spesso.” Quindi persino se Episodio IX si concluderà con Finn che sposa Poe Dameron, il grande cattivo ologramma che viene spento, e tu-sai-chi rivelarsi non essere morto, dopo tutto, non ci sarà nessuna ragione per celebrare. Qualsiasi cessazione delle ostilità nell'universo di Star Wars sarà temporanea quanto una tregua del giorno di Natale.

Grazie a JJ Abrams, il finale felice de Il Ritorno dello Jedi (nella foto) adesso non è ne un finale ne tanto meno felice. 
Non sono solo Han e Leila a cui non è consentito di vivere felici e contenti, nemmeno. Un numero sempre crescente di serie di film stanno rovinando la pensione dei loro eroi, in questo modo sottraendo il semplice piacere che una volta ottenevamo dall'immaginare la loro felicità in pipa e ciabatte. Prendete Creed, per esempio. Sylvester Stallone aveva chiuso la storia del suo alter ego stordito dai pugni numerose volte lungo i decenni, ma Rocky Balboa del 2006 sembrava essere la volta buona. Rocky era finalmente in pace. O così pensavamo. Ma il dramma di passaggio del testimone di Ryan Coogler strappa il campione dal suo confortevole ristorante di quartiere, gli infligge un cancro, e lo forza a guardare mentre il suo protetto si imbarca in una serie di combattimenti sanguinosi e punitivi quanto i suoi. Ma Rocky e Han Solo devono essere stati tentati di citare Michael Corleone in Il Padrino: Part III: “Adesso che credevo di esserne uscito, mi ritirano di nuovo dentro.”

Abbiamo raggiunto la fine dei finali? Ne Il cavaliere Oscuro il ritorno, Bruce Wayne a girato le spalle sia a Batman che a Gotham City per poter nuotare nei dintorni di Firenze con Selina Kyle. Ma in Batman c Superman di quest anno, il poveraccio deve infilarsi nella sua tuta di gomma ancora una volta. In maniera simile, Iron Man 3 era la terza parte di una trilogia, ed era di commiato tanto quanto Il Cavaliere Oscuro il ritorno. Terminava con Tony Stark che faceva esplodere le sue armature robotiche e lanciava il suo peacemaker High tech giù da una scogliera, per potersi sistemare con il suo Venerdì donna, Pepper Potts. Ma le cose non erano destinate a rimanere così. In Avengers: Age of Ultron, aveva di nuovo indosso la sua copertura di metallo, e non ci sono possibilità che se la tolga di nuovo tanto presto. Come i personaggi in Star Wars, Iron Man e i suoi amici sono posseduti da Disney, il che vuol dire che Iger deciderà i loro destini. “[Con la] Marvel, hai a che fare con migliaia e migliaia di personaggi,” ha detto la scorsa settimana. “Andrà avanti per sempre.”
Ne Il Cavaliere Oscuro il ritorno del 2012, Bruce Wayne ha voltato le spalle a Batman per stare con Selina Kyle – ma quest anno il Pipistrello è tornato.
Ci sono alcuni appassionati di supereroi, lo so, che saranno sopraffatti dalla gioia da questa premessa, ma direi che il vero fan preferirebbe che i suoi idoli avessero un po' di ben meritato riposo. Per esempio, l'ultimo film di X-files vedeva Mulder e Scully vivere assieme in un cottage ritirato, il che è ciò che i fan della coppia ha sempre voluto per loro. Ma adesso una nuova serie televisiva di X-Files è iniziata (e finita), e in essa scopriamo che – sorpresa sorpresa – Mulder e Scully si sono separati da lungo tempo. E quindi un altro finale felice gettato alle ortiche. In Independence Day del 1996, Steven Hiller di Will Smith salvò la terra dagli alieni. Sicuramente, dopo quello, meritava una vita facile di gite e cerimonie di consegna di medaglie. Ma adesso è stato annunciato che Hiller non ci sarà in Independence Day: Resurgence di questa estate. Apparentemente, è stato ucciso mentre testava un jet sviluppando la tecnologia di quegli alieni - quindi sembra proprio che i mostri dagli occhi di insetto abbiano avuto l'ultima risata.

 I Sequel non sono niente di nuovo, ovviamente. E non è insolito per Hollywood mungere le loro mucche da soldi fino a che non muggiscono chiedendo pietà. Quello che è cambiato è che agli spettatori non viene più dato – per citare Frank Kermode o Julian Barnes – il senso di una fine. Quello che eravamo abituati a ottenere da i nostri film blockbuster era la confortante illusione che persino i più mostruosi ostacoli nella vita potessero essere sormontati in un paio d'ore - e che quegli ostacoli sarebbero rimasti sormontati. Alcuni personaggi sarebbero andati avanti a fronteggiare altre sfide nei sequel, è vero. Ma abbiamo sempre saputo che dopo due o tre film, i nostri eroi sarebbero passati oltre il periodo più stressante delle loro vite. Marty McFly poteva sposare Jennifer, i Ghostbusters avrebbero potuto appendere al chiodo i loro zaini protonici, Indiana Jones avrebbe potuto cavalcare nel tramonto. E per molti di noi, quella fantasia da fiaba era una degli aspetti più attraenti del cinema. Non era come guardare il football, in cui la vittoria di un sabato avrebbe potuto essere seguita dalla perdita di un altro sabato, o una soap opera, in cui i guai familiari continuerebbero all'infinito. I film hanno quella che i media analyst adesso stanno chiamando"finibilità”. James Bond a parte, i loro personaggi avevano una o due crisi principali nelle loro vite, dopodiché avrebbero potuto guardare a riposo e recupero indefinito.

 è ancora là fuori … la nuova serie tv di X-Files ribalta la conclusione del film del 2008.
Non più. Oggi, la cultura popolare è stata nerdificata al punto in cui i fan possono prendere in internet a migliaia per chiedere maggiori contenuti sul loro personaggio preferito, e dove le corporazioni sono fin troppo felici di monetizzare queste richieste. Dite ciò che volete sulla mala gestione di George Lucas dei film di Star Wars films, ma almeno lui non ne avrebbe fatto uno nuovo a meno che non l'avesse proprio voluto. Sotto la sua gestione, ulteriori avventure della gang rimanevano roba relegata a fan fiction o a romanzi spin off. Questo era ciò che rendeva i film stessi così speciali. (Behl, la trilogia originale, comunque.) Adesso che il franchise è proprietà della Disney, non è più un opzione per la saga arrivare a una conclusione soddisfacente. Gli azionisti della compagnia si rivolterebbero se Iger non dichiarasse Star Wars essere una storia senza fine.


 ‘Ron ha probabilmente già divorziato da Hermione,’ ha detto Rupert Grint del suo personaggio e di quello Emma Watson in Harry Potter.
Questa tendenza nessun-finale-in-vista sta insorgendo anche in altre forme d'arte. In prosa, PD James ha usato Morte a Pemberley per interrompere l'idillio domestico di Lizzie e Darcy. In televisione, abbiamo i revival originati dai fan di Arrested Development - ti presento i miei, Futurama e il già menzionato X-Files. E sul palco, c'è la prospettiva snervante di Harry Potter and the Cursed Child di JK Rowling. Dopo tutto ciò che ha passato Harry, dice il sito della Rowling, adesso è “un oberato impiegato del Ministro della Magia [che] affronta un passato che rifiuta di rimanere dove dovrebbe stare”. Ma il suo migliore amico potrebbe cavarsela persino peggio. “Mi aspetterei che Ron abbia probabilmente già divorziato da Hermione,” ha detto lo stesso Ron Weasley, Rupert Grint, in un intervista la scorsa settimana. “Sta vivendo per conto suo, in un piccolo appartamento da una camera da letto. Non ha un lavoro.” Grazie per questo, Rupert. Grazie mille. Non esattamente “tutto è bene ciò che finisce bene”, non è così?

Comunque, per quanto demoralizzanti possano essere X Files e Harry Potter, è sempre stata nella natura dei romanzi e dei programmi televisivi di espandersi in lunghi serial, dove, sin dal declino dei cliffhanger dell'era del muto, il cinema si è specializzato in storie discrete che lasciavano la vita successiva dei personaggi all'immaginazione dello spettatore. Se i blockbuster stanno per rimpiazzare ogni "Fine" con un "Continua", perderanno questa parte essenziale della loro attrattiva. Perché guardare un episodio di Star Wars quando puoi semplicemente saltarlo e vedere il prossimo, o quello dopo, o quello dopo ancora?

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:theguardian.com/

mercoledì 23 marzo 2016

ABARAT di Clive Barker: l'epico film Disney che non ci fu mai


di WITNEY SEIBOLD

15 anni fa, le librerie erano un po' meno complicate. Potevi entrare, trovare il genere o l'argomento che volevi, e curiosare senza fine. Oggigiorno, comunque, le librerie sono diventate quasi infinitamente compartimentalizzate. Questo è vero in special modo quando si ha a che fare con i romanzi Young Adult. Le librerie non solo hanno una sezione YA, ma adesso ci sono interi scaffali dedicati esclusivamente dedicate a storie fantasy epiche di più episodi su teenager valorosi  e adolescenti che usano super poteri magici recentemente scoperti (o tecnologie se è il caso) per combattere mostri, streghe, demoni, e cose simili. La qualità e l'influenza positiva di questo immensamente ampio sottogenere è materia di discussione. La sua popolarità e ubiquità è inevitabile.

L'ampiezza di questo genere è legata alla popolarità dei romanzi di HARRY POTTER, che iniziarono la loro vita editoriale nel 1997, approdarono negli Stati Uniti nel 1998, e, dal 2001, diventarono un fenomeno globale. La storia di un ragazzo mago introdotto in un magico e oscuro mondo di vendetta ispirò centinaia di altri autori, e non ci volle molto prima che miriadi di imitatori iniziassero a invadere il mercato, alcuni dei quali divennero piuttosto popolari a loro volta. Divenne il fenomeno letterario del momento, e le storie fantasy a più episodi rimangono il formato più popolare per la narrativa YA.


Il  2001 inoltre vide l'uscita del primo film basato su di un romanzo di HARRY POTTER. Fu, prevedibilmente, un grande successo. Ma, più di quello, annunciò una nuova etica ai realizzatori dei blockbuster Hollywoodiani . Precedentemente, Hollywood si sarebbe impegnata nei sequel solo dopo che il primo film si sarebbe rivelato essere redditizio. Con HARRY POTTER, la Warner Bros. annuncio che sarebbero andati avanti e avrebbero realizzato sette film basati sui sette romanzi (alcuni dei quali non erano nemmeno stati scritti all'epoca). All'improvviso, divenne finanziariamente vantaggioso catturare una fanbase accertata e pianificare un'intera serie tutta in una volta. I registi non erano più autori. Adesso, erano gli executive degli studio che pensavano a lunga scadenza. Grazie al successo del modello HARRY POTTER cui si aggiunse il simultaneo successo dei film de IL SIGNORE DEGLI ANELLI di Peter Jackson, adesso abbiamo un mondo di gigantesche serie di film pianificate nell'infinito futuro. 


Ma prima che Disney comprasse Marvel e STAR WARS, e mettesse in atto il suo modello super franchise di ultra successo, posero le loro ambizioni su di una serie fantasy di cui pochi parlano ancora - ARABAT di Clive Barker.

Nei primi anni 2000, il pittore/autore Clive Barker decise che avrebbe fatto un tentativo con una sua serie  di romanzi epici fantasy per young adults. Barker non era estraneo a mondi ampi e immaginativi di magia e mistero. In passato, aveva scritto libri come IL MONDO IN UN TAPPETO, APOCALYPSE - IL GRANDE SPETTACOLO SEGRETO, e la sua opera magna di 100 pagine IMAGICA. Non essendo mai stato uno da tirarsi indietro di fronte al gigantismo creativo, Barker era quasi idealmente tagliato per entrare nel mondo della narrativa YA.


ABARAT ha luogo in un mistico arcipelago di 24 isole in cui ognuna delle isole è congelata in una particolare ora del giorno. Su Yzil, è sempre mezzogiorno, e su Gorgossium, è sempre mezzanotte. La nostra eroina è un'adolescente chiamata Candy Quackenbush, che per puro caso capita nelle isole di Arabat e deve respingere la violenza di un ghoul mangia incubi di nome Christopher Carrion. Centinaia di altri personaggi e complicazioni, ovviamente, si manifestano.

I libri (tre pubblicati fino a questo momento) sono immaginifici e complessi. Sono un grande esempio della più grande forza di Clive Baker come scrittore - l'abilità di inventare e popolare mitologie interamente originali. Il primo ABARAT uscì nel 2002. Il secondo, GIORNI DI MAGIA E NOTTI DI GUERRA uscì nel 2004. Il Terzo, ASSOLUTA MEZZANOTTE, non sarebbe uscito fino al 2011.


I libri di ABARAT non erano meramente un esercizio estetico e intellettuale per Barker, comunque. Nel 2000, persino prima che ABARAT fosse finito, Barker stava parlando con la Disney riguardo all'adattarlo in un film. La Disney voleva trasformare i libri di ABARAT in una lunga serie di film fantasy ad alto budget, forse la più grande all'epoca. Più grande di HARRY POTTER, più grande de IL SIGNORE DEGLI ANELLI. ABARAT avrebbe dovuto essere per la Disney ciò che Marvel e Star Wars avrebbero finito per essere. Avrebbe dovuto avere serie tv collegate, attrazioni nei parchi giochi dedicate, e videogiochi collegati alla storia. Questo era il nuovo universo espanso che avremmo dovuto memorizzare e amare.

Inoltre, Barker era pronto alla sfida. Il suo mondo era sapientemente costruito, e le 24 isole in esso erano posti pienamente realizzati. Barker dipinse centinaia di dipinti, imponendo il colore e l'aspetto dell' ABARAT, e non vedrete dipinti più vibranti da nessuna parte. Barker non aveva mai lavorato in un ambiente così pieno di soldi prima, ma era ansioso di fare un tentativo. La Disney mise un enorme quantità di fede in questo eccentrico, oscuro, surreale autore horror, e lui stava al gioco al meglio di quanto potesse. Tutto era pronto per partire.


ABARAT non è mai partito. Nonostante fosse stato specialmente selezionato, caricato, e agghindato da una delle più grandi corporazioni per l'intrattenimento del mondo, l'epica fantasy di Clive Barker era destinata a rimanere incompleta e ancorata alla pagina. Cosa gli successe?

In parte probabilmente ha a che fare con il cattivo tempismo e tabelle di marcia affrettate. Il primo libra fu solo un modesto successo, e Disney voleva scivolare direttamente in un alto, assicurando che ABARAT rimanesse nella mente delle persone. Barker, comunque, scrisse il secondo libro, e poi scartò l'intera stesura quando fu scontento di essa, iniziando di nuovo da zero. Questo potrebbe essere stato un ritardo di cui la Disney era scontenta. Barker è una autore che lavora duramente i cui libri richiedono un enorme sforzo fisico ed emotivo e lavorare con una struttura corporativa potrebbe essere stato meramente una brutta accoppiata. Barker inoltre lavora in un modo davvero specifico (ha scritto tutti i suoi romanzi a mano, per esempio), e probabilmente risentiva la pressione degli studio a fornire qualcosa di particolare. Come abbiamo imparato da persone come Joss Whedon e Edgar Wright, lavorare nella macchina Disney può essere frustrante per una persona creativa. Barker iniziò ad avere il più classico dei problemi di Hollywood: Divergenze Creative.


Inoltre è probabile che lo studio iniziasse a percepire il rischio che avrebbe potuto rappresentare. C'era una proprietà incontrollata su cui stavano per investire in maniera molto pesante, e forse la Disney si fece capricciosa sul rischio. C'era una premessa piena di personaggi selvaggi e irriconoscibili, e piena di una forma di magia e fantasia che non era ancora stata vista prima. Forse questo era semplicemente troppo folle per fare un tentativo. Pensate a qualcosa come JOHN CARTER o JUPITER ASCENDING. Immaginativo, costoso, originale, divertente… e un completo fallimento al botteghino. Disney potrebbe aver visto le scritte sui muri con ABARAT. Era semplicemente troppo grande, troppo immaginativo, troppo bizzarro per il suo stesso bene.

Inoltre, perché prendersi un rischio su di una proprietà per bambini creata da un uomo i cui libri sono famosi per contenere gore estremo, sesso copioso, e una non piccola quantità di fluidi corporei? Clive Barker è un autore davvero viscerale, e i suoi romanzi dell'orrore tendono a essere sessualmente e violentemente estremi. Questo è il tipo di HELLRAISER, dopo tutto. è porbabile che Disney non volesse associate un prodotto per bambini con Barker. Non fa nulla che la Dimension Films della Disney fece uscire HELLRAISER: LA STIRPE MALEDETTA.


La colpa potrebbe risiedere in Barker stesso. Persino anche se ha un talento nel costruire elaborati e affascinanti mondi e mitologie, è sempre stato notoriamente debole con i suoi protagonisti. Candy è, in teoria, un'anima avventurosa, ma in pratica, è un po' un pallone gonfiato. è probabile che Barker fosse incapace di creare un'eroina con cui le persone si sarebbero immedesimate. Inoltre, il suo primo libro era in qualche modo basico, ma i sequel diventavano esponenzialmente complessi molto velocemente, al punto di essere opprimenti. Immaginate la complessità e la densità di personaggi dei romanzi di HARRY POTTER condensati in due libri, piuttosto che essere distribuiti su sette.

Barker inoltre ha la tendenza a lasciare i progetti non finiti. Negli anni 80 e nei primi anni 90, Barker espresse il desiderio di scrivere un terzo libro nella serie che era iniziata con APOCALYPSE - IL GRANDE SPETTACOLO SEGRETO e con il suo sequel EVERVILLE che non è mai uscito. Ci fu un lungo periodo in cui il suo libro LA CASA DELLE VACANZA stava per essere adattato in un film animato in stop motion, ma venne preso nell'inferno dello sviluppo.

In più, tutti stiamo ancora aspettando il nuovo remake di HELLRAISER che Barker ha scritto e dovrebbe dirigere. Quello sembra essere su di un eterna graticola. Sto aspettando l'estemismo di TORTURED SOULS che non sembra stare procedendo. Nonostante il cuore fiacco di Barker (polipi alla gola) potrebbe averlo distolto dai suoi progetti più recenti, è probabile che che lui abbia solo sfortuna e che gli manchi il senso pratico per gli affari quando si arriva a realizzare finalmente la sua roba.

Quindi Barker espanse la sua serie di ABARAT a cinque libri, ma ha, al momento, completato solo tre di essi. Forse nessuno fu paziente abbastanza da aspettare che Barker ideasse questa serie di cinque libri da solo. Realizzare una serie incompleta di libri in un progetto di film condensati non era fattibile per nessuno.

Questo è un peccato. Possiamo solo immaginare l'esplosione di stranezza originale, colorata e stupefacente che una versione filmica ad alto budget di ABARAT avrebbe consegnato al mondo. Come la versione di Jodorowsky di DUNE, era un epica di genere che avrebbe messo fine a tutte le epiche di genere, e nessuno era interessato a mettere fine a tutte le epiche di genere. Leggere il libro ci da la storia, e guardare ai dipinti ci fa solo venire l'acquolina in bocca per ciò che avrebbe potuto essere.

ABARAT, tristemente, non era destinato a essere.

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com

domenica 20 marzo 2016

Basta reboot: Cosa 'Star Wars' e Marvel potrebbero imparare da un fumetto di culto


di Alyssa Rosenberg   

Non vado certo fiera con nessuno del mio amore per "Star Wars", e sono piuttosto appassionata di (parecchi) dei film e delle serie televisive Marvel che sono stati prodotti sotto la sorveglianza della Disney. Ma in quanto appassionata e in quanto critica, ho guardato allo spettacolare successo di questi franchise sia con eccitazione che con ansia. Adoro l'idea di avere un film di “Star Wars” ogni Dicembre durante la mia vecchiaia in teoria. In pratica, mi sono chiesta per quanto a lungo la Disney possa raccontare storie di "Star Wars" e di supereroi senza diventare stagnante o realizzare alcuni veri rottami. E mentre ci sono lezioni utili in altre parti nell'universo della cultura pop, l'ispirazione più intelligente potrebbe venire da un fumetto britannico di culto dalla lunga durata che è stato adattato per il cinema Americano in maniera intermittente: Judge Dredd della 2000 AD.

“Beni immateriali primariamente consistenti di proprietà intellettuali basate sul franchise 'Star Wars' con una vita stimata di utilizzo di approssimativamente 40 anni," ha dichiarato la Disney nel suo Report finanziario annuale dell'anno fiscale 2014 e nella lettera agli Azionisti. “La bontà riflette il valore per la Disney dallo sfruttamento delle proprietà intellettuali Lucasfilm attraverso i nostri canali di distribuzione, sfruttando l'affermata portata globale della Disney.”

In parole povere, ciò significa che Disney sta guardando a quattro decenni di film, serie televisive, fumetti, libri su "Star Wars"e qualsiasi altra forma di intrattenimento venga inventata tra ora e il 2055 o giù di lì. E mentre non c'è un linguaggio che ispiri una simile lungimiranza nella lettera agli Azionisti sulla Marvel, è facile vedere uno scenario in cui la Disney continua a raccontare storie di supereroi nei decenni a venire, considerando quanti personaggi Marvel non siano stati ancora trasposti sullo schermo.

Ora, non è come se i franchise dalla lunga durata siano una cosa interamente nuova. Clint Eastwood ha interpretato Harry Callaghan per la prima volta nel 1971, e altri quattro film di "Harry la carogna" sono seguiti, l'ultimo nel 1988. Bruce Willis ha indossato l'iconica canottiera di John McClane per cinque volte nei film di “Die Hard”, più recentemente nel 2013. Sylvester Stallone è stato in due di questi progetti: Il franchise di “Rambo”, che è andato dal 1982 al 2008, e i film di “Rocky”, che sono ritornati per la loro settima puntata nel 2015 con “Creed,” che vedeva Michael B. Jordan interpretare Adonis Johnson, il figlio della nemesi di lungo corso e in seguito amico di Rocky Balboa, Apollo Creed (Carl Weathers).

Come “Creed,”  i film di “Mad Max” hanno avuto un'iniezione di vitalità l'anno scorso grazie alla sostituzione dei personaggi principali. In “Mad Max: Fury Road,” Max stesso è interpretato da Tom Hardy piuttosto che da Mel Gibson, che diede origine al personaggio, e il comprimario di Max — sia in termini di recitazione che di azione — Imperator Furiosa (Charlize Theron) quando decide di provare a liberare le mogli del malvagio dittatore che la comanda.

Non ci sono dubbi che i film di "Star Wars" e della Marvel potrebbero apprendere delle lezioni da questi importanti franchise filmici, sia in termini di come portare avanti lo stesso personaggio mentre si batte sugli stessi punti che piacciono al pubblico e sia riguardo all'introduzione di nuovi personaggi principali per mantenere le cose fresche. Ma raccontare di continuo storie per un periodo di 40 anni è comunque una sfida immane. Ed è qui che i fumetti di Judge Dredd potrebbero aiutare la Disney a capire il sentiero da seguire.



2000 AD introdusse Judge Dredd nel 1977 come una satira sulla fascinazione americana per

personaggi come "Harry la carogna" e sono state pubblicate storie su di lui sin da allora. E diversamente da Marvel (e DC Comics), che periodicamente hanno premuto il tasto reset per i loto personaggi più popolari e per i gruppi di supereroi, le storie di Judge Dredd hanno proseguito senza sosta da allora. Peter Parker potrà ridiventare un teenager una volta ogni dieci anni, ma Dredd - un super poliziotto in una società distopica dove i poliziotti svolgono il ruolo combinato di giudice, giuria e boia - diventa vecchio, ha problemi di salute, acquisisce nuove informazioni e cambia pensiero.

“Un sacco dell'evoluzione di Dredd è avvenuta in modo alla cieca (ci sono molte delle decisioni creative che sono state prese nei primi anni della strip con cui tutti hanno dovuto convivere da allora), " Douglas Wolk, un critico di fumetti che ha scritto anche storie di Judge Dredd, mi ha scritto un una mail dopo che gli avevo chiesto riguardo a possibili punti di comparazione. Ma ha suggerito che “Star Wars” potrebbe imparare alcune lezioni dalla costruzione di mondi di 2000 AD.

“L'ambiente dei personaggi cambia quanto cambiano loro; le cose cambiano radicalmente, e non tornano come prima,” ha sottolineato Wolk. “Sappiamo che Dredd morirà un giorno, e che Mega-City One è già collassata quasi del tutto. Vista da lontano, la storia è sul declino e il fallimento strutturale di uno stato nazione che continua a rispondere ai suoi problemi immediati con soluzioni palliative che rendono le cose peggiori nel lungo termine. Ciò è qualcosa che mi colpisce come una mancata opportunità nel nuovo film di 'Star Wars', non c'è nessun senso di come la sua cultura sia cambiata nel corso di 38 anni, o cosa la vittoria dell'Alleanza Ribelle ne Il ritorno dello Jedi abbia voluto dire nel lungo termine. Sono solo gli stessi interpreti (e i loro eredi) che combattono le stesse battaglie.”

2000 2000 AD ha inoltre sviluppato un variegato cast di personaggi per contornare Judge Dredd, una scelta che Wolk riconosce "potrebbe essere una conseguenza del loro personaggio principale che non ha quasi nessuna interiorità." Potrebbe la Marvel, in particolare, fare lo stesso? Gli appassionati desiderano un film a solo de la Vedova Nera (Scarlett Johansson) da anni e si sono lamentati di come la Marvel  sia stata generalmente lenta a sviluppare nuovi programmi e film basati su amati personaggi femminili e personaggi di colore, anche se il 2015 ci ha portato sia la serie "Jessica Jones" su Netflix e più dettagli riguardo all'imminente film "Black Panther". Wolk riconosce quel desiderio ma suggerisce che non sarà sempre facile per Marvel e “Star Wars” emulare l'approccio che Judge Dredd ha adottato con personaggi come Judge Anderson, uno dei colleghi di Dredd.

“La realizzazione di fumetti inoltre è molto più flessibile rispetto alla realizzazione dei film; se le persone rispondono bene a, diciamo, la Vedova nera filmica o al Capitano Phasma, non è nemmeno lontanamente facile avere un film che si concentri su di loro nei cinema quattro mesi dopo," ha scritto.

E mentre la Marvel si muove in nuovi territori con i suoi piani per un film del Dottor Strange, introducendo la magia in un mondo che è stato largamente dominato dalla tecnologia - sia umana o aliena - Judge Dredd potrebbe fornire un po' di ispirazione anche per quello. Alcuni dei grandi nemici di Judge Dredd è un gruppo di figure sovrannaturali chiamate Dark Judges, che hanno portato il grande potere dei Giudici alla sua logica e pericolosa conclusione e dichiarato che perché tutti i crimini sono commessi dai viventi, la vita stessa debba essere un crimine.

“Amo che gli elementi paranormali nelle storie di Dredd siano generalmente 'cose che sfidano una normale spiegazione' piuttosto che essere una soluzione istantanea alla trama': sono inesatti e inaffidabili, e i personaggi che possono utilizzarli tendono a esserne conciati piuttosto male,” Wolk wrote. “La costruzione di mondi: è enormemente importante se stai realizzando una grande storia che coinvolga cosa che sono così differenti dal nostro mondo che lo cambierebbero radicalmente. La Marvel in realtà è stata piuttosto grande nel farlo nel corso degli anni: eventi di una storia che avevano ramificazioni nella storia di un altro personaggio era una delle grandi innovazioni di Stan Lee cinquant'anni fa, e l'universo cinematografico Marvel ha preso spunto da ciò. Più in generale: immaginare le conseguenze di una storia è sempre più interessante che immaginare come premere il tasto di reset.”

TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:washingtonpost.com

sabato 5 marzo 2016

L'HALLOWEEN di Donald Pleasence/Christopher Lee che avrebbe potuto esistere


Di Robert Galluzzo

Come fan dell'horror, amiamo sentire storie di film che sono stati quasi fatti; i progetti che sono stati quasi realizzati; i talenti che quasi hanno unito le loro forze per ciò che avrebbe potuto essere, al meno, un momento memorabile nel cinema di genere.

Ci sono stato un giro di documentari usciti negli ultimi anni mostrando i "E se?" (What if) di certi progetti proposti come in JODOROWSKY’S DUNE. E persino le storie sussurrate riguardo AMERICAN PSYCHO di Stuart Gordon o IL RITORNO DELLO JEDI di David Lynch sono tutte diventate folklore. Eccone uno che sarebbe stato così epico, che mi fa male ogni volta pensare cosa sarebbe potuto essere.


Non è un segreto adesso in retrospettiva che HALLOWEEN: LA MALEDIZIONE DI MICHAEL MYERS (alias HALLOWEEN 666: THE ORIGIN OF MICHAEL MYERS) fu funestato da tantissimi problemi produttivi, una prima "producers cut" che il pubblico di prova non apprezzò e scene rigirate dopo che la star principale, Donald Pleasence, morì. Dopo anni di versioni di contrabbando e infinite discussioni riguardo 2 versioni del sequel, entrambe adesso disponibili in alta definizione su Blu-ray per i fan da comparare, mettere a contrasto e godersi.


L'idea dell' “Uomo vestito di nero” con il tatuaggio della spina fu introdotto in HALLOWEEN 5: LA VENDETTA DI MICHAEL MYERS senza alcun piano concreto riguardo chi fosse o cosa stesse facendo. Questo stava allo sceneggiatore della PART 6 Dan Farrands. E Farrands, un fan sfegatato della serie originale, fece tutto quello che poteva per essere sicuro che il suo script rendesse onore ciò che era venuto prima e rispondesse a molte delle trame lasciate aperte dai precedenti episodi. Voleva che “l'Uomo vestito di nero” fosse il Dr. Wynn dal film originale. E difatti appare nel film, interpretato funzionalmente dall'attore Mitchell Ryan. Ma mentre stendeva la sceneggiatura, Farrands aveva qualcun altro in mente.

In questa intervista del 2005 per Icons Of Fright, Farrands spiegò. "la mia idea è sempre stata di chiudere il film con questa incredibile battaglia per l'anima di Michael Myers tra il buon dottore e il dottore malvagio e questo era ciò che davvero stava montando nello script. Avevo scritto la parte del Dr. Wynn con l'idea di scritturare qualcuno davvero alla pari con Donald. Avevo implorato i produttori di offrirla all'attore che avevo in mente mentre stavo scrivendo... In realtà scrissi la parte per Christopher Lee. Questo è perfetto perché si hanno due incredibili veterani caratteristi dell'orrore. Due giganti in un unico film.”


Una delle famose notizie dall'originale HALLOWEEN è che John Carpenter offrì il ruolo del dottore di Michael Myers e sua arcinemesi Sam Loomis a Christopher Lee e Lee rifiutò! Qualcosa di cui l'attore ha detto pubblicamente si è pentito successivamente. Questo sarebbe stato un modo incredibile per correggere tutto quello.

“Ve lo immaginate venire rivelato come l'uomo vestito di nero? Aveva il personaggio giusto e la giusta corporatura. E quei tratti scarni, glaciali. Era semplicemente la persona perfetta da mettere contro Donald. Immaginate vedere questi due insieme in un film...in che cosa si tarebbe trasformata l'ultima apparizione sullo schermo di Donald? Sarebbe stato pazzesco. Per gli amanti dei film dell'orrore e tutti i film fino a quelli della Hammer. Tutti quei film magnifici che entrambi hanno realizzato. Avrebbero portato questo film in un posto dove nessun film di HALLOWEEN era mai stato prima.”

Ricordate, era il 1995 – un momento in cui Lee non era nemmeno lontanamente attivo o conosciuto come quanto lo era stato in precedenza. E il "potere che decideva" disse allo scrittore che “a nessuno importa. Nessuno se lo ricorda.” Pochi anni dopo, Lee avrebbe fatto un ritorno in pompa magna apparendo sia nella trilogia prequel di STAR WARS sia nella trilogia de IL SIGNORE DEGLI ANELLI di Peter Jackson.

“Donald Pleasence, per me, meritava di stare sullo schermo con un suo contemporaneo” disse Farrands. “Questa era semplicemente un'altra cosa che ricordo venire buttata giù e stavo lì pensando " non potete dire sul serio!" Sapendo nel profondo che questa era il modo assolutamente giusto di farlo. Ed era stato reso molto chiaro che io non ero io quello che prendeva le decisioni.”


Donald Pleasence e Christopher Lee condivisero una breve scena insieme in un film horror. Apparvero entrambi nel cult classico di Gary Sherman del 1972, NON PRENDETE QUEL METRò, rilasciato negli Stati Uniti con il titolo di RAW MEAT. In un intervista del 2006 che ho avuto con Sherman in Icons of Fright, notò che la più grande sfida per queste due grandi leggende condividendo lo schermo era la loro differenza di altezza!

“Dovetti pensare come mettere questi due faccia a faccia," ci disse Sherman in quell'occasione. “Ciò determinò il modo in cui girai. All'inizio, Donald era il personaggio dominante, quindi inziai con un primo piano di Donald e un totale di Christopher e mentre Christopher acquisiva padronanaza nella scena, la camera continuava ad avvicinarsi a lui e ad allontanarsi sempre di più da Donald. Fino a che Christopher non si sedette loro non eran mai insieme nell'inquadratura.” Guardate un po'.


Quanto era fico? Ve li sareste immaginati questi due insieme in un film di HALLOWEEN?!


TRADUZIONE a CURA di: DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE: blumhouse.com/

domenica 27 dicembre 2015

Luke e Leila erano già stati pensati come fratelli quando si sono baciati ne L'impero Colpisce ancora?

Ecco l'ultima di in una serie di articoli che esaminano le leggende metropolitane riguardo film e se siano vere o false.

MOVIE URBAN LEGEND: La principessa Leila non era stato deciso che fosse la sorella di Luke fino a Il Ritorno dello Jedi.

Qualche tempo fa scrissi un pezzo su Comics Should Be Good (Ndt una rubrica tenuta su comicbookresources.com) sui momenti nei fumetti di Star wars dove Luke e Leila si baciano, momenti che sembrano piuttosto strani con il senno di poi quando scopriamo ne Il Ritorno dello Jedi che Luke e Leila sono gemelli.
Comunque ci sono alcuni punti simili nei film di Star Wars che sono un po' imbarazzanti per gli stessi motivi, principalmente il bacio che Leila stampa sulla faccia di Luke ne L'impero colpisce ancora che è, beh, fin troppo un bacio sie per Luke che per Leila per sentircisi bene ripensandoci.


Questo, penso, porta alla domanda che è stata nella mente di tanti fan di Star Wars sin da allora – George Lucas intendeva che Luke e Leila fossero fratelli durante L'Impero colpisce ancora?

 Io penso che la risposta sia no, malgrado in maniera piuttosto interessante, George lucas non ha mai affrontato espressamente l'argomento, il che rende difficile arrivare a una risposta definitiva.
Parte di questo va a braccetto con l'intero mito "Lucas aveva pianificato tutto dall'inizio" che Lucas stesso ha dato una mano nel perpetuare.

 Per esempio, abbiamo già affrontato in una vecchia Movie Legends Revealed (ndt che verrà tradotto in un futuro MLR su Star wars) se Lucas avesse pianificato per Darth Vader di essere il padre di Like in origine, ma Lucas stesso è stato piuttosto muto sulle sue intenzioni per Vader, persino se sembra piuttosto chiaro adesso che non intendeva i due come padre e figlio. Il suo silenzio ha consentito al mito "Lucas ha pianificato tutto anni fa" di prendere piede.

Comunque, come ho evidenziato nella summenzionata Legend riguardo se Darth Vader fosse il padre di Luke, la stesura originale dello sceneggiatore Brackett per L'Impero colpisce ancora includeva una scena dove Luke è visitato dallo spirito di suo padre, Anakin Skywalker. Qui il loro scambio iniziale:

SKYWALKER

Sei cresciuto bene, Luke. Sono fiero di te.

(Luke, non sapendo cosa dire, non dice nulla)

Tuo zio ti ha mai parlato riguardo tua sorella?

LUKE

Mia sorella? Io ho una sorella? Ma perché Zio Owen non ha….

SKYWALKER

Era una mia richiesta. Quando vidi l'Impero avvicinarsi, vi mandai via entrambi per la vostra sicurezza, lontani l'un dall'altro.

LUKE

Dov'è lei? Qual è il suo nome?

SKYWALKER

Se te lo dicessi, Darth Vader potrebbe ottenere quell'informazione dalla tua mente e usarla come ostaggio. Non ancora, Luke. Quando sarà il momento…

(guarda solennemente suo figlio)

Luke. Prenderai, da me, il giuramento di un cavaliere Jedi?

Lentamente, fieramente, Luke estrae la sua spada laser e l'attiva, portandola in saluto. Skywalker fa lo stesso.

La sceneggiatura di Brackett era basata su di una scaletta di storia di Lucas, quindi chiaramente, Luke HA una sorella gemella in questo film. Comunque, è chiaro che NON è Leila, in quanto Brackett inizialmente chiama la sorella, Nellith, ma poi ne cancella il nome  .

Persino dopo che Lucas rivisitò la sceneggiatura di Brackett per introdurre il pezzo di Darth Vader come padre di Luke, inoltre mantiene una sequenza dove Luke e Leila discutono i reciproci sentimenti, con Luke che le dice che lei è meglio con Han. E persino versioni SUCCESSIVE includevano un quasi SECONDO bacio tra i due!

Quindi no, non credo che Lucas avesse pianificato che Leila fosse la sorella di Luke durante L'Impero colpisce ancora.

Attorno al periodo de L'Impero, Lucas parlo della trilogia di film che avrebbe fatto seguito alla fine della trilogia originale :

D: Ad un certo punto ci sarebbero dovuti essere dodici film di Star Wars.
Ridussi quel numero a nove perché gli altri tre erano marginali alla saga. Star Wars era la quarta storia nella saga e avrebbe dovuto essere chiamata"Star Wars episodio IV: una Nuova Speranza"
Ma io decisi che la gente non avrebbe capito il sistema di numerazione quindi l'abbandonai.
Per l'Impero penso che rimetteremo la numerazione e lo chiameremo Episodio cinque: L'Impero colpisce ancora. Dopo il terzo film di questa trilogia torneremo indietro e realizzeremo la prima trilogia, che vedrà il giovane Ben Kenobi e il giovane Darth Vader.

D: Di cosà parlera la terza trilogia?
 Parlerà dei personaggi che sopravviveranno a Star Wars III e delle loro avventure.

<Questo è importante perché da credibilità a Gary Kurtz, produttore de L'Impero colpisce ancora, che ha detto a TheForce.Net:

Lei non è sua sorella.
Quello è stato buttato dentro per impacchettare tutto più ordinatamente. Sua sorella era qualcun altro lontanissimo all'altro capo della galassia e non spuntava fino al prossimo episodio.

Quindi all'epoca de L'Impero, Lucas intendeva realizzare film futuri con Luke, semplicemente come Kurtz disse stava pianificando di fare. Ma poi lucas si fermò a Il Ritorno dello Jedi.
Kurtz dice che Luke avrebbe incontrato la sua gemella nella nuova trilogia.
Se questo è vero e Lucas decise di NON fare una nuova trilogia, allora ha senso per lui rivelare Leila come la gemella ne Il Ritorno dello Jedi, in quanto gli consente di concludere la sua trama pianificata per Luke/Leila.

Si, ne L'Impero, Luke parla a Leila attraverso la sua mente, che in seguito è parte della loro connessione come fratelli, ma penso che sia più una cosa retroattiva dove Lucas disse "Hey abbiamo avuto Luke che parlava a Leila attraverso la sua mente - perché non possono essere LORO gemelli?" Cosi come inoltre conclude ordinatamente il triangolo amoroso che Lucas chiaramente intendeva concludere non importa cosa

In più, questo spiegherebbe naturalmente perché Lucas abbia un bacio fra fratelli ne L'Impero.

Mentre NON AVREBBERO potuto essere fratelli quando successe per la prima volta.
Siccome l'unica risposta definitiva esiste nella mente di George Lucas, penso che non lo sapremo mai con sicurezza, ma penso che ci siano abbastanza indizi per cui sono sufficientemente sicuro che la Leggenda sia…

STATUS: Vera

TRADUZIONE A CURA DI: DAVIDE SCHIANO di COSCIA
Articolo originale: legendsrevealed.com