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domenica 15 maggio 2016

Recensioni dal festival di Cannes: ‘The BFG’ di Steven Spielberg


 di Peter Debruge

Un Mark Rylance tutto digitale trionfa sul pubblico con il suo grande, grande cuore in una storia di amicizia proibita che serve come un 'ET - L'extraterrestre' di Steven Spielberg per una generazione tutta nuova.

Diciamo per ipotesi che i giganti esistano davvero. Che loro si aggirino goffamente per Londra, intorno all'ora delle streghe (mezzanotte), raccogliendo bambini dalle finestre degli orfanotrofi come spuntini notturni. Che uno tra di loro ha delle riserve riguardo tutto questo "cannibullismo" e potrebbe in realtà essere un buon amico, se gliene venisse data la possibilità. Non vi piacerebbe saperne a riguardo? Questa è la bellezza di “The BFG” di Roald Dahl, come portato in vita dal recente premio Oscar Mark Rylance: ci crederete. Non importa quanto fantastica la storia (e diventa piuttosto strano in alcuni punti), questa splendido adattamento diretto da Steven Spielberg rende possibile per i pubblici di ogni età di abituarsi a una delle più improbabili amicizie nella storia del cinema, risultante in una sorta di classico per famiglie istantaneo "essere umani" che una volta ci si affidava alla Disney per avere.

Il romanzo di Dahl ampiamente letto e quasi universalmente riverito inizia il suo viaggio per diventare un film di Spielberg circa 25 anni fa, pressappoco allo stesso tempo in cui il regista fece uscire uno dei suoi pochi fiaschi, la cacofonia che era una sgargiante rielaborazione di Peter Pan del 1991, "Hook - Capitano Uncino." Quel film propinò più idee cattive che buone, ma tra le sue lezioni a portar via c'era la nozione che la magia funziona solo fintanto che un bambino ci crede, e qui vediamo il principio messo in pratica. Tuttavia aspettare più di un paio di decenni significava abbandonare l'idea di scritturare Robin Williams come l'eponimo "Big Friendly Giant" (ndt. i grande gigante amichevole) (una scelta che avrebbe alterato interamente la chimica del film), è stato meglio che Spilberg abbia aspettato, che la tecnologia abbia raggiunto le ambizioni del progetto, consentendo a Rylance di diventare credibilmente un "runt" di 7 metri e mezzo - il più piccolo (sinora) in una razza di giganti in motion Capture.

“The BFG” sarà un film enorme. Questo è sottinteso: Con Spielberg al timone, “E.T. la sceneggiatrice di "E.t. L'extraterreste" Melissa Mathison alla macchina da scrivere (benché sia morta lo scorso novembre) e la meravigliosa immaginazione di Dahl - e vocabolario - all'avanguardia, il film ha un enorme potenziale al botteghino. Tuttavia, senza alcuna star cinematografica in piena regola o personaggi di una serie per far si che i pubblici di tutto il mondo vogliano vederlo, "The BFG" non avrà vita facile per avvicinarsi vicino ai 20 film con il più grande incasso di tutti i tempi (una lista in cui Spielberg attualmente detiene l'ultimo posto, con "Jurassic Park").

Fortunatamente, “The BFG”ha molte più cose in comune con "E.T." piuttosto che con "Hook," rappresentando ancora un altra opportunità per un giovane frainteso - in questo caso, Sophie di 10 anni senza genitori (l'esordiente Ruby Barnhill), che è sbalzata fuori dalla finestra del suo orfanotrofio ed è in fuga verso Giant Country - per connetersi con una creatura i suoi simili esseri umani semplicemente non capirebbero.  Per una certa generazione, “E.T.” rappresenterà per sempre il film per bambini definitivo, e mentre certamente appartiene al pantheon, c'è sempre stato qualcosa di profondamente inquietante nel modo in cui la storia devia dall'essere un'opportunità di legame intergalattico a una favola da panico su come gli umani inevitabilmente rovinino qualsiasi cosa (un difetto che sostituire walkie-talkie alle pistole semplicemente non poteva riparare.)

Qui, sono gli altri nove giganti - un orrendo, irritabile gruppo, facilmente il doppio della taglia del BFG, con nomi come Fleshlumpeater, Bonecruncher e Meatdripper (ndt. Mangiaammassidicarne, Spezzaossa e Grondacarne), e con denti delle dimensioni di una lapide - che rappresentanto una minaccia, si oppongono all'idea di fraternizzare con il loro cibo. (Se il BFG abbia adottato Sophie come suo cucciolo o viceversa è argomento aperto alla discussione, cio nonostante a ogni modo, è un'idea affascinante per i bambini.) Il BFG avrà anche adottato una dieta più illuminata, sostituendo interamente con un vegetale puzzolente chiamato Snozzcumbers che fa suonare i fagioli di Lima assolutamente deliziosi, ma il resto preferisce ancora una bella leccornia umana. E tanto quanto sono sensibili ai suoni le grandi orecchie del BFG, così è il nasone gigante del capo gigante Fleshlumpeater (Jemaine Clement) all'odore di un potenziale bocconcino umano.

Ma Sophie non si fa intimidire facilmente, e fortunatamente, il suo coraggio è coraggioso in quello che avrebbe potuto in altro modo essere un film fin troppo spaventoso per chiunque dell'età di Sophie o più piccolo. Il BFG non ha pianificato esattamente cosa fare con Sophie dopo averla sottratta dall'orfanotrofio, sebbene anticipando il tipo di reazione che toccò a E.T. (dove umani spaventati avebbero potuto catturarlo e metterlo in uno zoo), è chiaro che non può lasciarla andare a spifferare riguardo all'esistenza dei giganti su "la teletele scatola delle fandonie e la radio squittente." Spielberg trattiene una vera e propria introduzione fino a che la coppia arriva a Giant Country, ma ci fa affezzionare al personaggio immediatamente rivelando la vistosa capacità della creatura di nascondersi in piena vista, in quanto il BFG usa le sue migliori mosse ninja notturne per evitare di essere notato a Londra.

Mentre gli altri giganti sono stati progettati ampiamente da zero (e in quanto tali, sembrano in qualche modo più convincenti allo sguardo), con il BFg, c'è un innegabile rassomiglianza a Rylence. Se qualcosa, i suoi tratti sono stati limitatamente distorti per adattarsi alle sue nuove dimensioni: alto quanto una porta da calcio è ampia, con mani delle dimensioni di pedane del supermercato, enormi orecchie da elefante e un naso che non sfigurerebbe sul monte Rushmore. Per quanto piacevolmente delicate i tratti di Rylance possano essere, questa riconfigurazione da specchio deformante richiede alcuni aggiustamenti da parte nostra, lanciando alcune delle gag a causa della prospettiva nelle scne iniziali imparando-a-conoscere nella sua caverna - che sembra non del tutto diversa da alcuni set de lo Hobbit immaginati dal suo collaboratore su "Le Avventure di Tintin" Peter Jackson. 

Jackson inoltre introdusse Spielberg alla tecnologia che rese possibile "The BFG", ed è grazie a Joe Letteri e al team motion capture della WETA che Rylance - un caratterista il cui impatto spesso si basa sulla sua capacità di far sembrare facile ogni dato ruolo - ha successo nell'infondere nel suo avatr digitale di delicatezza e sfumature (l'esatto opposto di ciò che Williams probabilmente avrebbe apportato al ruolo). Senza voler fare alcuna offesa al pioniere del motion capture Andy Serkis, è eccitante vedere qualcun altro fare una di queste performance virtuali, anche senza Williams nel ruolo, chi può dire quante risate si sono perse lungo la strada.

Quello che di umoristico "The BFG" offre deriva quasi direttamente dal romanzo di Dahl, gran parte di esso dovuto al modo "sinuoso" di parlare del gigante in un dialetto conosciuto come "gobblefunk." Nel contempo, la sceneggiatura di Mathison eccelle maggiormente nell'approfondire il legame tra Sophie e il BFG piuttosto che a fare battute lungo il cammino. Se qualcosa, sembra abbassare i toni di alcune delle più scandalose gag di Dahl, inclusa una scena in cui Buckingham Palace erutta in un tripudio di "whizzpoppers" (ndt ripieni sibilanti...) (uno può solo immaginare come Eddie Murphy o Mike Myers avrebbero potuto portare questa flatulenta scena in un altra direzione). Ma lei inoltre ha inventato la miglior scena singola del film, sviluppando il fatto che il BFG cerca di compensare per la buffoneria di voler divorare gli umani degli altri giganti soffiando sogni piacevoli attraverso le finestre di bambini addormentati.

Su insistenza di Sophie, il BFG porta la ragazza con se in una spedizione di raccolta sogni, saltando attraverso una pozzanghera magica verso Dream Country, un mondo alla rovescia dove "phizzwizards" - letteralmente, la sostanza di cui i sogni sono fatti - circonda i rami di un albero gigante come il mesmerizzante screensaver Apple "Flurry". Insieme, la ragazza e il gigante inseguono queste sfocature fosforescenti come tante sfuggenti farfalle. Parlando esteticamente, è una sequenza assolutamente ipnotica, danto al collaboratore di lungo corso di Spielberg John Williams il momento più ricco da intensificare con una colonna sonora completamente orchestrale che riesce a incantare senza fare affidamento pesantemente come al solito su di un semplice ricorrente tema musicale.

Quelli che conoscono il libro di Dahl capiranno quanto vitali i sogni siano per risolvere la storia della distensione giganti-umani, e questa ipnotica "sequenza di sogno" - insieme a una coppia di altre scene ambientate nell'officina di miscelazione dei sogni del BFG - fanno sembrare la fantasiosa soluzione di Sophie quasi plausibile quanto l'idea che lei diventi amica dell'unico gigante benevolo del pianeta. Il finale, che porta il BFG faccia a faccia con la Regina d'Inghilterra, trova Spilberg fuori dalla sua zona comfort e dentro il reame della farsa, e nonostante gli adulti troveranno questa sezione regalmente sciocca, è un vasto miglioramento rispetto a scene simili in "Minions" e "Garfield 2."

Queste sono difficilmente i paragoni a cui potrebbe stare mirando Spielberg con quello che è chiaramente progettato per essere un classico a carriera inoltrata, sebbene arruolare l'assistenza della Regina è per quanto uno possa allontanarsi dal problematico ultimo atto di "E.T."  - il che non è per dire che guardare Sua Maesta strapare "whizzpoppers" sia necessariamente una soluzione migliore. A questo punto nella loro collaborazione, Spielberg e il direttore della fotografia. Janusz Kaminski sono arrivati a illuminare e definire le loro inquadrature in un tale modo da sembrare assolutamente prestigioso, come se le cose non potessero essere state fatte in modo migliore. Qui, quella qualità consente a Barnhill (che assomiglia a una versione meno preziosa della star di "Matilda" Mara Wilson) e al Rylance virtuale di coesistere in maniera convincente, specialmente nelle meravigliose steppe verde smeraldo di Giant Country, dove Spielberg ci invita a credere ai nostri occhi. 

6. Durata: 115 MIN.
Produzione
A Walt Disney Studios release of a Disney, Amblin Entertainment, Reliance Entertainment presentation, in association with Walden Media, of a Kennedy/Marshall Co. production. Prodotto da Steven Spielberg, Frank Marshall, Sam Mercer. Produttori esecutivi, Kathleen Kennedy, John Madden, Kristie Macosco Krieger, Michael Siegel. Co-produttore, Adam Somner.
Crew
Diretto da Steven Spielberg. Sceneggiatura, Melissa Mathison, based on the book by Road Dahl. Camera (color), Janusz Kaminski; editor, Michael Kahn; music, John Williams; production designer, Rick Carter, Robert Stromberg; costume designer, Joanna Johnston.
Con
Mark Rylance, Ruby Barnhill, Penelope Wilton, Jermaine Clement, Rebecca Hall, Rafe Spall, Bill Hader.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE: variety.com

domenica 8 maggio 2016

Scoperti da Spielberg: Come un incontro fortunato con il regista lanciò queste 6 star


di Lewis e Maya Anderman

Alden Ehrenreich ha appena ottenuto il ruolo del giovane Han Solo perché il regista lo ha visto in un video di un bat mitzvah, ma non è l'unico a ottenere una grande opportunità attraverso un incontro fortuito con la leggenda. La stessa cosa è successa a Gwyneth Paltrow, J.J. Abrams, Christian Bale e altri.

Nell'età d'oro di Hollywood il modo di essere scoperti era di saltare in sella al bar da Schwab's Pharmacy su Sunset Boulevard. Tristemente, Schwab chiuse nel 1983, quindi l'equivalente moderno potrebbe essere semplicemente avere il giusto tipo di incontro casuale con Steven Spielberg.

Alden Ehrenreich, l'attore che è stato appena scritturato come giovane Han Solo per lo spinoff senza titolo di Star Wars, fu scoperto da Spielberg al bat mitzvah di un amico di sua figlia Sasha. Spielberg partecipava con Sasha e fu impressionato dalla "performance" di Ehrenreich in un video casalingo proiettato all'evento.

"È una fesseria," ha raccontato. "È un video che questa ragazza ci ha chiesto di fare. Voglio dire, non c'era una sceneggiatura: Saremmo andati e avremmo semplicemente filmato qualsiasi cosa ci facesse ridere. Io sono questo ragazzino magro di 14 anni con i capelli lunghi. Irrompo in casa sua, mi provo i suoi vestiti e improvviso una canzone. E tutto questo eravamo semplicemente noi che abbiamo letteralmente preso una videocamera ed eravamo, 'Ok, ha ha, facciamo questo.' Lo mostrammo ai nostri genitori - 'Lo proietteremo al suo bat mitzvah! - e loro erano com, 'Sembrate degli idioti in questa cosa. Non penso che dovreste davvero farlo.' Non ci importava."

Nonostante il consiglio dei genitori, Spielberg fu impressionato abbastanza da invitare Ehrenreich a incontrarlo ai suoi uffici dell'Amblin e lo presentò a Francis Ford Coppola, che lo scritturò nel suo primo ruolo importante, Tetro del 2009. E boom, era nata una carriera.

Ehrenreich è tutt'altro che la prima persona a essere scoperta da Spielberg o a ottenere una grossa spinta per la carriera da un incontro con il famoso regista.  Ecco altri sei i cui incontri casuali o l'amicizia con Spielberg ha aiutato a lanciare le loro carriere.

Kathleen Kennedy

Il presidente della Lucasfilm ottenne la sua grande occasione perché Spielberg pensò che lei fosse bene organizzata, ma d'altronde Kennedy era a Hollywod solo perché amava Incontri ravvicinati del terzo tipo. Kennedy era una cameraman per una stazione tv di San Diego che era stata così rimasta scioccata dal successo di Spielberg del 1977 che si trasferì a Hollywood, determinata a farcela nell'industria del cinema. Ottenne un lavoro come segretaria per lo scrittore di Apocalypse Now John Milius (uno dei suoi lavori fu organizzare la sua vasta collezione di pistole) Spielberg venne nell'ufficio di Milius un giorno. "Notai che John aveva un ufficio davvero organizzato. Stavo guardando come Kathy gestisse tutte le sue richieste in arrivo," Spielberg raccontò a Fortune, quindi la assunse per essere la sua segretaria.

J.J. Abrams e Matt Reeves

Kennedy in realtà aiutò Spielberg a scoprire i due registi mentre erano appena adolescenti. Nei primi anni 80 (probabilmente 81 o 82), Kennedy ricevette una chiamata da un tipo che viveva nella casa d'infanzia di Spielberg a Lookout Mountain fuori Phoenix e aveva scoperto i film 8mm che Spielberg aveva realizzato da ragazzo. Kennedy aveva appena letto un articolo sul LA Times su come due adolescenti (Abrams e Reeves) avevano vinto un premio per giovani cineasti. "Dissi a Steven," Kennedy raccontò a Vanity Fair. "Sai cosa sarebbe davvero grande? Perché non ingaggi questi due ragazzi che hanno appena vinto questo premio cinematografico, che probabilmente darebbero qualsiasi cosa per incontrati, potrebbero ripulire i tuoi film e trasferirli su cassetta così non correremo mai il rischio che questi film scompaiano di nuovo?" Spielberg fu impressionato dal lavoro che fece la coppia ed è stato un amico e un mentore sin da allora.

Gwyneth Paltrow

La figlia degli amici di Spielberg Bruce Paltrow e Blythe Danner ottenne la sua grande occasione  da Spielberg mentre era di ritorno da una proiezione de Il Silenzio degli innocenti. L'allora 18enne aveva appena visto il film con suo padre, Spielberg e sua moglie Kate Capshaw e stava interrogando Spielberg (che era anche il suo padrino) al riguardo mentre tornavano a casa in auto. "Stavo guardando nello specchietto retrovisore e lei stava parlando del film e aveva quest aria davvero spaventata sul volto," ricorda Spielberg. "E improvvisamente scattò la scintilla, e io dissi, 'Hey, potresti essere la giovane Wendy! Potresti essere la giovane Maggie Smith." Quindi la scritturò come la giovane Wendy nel suo adattamento di Peter Pan Hook — era solo il secondo ruolo della Paltrowe lasua prima grande occasione.

Christian Bale

Prima di apparire nel film del 1987 di Steve Spielberg L'Impero del Solo, Christian Bale era uno sconosciuto attore bambino che aveva pochi lavori alle spalle - ma uno era davvero importante. Dopo essere stato ispirato da sua sorella (una ballerina/attrice essa stessa), Bale decise all'età di 10 anni che voleva diventare un attore e ottenne un piccolo ruolo in Anastasia: The Mystery of Anna. La moglie di allora di Spielberg Amy Irving, che interpretava anche lei la serie, personalmente raccomandò Bale per il nuovo film del regista. La raccomandazione aiutò Bale a battere 4,000 ragazzini per il ruolo da protagonista in l'Impero. un 13 enne Bale ricorda l'incontro con Spielberg per la prima volta in un intervista del 1987 con Gene Shalit. "Aveva questa enorme stanza dei giochi nel suo ufficio, quindi io stavo semplicemente seduto lì a giocare con tutti i giochi quando lui entrò. … Mi parlò semplicemente di ciò di cui parlava il film, mi portò in giro per i suoi uffici, mi lasciò toccare la testa di E.t."


Drew Barrymore

All'età di 7 anni, Drew Barrymore ebbe il suo ruolo importante nell'iconico film di Spielberg E.T.  L'Extraterrestre. Anche la Barrymore capitò che fosse la sua figlioccia attraverso l'amicizia di lui con i suoi genitori, John e Jade Barrymore.  In un'intervista del 1983 con the Today show, Spielberg discussed come lei fosse originariamente prevista per un ruolo in Poltergeist. Il produttore Kennedy, comunque, pensava che lei fosse meglio tagliata per il ruolo di Gertie in E.T.

Spielberg cercò di stare attento per Barrymore, dandole il consiglio successivamente di non accettare appoggi. "Mi ricordo che mi diceva, 'Per favore non farlo' Mia madre e io venivamo da una casa con un singolo genitore. Non ce la stavamo cavando molto bene. Fu estremamente allettante prendere queste opportunità. Lui disse, 'nella visione ampia della vita, ti annegherà. E se scegli le tue battaglie attentamente, sarà molto più opportunità,'" lei ricordò. In seguito le consigliò di non fare altre foto nuda dopo che lei posò per Playboy mandandole una trapunta per il suo 20 esimo compleanno con il biglietto: "Copriti bene."

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:hollywoodreporter.com/

domenica 10 aprile 2016

Alieni per famiglie e squali psicopatici: Come Spielberg ha lanciato il suo incantesimo

Dal regista di Midnight Special  Jeff Nichols a JJ Abrams, i cineasti di oggi non possono fare a meno di Steven Spielberg


di Ian Freer

I vecchi film di Steven Spielberg stanno vivendo un bel momento. Il British Film Institute recentemente ha annunciato una retrospettiva estiva di due mesi sul lavoro del cineasta, a partire dal 27 Maggio con una nuova uscita cinematografica de Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977, il suo terzo film come regista. (ndt in realtà si tratta del quarto film) Ma lo spirito di Incontri ravvicinati incombe anche nei cinema queste settimane, con l'uscita di Midnight Special.

Diretto da Jeff Nichols, racconta la storia di Roy (Michael Shannon) in fuga con suo figlio (Jaeden Lieberher), un bambino con poteri soprannaturali. Mentre ha quel sentire indie dei precedenti film di Nichols Take Shelter e Mud, è anche fortemente debitore di Spielberg. Un inseguimento in salsa fantascientifica, una famiglia disgregata in fuga, un bambino circondato dal soprannaturale, misteriosi agenti governativi ottusi e luce come fonte del mistero e meraviglia tutti vengono dritti da Incontri ravvicinati e ET. l'extraterrestre . 

“Quei film fanno parte del DNA di chi sono come spettatore,” ha detto Nichols. “Penso che moltissime persone siano così. Quando penso ai film, io penso a quei film. E quindi è definitivamente penetrato.”


Il film a cui Nichols si riferisce rappresentano una serie di film che Spielberg ha realizzato durante i tardi anni 70 e gli 80. Attraverso i film che ha sia diretto (Lo squalo, Incontri ravvicinati, la serie di Indiana Jones , E.T. l'extraterrestre )che prodotto (Gremlins, ritorno al futuro, i Goonies) Spielberg è riuscito a entrare consistentemente nelle speranze, nelle gioie e nelle paure dell'infanzia attraverso un impressionante abilità nel raccontare le storie, immediatezza emotiva, una baldoria tecnologica e un innato senso di ciò che entra in risonanza con enormi pubblici.  

Spielberg ha realizzato anche drammi 'adulti' (Sugarland Express, Il Colore viola) in questo periodo ma sono i suoi cosiddetti 'Popcorn' film che hanno esercitato l'influenza più grande. Hanno efficacemente codificato gli anni 80 per un'intera generazione. Quando migliaia di visitatori hanno affollato l' Olympic Park nel 2014 per passeggiare nelle ricostruzione di Secret Cinema della Hill Valley di Ritorno al Futuro, non è stato per guardare un film, è stato per vivere un sogno.  Chi, crescendo negli anni ottanta, non voleva vivere in un film di Steven Spielberg? 


Una volta è stato stimato che nell'apice del successo di ET nell'estate del 1982, Steven Spielberg stava guadagnando 1 milione di dollari al giorno. L'effetto del film sulla vita e sul lavoro dell'allora 35enne fu incalcolabile, dandogli autonomia creativa, forza nell'industria e uno status di celebrità raramente conferito a un regista.  Inoltre gli diede una nuova sede per la produzione dei film:  come ringraziamento per i ricavi di 793 milioni di ET al box office, il presidente dell'Universal Sid Sheinberg costruì a Spielberg una sede di produzione nell'appezzamento dell'Universal, un ufficio addobato in sitle Santa Fe zeppo di locandine cinematografiche di classici, opere di Norman Rockwell, una stanza per i videogame e un pozzo dei desideri che ospitava un certo squalo killer. Lo scrittore Richard C Matheson una volta ricordò di aver passeggiato nel giardino discutendo progetti con Spielberg quando "da una roccia o un albero, si sentì 'Steven, il suo appuntamento delle 2.30 è qui'". Spielberg ancora fa funzionare tutto nel complesso ancora oggi - meno i microfoni e gli speaker nascosti. 


Ma ET inoltre rappresenta l'inizio di Spielberg come marchio. Non è una coincidenza che dia alla compagnia di produzione  di Spielberg, Amblin Entertainment, il suo logo: un ragazzo e un alieno su di una bici che volano con la luna sullo sfondo della luna. Negli anni 80, Spielberg diventò un sinonimo per l'intrattenimento di largo consumo per le famiglie che riesce ad essere anche intelligente, divertente e astutamente sovversivo, proponendo persone con cui rispecchiarsi (spesso giovani) contro forze incredibili che avrebbero portato alla luce la loro ingegnosità inespressa. In quanto produttore, la dicitura ‘Steven Spielberg presenta…’ ha aperto una serie di film per famiglie: fantasie suburbane (Gremlins, Ritorno al futuro), stravaganze fantascientifiche (*batterie non incluse), scatenate commedie d'azione (I Goonies, Salto nel buio) e lettere d'amore ai film della sua giovinezza (Chi ha incastrato Roger Rabbit). 


La ragione ovvia per cui l'effetto Spielberg è così profondamente sentito oggi è che i ragazzini che guardavano i suoi film e tornavano a casa pedalando in cappuccio su bici BMX hanno adesso l'età in cui stanno scrivendo, dirigendo e dando il via ai film essi stessi. Primo fra tutti è il regista JJ Abrams la cui decisione di evitare i trucchi al computer in favore di effetti analogici per Star Wars: il risveglio della forza è stata presa tanto sul suo stupore nel guardare modelli di DeLorean o un ET animatronic dagli x-wing e R2-D2. Nel 2011, Abrams diresse Super 8, la storia di ragazzini ossessionati dal cinema che scoprono un alieno nella loro piccola cittadina, che era tappezzato con memorie della sua stessa vita. Coprodotto dalla Amblin, emerse come un tributo designato intricatamente alla visione del mondo di Spielberg, fino ai lens flare in stile Incontri ravvicinati. 

“Steven ha aiutato in ogni step ,” ricorda Abrams riguardo al lavorare con il suo mentore. “Mi aveva sempre fatto ridere dentro di me, perché non potevo dirti quante volte lavorai su qualcosa e mi chiedevo, ‘Che diavolo avrebbe fatto Spielberg qui?’”

Ma c'è qualcosa nel film stesso oltre la nostalgia che lo fa risuonare ancora oggi. Diversamente da molti film moderni mirati a un pubblico di famiglie, Amblin – chiamata così per via del corto del 1963 di Spielberg che fece come biglietto da visita – creò dei film di genere che non si tiravano indietro. Gremlins aveva un gioiosa vena maliziosa - in una scena un gremlin è messo in un frullatore e esploso in un microonde - che condusse alla creazione del nuovo punteggio USA, il PG-13, e sembrava all'avanguardia comparato al sentire più banale dei film per famiglie contemporanei. Ma essi inoltre non si intimidivano da esperienze scombinate. Rifiutando trattare dall'alto in basso i pubblici, Spielberg creò un intero sotto genere di fantascienza come autobiografia, usando la fantasia come un mezzo per far entrare in contrabbando verità emotive consegnate con finezza e raccontate in dettaglio.    

"ET comprendeva molta realtà in cui davvero identificarsi,” ha detto il regista inglese Joe Cornish, il cui film Attack the Block è un film di alieni Spielbergiano dislocato nella Londra del sud. “La combinazione di grande fantasia e il tipo di evocazione di Mike Leigh/Ken Loach/Robert Altman della vita infantile a livello domestico è davvero potente.  La recitazione è brillante. La conversazione attorno al tavolo della cena quando loro parlano del padre assente è un grande esempio di regia naturalistica.

Una delle cose principali che ha tenuto il quoziente di qualità della Amblin alto è stata l'uso di Spielberg estremamente sensibile della sua influenza creativa, spesso isolando i suoi registi dalle interferenze dello studio.  Equivocando il genio del titolo Ritorno al futuro, Sid Sheinberg mandando al regista un memo in cui obbiettava che il titolo avrebbe dovuto essere cambiato in Spaceman From Pluto, un riferimento uso e getta a un fumetto visto un attimo nel film. “Steven dettò un memo in risposta per Sid,” ricorda la scrittore-produttore Bob Gale. “‘Caro Sid, grazie a te per il tuo divertentissimo memo. Ne abbiamo riso tantissimo tutti. Continua a mandarne!’ Sid non ne fece più parola.” 

Ma non tutti i film degli anni 80 della Amblin funzionavano. Per ogni E.T. e Ritorno al futuro, Bigfoot e i suoi amici (una famiglia da sitcom incontra Bigfoot). I teorici del cinema hanno obbiettato che l'influenza è stata maligna, sia rendendo il cinema infantile o perpetuando aspirante ideologia Reaganiana.  Ma in quanto campionario di lavori, forma un ritratto significativo degli USA degli ultimi anni del 20° secolo: i riti, rituali, le mode, gli arredi e lo stile di vita dei sobborghi sono documentati con precisione chirurgica.  Gli storici del 2085 cercando di immaginare come fosse la classe media Americana un centinaio di anni fa potrebbero fare molto peggio che spolverare il catalogo della Amblin.

Spielberg compirà 70 anni questo Dicembre ma, dopo aver affrontato soggetti reali e adulti in Lincoln e il Ponte delle spie, il suo prossimo film segna il ritorno ai film giovane centrici che l'hanno reso grande. Il suo prossimo film come regista è THE BFG basato sul classico per bambini di Roald Dahl. Scritto dall'autrice di E.T. Melissa Matheson ( che è morta tristemente nel novembre del 2015), premette un'amicizia tra un gigante gentile (Mark Rylance) e una ragazzina orfana (Ruby Barnhill) che è improbabile quanto la relazione tra un ragazzo solitario e un alieno perso. 


Il da tanto tempo promesso Indiana Jones V di Spielberg è atteso per il 2019, ma prima realizzerà Ready Player One, adattato dal best sellers di Ernie Cline sui pericoli della realtà virtuale. Il libro è pieno zeppo di riferimenti alla cultura pop degli anni ottanta, inclusi i Goonies, lo Squalo e Indiana Jones, uno dei personaggi guida persino una DeLorean. Mentre entra nel suo ottavo decennio, persino Spielberg adesso sta ritornando al futuro.

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:telegraph.co.uk