venerdì 31 maggio 2013

Mortacci Nostri: Dellamorte Dellamore

Mortacci Nostri
Salve a tutti, o'cinevori.
Oggi inauguriamo una nuova rubrica che ci terrà compagnia ogni due venerdì del mese (ma la periodicità potrebbe anche variare causa pigrizia, lavoro, apocalissi e quant'altro).
In questi ultimi anni stiamo assistendo a una rinnovata popolarità per gli zombie: i nostri cari morticini famelici sembrano essere proprio all'apice del successo, basti solo ricordare l'enorme seguito di pubblico che sta ottenendo la serie "The Walking Dead".
Quella che si apre oggi è una cavalcata attraverso la storia del cinema dell'orrore in cui i nostri putrescenti amici sono stati protagonisti.
Si cercherà di trovare pellicole un po' meno famose ma senza trascurare i grandi classici (e il pensiero non può che andare a due maestri del calibro di George A. Romero e Lucio Fulci)
Bando alle chiacchiere e iniziamo questo primo episodio di "Mortacci Nostri".


La Trama
Un orrenda piaga si è abbattuta sul placido paesino di Buffalora: dopo sette giorni dalla sepoltura i cadaveri resuscitano e diventano morti che camminano. L'unico a essersene accorto è l'imperturbabile Francesco Dellamorte (Rupert Everett), il custode del cimitero che cerca di arginare il morbo uccidendo i ritornanti, questo il nome che ha dato ai morti viventi. Francesco è assistito da Gnaghi (François Hadji-Lazaro), un bizzarro ometto che si esprime dicendo unicamente "Gna".
La (non)vita proseguirebbe così all'infinito se non fosse per Lei (Anna Falchi), una donna senza nome di cui Francesco s'innamora a prima vista. In quel momento la vita e la morte sembrano mescolarsi e confondersi e Francesco inizierà a ripensare la sua "missione".

Gnaghi e Francesco Dellamorte
Il Regista
Dellamorte dellamore è diretto da Michele Soavi, uno degli ultimi registi italiani di genere fattosi le ossa lavorando come aiuto regista sui set di Dario Argento e Lamberto Bava. Esordisce dietro la macchina da presa con Deliria, un discreto slasher. Il buon successo del film gli fa ottenere la sua seconda regia, il cult La Chiesa prodotto e scritto da Argento. Nel 1991 è la volta de La Setta, prodotto nuovamente da Argento. Nel 1994 Soavi dirige l'originalissimo Dellamorte Dellamore che però non frutta il successo sperato e allontana il regista dalle sale cinematografiche facendolo approdare alla televisione e alla pubblicità. Bisognerà attendere il 2006 per rivedere Soavi al cinema con Arrivederci Amore ciao, un film magnifico che però anche stavolta non riceve il successo meritato. Due anni dopo è la volta de Il Sangue dei Vinti, tratto da un libro di Gianpaolo Pansa.

Un metallico Soavi da Demoni di Lamberto Bava
Il Cast
Nel ruolo del becchino Francesco Dellamorte troviamo Rupert Everett, perfetto nella parte. L'attore inglese riesce a donare a a Dellamorte un cinismo di superficie dal quale traspare un disperato romanticismo. Ad interpretare Gnaghi ci pensa il bravo caratterista e cantautore François Hadji-Lazaro che facendo ricorso alla sua grande espressività riesce a caratterizzare un personaggio dolcissimo e molto umano, nonostante le sue battute si limitino a "Gnà!".
Lei, l'amore ricorrente di Dellamorte è interpretato dalla splendida Anna Falchi che con un interpretazione un po' di maniera non riesce a stare al passo di un ispirato Rupert Everett.
Stona un po' la presenza di Stefano Masciarelli nel ruolo del sindaco del paese con la sua interpretazione decisamente sopra le righe.

Gnaghi e "gentile signora"
Francesco Dellamorte e Dylan Dog
All'epoca della sua uscita e anche in seguito Dellamorte dellamore è stato presentato da molti come il film di Dylan Dog ma da dove deriva questo equivoco?
Dellamorte Dellamore è tratto da un romanzo di Tiziano Sclavi, poliedrico e telentuoso scrittore e sceneggiatore , la cui creatura più importante è per l'appunto Dylan Dog.
Francesco Dellamorte con alcune modifiche (New York al posto di Buffalora, Dectective piuttosto che becchino) fu proposto da Sclavi alla Bonelli come prima bozza del personaggio che poi sarebbe diventato il celebre indagatore dell'Incubo. L'editore Sergio Bonelli cambiò alcune cose quali l'ambientazione e la spalla, contribuendo a delineare il personaggio come è conosciuto tutt'oggi.
Sclavi però non abbandonerà la sua creazione e lo userà come comprimario in alcune avventure di Dylan a partire dallo speciale "Orrore Nero".
Un altro parallelo fra Francesco e Dylan è l'attore Rupert Everett: l'attore inglese era stato indicato da Sclavi come modello per l'old boy e nella pellicola di Soavi da volto a Francesco Dellamorte.

Dellamorte a fumetti in "Orrore Nero"
...e Quindi?
Dellamorte Dellamore è un film di zombie inusuale in cui si mescolano l'orrore, l'ironia e un certo male di vivere. Nel film ritroviamo tutti gli elementi che hanno fatto di Dylan Dog, un successo: la malinconia della vita, il suo nonsenso e soprattutto il suo orrore, l'amore disperato e al tempo stesso unica speranza, i mostri che poi in fondo tali non sono. Il film oscilla di continuo tra il grottesco e il surreale, alternando momenti poetici a scivoloni nel ridicolo involontario. Dellamorte dellamore non è un film perfetto ma è senzìaltro un film unico e originalissimo che ha il pregio di riuscire a trasportare lo spettatore in un mondo bizzarro e surreale.

"Lo sospettavo...il resto del mondo non esiste..."
Grado di Splatterosità
Moderato, giusto qualche morso.

Causa del Contagio
Forse la confusione dell'uomo tra la vita e la morte, diventate troppo simili.

Livello di stupidità dei sopravvissuti
Dellamorte reagisce agli zombie con un misto d'indifferenza e fastidio, Ganghi s'innamora di una di loro e il resto dei cittadini di Buffalora ignora la loro esistenza e i pochi che ne vengono a conoscenza non durano molto, giusto il tempo per due morsi.

Effetti speciali
Gli effetti speciali sono di Sergio Stivaletti
Di particolarmente interessanti possiamo segnalare: uno zombie composto solo della testa, un morto vivente motorizzato, una morte filosofa.


Zombie lenti o centometristi?
I morti viventi che "animano" il cimitero di Buffalora sono davvero dotati di molti talenti: alcuni parlano, alcuni volano, altri sopravvivono se decapitati, altri ancora corrono in moto, alcuni addirittura amano.

Alcuni amano...
Morticini
Oltre al film principale, in Mortacci nostri verranno presentati dei filmati inerenti il mondo degli Zombie, che siano corti, pubblicità, trailer, film d'animazione e videoclip musicali.

Il primo Morticino, abbinato a Dellamorte dellamore è The Clown (Le Quelone) di Patrick Boivin, regista canadese che ha scelto di caricare tutte le sue opere su Youtube, compreso il meraviglioso lungometraggio Enfin l'Automne(Fall, Finally). Il corto segue le avventure di uno spaesato Clown resuscitato da un mix di mentos e coca cola. Ad interpretare il decomposto pagliaccio troviamo Dominique Pinon, ricordato sopratutto per Delicatessen e la Città dei bambini perduti.