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martedì 3 maggio 2016

Horror Splatstick Showdown: La CASA 2 vs. SPLATTER - Gli SCHIZZACERVELLI!



Il vostro dilemma: siete in una piccola stanza chiusa con le due sole stampe di due film — uno è LA CASA 2 di Sam Raimi; l'altro è SPLATTER - gli SCHIZZACERVELLI di Peter Jackson (conosciuto come BRAINDEAD fuori dagli USA (ndt. e come DEAD ALIVE entro i loro confini)). Avete fra le mani una scatola di fiammiferi e una piccola tanica di kerosene. Dovete bruciare una delle due pellicole. Quando lo farete, sarà dimenticata per sempre. L'altra sarà preservata. Quale film distruggete, e quale scegliete di tenere?

Questa è, ovviamente, una "Scelta di Sophie"di enorme portata. Non riesco a immaginare un mondo in cui sia scomparso uno di questi film, in quanto sono entrambi due dei miei - e probabilmente due dei vostri - film horror preferiti. Ma se doveste canonizzarne uno, e rifiutare l'altro, come lo capireste? Tirereste una moneta, o ne discutereste? C'è un evidente vincitore nella vostra mente? Perché, riflettendoci, non sembra esserci un film nettamente superiore tra i due. Il momento è giunto, cari lettori, di riflettere seriamente sulle due più grandi commedie horror splatstick di tutti i tempi.  

La CASA 2, diretto dal venerabile e giocoso Sam Raimi, uscì nel 1987. SPLATTER fu rilasciato nel 1992, e fu diretto dall'allora esilarante Peter Jackson, che era devoto, all'epoca, a scioccare e a cult movie meravigliosamente stomachevoli. Entrambi furono realizzati da registi che iniziarono nel reame dei film di genere a basso budget, e sono diventati meno interessanti come autori man mano che i loro budget crescevano. Entrambi i registi sono reduci da per-niente-buoni miniere d'oro in CGI. Entrambi includono alcuni eccellenti effetti gore, e mostrano alcuni dei più grandi esempi di cinema slapstick (Li comparerei, senza esitazione, entrambi a cartoon classici della Warner Bros degli anni 40.) c. Se vedete entrambi i film da adolescenti, ne diventerete decisamente ossessoinati. Il giocoso, irriverente, sfrenato atteggiamento di entrambi soddisfa direttamente uno sciocco, menefreghista rifiuto della morte che segna gli anni adolescenziali della maggior parte delle persone.

Ma possiamo tenerne solo uno. Quale sarà?


Iniziamo con LA CASA 2, forse uno dei film nella top 10 dei film cult di tutti i tempi. LA CASA 2 - famigerato più come un semi-remake de LA CASA piuttosto che un sequel - è su di una coppia di amanti ventenni che scappano in un remoto capanno nei boschi per un weekend per legare sentimentalmente. I boschi attorno il capanno sono popolati da invisibili creature in agguato. Il giovane uomo, Ash (Bruce Campbell), trova un registratore nella cantina contenente un vecchio scienziato che legge un antico libro maledetto chiamato Necronomicon.   Quando lui ascolta il nastro, le creature all'esterno si risvegliano e assediano il capanno, possedendo la ragazza di Ash Linda (Denise Bixler). Ash decapita Linda, la seppellisce, e quindi deve respingere comicamente le bizzarre macchinazioni dei demoni (chiamati Deqditi), inclusa una creatura nella cantina interpretata da Ted Raimi, e altre forze invisibili. Alla fine altre persone si aggiungono al cast per aiutare Ash nella sua lotta.

Descrivere la storia de LA CASA 2 è in realtà una esperienza bizzarra in un certo modo, in quanto la storia non è per nulla il fulcro del film.  LA CASA 2 è sorprendentemente parco quando si parla della storia, e la maggior parte del film è dedicato semplicemente a comicità elaborata e impeccabilmente messa in scena e a elaborate sequenze Horror. Ovviamente, direi che un buon terzo del film non è nient'altro che scene mute di Campbell, da solo in una stanza, che combatte effetti speciali. In una scena, affronta il suo riflesso in uno specchio. In un altra, viene buttato dal capanno in una pozza di fango, dopodiché gli spunta una faccia mostruosa, solo per perderla di nuovo quando spunta il sole. In una terza scena, ride a crepapelle assieme a una lampada sghignazzante e una testa di alce mutata. In ancora un'altra - in quella che forse è la sequenza del film più divertente - combatte con la sua stessa mano posseduta, tagliandola alla fine con una motosega.



Da una prospettiva strutturale, LA CASA 2 è un casino. Incorre in tutte le trappole di un classico B-movie a basso costo, fino in fondo allo script spartano e classici esempi di riempimento del plot.  Anche se, a esser corretti, sembra come un classico B-movie, perché è un classico B-movie. Certo, per molti, LA CASA 2 fu la prima esposizione del pubblico all'energico cinema a basso budget; so di parecchi registi amatoriali che hanno scelto di esplorare la regia dopo che hanno visto LA CASA 2. Sam Raimi fu in grado di spremere così tanto dal suo basso budget che LA CASA 2 è diventato un oggetto di ispirazione.

Esattamente cosa spremette Raimi da questo basso budget? Riuscì a sfoggiare — con brio, energia, e non poco ammontare di giocoso atteggiamento punk fai da te — uno stile unico. Raimi non stava semplicemente rendendo omaggio agli scadenti, film horror grindhouse della sua gioventù, ma si stava annunciando come un regista di cui tener conto. Con LA CASA 2, Raimi mostrò la sua abilità come regista, e dichiarò di avere una voce. Alcuni registi impiegano molti anni per trovare uno stile particolare (viene in mente Wes Craven), ma Raimi aveva il suo stile azzeccato dagli inizi, persino lavorando entro un piccolo budget. I suoi film più recenti come DRAG ME TO HELL e SPIDER-MAN 3 ancora portano questo stampo.



Qual è lo stile di Raimi, quindi? Sebbene lavori nell'ambiente dell'horror, lui chiaramente prende le sue immagini e il ritmo dal reame della commedia. LA CASA 2 potrà anche indossare la pelle dell'horror, ma è, al suo cuore, un cartone animato. Il talento di Raimi è mettere assieme una scena dal vivo, ma girandola e montandola in un tale stile ipercinetico che si riesce a malapena a credere che stia filmando persone vere su di un vero set. È interessato negli estremi. Non solo nel contenuto - ovviamente, il contenuto può sembrare un po' addomesticato a un coriaceo veterano dell'horror - ma nella realizzazione dei film. Raimi non è solo interessato ai mostri; è interessato al mestiere — e i suoi progenitori sono persone come Chuck Jones e Bob Clampett.

La giustapposizione di stile e sostanza è dove il genio inizia. Horror mira a suscitare paura; la commedia suscita risate. I due sono così distanti nello spettro emotivo, che ficcandoli così meravigliosamente insieme, Raimi sta realizzando un brillante commento sull'horror.  È divertente, sostiene, essere spaventati. Ma non ti spaventerò. Userò cose di cui solitamente hai paura per farti ridere. Gore estremo, viene sostenuto alla fine, può essere anche divertente.


Ma è solo questo attorno cui ruota LA CASA 2? È solo un commento sul genere? Che cosa dire riguardo qualcosa che è davvero nel film? Bene, quando si tratta di temi ed emozioni e ogni altra convenzionale punto di forza drammaturgico, LA CASA 2 è in svantaggio. Sto cercando di pensare a quale sia il messaggio centrale de LA CASA 2, e sono un po' perplesso. È una storia d'amore? Non proprio. Riguarda i pericoli della solitudine? Direi di no. Qual è l'arco narrativo di Ash? Nessuno in realtà. Inizia come uno stramboide angariato, e finisce con una motosega attaccata al suo moncherino. È un dramma soddisfacente? Vedere un tizio anonimo trasformarsi in un "duro?” Per alcuni, si, ma difficilmente è una cosa profonda. È fico, ma è trascurabile. LA CASA 2 è, allora, tutto riguardo all'essere cool. Ma “cool” è, emotivamente parlando, una debole nozione adolescenziale.

In breve, LA CASA 2 è un film con un sacco di stile fantastico, e poca sostanza.


A paragone, SPLATTER di Peter Jackson è in realtà piuttosto robusto, e possiede una più tradizionale - e in molti modi, più soddisfacente - struttura drammatica. SPLATTER para di un giovanotto intimidito di nome Lionel (Timothy Balme), che vive ancora con la sua tirannica madre (Elizabeth Moody), che lo insulta e lo tratta come uno schiavo. Lionel diventa l'interesse romantico di un'amante dell'astrologia di nome Paquita (Diana Peñalver) che gli offre la sua prima possibilità di scappare. Allo stesso tempo, comunque, sua madre viene morsa da un'esotica scimmia ratto di Sumatra, e diventa uno zombi marcescente. Non solo Lionel deve badare alla sua madre zombi, ma deve iniziare a nascondere tutte le persone che morde (che includono un'infermiera, un teppista, un prete, e , cosa più spassosa, un bambino).

Ma c'è di più: Lionel inoltre scopre dei segreti riguardo al suo defunto padre, venendo a sapere di una vecchia storia d'amore, tiene lontano l'appropriazione indebita del suo zio libidinoso, e viene a conoscenza di una scorta segreta di pornografia di famiglia.   Lionel è un tristone, e possiamo capire il suo dramma. Sembra essere buono e possedere un buon senso dell'umorismo, ma, come tutti noi, non sembra lasciare andare le meschine responsabilità della vita.


Di già, abbiamo un film che ha qualcosa simile a un tema. SPLATTER parla della relazione di un giovanotto con sua madre, e come i giovanotti debbano alla fine diventare più grandi dei loro genitori e andarsene di casa.  Riguarda come una madre possa usare la scusa della connessione familiare per abusare emotivamente dei suoi figli, quando sta solo vendicandosi del padre. Ci sono vere relazioni in questo film, e possiamo comprenderle e identificarci.

Ma non fraintendetemi… SPLATTER non è un ponderoso dramma assolutamente. Questo è un film che incluede un colon vivente che scoreggia e strangola il nostro eroe con un appiccicoso filamento di budella. Questo è un film che include una scena in cui il nostro eroe capovolge una falciatrice e la spinge attraverso un mare di zombi, strappando i loro arti, e coprendosi di spessi, appiccicosi, vischiosi strati di schifezza rosé. SPLATTER è notevole meno per il suo dramma che per il suo gore estremo. Certo, definirei questo uno dei più sanguinosi, se non il film più sanguinoso di tutti i tempi. È semplicemente che SPLATTER si prende la briga di avere uno scheletro dal cui pende la sua carne.  LA CASA 2, in confronto, ha solo scheletri sullo schermo.



SPLATTER inoltre ha lo stesso senso dell'umorismo malato de LA CASA 2. La giustapposizione di horror e slapstick è pronunciata allo stesso modo qui, solo con un montaggio più veloce e più sangue. SPLATTER offre di più nel gioco iniziato da LA CASA 2. C'è una scena in un cimitero in cui gli zombi iniziano ad assediare il nostro eroe. Il prete locale vede gli zombi e sa esattamente cosa fare: pestarli con il kung-fu a morte. La sua battuta immortale “Qui ci vuole il Ninja di Dio!” è uno dei picchi della pellicola.

Certo, inoltre i dialoghi sono migliori in SPLATTER, e include alcune delle battute migliori che sono divertenti da ripetere.  Io amo "Tua madre si è mangiata il mio cane!" con la risposta, "Non tutto..."

Ma, alla fine, dobbiamo fare i conti con quello che i critici letterari chiamano come L'Angoscia dell'Influenza. SPLATTER è indubbiamente il più forte dei due film in termine di dramma, struttura, effetti, e estremismo. LA CASA 2 può essere il film superiore per la commedia, ma viene superato dal suo figlioccio. Ma ci congratuliamo con il figlio o con il padre? SPLATTER, vedete, non esisterebbe senza LA CASA 2. Peter Jackson ha una voce unica, di sicuro - non sta certamente imitando Raimi - ma parlando culturalmente, prende posto in una stanza la cui porta è stata aperta da LA CASA 2. Jackson probabilmente ha visto LA CASA 2 prima di realizzare SPLATTER.


Ma forse questo era semplicemente l'epoca della cultura horror per tali film splatstick per sorgere. Jackson e Raimi sono contemporanei (uno è nato nel 1961, l'altro nel 1959), e stavano semplicemente lavorando in un ambiente generale… il che significa che Jackson realizzò il film migliore.

Quindi, per quanto mi addolori dire ciò, penso che terrei in vita SPLATTER, e getterei LA CASA 2 nelle fiamme. Piangerei, soffrirei, odierei doverlo fare. Ma se devo conservare il film migliore, il film più divertente, e il film più splatter... dannazione, sarebbe SPLATTER. Questa è la mia scelta definitiva sull'argomento, e so che sarà una scelta impopolare. Adoro ancora LA CASA 2 — l'adoro oltre ragione — e terrò eternamente accesa una candela per il suo trapasso. Ma conserverei SPLATTER.

Quale dei due conservereste...e perché lo conservereste?

TRADUZIONE a CURA di DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com/

sabato 19 marzo 2016

Cinque ulteriori sottogeneri Horror che potrebbero (o dovrebbero) essere ufficialmente morti


di WITNEY SEIBOLD

In precedenza, abbiamo passato in rassegna cinque sottogeneri horror defunti che hanno - anche se ci sono stati alcuni film di recente che li rappresentavano - essenzialmente perso l'interesse del pubblico. Nessuno, per esempio, cerca film J-horror con l'entusiasmo con cui faceva prima. J-horror è un sottogenere horror morto.

Mentre l'horror compie la sua fiera marcia lungo la Storia, norme culturali in trasformazione assicurano che il genere abbandoni i cadaveri di innumerevoli sottogeneri nella sua scia; semplicemente non troviamo più spaventose alcune cose. Come illustrato nel precedente episodio di questa analisi, poche persone sembrano avere la stessa paura dei culti Satanici suburbani che avevano una volta; questa era la prerogativa dei tardi anni 60 e dei 70. Cosi come le nostre paure cambiano, anche i nostri film fanno altrettanto.

Ma, come è stato già detto, alcuni sottogeneri horror semplicemente scompaiono - alcuni per sempre, altri non proprio. Qualunque intraprendente fan dell'horror dovrebbe, forse, trovare un genere defunto e studiarlo. Non solo farebbe luce sulla storia del genere che tutti noi conosciamo e amiamo, ma offrirebbe un interessante analisi della nostra cultura. Alcune cose ci interessano intensamente... fino al momento quando non lo fanno più.

Ecco cinque ulteriori sottogeneri horror defunti da esaminare:



1. Splatstick

Gli appassionati dell'horror tendono ad avere un senso dell'umore piuttosto salutare riguardo al loro genere scelto di affezione, e questo non risulta più chiaro in nessun altro genere che nel moribondo - e ancora stranamente celebrato - sottogenere dello splatstick. “Splatstick” è una fusione di "splatter" (un sottogenere estremo di horror - forse iniziato dal leggendario Herschell Gordon Lewis - marcato dagli schizzi di sangue) e "slapstick" ( comicità fisica di bassa lega). I film Splatstick ricorrono a un approccio ridicolo al gore estremo; dopo tutto, quando uno spinge il gore abbastanza lontano, diventa in un certo modo assurdo. Molto presto, stai semplicemente leggendo un testo di anatomia, e non provi più shock o paura. Perché non sfruttare quell'estremismo per le risate?

Splatstick può essere un buon modo per portare i non fan dell'horror al genere, in quanto la paura è sollevata dall'umorismo. O potrebbe essere solo una gigantesca battuta, capita sol odalle persone che hanno un implicita comprensione del perché il gore estremo sia attraente. Ad ogni modo, questo è un sottogenere unico e coraggioso i cui classici si stagliano nella memoria culturale. Sto parlando de La Casa 2, i film di Peter Jackson SPLATTER - GLI SCHIZZACERVELLI e BAD TASTE, tutti i film di Frank Henelotter, e praticamente qualsiasi film horror rilasciato dalla Troma. Alcuni includerebbero persino RIKI-OH. Li lascerò fare.

Ma qui c'è l'impiccio: dopo i primi anni 90, la nozione di splatstick andò fuori moda. Gli anni 80 furono un'epoca gloriosa per l'horror, in quanto i cineasti potevano passarla liscia con alcune cose davvero assurde: potete scommettere che TERRORVISION non verrebbe realizzato oggi. Amavo questo genere. Ogni appassionato dell'horror che conosco ama questo genere. Come mai energici film horror commedia sono così rari di questi tempi? Perché il genere è morto? Abbiamo perso il nostro gusto per il bizzarro? Non so voi, ma io non l'ho mai perso.


2. Adattamenti di Edgar Allan Poe

I primi anni 60 videro una nuova esplosione di film horror basati su classici dell'orrore. La Hammer stava resuscitando i vecchi mostri Universal in una nuova forma una generazione dopo, e registi americani dell'horror - soprattutto Roger Corman - iniziarono a guardare al più famoso autore dell'orrore americano, Edgar Alla Poe, per l'ispirazione. Pertanto, ci fu un periodo di cinque anni in cui Poe era dovunque. I film non erano necessariamente fedeli alle storie originali di Poe, ma il suo nome era sulla bocca di tutti. Inoltre, Vincent Price era in molti di essi.

Sono affezionato a I RACCONTI DEL TERRORE, un film a tre episodi con Peter Lorre e Price, ma c'erano inoltre IL POZZO E IL PENDOLO, LA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA, LA TOMBA DI LIGEIA, I MAGHI DEL TERRORE, I VIVI E I MORTI  e molti, molti altri. Mi sta benissimo il classicismo, e mentre molti di questi film possono risultare artificiosi per il pubblico moderno (tendono a essere teatrali e melodrammatici), essi attingono maggiormente nel deprimente, sensibilità gotica da vecchio mondo del grande autore.

Poe ancora spunta di tanto in tanto, ma penso che i primi anni 60 l'abbiano bruciato. Mai più.


3. Horror Metafiction

Alla fine degli anni 80, molti critici lasciarono che l'horror si facesse fuori da solo. Non c'era più niente da fare dopo una prolungata decade di seguiti di slasher e,uh, ancora più sequel di slasher. l'Horror si stava fossilizzando, e l'unica cosa che la maggior parte dei registi potesse pensare di fare era mettere in fila teenager e lasciare che un brutale serial killer li abbattesse.  Alcuni di questi film erano buoni, alcuni erano pessimi, ma la maggior parte era stanca.

Fortunatamente, gli anni 90 - il decennio di sarcastica autocoscienza - riuscì a dare un occhiata a questi cliché, e riproporli con un taglio consapevole, ammiccante e leggermente cinico. La metà degli anni 90 vide un'ondata di film horror che mettevano attivamente in discussione la nozione stessa di film horror. Se eri cresciuto con gli horror, sicuramente te ne saresti accorto quando ti fossi trovato in un film horror, giusto? I film diventarono sia su l'horror stesso, e sia sulla meta fiction in cui ti vedevi prender parte. Il fatto stesso che tu lo stia consumando ti rende parte della narrativa.

Pertanto, abbiamo visto NIGHTMARE NUOVO INCUBO portare Freddy nel mondo reale. IL SEME DELLA FOLLIA parlava di un libro horror che era adattato nel film stesso che stavi guardando. SCREAM mostrava teenager parlare di film horror che erano così vicini al vivere. Diventò un cliché di molti film horror degli anni 90 per i personaggi sottolineare il proprio ruolo nel film in cui erano. La quarta parete divenne trasparente. Alcuni film continuano a provare a scuotere un po' lo zeitgeist (QUELLA CASA NEL BOSCO inscena un film horror come un bizzarro giorno di lavoro in un esercizio per placare gli dei), ma furono gli anni 90 la loro epoca d'oro.


4. Vecchiacce Horror

Ho sentito inoltre riferirsi a questo sottogenere come al genere delle "pettegole psicopatiche", o semplicemente "hagsploitation." Questo fu un genere che discutibilmente fu lanciato nel 1962 con l'uscita di CHE FINE HA FATTO BABY JANE?, e visse tranquillamente per qualche anno prima di passeggiarsene via. Il film di vecchiacce era tipicamente su di una esageratamente orrenda vecchia signora - di solito interpretata da una sbiadita star di Hollywood - che sarebbe stata coinvolta in torture mentali, scenografie gotiche, e un sacco di meravigliosa recitazione sopra le righe. C'era raramente sangue in questo sottogenere, ma questo non vuol dire che non fossero una delizia per gli amanti del camp.

I film di vecchiacce erano spesso associati alla comunità gay, grazie a quell'essere sopra le righe. C'è certamente un piacere da gustare - per quanto tragico - nel guardare un'attrice una volta grande abbassarsi a materiale "basso", mentre fornisce al pubblico con un sacco di grida e sgraffiate. PIANO, PIANO DOLCE CARLOTTA, 5 CORPI SENZA TESTA, LA TERZA FOSSA, I RAPTUS SEGRETI DI HELEN e UNA NOTTE PER MORIRE sono tutti fiere perle di questo genere. Non c'è una regola che stabilisca che il titolo debba essere lungo e contenere una punteggiatura insolita (ndt. almeno nella titolazione originale!).

Penso che le attrici siano più sensibili alla loro eredità di questi tempi, quindi il film di vecchiacce potrebbe essere una cosa del passato. Ma, wow, alcuni di questi film sono spettacolari.

5. Remake

Internet ha fratturato la nostra consapevolezza pop, e l'unico modo in cui possiamo tenere un un occhio lucido sulle cose è assicurarsi che non facciamo niente di nuovo per intorbidire le acque già affollate. Pertanto, la nostalgia è la celebrata regola del tempo, e qualsiasi cosa che evochi un titolo che già conosciamo è destinato a guadagnare attrattiva nel mercato corrente.

Quindi, per essere sicura che non abbiamo nessun nuovo intruso nella conversazione horror, Hollywood ha deciso di rifare tutti i suoi horror classici (e anche quelli non tanto classici). Li abbiamo visti tutti al cinema, da NON APRITE QUELLA PORTA a POLTERGEIST a CHIAMATA DA UNO SCONOSCIUTO. Non mi disturbo a elencarne ulteriormente...ce ne sono fin troppi.

Nonostante siamo ancora radicati nelle più profonde trincee della nostalgia culturale (quanti film di supereroi ci sono ancora all'orizzonte di nuovo?), vorrei essere il primo a dichiarare il genere del remake morto...penso grazie alla mera mancanza di materiale da rifare. Stiamo finendo le proprietà familiari. Il prossimo passo è o abbandonare la nostalgia (il che prenderà un lungo e doloroso processo chirurgico), o semplicemente rifare i remake. Vedendo che stiamo per avere presto una terza mitologia di Spiderman nei cinema, e remale di tutti gli adattamenti di fiabe Disney, direi che siamo inclini all'ultima ipotesi.

TRADUZIONE a CURA di:DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:blumhouse.com

mercoledì 23 ottobre 2013

Mortacci Nostri: Splatters - gli schizzacervelli




La Trama
Il giovane Lionel (Timothy Balme), ragazzo chiuso e immaturo, vive con la tirannica madre (Elizabeth Moody).
Il prode Lionel
A salvarlo da sua madre arriverà Paquita (Diane Penalver), cassiera di una botteguccia convinta che Lionel sia il cavaliere visto nei tarocchi da sua nonna sensitiva.
Mentre segue di nascosto Paquita e Lionel, la madre di quest'ultimo verrà morsa da una scimmia ratto, portatrice di una terribile maledizione.
Dopo poco la madre di Lionel si trasformerà in un voracissimo zombie e inizierà a spargere il morbo. Toccherà al timido e insicuro Lionel fermare quest'invasione, in un crescendo di sangue e assurdità.




Il regista
un giovine Peter Jackson sul set
Peter Jackson è noto al grande pubblico per la grandiosa trasposizione su grande schermo della trilogia fantasy de Il Signore degli Anelli. Il fantastico insieme all'orrore sono generi a cui il regista è stato sempre legato, fin dall'inizio della sua carriera. L'esordio di Jackson, Bad Taste, è un tripudio di splatter e umorismo demenziale. Jackson s'inserisce in quel filone horror che mescola splatter e slapstick, filone iniziato da Sam Raimi con La Casa 2. La vena umoristica viene a galla anche con il film successivo, Meet the Feebles, una versione dei Muppets irriverente e politicamente scorretta. Lo splatter ritorna con il film seguente, Splatters – gli schizzacervelli in cui Jackson non si pone alcun freno e il film è un trionfo di umorismo demenziale ed effetti splatter. Con Creature del Cielo il regista coglie di sorpreso tutti coloro che si aspettavano un altro capolavoro dell'eccesso: storia drammatica dell'amicizia fra due ragazze, Creature del Cielo è un film immaginifico, delicato e crudo allo stesso tempo. Jackson successivamente tenta un genere nuovo, il mockumentary cioè il finto documentario con Forgotten Silver, storia (fittizia) del pioniere cinematografico neozeolandese Colin McKenzie. In Sospesi nel tempo, Jackson rimescola di nuovo le carte immergendo lo spettatore in una vicenda grottesca a base di spettri, truffatori e tirando in ballo persino la triste mietitrice in "persona". Il regista neozelandese, vistosi rifiutato il progetto per un remake di King kong, suo film preferito fin dall'infanzia, propone agli studios l'adattamento di un altra delle sue passioni di gioventù, Il Signore degli Anelli. La trilogia fantasy ha un successo strepitoso e permette al regista, finora considerato di culto entro una nicchia di appassionati, di essere conosciuto dal grande pubblico. Con il successo del Signore degli Anelli arriva anche la possibilità per Jackson di realizzare il suo vecchio sogno, dirigere un remake di King Kong. Il sogno si concretizza e King kong approda sugli schermi cinematografici di tutto il mondo riscuotendo un enorme successo.
Jackson, che ha abituato i suoi fan a continui cambiamenti di tono e di registro da un film all'altro, fa seguire all'opulento e roboante King Kong un film quasi intimista, Amabili Resti, storia di una ragazzina assassinata che da un limbo segue le vicende della sua famiglia e del suo assassino.
Dopo questo film Jackson ritorna nei luoghi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo e dirige Lo Hobbit, primo film di una nuova trilogia fantasy che funge da prequel per il Signore degli Anelli.


Il Cast
Timothy Balme è perfetto nell'interpretare l'impacciato Lionel, a tratti sembra quasi un cartoon grazie a un volto molto espressivo e a una recitazione molto caricata. Esilarante la sequenza in cui Lionel porta a spasso nel parco il bimbo Zombie. Elizabeth Coosgrove è davvero in parte, sia quando si tratta di ritrarre la dispotica madre mentre è in vita sia quando è sepolta sotto strati e strati di trucco quando interpreta la sua versione zombie. Diane Penalver è il perfetto contraltare di Balme, un cartoon dalla recitazione caricata. La palma del personaggio migliore però va a Stuart Devenie che con il suo Padre McGruder alias il Ninja di Dio è irresistibile nella scena notturna al cimitero, complice anche il doppiaggio italiano. Il tono generale della recitazione è sopra le righe, per dare un effetto comico e per rendere meno impressionante lo splatter.


Paquita pronuncia una delle battute cult del film
...e Quindi?
Splatter- gli schizzacervelli (meraviglioso il sottotitolo italiano) è un film che non può mancare nella videoteca di chiunque si definisca fan dell'Horror.
La miscela di splatter e commedia demenziale, che Raimi creò, raggiunge qui vette inarrivabili. Jackson avrebbe potuto essere uno dei tanti emuli di Raimi ma grazie al suo umorismo e alla sua capacità di osare è riuscito a ritagliarsi un posto d'onore nell'immaginario degli appassionati dell'Orrore. Un film da vedere e rivedere!


Grado di Splatterosità
Estremo: teste mozzate, gente fatta a pezzi dal tagliaerba, zombie semidecapitati.


Causa del contagio
L'orrenda scimmia ratto di Skull Island allo zoo
La scimmia ratto in tutto il suo splendore
Livello di stupidità dei sopravvissuti
Molto alto.
L'unico ad accorgersi che ci sono dei morti viventi in giro è Lionel mentre il resto dei personaggi se ne accorge solo quando è troppo tardi.
Discorso a parte merita Padre McGruder che quando vede gli zombie invece di fuggire terrorizzato li affronta a suon di arti marziali proclamandosi il Ninja di Dio.


Il ninja di Dio!
Zombie lenti o centometristi?
Lenti ma piuttosto vivaci.


Morticino 
Il corto a tema zombesco che accompagna Splatters è un frullato di Western, zombie movie, umorismo e animazione con i pupazzi.
It Came from the West è un gioiellino folle di 17 minuti in cui un ragazzino maltrattato da tutti si troverà a fronteggiare un invasione di morti viventi scatenata da uno sciamano desideroso di vendetta.
Questo corto è opera del danese Tor Fruergaard, all'epoca studente presso la Danish Filmschool.