domenica 12 aprile 2015

Dark Places, recensione del film



SHOWTIMES
Dark Places

Dark Places’: Film Review
 di Jordan Mintzer

Il Punto saliente:
Adattamento per lo schermo, con un cast forte, brillantemente realizzato con più trama che approfondimento.

Cast:
Charlize Theron, Nicholas Hoult, Chloe Grace Moretz, Tye Sheridan, Corey Stoll, Christina Hendricks

Regista-sceneggiatore:
Gilles Paquet-Brenner

Charlize Theron interpreta l'eroina del secondo romanzo dell'autrice di 'Gone Girl' Gillian Flynn

Una ragazza sbandata dopo il brutale assassinio della sua famiglia decide di riaprire il caso quasi tre decenni dopo in Dark Places, l'adattamento efficace anche se commerciale del regista francese Gilles Paquet-Brenner del bestseller di Gillian Flynn pubblicato tre anni prima del suo thriller matrimoniale di enorme successo, Gone Girl.
Avendo Charlize Theron nel ruolo di una sopravvissuta traumatizzata costretta a rivisitare i demoni della sua infanzia, e Nicholas Hoult nel ruolo del detective dilettante che la guida attraverso le varie svolte, le false piste e le rivelazioni del terzo atto, questo thriller dalla trama complessa perde un po' dell'originalità del libro nella trasposizione mentre fallisce nel canalizzare il suo senso di decadente malessere del Midwest , ma tiene in moto il gioco di deduzione abbastanza a lungo da compensare qualche caratterizzazione altrimenti  superficiale, mentre la Theron offre una seria e cupa svolta che comunica molto con pochi dialoghi - recitando per la maggior parte del film dietro un malconcio cappello da baseball che nasconde solo parzialmente il suo fascino sensazionale.
Uscito nei cinema Francesi ai primi di aprile, con A24 e DirecTV che hanno pianificato un'uscita negli States più tardi durante quest'anno, Dark  Places è improbabile che desterà lo stesso livello di dibattito e d'incassi di Gone Girl, il quale ha raccolto quasi 370 millioni di dollari in tutto il mondo quando uscì lo scorso autunno. Si tratta più di un programma di genere che di un' ispiratore di conversazioni, intrecciando abilmente passato e presente ma fallendo nel realizzare qualcosa da essi, e mentre potrebbe in questo modo realizzare un facile successo sulla tv via cavo e sul VOD invece porterà incassi modesti nei cinema nel primo periodo .
Parte di ciò che rendeva il libro del 2009 di Flynn così godibile era la voce arguta, sarcastica ma profondamente disturbata del suo narratore in prima persona Libby Day (Theron), uno dei due sopravvissuti conosciuti di un massacro che ebbe luogo nel 1985 nella fattoria di famiglia nelle campagne del Kansas L'altro sopravvissuto era il suo fratello teenager, Ben (Tye Sheridan nei flashbacks, Cory Stoll nel presente), colui il quale la Libby di otto anni (Sterling Jerins) accusò degli omicidi, sebbene diventa presto chiaro che la sua testimonianza era a dir poco traballante.
Libby ha molto da dire a proposito del suo status di vittima traumatizzata  ed emotivamente devastata, approfittandosi dell'ossessione del pubblico per l'uccisione dei Day mentre prende in giro i suoi "Fans" ad ogni pie sospinto. (Tali osservazioni prefigurano la frenesia alimentare mediatica di Gone Girl.) Lei è un ipocrita e non ha paura di ammetterlo, una donna-ragazza feria e una completa emarginata sociale, e questo è ciò che la rende un personaggio così forte nel libro
Eppure a parte pochi commenti in apertura e in chiusura, il punto di vista di Libby è in larga parte assente dalla sceneggiatura di Paquet-Brenner, che si destreggia tra una mezza dozzina di fili narrativi saltando avanti e indietro gli eventi che conducono al massacro e le scene in cui la Libby adulta cerca di scoprire cosa sia successo . Lei è incitata da Lyle Wirth (Hoult), il viscido/amichevole tesoriere del locale “Kill Club” i cui membri sono ossessionati da uccisioni seriali, massacri di famiglie e altre simili atrocità, cercando di beccare i veri colpevoli.
Al verde e indietro con l'affitto, Libby accetta di aiutare Lyle in cambio di denaro, visitando suo fratello in prigione e seguendo piste che includono una spogliarellista (Drea de Matteo) che accusò Ben di molestie, un padre fannullone (Sean Bridges) che si era comportato violentemente il giorno dell'omicidio, e un venditore di grano (J. LaRose)coinvolto in alcune attività sataniche molto anni 80. Flashback forniscono ulteriori indizi, specialmente quando scopriamo riguardo la relazione di Ben con la ricca e instabile Diondra (Chloe Grace Moretz) – qualcosa che ha tenuto segreto alle sue sorelle e a sua madre, Patty (Christina Hendricks), una donna che soffre sotto il peso di quattro figli e una grande pressione economica.
Ci sono semplicemente troppe cose nel libro per essere condensate in un film di due ore, ciò nonostante Paquet-Brenner – che ha trasposto un altro bestseller basato sui flashback, Sarah’s Key, per lo schermo nel 2010 – fa un lavoro decente impacchettando il più possibile mentre ci aiuta a connettere tutti i puntini. Ma questa enfasi su di una narrazione a rotta di collo e molteplici fili narrativi lascia fuori alcuni degli aspetti più complessi e raffinati del libro, in special modo quelli che coinvolgono l'umiliazione sofferta da Ben e Libby come poveri ragazzi di fattoria cresciuti in un posto dove mandare avanti non è più uno stile di vita sostenibile  (Il fatto che l'ambientazione della storia nel Kansas è stata per la maggior parte filmata in Louisiana non aiuta necessariamente la questione, che siano dannati i tax credits.)
L'ottimo cast aiuta a compensare la totale mancanza di consistenza del film, con la Theron che trasferisce il senso di rabbia interiore e di perdita del suo personaggio con pochi gesti, e Hoult fa di Lyle in un piacevole stramboide che potrebbe essere un serial killer lui stesso se non fosse così impacciato e goffo. Anche la Hendricks è ottima in un ruolo che avrebbe potuto avere più tempo sullo schermo, mentre la Moretz è brava come teenager instabile e adoratrice di Satana part time (persino se dico che l'adorazione include, in una volta, guardare Dee Snider blaterare alla TV).
I contributi tecnici sono assemblati brillantemente, con il direttore della fotografia Barry Ackroyd (The Hurt Locker) che fornisce una sobria gamma di colori che si aggiunge all'atmosfera generale, e il  production designer Laurence Bennett (The Artist) dando all'allestimento scenico un aspetto logoro e trascurato, in special modo nella ristretta casa a schiera di Libby a Kansas City. Agli Editor Douglas Crise (Birdman) e Billy Fox va riconosciuto il merito per essere riusciti a concludere così tanti finali slegati, comunque il passo veloce e il costante montaggio parallelo finisce per sorvolare sugli aspetti più intriganti della storia  – una in cui il diavolo è certamente nei dettagli.


Compagnie di Produzione: Denver & Delilah Films, Hugo Productions, Mandalay Pictures
Cast: Charlize Theron, Nicholas Hoult, Chloe Grace Moretz, Tye Sheridan, Corey Stoll, Christina Hendricks
Regista: Gilles Paquet-Brenner
Sceneggiatore: Gilles Paquet-Brenner, basata sul libro di Gillian Fylnn
Produttori: Stephane Marsil, Charlize Theron, A.J. Dix, Beth Kono, Matt Jackson, Azim Bolkiah, Matthew Rhodes, Cathy Schulman
Produttori esecutivi: Peter Safran, Ginger Sledge, Jillian Longnecker, Tobin Armbrust, Guy East, Nigel Sinclair, Alex Brunner, Matthias Ehrenberg, Jose Levy, Nicolas Veinberg, Jeff Rice, Toby 
Direttore della fotografia: Barry Ackroyd
Production designer: Laurence Bennett
Costumi: April Napier
Editor: Billy Fox, Douglas Crise
Compositori: BT, Gregory Tripi
Direttore del Casting : Carmen Cuba
Rated R, 113 minutes

TRADUZIONE di DAVIDE SCHIANO di COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:hollywoodreporter

martedì 7 aprile 2015

Disastro/Artista: L'incredibile Carriera di Tobe Hooper

Di Nat Brehmer

Di tutti i maestri dell'orrore, Tobe Hooper è quello che ha la carriera più disorientante.
Ha fatto abbastanza per guadagnarsi il titolo, ma non abbastanza per stare confortevolmente a fianco di contemporanei come John Carpenter e Wes Craven. Questi cineasti nella loro carriera hanno avuto più successi che insuccessi. Tobe Hooper decisamente non può affermarlo. La sua percentuale di successo è molto più difficile da misurare e comprendere. In un certo senso è il Nicholas Cage del genere horror. è bravo? è scarso? è il giusto tipo di scarsità o il tipo sbagliato di bravura? è molto difficile da giudicare.

Tobe Hooper comincia la sua carriera con Non Aprite Quella Porta. Non è un film piccolo con il quale iniziare una carriera. Uno dei più influenti, più noti film horror mai realizzati. La potenza che ha tuttora è incredibile. Le persone pensano ancora che il film sia accaduto davvero, continuano ad affermare di avere parenti che conoscevano il vero Faccia di Cuoio. Preso a se stante, è un grande film. Si tratta del tipo di film che ti lascia credere facilmente che qualcosa di questo tipo possa essere successa davvero. Infatti, sembra quasi che stia succedendo davvero mentre lo stai guardando. Il film riesce a evocare la brutalità senza mostrarne troppa in realtà, il che è un talento del tutto perduto oggigiorno.


Qui è dove la carriera di Hooper  diventa immediatamente interessante La maggior parte delle persone nota un declino nella qualità del lavoro di differenti registi che ammirano. Ma il film immediatamente seguente di Hooper dopo Non Aprite Quella Porta non è molto riuscito. Quel Motel in fondo alla Palude è essenzialmente un rifacimento di Non Aprite Quella Porta, con la Louisiana come nuova ambientazione e un coccodrillo come nuova arma d'elezione. Parla di un uomo che gestisce un motel vicino alla strada giù nelle paludi e da la sua clientela in pasto al suo cucciolo rettile. Il film ha ottenuto recensioni generalmente negative ed è stato largamente dimenticato. Mostra, comunque, Robert Engluand in uno dei suoi primi ruoli horror.

Ciò nonostante, immediatamente dopo, Hooper cambia in positivo e realizza una delle migliori miniseire televisive Horror di sempre. Le Notti di Salem è il secondo adattamento da Stephen King, venendo dopo Carrie - lo sguardo di satana di Brian De Palma. Segue piuttosto fedelmente tutta la storia del romanzo, con un unico cambiamento significativo. Il capo dei vampiri Kurt Barlow viene reimmaginato qui come una figura silenziosa simile a Nosferatu. Un grande cambiamento rispetto al materiale di partenza, ma le persone l'hanno capito e accolto molto bene. L'intera serie ha una grande atmosfera, un incredibile caratterizzazione e alcuni dei vampiri più spaventosi che abbiano mai graziato lo schermo.



Dopo di ciò, Tobe Hooper si ritrova nella slasher mania dell'1981 e dirige Il Tunnel dell'Orrore. Certamente il film ha i suoi ammiratori, ma è molto lontano dall'esser un gran film. Ci sono scene che sono interessanti, sanguinose e piene di suspence ma questi sono anche gli unici momenti dove  succede davvero qualcosa nel film. Sembra quasi una versione lenta de L'assassino ti siede accanto (NdT il secondo film della saga di Venerdì 13) , con quaranta minuti filati di dialoghi e tutte le scene di morte affastellate nei momenti finali . E non è come se Il Tunnel dell'Orrore voglia tentare di essere un film drammatico. è solo che Hooper è così interessato a prolungare gli spaventi in questo film da dimenticare effettivamente di inserirli. Gli effetti speciali di trucco sono magnifici, ma quasi non valgono la pena per il tempo che ci si mette ad arrivarci. Il ritmo non funziona è questo il problema. Anche Il tono non funziona. In particolare come film slasher , semplicemente non funziona.

Tuttavia a seguire immediatamente questo film arriva Poltergeist - demoniache presenze. Sembra che i film migliori di Hooper abbiano la storia produttiva più travagliata. Laddove Non Aprite quella porta ha quasi ucciso il suo intero cast e la troupe, Poltergeist è uno dei più famigerati film "maledetti" di tutti i tempi. Molte persone che erano associate al film sono morte o hanno avuto vite incredibilmente travagliate dopo il rilascio della pellicola . Si è dibattuto molto se Hooper abbia davvero diretto Poltergeist oppure no. A questo punto, molte persone credono che sia stato Steven Spielberg a dirigere la maggior parte del film e ad attribuirne la regia a Hooper perché da contratto era obbligato a non dirigere altri film mentre lavorava su E.T.. Ma è Hooper che è accreditato come regista, in ogni caso, quindi tendo ad attribuirgli la regia non importa ciò si rumoreggia sia successo.


Il successo di Poltergeist porta molte più opportunità. Hooper rifiuta molti film subito dopo aver realizzato Poltergeist e mentre i suoi due film seguenti godono di budget più consistenti non sono dei successi al botteghino. Space Vampires è piuttosto sottovalutato, bisogna ammettere che è molto divertente, ma ciò nonostante gestito goffamente. é un po' un film da quattro soldi, per esser franchi, e il ritmo è terribile. Ma gli effetti speciali sono ben fatti e l'eccentrico senso dell'umorismo aiuta. A questo film fa seguito il remake di Invaders from Mars di Hooper. Questo film ha un grande lavoro di effetti speciali e design delle creatore ma di fatto non ha nient'altro a suo favore. Tutto nel film sembra estremamente incompiuto, come se fossero andati avanti e avessero filmato la primissima versione della sceneggiatura.

Fortunatamente questi film sono seguiti dal enormemente sottovalutato Non Aprite quella Porta- parte 2, che è una totale decostruzione del capostipite e una sorta di film brillante se preso a se stante. è Sanguinoso, divertente, pieno di umorismo, tutte cose che la prima pellicola non era. Rinvigorisce il franchise, permettendo ulteriori sequel, ma non è un grosso successo di critica o di pubblico.

Quello è l'ultimo successo della carriera di Tobe Hooper. Dopo di quello arrivano film come Le Notti proibite del marchese De Sade e The Mangler - la macchina infernale, e meno si parla di loro meglio è. La cosa migliore che ha fatto dopo Non Aprite Quella Porta - Parte 2 è stato l'episodio pilota della serie Freddy’s Nightmares, e questa non è una buona cosa. Hooper è un cineasta che ha mostrato di avere visione e stile e che può chiaramente realizzare un buon film. Ma non ne ha realizzato uno in quasi trentanni. [Nota dell'Editor: Il remake di Hooper del 2004 di The Toolbox Murders, la Casa dei massacri è un godibilissimo slasher che è passato largamente sotto i radar. Non è al livello dell' Hooper al suo apice ma è un uscita estremamente godibile e gode di una grande performance da parte della veterana dei film di genere Angela Bettis.]

Tobe Hooper ha troppi successi nella sua carriera per essere chiamato regista scadente ciò nonostante ha diretto molti brutti film. Ci sono sempre fattori estranei al lavoro in queste cose. Problemi produttivi possono tormentare un film  e possono liquidarlo essendo qualcosa molto lontano da ciò che il regista ha programmato di fare . Ma è successo così tante volte nella carriera di Hooper che alcuni devono essere dovuti anche a lui. è difficile stabilire con certezza quanto talentuoso sia Tobe Hooper come cineasta e quanti dei suoi fallimenti siano davvero colpa sua. In fin dei conti, alle persone piaceranno i suoi film oppure no. Ce ne sono parecchi scarsi nel mucchio e l'idea che Hooper diriga un altro grande film sembra improbabile Ma quelli che fanno faville continuano a sfavillare e vengono ricordati con sempre maggiore affetto man mano che il tempo passa. Non importa cos'altro accadrà nella sua carriera, questo è un segno di successo .



TRADUZIONE di DAVIDE SCHIANO Di COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE: wickedhorror.com

lunedì 6 aprile 2015

COX e D'ONOFRIO PARLANODELLE FONTI D'ISPIRAZIONE E LE SFIDE DI "DAREDEVIL"

Di Shaun Manning, Staff Writer presso Comicbook resources

La prima serie originale Marvel su Netflix debutterà venerdì, 10 aprile, con una stagione completa degna di essere guardata tutta d'un fiato di "Daredevil," e le star dello show sono in piena modalità promozionale. Seguendo il rilascio online dei nuovi trailer  "Fear" e"Origins", Sabato pomeriggio, Charlie Cox, che interpreta lo stesso Matt Murdock, e Vincent D'Onofrio, il Wilson Fisk televisivo, si sono aperti sul forum di Reddit Ask Me Anything.

Ecco alcuni momenti salienti

Niente Fumetti Gratis: alla domanda se agli attori fossero stati dati fumetti da leggere per riferimento, D'Onofrio ha risposto, "Dati? No. Siamo dovuti andare a comprarceli per conto nostro! (Charlie mi ha dato una graphic novel di Devil che ho fatto finta di non avere già.)"

Sul fumetto preferito di Devil:

"Mi piace davvero molto l'albo in cui Matt Murdock difende la Tigre Bianca," ha detto Cox. "è stato così fico leggere un fumetto con una scena tanto coinvolgente in un'aula di tribunale. Inoltre Non posso non menzionare Devil: Giallo di Jeph Loeb . Davvero toccante."Ha detto inoltre che il ciclo di Brian Michael Bendis e Alex Maleev è stata molto utile per stabilire il tono dello show".

D'Onofrio ha detto che è stato interessante vedere interpretazioni dei vari autori su Fisk. "Dalle origini di Fisk in 'Spider-Man,' lungo tutta la sua strada arrivando alla serie più recente 'Daredevil,' è diventato un personaggio molto più sfaccettato. E ogni serie, incluso 'The Punisher,' ha portato cambiamenti ed approfondimento al suo personaggio."

Sulle scene eccitanti della Prima Stagione: "Ce ne sono molte," ha detto D'Onofrio. "Penso che il finale del secondo episodio con Charlie sia fantastico. L'ho visto appena l'altro giorno e mi ha fatto rimanere a bocca aperta. Dopo quella, penso che ci siano scene con Fisk e Vanessa (che è interpretata da Ayelet Zurer) che si sono rivelate eccellenti. E quello che succede in quelle scene credo che nessuno se l'aspetti da una serie di supereroi."

Analogamente, D'Onofrio ha detto che consiglierebbe "Daredevil" perché "è un modo nuovo di fare uno show sui supereroi. Rappresenta qualcosa di diverso da ciò che avete viso prima. Per via delle sceneggiature di Steven DeKnight e, come ho detto, della piattaforma sotto quest'ombrello di Netflix. Netflix ci ha concesso il tempo e ci ha dato la cura per farlo bene, quindi avrete 13 ore di storytelling. Questo è qualcosa, quando si parla di supereroi, che non avete mai sperimentato prima. E io credo che abbiamo preso il tempo che ci hanno dato ed eravamo ispirati dal materiale. E secondo la mia opinione, abbiamo fatto un lavoro incredibile."

Sul costruire il personaggio: Agli attori è stato chiesto riguardo a cosa rende il loro personaggio interessante, in poche parole. Descrivendo Fisk in tre parole, D'Onofrio sceglie "Bambino e Mostro." Cox ha detto che la cosa più interessante su Devil è che , "Mi piace pensare che Devil sia etichettato L'Uomo Senza Paura dal pubblico che vede ciò che fa ma in realtà è un uomo che prova paura come tutti noi. Sono impressionato da qualcuno che è spaventato ma sceglie di agire ugualmente."

D'Onofrio ha aggiunto, "Penso che il grande cambiamento che Charlie ha realizzato come attore è stato non separare i due- Matt Murdock e Devil. Loro sono una cosa sola. Credo che sia stata una scelta di Charlie, e un attore, e questo è stato davvero intelligente. Diversamente dagli altri supereroi, non c'è davvero nessun cambiamento quando indossa il costume da vigilante . Lui è Matt Murdock e Devil tutto il tempo."

Sull'apparizione dei personaggi di "Daredevil" nel Marvel Cinematic Universe: D'Onofrio ha detto che adorerebbe apparire in "Captain America: Civil War," ma non gli dispiacerebbe essere "nell'intera serie." "Inoltre, dato che Spidey è tornato alla Marvel, non c'è nessuna nemesi più malvagia di Wilson per Spidey."

Sull'essere fuori dal coro: Alla domanda su cosa renderebbe differente "Daredevil" dagli altri show sui supereroi, D'Onofrio ha detto, "penso perché è sotto l'ombrello di Netflix, noi abbiamo l'opportunità di fare cose che gli altri show Marvel non stanno facendo. Noi possiamo essere, per mancanza di termini migliori, intensi e feroci, semplicemente per via della nostra piattaforma. Ed è stata presa molta cura per questa serie Daredevil. Tutti volevano fare un lavoro incredibile per i fan."

When you're a Jet: Interrogato su chi vincerebbe in un combattimento fra Cox e Ben Affleck, entrambi come Devil "ma nello stile di West Side Story," Cox ha risposto semplicemente, "Vincerebbe lui."

TRADUZIONE di DAVIDE SCHIANO di COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE: comicbookresources

domenica 5 aprile 2015

Perché Session 9 è uno dei film horror più intelligenti degli ultimi 15 anni


Di Nat Brehemer

Difficile credere che Session 9 di Brad Anderson abbia quasi quindici anni. Molti degli horror che sono stati realizzati nella stessa epoca non hanno resistito alla prova del tempo, ma questo ce l'ha fatta ed è facile capire il perché. è uno dei film più d'atmosfera, più destabilizzanti psicologicamente mai realizzati. è facile,per certi versi, rappresentare la sensazione di una casa stregata sullo schermo. Ciò che è più difficile è ricreare la sensazione di un posto che non è stregato, un posto che ti faccia accapponare la pelle in un modo che non riesci a spiegarti per ragioni che non riesci a capire. Questo è il tipo di cose che Session 9 intendeva sfruttare, e lo fa meravigliosamente.

In termini di spaventi, Session 9 è pari all'Esorcista. La differenza è che questo film non ci da quasi nulla su cui lavorare. C'è una vaga atmosfera sovrannaturale, ma non succede nulla di soprannaturale, almeno nulla in senso più stretto. Come ho detto, questo non è un film su di una casa stregata. Invece, parla di un piccolo gruppo di persone in un luogo isolato che—mentre appare enorme dall'esterno — è decisamente claustrofobico. Queste persone non sono intrappolate con una forza ultraterrena, o dai fantasmi degli ex pazienti dell'ospedale. Sono intrappolati con se stessi e, alla fine, questo si dimostra essere molto più spaventoso.

Essendo un progetto basato sui personaggi, gli attori e il casting sono molto importanti, ma tutti riescono a portare a termine il lavoro facilmente. David Caruso sembra essere la nostra voce della ragione all'inizio ma rapidamente arriviamo a capire che è uno dei più squilibrati del gruppo

In un certo senso, comunque, l'istituto è infestato dai fantasmi degli ex pazienti. Non appaiono in senso paranormale, bensì attraverso registrazioni d'archivio scoperte da Mike, quello del team che ha lasciato la facoltà di legge che si considera un esperto del manicomio. Queste registrazioni sono probabilmente la parte più inquietante dell'intero film , persino più spaventose dei veri e propri omicidi che sono lì  —più che altro—semplicemente per aggiungere peso alla storia. Queste registrazioni consistono di una serie di sessioni con una paziente di nome Mary, che soffre di disturbo dissociativo dell'identità . Non abbiamo ne flashback, ne elementi visivi, solo l'audio delle interviste con Mary e le altre sue personalità.

Questo è un lavoro coraggioso e magistrale, mostrando davvero quanto poco serva per creare una paura genuina quando si sa cosa si sta facendo. Mike scorre attraverso ogni sessione ossessivamente, naturalmente in un crescendo fino alla sessione 9, in cui il dottore parla con la personalità più privata di Mary, Simon. Mentre all'inizio non conosciamo i dettagli di ciò che Mary ha fatto, viene rivelato che ha pugnalato a morte suo fratello ed era la personalità Simon che ha commesso l'omicidio o convinse Mary a farlo. 

Come in molti ottime opere d'arte, c'è molto spazio lasciato all'interpretazione in Session 9. Si potrebbe, suppongo, obbiettare che c'è un vago elemento soprannaturale nel film. La Presenza Simon che ha indotto Mary a uccidere  potrebbe essere ancora nel manicomio, potrebbe stare inducendo Gordon a uccidere il suo gruppo uno a uno. Penso, però, che vada un po' più in profondità, il che è appropriato. Ovviamente, non sto dicendo che i film sulle Possessioni non possano essere brillanti . Ma Session 9 è intelligente nell'evitare le tipiche trappole della possessione e concentrarsi invece sull'elemento psicologico, specialmente per un film che —data l'ambientazione—avrebbe potuto ricadere nel generico molto facilmente. Invece di essere una presenza vera e propria, Simon potrebbe semplicemente rappresentare il piccolo frammento di malvagità che risiede in ognuno. Gordon, l'assassino, è la persona più stabile all'inizio del film. Naturalmente, quell'apparenza inganna e la sua calma apparente si frantuma sempre più, rivelando la caotica personalità sottostante.

Ognuna delle personalità di Mary vive in una differente parte del suo corpo, stando a quando dice. Loro vivono dietro i suoi occhi, o dietro la sua lingua. Quando alla fine Simon parla, il dottore gli chiede dove vive e la sua risposta è “Io vivo nei deboli e negli umiliati". Queste sono le ultime parole del film e mentre potrebbero apparire anti climatiche, la risposta in effetti  riassume ciò di cui parla il film. Simon è l'oscurità all'interno di tutto, ma questo particolare tipo di oscurità —persino in maniera strettamente psicologica— corrode i vulnerabili e i disperati. è successa con la povera, confusa Mary ed è successo a Gordon, che si stava sbriciolando sotto lo stress del suo matrimonio e della paternità quando compare il suo personale Simon

Session 9 è un film eccezionalmente intelligente e non meraviglia che continui a funzionare bene dopo quasi quindici anni . Si tratta di un film potente, che infesta nel vero senso della parola, mettendo in mostra brillantemente che cosa l'orrore psicologico può conseguire al suo meglio.


TRADUZIONE DI: DAVIDE SCHIANO di COSCIA
ARTICOLO ORIGINALE:wickedhorror.com

venerdì 3 aprile 2015

QeA: Jeremy Gillespie e Steve Kostanski su “THE VOID”


Quando si parla dell'horror, sembra sempre che ci sia una forte rinascita internazionale del genere consistente abbastanza da influenzare l'intero spirito dell'epoca. In Giappone, il “J-Horror” ha regnato supremo, seguito dal movimento French Extremity e poi dalla rivoluzione dell'horror Sudamericano. Ma adesso, sembra che il Grande Nord Bianco abbia il suo turno di avere un posto al sole, con cineasti Canadesi come Le Soska Sisters, Jason Eisner, Denis Villeneuve e Lowell Dean che stanno portando l'estetica degli horror vecchia scuola degli anni 70 e 80 insieme alle tecniche dello storytelling contemporaneo  Ma forse nessun cineasta Canadese ha tradotto quell'estetica in puro caos filmico quanto la Astron-6, scatenando sia MANBORG che FATHER'S DAY su di un pubblico ignaro, e adesso, due membri della Astron-6 si stanno avventurando in qualcosa di molto più viscerale: THE VOID…

è proprio così: Jeremy Gillespie e Steve Kostanski, i geni responsabili degli effetti visivi e degli effetti speciali della Astron-6 che erano anche dietro “W is for Wish” segmento in THE ABCs OF DEATH 2 sono tornati e si stanno misurando con il loro progetto più spaventoso finora, THE VOID, rivolgendosi a Indiegogo per essere sicuri che il film arrivi con il loro inimitabile marchio di effetti speciali splatter di livello superiore  . Ma fate attenzione , il loro progetto di prova (che potete vedere sopra su Indiegogo) ipotizza qualcosa di molto più serio e terrificante da ciò a cui possiamo essere stati abituati dal collettivo horror. FANGORIA ha contattato Gillespie e Kostanski riguardo all'entrata in THE VOID, concedendoci di esordire con un esclusivo sguardo dietro le quinte per scoprire come hanno realizzato il loro teaser di prova, che potete trovare continuando a leggere il botta e risposta qui di seguito!

FANGORIA: Come vi è venuta l'idea per THE VOID?

JEREMY GILLESPIE: Stavo leggendo un intervista con Guillermo Del Toro, di quando stava lavorando su  AT THE MOUNTAINS OF MADNESS, e lui disse qualcosa tipo di “Stiamo realizzando i mostri di Lovecraft in un modo che nessuno ha mai visto prima". Istantaneamente ebbi una visione di ciò che significava per me, ed è un immagine davvero chiave per THE VOID, da cui tutto è partito. Inoltre stavo guardando film horror anni 70 ossessivamente, e in un certo modo ho fuso le due idee assieme. L'ho proposta a Steve e si è evoluta da lì.

STEVE KOSTANSKI: Jer mi disse che gli piaceva l'idea di ambientare un film dell'orrore in un ospedale, e visto l'amore di entrambi per l'ESORCISTA 3, HALLOWEEN 2, HELLRAISER 2 e SILENT HILL,  lentamente noi iniziammo a dare consistenza a un'idea che è si è evoluta in THE VOID. 3 anni dopo, stiamo facendo un film!

FANGORIA: Il teaser di prova sembra molto più serio rispetto i precedenti film Astron-6. Come si posizionerà THE VOID  tra le precedenti produzioni della Astron-6?

GILLESPIE: a questo punto i film della Astron-6 sono quasi un genere a se state, quindi non posso davvero fare un paragone. C'è decisamente una differenza di tono, e stiamo davvero provando a spingere i valori di produzione e la materia trattata al prossimo livello. Il bersaglio della nostra ambizione è davvero vasto su questo progetto.

KOSTANSKI: L'analogia che continuo a ripetere alle persone è che THE VOID starebbe nella stessa cineteca con MANBORG e FATHER’S DAY, solo su di un diverso scaffale. Mentre potrebbe non essere auto referenziale quanto gli altri nostri lavori, ha lo stesso spirito creativo.



FANGORIA: Sembra che in Canada, ci sia quasi questo rinascimento dell'horror nostalgico, emulando gli stili, la musica e il tono dei film horror anni 70 e 80 ma con la consapevolezza contemporanea. Che cosa vi affascina di più di quell'epoca dell'horror?

GILLESPIE: In retrospettiva,  sembra che ci fosse molta più libertà e varietà nelle tipologie di film fatti allora. Non avevano sviluppato le "regole" dell'horror moderno, quindi i concetti più folli riuscivano a farcela. Ma potrei parlare in questo modo perché sono completamente logorato . Ora molte cose mi sembrano compiacenti o studiate a tavolino.

KOSTANSKI: C'era un'innocenza divertente allora, persino nei più oscuri,cupi  film horror. le persone inventavano le tecniche cinematografiche man mano che andavano avanti. C'è un grezzo, istintivo senso di creativitò in film come NON APRITE QUELLA PORTA o La CASA che è contagioso. Non puoi guardare uno di questi film e non avere immediatamente voglia di correre fuori, afferrare un po' di sange finto e realizzare un film folle. Almeno è così che mi sento io quando li guardo!

FANGORIA: Nel vostro video, sottolineate molto l'importanza degli effetti speciali fatti a mano. Con quello alla ribalta in THE VOID, riuscireste a immaginarvi  approcciare un progetto horror senza effetti speciali fatti a mano (sia narrativamente che tecnicamente) o a questo punto sono indissolubilmente connessi alla vostra mentalità?

GILLESPIE: non ho alcun preconcetto su come fare un film, ma da spettatore , mi è sempre piaciuto vedere cose che sapevo essere fisicamente presenti quando la scena è stata girata Inoltre, la computer grafica fatta bene, costa enormemente. Ma se qualcuno volesse darci tutti quei soldi, penso che potrei fare un tentativo.

KOSTANSKI: Gli effetti speciali fatti a mano sono solo un altro strumento che aiuta a raccontare una storia, e la computer grafica non è diversa. Entrambi possono essere risorse preziose, ma nessuno è assolutamente necessario per realizzare un film horror efficace.

FANGORIA: Anche se il progetto è ammantato di mistero, c'è qualcosa riguardo THE VOID che potreste dirci che potrebbe ispirare i lettori di FANGORIA a tenere d'occhio il progetto?

GILLESPIE: Nessuno sta facendo qualcosa di simile. lo garantisco.

KOSTANSKI:  I Mostri non fanno più paura. 
è ora di rimediare!


Potete aiutare KOSTANSKI e GILLESPIE a raggiungere l'obbiettivo per realizzare i loro effetti speciali fatti a mano al loro indiegogo QUI. Tenete d'occhio FANGORIA per maggiori informazioni su THE VOID.

ARTICOLO ORIGINALE: Fangoria
TRADUZIONE di DAVIDE SCHIANO di COSCIA

giovedì 2 aprile 2015

La lettera d'amore di Nathan Fillion per Walking Dead

Di Nathan Fillion @NATHANFILLION



The Walking Dead
Postato il 31 marzo  2015

Con The Walking Dead che sta dividendo in due il pubblico, Non dovrebbe sorprendere che l'idolo dei nerd Nathan Fillion si considera tra i fan della serie di successo dell' AMC sugli Zombie Per questo il veterano di Firefly e Dr. Horrible sing along blog ha scritto una lettera d'amore per EW:

Se siete qui per  il riassunto dell'ultimo episodio , sarete delusi. Non ci sono gossip o intuizioni su "Cosa pensi che farà questo personaggio?" qui. Questa è una lettera d'amore.

Parliamo d'intrattenimento. Alcuni dei programmi li guardo per l'evasione dalla realtà, e altri, per il viaggio. La differenza è se questo show mi sta distraendo, o se questo lavoro può farmi sospendere l'incredulità e trasportarmi nel reame del "...e se?". Di sicuro non mi sintonizzerò la prossima settimana se non m'importa di ciò che accadrà in seguito Datemi una storia che mi faccia chiedere cosa farei io nella stessa situazione. lasciatemi preoccupare per personaggi che ho imparato a conoscere, guardandoli crescere e imparare, o ristagnare e fallire  . Lasciatemeli odiare, lasciate che mi deludano. Lasciatemeli vedere fare scelte dettate dalle loro esperienze. 

Quando mi immergo davvero in un programma, trascende la tipica esperienza di guardarlo a casa da solo . Voglio condividerlo, radunare i miei amici. Ho bibite e cibo, talvolta in tema con il programma. Diventa un evento. Ci crogioliamo nell'eccitazione di aver aspettato tutta la settimana, parliamo delle parti che ci hanno emozionato, pronosticando cosa avverrà in seguito e perché pensiamo succederà. Porto nuove persone che non hanno mai visto lo show per farne degli appassionati , e vedo l'eccitazione crescere in loro solo per essere attorniati da altri che sono già stati conquistati Ci raduniamo di fronte alla televisione e abbassiamo le luci. Tutti trovano una posizione confortevole, facciamo battute e commenti dell'ultimo minuto, e poi --- silenzio. Lo show inizia. L'attesa è terminata. la settimana passata parlando dell'ultimo episodio è terminata. L'anticipazione è saziata. Il viaggio continua.

Trascorriamo la pubblicità urlando, ansimando, e commentando, positivamente o negativamente, non importa. Quello che importa è che ci faccia provare qualcosa. Emozioni nascono dal niente—nient'altro che una storia ben scritta e raccontata.

Grazie, Walking Dead. Grazie per sopportare il caldo ad Atlanta. Grazie per il sacrificio di lasciare le vostre case Grazie, cast e troupe, scrittori e produttori, casting e reparto costumi. Grazie, trucco e parrucco, comparse e tutti gli artisti che interpretano i walkers. a tutti voi, grazie.

Per quelli di voi che non hanno ancora visto The Walking Dead, non dovete essere per forza interessati nell'apocalisse. Non avete bisogno di essere curiosi d'immaginare come sopravvivereste se la società, le attività commerciali, le infrastrutture e la civilizazzione si fermassero. Non deve nemmeno piacervi di pensare alle difese contro gli zombi per godere di un buon racconto... 

ma aiuta.

TRADOTTO da DAVIDE SCHIANO DI COSCIA
Articolo originale: EW.COM

lunedì 21 aprile 2014

Doctor Who - Touched by an Angel


                                        

                                                Doctor Who - Touched by an Angel
                                                                         or
                                        The Future is not written, sometimes neither the Past.  

In 2003, Rebecca Whitaker dies in a car accident. In 2011 her husband Mark is still grieving. He receives a battered envelope, posted eight years ago, containing a set of instructions with a message: "You can save her". Another thing makes the envelope weirder : it seems written by his own handwriting. From that moment Mark starts to see a statue of an angel on every screen he encounters. A man who call himself  "The Doctor" with a girl and a boy tells to him that is not a statue but a Weeping Angel and what it wants is to send him back to his own past. Mark have the chance to save Rebecca but why this is happening to him? What's the plan of the Weeping Angel? What happens if he save his wife?
Usually the books made for a franchise created for a media -cinema, comic books or, as in this case, Tv Show- are not so good: mostly they are a mere celebration of the characters born on the main franchise's product with pretty weak stories and poorly written secondary characters. Mainly this products are just for fans but Jonathan Morris with "Touched by an angel" , part of the Doctor Who's franchise, made something quite different. 
Morris understood a simple but extremely important lesson: is quite impossible for readers to identify themselves with characters like The Doctor, they need someone closer to them. The main character of this book is not the Doctor but Mark, an average guy who has the chance to save the love of his life. Readers can identify themselves with him, fear for his safety and joy with him. During all the story the Doctor is on the backgroound except in the end when he returns to save the day. Johnatan Morris use the Sci-fi to tell about human life in his developement. Touched by an Angel is an excellent example of how a writer can tell an intresting story no matter how old or complicated is the franchise.
Touched by an Angel can be liked even from those whom are not Doctor Who's fans and yet it will make the whovian happy too.